domenica 27 maggio 2018
INTEGRAZIONE-INTEGRALISMO
INTEGRAZIONE-INTEGRALISMO
L'incontro è parte della rassegna MENS-A un evento culturale internazionale sul Pensiero Ospitale, tra Scienze Umane, Filosofia e Storia, ideato dall’Associazione APUN (LFA - APS) in collaborazione con l'Università di Bologna. MENS-A ha come tema 2018 Futura Umanità. L’intento è quello di riflettere sul pensiero inclusivo, sulla tolleranza e sulla capacità conviviale di relazioni attente all'uomo e al progetto comune. MENS-A prevede incontri, conferenze, laboratori e sono presenti grandi nomi internazionali. L’obiettivo di MENS-A è quello di creare una rete che valorizzi innovazioni di processi, il pluralismo culturale, il Patrimonio vivente, secondo il concetto di cultura metropolitana e attrattiva turistica.
L'incontro si aprirà con una visita guidata del Museo sul tema "Bologna dell'acqua e della seta" dalle ore 10:00 alle 10:40.
giovedì 3 maggio 2018
La Direzione.
In primo luogo solidarietà a Gianni Cuperlo e ammirazione per il suo modo di reagire, un dirigente all'altezza. Sul resto: un compromesso difficile .
Forse, per spirito unitario l'avrei votato anch'io ma confermo una valutazione di estrema preoccupazione sulla situazione seguita al voto e i suoi sviluppi.
Una linea politica non c'è. Renzi ha bloccato con energia e consenso nel nostro mondo, ormai però molto ristretto, una linea politica che stava emergendo dallo stesso Presidente della Repubblica e da altri esponenti della storia e del presente del centrosinistra di assoluto valore, come Prodi, Veltroni, Fassino. Come Cacciari aveva previsto, una profezia facile ma solo da lui l'abbiamo sentita, almeno nei forum televisivi e per questo lo cito, solo con un preaccordo con Renzi si poteva evitare di vedersela sfumare. È stato un errore dichiararne, o quasi,
la possibilità sospesi nel vuoto, o almeno così lasciare intendere con le proprie parole.
Ma aver bloccato una prova, difficile, ma unica nelle condizioni date, rischia di condannare il Pd o ad una nuova avventura istituzionale con la destra e senza M5stelle, che, ad ora, non pare nemmeno realistica, oppure a nuove elezioni.
Se anche il voto friulano e giuliano venisse confermato come tendenza il Pd vedrebbe, in una elezione prossima, un ulteriore calo appena frenato e la destra, una destra xenofoba ed estrema, un proprio decisivo trionfo. Il segretario reggente ha ora un voto di conferma, non era per nulla scontato, ma in una situazione dove si blocca la marcia del motore in attesa ripartenza
Davvero non si può chiudere la giornata con maggiori e migliori auspici di quanti ne avessimo. ieri. Vedremo le consultazioni di Lunedì e vedremo cosa si intende per spirito costruttivo, il termine adoperato da Martina e quindi votato, ma in un mare di no.
domenica 29 aprile 2018
Marx, duecento anni.
Tutto è morto, tutto è vivo, come in ogni classico del pensiero di assoluta grandezza. La diversità di Marx dagli altri grandi pensatori consiste nell'obiettivo: cambiare i rapporti di forza fra le classi sociali fino a raggiungere l'uguaglianza.
La descrizione dei mezzi ideali , materiali, storici, sociali per raggiungerla è un insieme di rarissimo pregio di idee altrui rimesse in fila secondo una conseguenzialità aperta e non dogmatica, da Hegel agli economisti maggiori, che predissero e descrissero insieme il grande sviluppo dell'economia dovuto alle rivoluzioni borghesi. Eppure sono proprio questi lasciti ereditati, queste tessere del mosaico che, di volta in volta, ad ogni mutamento delle vicende storiche appaiono vetusti, ora maggiormente l'uno, ora maggiormente l'altro. Si può dire che quasi sempre è proprio l'uso che Marx ne fa che mantiene in qualche modo all'attenzione questi elementi.
C'è da dire che I critici di Marx generalmente affermano il contrario, accusano l'obiettivo del suo pensiero di essere caduco e comunque irrealizzabile, il famoso "Dio che ha fallito".
Questi critici, potremmo dire, quando "gli affari" vanno bene, per la loro classe, annunciando che il culmine è già raggiunto e la storia terminata, a chi è soggetto penserà chi comanda. Quando gli affari vanno male predicano la fine del mondo e, più pericolosamente, un angelo sterminatote che rimetta le cose a posto, come ci ricordava Bunuel. In realtà "il mondo" non può fermarsi e le evidenze della drammatica inadeguatezza del modo di produrre, consumare, dirigere sono così grandi da oscurare persino la natura, la tela, non solo il dipinto fatto dagli uomini. È quindi assai meno caduco l'obiettivo fondamentale di Marx dei suoi assunti specifici e delle teorie dalle quali li ha tratti.
Come tradurre l'obiettivo in progetto, come ridurne il sogno e l'utopia nella teoria che, pur pretendendo di spiegare il mondo intero, viva per la sua epoca, risvegli Adone, rinverdisca l'albero, non lo sappiamo. Sappiamo che tale teoria sarà figlia del momento che illumina non lo precederà.
Anche questo Marx ci ha insegnato.
giovedì 12 aprile 2018
I DUE PIANI DELLA PACE
La pace ha pochi operai ma non è scomparsa dal cuore e dall'intelligenza del nostro popolo.
La crisi siriana e la grande confusione che si vede nelle reazioni di tutte o quasi le forze politiche lo dimostrano.
Vi sono due piani, differenti. Vanno entrambi affrontati.
Inizio dal piano della politica ufficiale e del Governo. Il Governo che non c'è aumenta la confusione e l'incertezza, ma su quale visione dovrebbe muoversi, se vi fosse?
L'Italia fa parte di un quadro di alleanze. Non può enon deve liberarsene, soprattutto adesso con la Presidenza Trump che si caratterizza per la totale irresponsabilità e la semiscomparsa dell'Europa comunitaria. Bisogna agire, nelle alleanze, per proporre e contribuire a determinare una linea diversa da quella Trump-Macron. La strada è stretta, non è impossibile.Dire sì a un intervento, di dubbia motivazione e di obiettivi confusi o inconfessabili, sarebbe un tragico errore. Ma bisogna agire per linee interne. Il "pacifismo" di Salvini e più sfumato di Di Maio , ha origini lontane, si nutre di una visione nella quale si devono cercare alleanze con tutti i paesi dove nazionalismo e militarismo prevalgono. Si riproducono schemi antichissimi. Siamo non distanti dalla Triplice Alleanza di fine '800, con il Kaiser, l'Impero austroungarico e una malcapitata Italia che poi tradì.Ma anche l'occidentalismo sfrenato, dove convergono sempre meno parti della politica e dell'opinione pubblica, è un'ancoraggio debolissimo, oltre che ingiusto. Bisogna puntare a fare evolvere la situazione verso nuove mediazioni e nuovi assetti, come fecero i grandi socialdemocratici europei come Brandt, nella Nato ma per l'Ostpolitik.E' finita l'era di Yalta ma è in via di termine anche l'età successiva all'89 che vedeva un'unica superpotenza. Guai a non capirlo. L'altro piano che bisogna affrontare è quello della visione di fondo, culturale e sociale. Deve risorgere un pacifismo moderno ma non meno agguerrito di quello che nell'epoca dei Cruise e degli SS20 contribuì a fermare l'escalation a preservare la pace oltre che, indirettamente, dando sponda a Gorbaciov a destrutturare il sistema dell'Urss e dell'Est europeo. Ci deve essere una presenza, autonoma e diffusa, dei movimenti oggi non scomparsi ma micronizzati e impegnati quasi soltanto nelle "buone pratiche" locali di altra economia e solidarietà. Chi vuole un ruolo, a sinistra e nel sociale, pensiamo al mondo sindacale in primo luogo, si mobiliti e chiami alla mobilitazione, oppure lo faranno, aumentando confusione e opposti rigetti, frange più estreme o anche solo più isolate. I temi non sono oscuri. una Siria libera dalle bombe, ripresa e definitiva vittoria contro il terrorismo garantita dalle sedi internazionali, a partire dalle Nazioni Unite e non dall'orrore della catena di interventi uno contro l'altro delle superpotenze e delle potenze regionali. Altro verrà. Questo sarebbe già sufficiente, ora.
sabato 24 marzo 2018
L'intervento di Napolitano alla prima seduta del Senato, una interpretazione.
Così poteva apparire in particolare la parte dove si esprime un giudizio severo sul Pd e, attenzione, imdirettamente su tutti quelli che hanno governato nel passato recente ed hanno perso. Una severità che poteva risultare giusta, per molti, ma moralistica , addirittura un cedimento ai sentimenti personali. Non è così o per lo meno non è solo così, in quel discorso c'è ben altro.
Perchè è importante capirlo? Non solo per deferenza verso la persona ma perché un attore rimane che potrebbe avere idee molto simili a quelle di Napolitano e provare a realizzarle concretamente: il Presidente Mattarella. Allora veniamo al punto, anzi ai punti. Provo ad enumerarli: il primo in assoluto è quello affermato in conclusione.
È un riconoscimento MEDIATO, meglio AFFIANCATO dalla funzione del Capo dello Stato.
Un discorso realista, nel solco della tradizione togliattiana, di grande interesse e di obbligatoria riflessione, per tutti. Anche perchè altre parole, al medesimo livello, non abbiamo ancora udito. I punti più deboli sono quelli di sempre , di Napolitano. Una mancata citazione delle proprie responsabilità, magari a difesa e rivendicazione dell'insieme dei risultati, la velatura "istituzionale" dell'identità di sinistra, cui si aggiunge, a mio parere, il sottacere del tema del razzismo. D'altra parte il ribadito rigetto del fascismo e la citazione negli elementi che hanno condotto all'esito del voto, della sofferenza dei ceti impoveriti non sono oggi un "minimo" ma, temo, una eccezione positiva nel silenzio dei più.
venerdì 9 marzo 2018
Qualcuno per esempio era una Donna: "ESTELLA", TERESA NOCE.
I monumenti non sono mai adatti a commemorare chi ha voluto la giustizia però mi piacerebbe che a Bologna facessimo un monumento alla nostra Rosa Luxemburg; TERESA NOCE.
Proprio un monumento, altro non basta, dove l'8 marzo succedesse qualcosa e dove il 1 Maggio portassimo un garofano, ogni anno.(Qualcuno ha voluto la rivoluzione perchè adolescente aveva detto no, assolutamente no alla guerra dell'inutile strage, perchè voleva l'uguaglianza, la giustizia, qualcuno ha sfidato in Europa il nazismo, qualcuno ha combattuto il fascismo in Spagna, in Francia e in Italia, qualcuno è stato nel lager di Ravensbruck, qualcuno era nei 75 che hanno scritto la Costituzione, qualcuno ha lottato per le donne, per le sartine,, per le operaie, perchè lavorando il doppio a casa e in fabbrica avessero almeno pari salario, qualcuno di importante non ha badato alla carriera, qualcuno ha difeso le proprie idee con tutti, anche il partito.
Qualcuno per esempio era una Donna: "ESTELLA", TERESA NOCE.
sabato 10 febbraio 2018
Antifascismo. La marcia di Macerata e le altre.
A Roma, NON a Macerata, invece, che non è la Reggio Calabria di Ciccio Franco.
Prima invece la si è indetta poi la si è disdetta, creando ovviamente volontà più radicalizzate. La manifestazione che si è svolta "comunque" ha avuto a questo punto caratteri più estremi, polemici ed isolabili. Non ho condiviso la decisione di partecipare e sono convinto di averlo fatto a ragion veduta, non mi pare tuttavia che la si debba archiviare con esagerate e indistinte stroncature pena il rischio di ambiguità nella valutazione di tutta la questione.
Vanno invece fermamente condannate le frasi sulle foibe, estremamente minoritarie ma inevitabilmente capaci di costituire, oltre che una aberrazione, scherzosa o meno volesse essere, un problema politico per tutti i manifestanti e non solo per loro. A questo punto acquistano un valore ed una importanza ancora maggiori le manifestazioni "locali", come quella di Bologna. La partecipazione raccolta non va dispersa ma riconvocata, chiamata a divenire movimento, civile e democratico. Le occasioni non mancheranno ma devono essere frutto di un percorso autonomo di crescita e radicamento non di prevedibili ulteriori necessità di risposta.
giovedì 25 gennaio 2018
Il ricordo di Paolo Tomasi.
, in Palazzo d'Accursio, Comune di Bologna, Piazza Maggiore. Interventi di Luciana Castellina. e di Matteo Lepore, Assessore alla Cultura del Comune di Bologna.
martedì 7 novembre 2017
Elezioni siciliane.
domenica 24 settembre 2017
Il voto della Germania e noi.
Che dire, allora. E soprattutto, come si dice ad ogni passaggio grave: che fare? Ci parlino i classici della storia democratica e del socialismo, non intendendendo tanto i leaders quanto le situazioni dove si formarono scelte esemplari che hanno fatto la storia.. Se non è stato di buon gusto, negli ultimi decenni, studiarli e citarli, pazienza. Starà a noi mutare le loro parole in altre comprensibili nell'odierno, ma ritenendone il senso interiore. Ad ogni grave crisi, senza base sociale, la democrazia scricchiola e può persino cadere. Difendiamone i valori ma sapendo bene che senza un programma di restituzione alle classi sociali arretrate non c'è nessun valore che possa riconquistare primati di consapevolezza e di condivisione.
24 settembre 2017
"Il progresso d'Italia"
lunedì 28 agosto 2017
venerdì 28 aprile 2017
La scomparsa di Giorgio Guazzaloca. Un intervento a Radio Città del Capo.
Una trasmissione di Radio Città del Capo alla quale ho partecipato
http://www.radiocittadelcapo.it/archives/scomparso-lex-sindaco-di-bologna-giorgio-guazzaloca-182721/
mercoledì 26 aprile 2017
La scomparsa di Giorgio Guazzaloca.
È stato un punto di riferimento per una parte rilevante della società bolognese e per questo vinse contro una sinistra divisa.
Ne ho contrastato gli atti di governo, insieme, allora, a tutti I partiti di Centro sinistra. Lo feci, scusate il ricordo personale, con decisione, qualche volta con asprezza, sui contenuti, rifiutando invece di trasferire, magari a copertura di una opposizione politica più blanda, il contrasto sull'uomo.
Non ho mai approfondito una conoscenza direttamente. Allora mi sembrava poco serio farlo e dopo non ci furono mai l'occasione e il perchè.
Per questo esprimo un cordoglio che può davvero appartenermi, senza formalità necessarie forse ma quasi sempre insincere.
lunedì 24 aprile 2017
Elezioni presidenziali francesi, il risultato del primo turno.
lunedì 6 febbraio 2017
Capacità di leggere e scrivere. La denuncia dei 600 docenti
lunedì 5 dicembre 2016
Le dimissioni di Renzi
martedì 15 novembre 2016
La vittoria di Trump. Prime note.
La più richiamata attribuisce tout court la vittoria al voto per il candidato di estrema destra da parte dei ceti popolari “abbandonati dall'elitarismo dei democratici”.
C'è una parte di verità in questa sintesi ma anche molto di fuorviante.
In poche parole, non è vero che Trump abbia convinto ceti di "sinistra sociale" inconsapevoli e/o abbandonati, è vero invece che si è determinato un allontanamento di alcune componenti, vaste, di questi ceti dalla proposta dei democratici.
Il risultato sembra lo stesso ma non è così. Il voto di Trump non è una generica protesta anti-sistema, è un voto a destra, radicale ed inequivoco dove si è ritrovata la grandissima parte dell'elettorato moderato e dell'america bianca. Guardiamo meglio i dati.
Innanzitutto non è vero che Trump ha vinto per aver determinato a suo favore spostamenti elettorali socialmente significativi.
Donald Trump entra alla Casa Bianca con meno voti popolari rispetto a quelli ottenuti 4 anni fa da Mitt Romney.
A permetterglielo è stato il risultato dei democratici, con Hillary Clinton che, pur vincendo nel voto popolare, ha perso oltre 6 milioni di voti rispetto all'elezione di Barack Obama nel 2012.
Diventano quasi 10 milioni, se si considerano i voti ottenuti nel 2008, l'elezione del grande successo del presidente
uscente.
In sintesi i candidati Democratici alla presidenza hanno perso poco meno di 4 milioni di voti nel '12 rispetto all' '8 e altri 6 milioni nel '16 rispetto al '12. Una parte sono andati ai Repubblicani, come sempre avviene, nel normale interscambio fra i due partiti, e probabilmente una quota di voti repubblicani è andata invece a Hillary. Invece l'enorme maggioranza dei voti che hanno lasciato i Democratici si è dispersa, in particolare nell'astensione, qualcuno anche in proposte alternative, determinando la sconfitta di Clinton, ma non certo raggiungendo Trump.
La Clinton ha presentato senza dubbio dei limiti di innovazione, di simpatia, di popolarità, ma i fenomeni di erosione, di abbandono, vengono da più lontano e, in maniera più o meno simile, avvengono a danno di altre "sinistre" in Europa e non solo. E' interessante osservare le prime indicazioni che possediamo sull'origine sociale del voto a Trump e del voto alla Clinton.
Come da analisi Reuters sono i ricchi a votare Trump, più si scende nella scala sociale e meno voti prende il cosiddetto Tycoon.
Anche la ripartizione geografica è indicativa. Trump vince in tutti gli stati di tradizionale e solido orientamento conservatore, nelle aree rurali.
E gli altri dove ha prevalso, allora? Clinton perde molti stati per pochissimi voti.
Così in Michigan, dove 11.000 voti separano Trump dalla Clinton, in Wisconsin, dove la differenza tra i due candidati è di 27.000 voti, così in Florida, dove sono 120.000 i voti repubblicani in più.
Infine bisogna ricordare che la Clinton ha ricevuto il 55% dei suffragi degli under 30, il 54% delle donne e il 65% degli ispanici e un numero altissimo di voti di neri, di poco inferiore alla percentuale di Obama (l'89%).
Allora... a) la coalizione (minoranze di massa-città) determinata da Obama non è smentita dal voto andato alla più moderata Hillary, nel senso che l'architettura del voto alla Clinton non è sostanzialmente diversa da quella del voto a Obama, anzi, in un certo qual modo i caratteri di quest'ultima sono ormai- non superabilmente- la cifra di tutto il voto democratico, però (b) al voto democratico è mancata una quota rilevante di conferme di voto. I motivi sono noti ed anche i ceti sociali che più si distaccano: ceti medi proletarizzati dalla crisi e, in questo ambito, a nostro avviso, ceti di media o buona intellettualità del pubblico impiego o subordinati in ambiti privati. Infine, cosa non meno importante...(c) la proposta estrema di Trump, se non ha avuto voti “nuovi” da aree e identità sociali più democratiche, a differenza di quel che si scrive in questi giorni, non ha allontanato quasi nessuno dei possibili elettori conservatori. Il voto di centro-destra, in larghissima misura, è andato a chi ha svolto, nella sua campagna elettorale, numerosi comizi circondato da gruppi paramilitari nazisti osannanti e armati, per citare un elemento.
Evidentemente, ben più forti della paura dell'estremismo, sono state le condivisioni della volontà di potenza e supremazia che Trump ha espresso e il non riconoscimento -in alcun modo- dell'America plurale e plurietnica come l'"America".
Se pare difficile che tout court proposte più radicali possano invertire la rotta, certamente la sinistra moderata e "liberale", nel senso europeo del termine, non rispecchia i ceti dove maggiore è stato l'allontanamento e non le è sufficiente per riguadagnare, in molti casi, il loro voto, parlare di temi "altri" rispetto alla concreta condizione sociale ed economica: diritti civili, diversità, integrazione.
Non solo, i temi ambientali e il riprendere nel mondo di aperte sfide al primato della potenza degli Usa obbligavano, e obbligano, a chiarire una visione diversa, (non solo meno propensa agli interventi militari diretti, ma capace di scommettere su una nuova governance del mondo basata sull' interdipendenza).
Invece il confronto sempre più aspro con Putin, i tentativi, ancora sottotraccia ma evidenti, di contenere la Cina promuovendo alleanze fra tutte le potenze asiatiche ad essa concorrenti, la stessa larvale avversione alla Germania e alla Ue come creatura tedesca, dimostrano invece le incertezze e gli errori di una intera impostazione.
Concludendo quel che è accaduto dimostra che, senza una sua ricostruzione sociale e, nello stesso tempo senza una vera analisi dell'identità del voto a Trump, nei suoi caratteri di orientamento profondi, la parte progressista può quindi essere condannata alla sconfitta, anche in presenza di alternative estremiste e di bassissimo profilo di governo.
"Il progresso d'Italia"
15 XI 2016
martedì 28 giugno 2016
Shoah e genocidi.
28 06 2016
lunedì 20 giugno 2016
Il grave risultato elettorale.
Il progresso d'Italia
20 Giugno 2016
martedì 14 giugno 2016
Sanders e Corbyn: storie parallele?
Martedì 14 giugno alle ore 17, presso la Libreria Ubik, in via Irnerio a Bologna, presentazione di due libri, editi da Castelvecchi, che raccolgono discorsi dei due leader:
- Bernie SANDERS, Quando è troppo è troppo, a cura di Rosa Fioravante
- Jeremy CORBYN, La rivoluzione gentile, a cura di Domenico Cerabona Ferrari
Ne discutono:
- Tiziano BONAZZI, professore emerito di Storia e Istituzioni delle Americhe presso l'Università di Bologna;
- Davide FERRARI, direttore di Casa dei Pensieri Bologna;
- Caterina GIUSBERTI, giornalista di Repubblica;
Coordina:
- Giacomo BOTTOS, direttore della rivista Pandora
Saranno presenti i due curatori.
domenica 13 marzo 2016
Blu. Considerazioni provvisorie.
Premessa. L'idea di fare una mostra di oggetti dell'arte di strada è una idea come altre, Non si può ragionevolmente demonizzare, ma non mi entusiasma. Perché, come poi nel concreto della vicenda bolognese, si presta a critiche di immediata evidenza. Parrebbero più opportune mostre didattiche, storico-fotografiche e performances originali ad esse collegate.
Il punto. Non chiedere agli autori il loro accordo a prestare le opere proprie al distacco ed all'esposizione fuori contesto mi pare, naturalmente se la cosa è confermata, un fatto enorme. Direi che persino legalmente si configura una fattispecie insostenibile. In ogni caso si tratterebbe di una procedura tale da inibire qualsiasi possibilità di produzione di valore culturale all'iniziativa, che necessità invece, come ogni altra simile, del massimo coinvolgimento dei protagonisti. Sono stupito, e dubbioso, che possa essere proceduta da una organizzazione delle dimensioni e dell'autorevolezza quale l'Ente promotore di Bologna. Aggiungo che il ragionamento vale, e ancor più, anche in caso di "assenza" di un autore, della sua non identificabilità. Anche in questo caso se il coinvolgimento non è possibile, non si strappa, al contrario, ci si ferma, non si fa.
La cancellazione. All'azione di Blu sono stati "assegnati", se abbiamo letto bene i resoconti dei media, due diversi significati. Il primo è il più semplice ma anche il meno credibile. L'artista avrebbe temuto e quindi voluto impedire l'utilizzo della sua opera. Se così fosse si può obiettare che sarebbe stato sufficiente dire NO. "No, il mio lavoro non è in alcun modo a vostra disposizione". Il secondo significato mi sembra più adatto a motivare un gesto simile. L'artista ha voluto denunciare l'iniziativa della mostra o museo in sé, lo riguardasse personalmente o meno. Ha voluto dirci che la cancellazione ci indica che proprio il disvalore di "cancellare" è il prodotto della contaminazione fra privato e arte di strada. Un' azione di protesta per prefigurare, con la chiarezza somma di un fatto, il destino della desertificazione che sarebbe proprio dell'allargarsi del mercato. Se questo è si tratta di un atto pubblico e come tale può essere pubblicamente valutato. A mio giudizio "l'atto" è allo stesso tempo indiscutibile e discutibile, nel senso di criticabile. Indiscutibile perché nato dalla volontà soggettiva dell'artista che ha creato l'opera, che viene cancellata dalle sue proprie mani. Criticabile perché la conseguenza, la cancellazione, è ben più grave dell'indicazione che produce. A me così sembra. Naturalmente il mio giudizio è unicamente soggettivo e aggiungo che deve essere compito della comunità civile, non mi viene in mente altro termine, aggiungersi comunque alla "protesta" Come qualcuno ha scritto: "Dobbiamo tutti meditare sul suo gesto e aprire un dibattito vero, perché l’arte non si può strappare ma va rispettata" . Un'altro aspetto critico è però presente e contraddice l'indiscutibilità cui abbiamo fatto cenno. Se l'arte di strada è libera e particolare è esattamente perché in strada si colloca. Ma se così è l'intervento nel e sul contesto a quel contesto sociale la fa appartenere. L'artista di strada cede, inevitabilmente, parte della sovranità sulla sua opera al contesto sociale dove l'ha "operata". Blu non pare averne tenuto conto.
martedì 16 febbraio 2016
IL CINEMA SPERIMENTALE DI PASOLINI.
Intervengono Davide Ferrari, Raffaele Milani, Tommaso Mozzati e Marco Veglia
http://www.cinetecadibologna.it/vedere/programmazione/app_7423/from_2016-02-16/h_1800
http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:2oSYgDBA-ccJ:www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/author/angelafelice/+&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it
giovedì 4 febbraio 2016
Intervento al MUSIC FREEDOM DAY 2016
Difendere la libertà della musica non è parlare d'altro - Davide Ferrari
sabato 23 gennaio 2016
Unioni civili. Una riflessione.
Ci sono molti buoni motivi per approvare questa Legge: 1) riconosce e regola una realtà già esistente e del tutto comprensibile; 2) definisce norme a partire da una concezione dei legami di amore e affetto e non da una visione limitata a questioni burocratiche; 3) riporta nello Stato ciò che la società civile ha già creato riducendo il divario fra istituzioni e cittadini; 4) non offende nessuno e non soprattutto non danneggia alcuna famiglia.
I danni provocati da questi modi di pensare sono già stati molto rilevanti, hanno approfondito il senso di essere rifiutati di migliaia di persone, altrimenti perfettamente inserite nella vita sociale, hanno determinato fughe in avanti e separatezze, hanno impedito un vero dialogo culturale e civile tale da fondare una nuova immagine storica e condivisa della famiglia. Non basterà una legge per superare questi danni, ma il suo rigetto avrebbe conseguenze ancora più vaste e negative sull'intera situazione italiana. Il nostro paese già vive lacerazioni sociali e politiche di estrema rilevanza, come sul crinale cittadini/stranieri, così nel mondo del lavoro fra proprietari e lavoratori, fra garantiti e precari, fra occupati e disoccupati. La sfiducia nello Stato e nella politica, pure sostenuta da una immensa campagna polemica, chiaramente interessata, nasce qui, da queste lacerazioni ingigantite dalla crisi e dalla paura del presente e del futuro. Siamo a pochi passi dal trasformare definitivamente questa sfiducia in rifiuto della Repubblica democratica. L' astensione e il voto che sceglie chi ha assoluta noncuranza verso la responsabilità di governare ne sono un chiarissima fotografia.
Numerose sono state, infine, e da più parti le dichiarazioni di condanna o allarme su una delimitata e particolare questione, quella della maternità surrogata. Sarebbe fin troppo facile osservare che tale polemica è sorta, esclusivamente, quando il tema in oggetto è divenuta la condizione omosessuale, mentre al contrario , com'è ovvio, questa scelta riguarda in massima parte famiglie eterosessuali.
Pare, al proposito, assai più orientata al bene una visione più prudente ed informata, che ricordi come le leggi non possono riconoscere o bandire a prescindere da una vasta esperienza della vita sociale. Si tratta di scelte certamente discutibili e quindi bisogna discuterle, innanzitutto, e quindi realmente conoscerle. Più in generale, il rincorrersi delle possibilità indotte dalla scienza e dal rimpicciolimento del mondo che rende accessibili scelte senza una raggiunta consapevolezza e normatività in Italia deve indurre alla cautela, all'osservazione, allo studio, nell'interesse, veramente concreto, delle famiglie e dei figli. La Legge Cirinnà contiene sufficienti garanzie a protezione di questa cautela. Vedremo se in queste ore se ne aggiungeranno altre e quali e anche noi come tutti le giudicheremo.
La decisione dell'oggi, 23 Gennaio, sia la presenza, un passo avanti è possibile e necessario. #svegliatitalia
giovedì 10 dicembre 2015
GLI OCCHI CHE GRIDANO.
mercoledì 9 dicembre 2015
"Dopo Parigi". Convegno promosso da Il progresso d'Italia-Iniziative e Casadeipensieri.
On. Andrea De Maria, della Segr. Nazionale del PD
Giuseppe Giliberti, Università di Urbino
Benedetto Zacchiroli, Cons. Comune di Bologna
Massimiliano Trentin, Università di Bologna
esperti, docenti, associazioni, centri di ricerca.
Il progresso d'Italia -iniziative con CASADEIPENSIERI
Dopo Parigi.
Proposte e visioni di una politica internazionaledi lotta al terrorismo, risoluzione dei conflitti, pace".
On. Andrea De Maria, della Segr. Nazionale del PDGiuseppe Giliberti, Università di UrbinoBenedetto Zacchiroli, Cons. Comune di BolognaMassimiliano Trentin, Università di Bologna
esperti, docenti, associazioni, centri di ricerca.
Presenta i temi Davide Ferrari,
Promuovono:
Il progresso d'Italia - iniziative e CASADEIPENSIERI
https://www.facebook.com/events/425594987644857/
mercoledì 25 novembre 2015
Pasolini, Roversi. Un confronto.
Via Gramsci 71, Pieve di Cento.
25 novembre 2015, ore 20.45
Pasolini, Roversi. Un confronto.
Conversazione di
Davide Ferrari
Antonio Bagnoli
lunedì 9 novembre 2015
Presentazione dei libri finalisti del Premio Letterario Franco Fedeli 2015
EVENTI PUBBLICI DEL PREMIO FEDELI 2015
Lunedì 9 Novembre 2015
Ore 17:00
LIBRERIA AMBASCIATORI
Presentazione dei libri finalisti del Premio Letterario Franco Fedeli 2015
Intervengono: Nicoletta Bencivenni, Presidente Librerie Coop, Davide Ferrari, Direttore art. Casadeipensieri, Amedeo Landino, Segretario Prov. Siulp, gli autori finalisti Piergiorgio Pulixi, Matteo Bortolotti, Lucia Tilde Ingrosso. Modera Luca Boccaletti.
https://www.facebook.com/events/1663877257189087/?ti=ls





