venerdì 3 ottobre 2003
PERCHE' TORNA LA FAMIGLIA, QUELLA VERA.
soprattutto nelle motivazioni delle manifestazioni di
opposizione di queste ultime giornate bolognesi.
Il nuovo è che sono protagonisti i genitori. Esprimono
con assoluta chiarezza una opinione.
Non accettano che le scuole, dove i loro figli passano
una grande parte del tempo e dove loro sono disposti a
partecipare, siano considerate pressochè nulla dal
potere politico.
"Nulla" dalla Moratti, che decreta chiusura di Tempo
pieno e prolungato, che disprezza visibilmente la
scuola di tutti. Parla bene, la Ministra, solo di
quelle che assomigliano alla "sua", a quella che lei
ha frequentato in gioventù ed i suoi genitori hanno
profumatamente pagato.
"Nulla" dal Comune di Bologna, che chiude le proprie
scuole dell'Infanzia , pressochè in un'intero
Quartiere, il Savena, e addirittura si stupisce se,
dopo che non si è chiesto il parere di nessuno,
qualcuno protesta.
Non è bastato sapere, agli incontentabili genitori,
che in ogni modo, qualche insegnante dallo Stato
sarebbe comunque arrivato.
Nessuno sa' bene perchè proprio a sostituire sezioni
comunali anzichè aprirne di nuove, pubbliche.
Nuovo, ho scritto, ma anche antico.
Non solo per indulgere al ricordo del verso
pascoliano.
"Antico" è la volontà di dire la propria, sempre.
"Antico" è la volontà di rappresentare la realtà,
consapevole di se' e dignitosa, di tante famiglie
concrete.
Famiglie spesso con nonni e bambini contemporaneamente
a carico, orari di lavoro diversi e inconciliabili dei
coniugi, precarietà dell'impiergo, fatica del carovita
ma anche un alto livello di cultura diffusa che non si
vuole perdere.
E' antico questo protagonismo perchè per molti anni è
andato sbiadendosi fino a scomparire.
Quando si parlava di centralità della famiglia si
intendeva, in quest'ultimo decennio, centralità di un
modello, astratto, ideologico di "famiglia".
Quella "Famiglia" che serviva a coprire i tagli alla
spesa sociale, anzi a nobilitarli.
Si parlava di "famiglia" per condannare le "famiglie"
a tacere.
Anche a Sinistra, diciamo la verità, si inseguiva o si
parlava d'altro, escluse lodevoli eccezioni.
Oggi torna di scena la vera vita familiare che vuole
raccontarsi, che sente di poter contare.
Sono le mamme ed i babbi che hanno bussato Lunedi'
alla piccola muraglia sciocca di Plexiglass che un
Sindaco sempre assente come Guazzaloca ha fatto
erigere a difesa dei suoi "appartamenti", d'Accursio.
Con i cittadini: orgoglio imperiale, orecchie
lillipuziane.
Sono le mamme ed i babbi che abbiamo conosciuto nei
mesi scorsi impegnati per dire a tutti, anche alla
Sinistra, che, ad esempio, una scuola come le
Manzolini non si comprende proprio perchè debba
spostarsi quando si lavora per recuperare il
prestigioso contenitore, il Convento San Mattia in via
S.Isaia, che le ospita da innumerevoli decenni.
Quando un palazzo ritorna bello allora è fatto ancora
di più per una scuola.
"Cosa c'è di più importante di una scuola? Che siano
altri a spostarsi!!Anche se ricoprono incarichi
prestigiosi di superiore intendenza".
Questo hanno detto i genitori, con sapere, carte, idee
alternative assai più credibili delle indecifrabili
verbosità dell'amministrazione.
Perchè torna la famiglia, quella vera?
Perchè torna la politica delle cose importanti.
E torna perchè non piace a molti come le cose vanno
avanti .
Chi ha investito sul futuro mettendo al mondo un bimbo
non ha da sentire solo la necessità di "appartarsi"
per dedicarsi a lui.
Ha la responsabilità di alzare lo sguardo.
Di guardare più avanti.
E lo sa benissimo.
A Bologna, in questo autunno dell'anno 2003.
Davide Ferrari.
da "Il domani di Bologna", Venerdì 3 Ottobre 2003
venerdì 26 settembre 2003
SCUOLE COMUNALI . IL DIRITTO AL FUTURO
tanti tagli ministeriali tutto sommato Presidi e
Dirigenti siano riusciti a far partite la grande
macchina del sapere. Certamente per gli insegnanti non
sarà un anno facile. Dovranno, pur essendo molto meno
numerosi, cercare di coprire tutti i buchi che si
stanno aprendo nelle scuole pubbliche. Certamente non
sarà un anno facile neppure per le famiglie e gli
studenti. Il carovita morde e i libri costano ogni
anno di più.
Ma in questo quadro c'è a Bologna chi sta molto
peggio. Sono i bambini, i genitori e gli insegnanti di
nove sezioni ( classi) di scuole dell'infanzia
comunali situate nel Quartiere Savena.
Come avrebbe detto Totò: "tomo tomo, cacchio cacchio"
il Comune ha deciso di chiuderle e di farle sostituire
da sezioni statali.
L'anno è già iniziato e quindi i bambini dovranno
cambiare insegnanti "in corso d'opera". Nessuno sa
ancora se verrà predisposto almeno un piano di
sostegno pedagogico, da parte del Comune, per
contribuire a rendere più dolce il passaggio e a
mantenere alta la qualità.
A partire da questo episodio, davvero negativo, vorrei
avanzare una proposta.
Una volta si diceva che gli asili nido e le scuole
dell'infanzia erano fiori all'occhiello del Comune di
Bologna. Oggi pare non si veda l'ora di disfarsene al
più presto possibile: o con privatizzazioni o con
passaggi allo Stato. E' un errore. Sono convinto che,
al contrario, bisogna dare più forza e autonomia agli
interventi educativi comunali rivolti ai bambini da 0
a 6 anni.
Perché scrivo "più autonomia"? Perché le scuole non
sono "proprietà" dei Sindaci o dei Ministri. No.
Devono essere sentiti come propri da chi vi studia e
gioca e da chi vi insegna ed educa.
Le leggi già ci sono per andare in questa direzione.
E' Bologna ad essere rimasta indietro.
Propongo che, così come si è fatto per le principali
realtà culturali comunali ( Galleria d'Arte Moderna,
Teatro Lirico, Cineteca), anche le scuole e i nidi si
costituiscano in una grande Istituzione culturale ed
educativa autonoma. Ci vorrebbe alla sua guida una
personalità forte capace di difenderne l'identità e il
futuro, assieme al collettivo dei pedagogisti, al
collegio dei docenti e ad un associazione unitaria
delle famiglie. Al Comune resterebbe l'onere
principale: garantire finanziamento e approvare la
programmazione degli interventi, che sarebbero però
progettati autonomamente dall'Istituzione. Si dice
sempre che le necessità ineludibili del bilancio
comunale richiedono progressive "svendite". A me
sembra però che, come accade sempre al mondo, chi ha
il potere di proporre idee, al Sindaco e al Consiglio
comunale, alla fine ottenga più soldi di chi non ha
voce.
Oggi le nostre scuole sono rese afone. Per le scuole
private si trovano sempre fior di difensori e di
sponsor, per le scuole statali parlano i Presidi e i
Dirigenti. Ma chi parla al Sindaco delle "sue" scuole?
Nessuno. Può sembrare un paradosso ma è così. I
risultati si vedono: i genitori accompagnano i bambini
in scuole dove le insegnanti fanno miracoli ma che
appaiono e sono più povere di quello che non siano le
case e il tenore di vita delle famiglie. Bologna è una
città ancora ricca, ma che rischia di avere scuole
povere.
Quando non, addirittura, scuole chiuse. Riflettiamoci
sopra.
Sono convinto che, viceversa, scuole e nidi, pubblici
e comunali, liberi di essere protagonisti, potrebbero
attirare anche contributi e perfino sponsorizzazioni.
Se le Fondazioni bancarie hanno trovato le risorse per
aggiustare il cappello in bronzo di Minghetti o il
bastone in legno di San Petronio, meritoriamente,
perché non potrebbero essere chiamate ad aiutare le
scuole?
Ne ricaverebbero un guadagno di immagine probabilmente
assai superiore.
Ma ci vogliono uomini e donne intelligenti ed autonomi
dalle dimenticanze del potere politico, per presentare
progetti e per trovare fondi. Per avere successo,
quindi, e non sempre la frustrazione di sentirsi un
cane in chiesa ogniqualvolta si parla di bilancio.
26 09 2003
giovedì 25 settembre 2003
Tempo pieno. Iniziativa di Davide Ferrari e Sergio Lo Giudice
Comune di Bologna
incontro di Ferrari e Lo Giudice con la
stampa.
Adesione alla manifestazione del 26.
Lunedi' in Consiglio comunque la scuola al centro.
....................................................
Oggi, presso la Sala Parentelli di Palazzo D'Accursio
si è svolta una conferenza stampa del Gruppo Due
Torri-Ds, tenuta dal capogruppo Davide Ferrari e dal
consigliere Sergio lo Giudice.
E' stata annunciata l'adesione alla manifestazione dei
genitori e degli insegnanti per la difesa del Tempo
Pieno di domani Venerdi' 26.
Il Gruppo Due Torri-Ds presenterà a tutti i
consiglieri comunali un "ordine del giorno", la cui
bozza è stata oggi presentata ( vedi sotto), che
sollecita argomentatamente i motivi per schierare il
Comune a fianco delle famiglie per la qualità della
scuola, per il Tempo Pieno e per un diritto sociale
cosi' importante come i servizi educativi a tempo
lungo.
Ferrari e Lo Giudice hanno duramente criticato l'Ass.
Pannuti che "cerca di sfuggire ogni occasione di
confronto".
Perfino il Consiglio di Lunedì' 29 sett., il prossimo,
che vedeva in calendario, per decisione unanime della
conferenza dei capigruppo su proposta di Ferrari, il
tema "scuola", è oggi negato dall'Assessore che ne ha
chiesto il rinvio di 15 giorni.
"A questo punto trasformeremo comunque Lunedi' il
Consiglio in una discussione sulle tre emergenze del
sistema scuola a Bologna: Nidi, chiusura delle sezioni
di scuola comunale dell'Infanzia a Savena, e
salvaguardia del Tempo pieno, e raccoglieremo le firme
per imporre un consiglio straordinario generale sulla
scuola, come da regolamento".
Il Comune di Bologna rischia grosso con le
controriforme della Moratti- ha concluso Ferrari.
A Bologna la richiesta di Tempo pieno è in crescita e
i genitori non potranno e non vorranno rassegnarsi a
perdere i servizi e la scuola di qualità.
Se lo Stato chiuderà il Tempo pieno la pressione sarà
sul Comune, e servirebbero a quel punto decine e
decine di operatori per coprire in qualche modo il
tempo pomeridiano( almeno cento-centocinquanta): sarà
una pressione evidentemente del tutto insostenibile.
In realtà il Tempo Pieno è anche un forte canale di
risorse finanziare dallo Stato alla città, che ha
saputo lottare per conquistarlo.
L'Anci si è già pronunciata. Guazzaloca sta zitto e
Pannuti addirittura applaude.
Per disprezzo verso la scuola pubblica si danno la
zappa sui piedi.
Ma non vogliamo che la diano anche ai cittadini.
La Moratti puo' esssere fermata. Bologna saprà dare,
nonostante le fughe dell'Assessore, il proprio
contributo in questa battaglia sacrosanta".
Sergio Lo Giudice ha, inoltre, risposto al dirigente
del CSA Marcheselli, che, "come al tempo delle
polemiche contro le bandiere della Pace si è schierato
politicamente, andando ben oltre le sue funzioni.E'
Marcheselli che fa politica, ogni giorno.
Il clima di intimidazione degli insegnanti, dalle
"liste di proscrizione" di Garagnani, alla "lealtà
elettorale" richiesta da Pannuti ai "richiami
all'ordine" di Marcheselli è del tutto inaccettabile e
va respinto".
M.Busi
......................................................
Il Consiglio comunale di Bologna,
PREMESSO
Che il TEMPO PIENO nella scuola elementare ed il TEMPO
PROLUNGATO nella scuola media hanno rappresentato nel
corso degli ultimi 30 anni non solo una risposta molto
importante ad un bisogno sociale di cura e custodia
delle famiglie e dei bambini, ma anche un modello
pedagogico e didattico indispensabile per una scuola
dai tempi distesi, per una pratica pedagogica in grado
di ascoltare i bambini, di accettarne il protagonismo
nell'apprendimento, in grado di valorizzare le
diversità, obiettivi la cui validità si è andata
estendendo per l'emergere delle problematiche della
multiculturalità e dell'integrazione;
VISTO
Che con legge n.53 del 28 marzo 2003 sono state
approvate le norme generali della riforma Moratti i
cui aspetti concreti dovranno essere definiti
attraverso decreti attuativi, che in documenti
predisposti dal Ministro Moratti si conferma:
la soppressione del Tempo Pieno nella scuola
elementare e del Tempo Prolungato nelle scuole medie
PRESO ATTO
Che, il 12 settembre 2003, il Consiglio dei Ministri
ha approvato il primo decreto legislativo che
costituisce il gradino iniziale nell’attuazione
della legge delega
che già costituisce un grave attacco alla scuola
pubblica: viene difatti abrogato l’art 130 del
t.u. 297/94 che istituiva il tempo pieno e i moduli e
vengono abrogati inoltre i commi 3 e 4 dell’art
128 del t.u. che prevedevano l’attenzione alla
continuità’ didattica, la migliore utilizzazione
delle competenze ed esperienze professionali e la
collegialità’ e contitolarita’ degli
insegnanti sulla classe,
e si determinano:
• una netta contrazione del tempo scuola a 27 ore
settimanali di cui dalle 18 alle 21 ore coperte da un
singolo insegnante detto coordinatore-tutor, docente
tuttologo (insegna tutte le materie ) e unico
referente per le famiglie.
-la cancellazione delle compresenze.
• tre ore aggiuntive pomeridiane a scelta delle
famiglie, facoltative con raggruppamenti di alunni
provenienti da altre classi (che ricordano cos? il
vecchio doposcuola) per attività’ (quali la
musica o l' educazione motoria) che possono essere
affidate ad ‘esperti esterni, assunti dalla
scuola, compatibilmente con le sue possibilità’
e se le possibilità’ non ci sono, a spese delle
famiglie.
• una totale non chiarezza sul tempo mensa che viene
escluso dal tempo scuola e dall’orario degli
insegnanti. da chi sarà’ coperto? da bidelli? da
cooperative? e a spese di chi? degli enti locali (la
cui associazione, l’ANCI, ha già’ espresso
forti perplessità’ a riguardo) o delle famiglie?
CONSIDERATE
le gravi conseguenze che tali scelte avranno su:
organizzazione degli orari e bilanci
familiari, che saranno ulteriormente appesantiti dal
pagamento di operatori esterni che si occuperebbero
dei bambini;
la qualità dell'offerta formativa, garantita
da una scuola basata sulle pari opportunità,
sull'individualizzazione dell'insegnamento, che cerca
di intervenire sulle differenze di partenza degli
alunni in nome del diritto all'uguaglianza dei
risultasti, e non sulla personalizzazione dei piani di
studio , che riconosce precocemente le differenze
individuali e divide il gruppo classe in base ad esse,
sul lavoro collegiale e motivato degli insegnanti,
sulla unitarietà dei contenuti e non sulla
gerarchizzazione dei saperi, sul rispetto delle fasi
dello sviluppo psicofisico del bambino;
il livello d'occupazione nella scuola, già
fortemente colpito con la legge finanziaria del 2002,
nella quale sono stati tagliati 8.500 posti di lavoro
e con la previsione del taglio di altri 12.500
previsto per il 2003 e 2004;
gli impegni progettuali e gli oneri
finanziari degli Enti locali chiamati, soprattutto
laddove come a Bologna è più vasto l'utilizzo di
modelli orari e qualitativi forti, a supplire alla
domanda di educazione ed istruzione;
CHIEDE
che venga rispettato il diritto delle famiglie che ne
fanno richiesta di usufruire del Tempo Pieno nella
scuola elementare e del Tempo Prolungato nella scuola
media,
che venga rispettato il diritto dei bambini ad "avere
una scuola a misura di allievo" garantendo il numero
adeguato di insegnanti alla realizzazione di tutti i
Tempi Pieno ed i Tempi Prolungati richiesti,
RICONOSCE
il valore sociale della mobilitazione di genitori e
insegnanti, uniti nell'obiettivo comune di difendere
la scuola pubblica per renderla sempre più idonea alle
nuove esigenze;
SOSTIENE
l'impegno delle donne per le quali la conquista del
tempo pieno ha rappresentato uno strumento efficace di
integrazione sociale dando loro la possibilità di
conciliare le esigenze della famiglia e del lavoro,
esigenza oggi sentita da tutti i componenti dei nuclei
familiari per la diversificazione e spesso la
precarizzazione dei tempi e dei modi dell'attività
lavorativa;
RICONOSCE
la tendenziale crescita della domanda di servizi
qualificati ad orario lungo, ben al di là di ogni
logica residuale ed assistenziale;
EVIDENZIA
l'importanza che assume una battaglia sul tema della
difesa e lo sviluppo della qualità del servizio
educativo, al fine dello sviluppo civile e sociale
della città;
VALUTA
la rilevanza culturale del sistema educativo pubblico
per le prime età realizzato a Bologna, dal Nido alle
scuole dell'Infanzia, organicamente a Tempo pieno,
alle scuole elementari;
IMPEGNA
Il Sindaco e la Giunta a non far cessare alcuna
attività a tempo pieno delle scuole dell'infanzia,
garantendo il mantenimento di quelle comunali e
richiedendo allo Stato la copertura del tempo parziale
e dei pomeriggi oggi organizzati con l'accorpamento
delle sezioni;
INVITA
il Sindaco e l'Assessore alle Politiche Educative a
incontrare il Tavolo cittadino dei Comitati di
Genitori ed insegnanti, al fine di una conoscenza e di
un recepimento dei contenuti proposti dalle loro
iniziative.
Bologna, 25 Settembre 2003
martedì 5 agosto 2003
Virtus!
Gruppo Due Torri-Ds
Il capogruppo
Bologna 5 Agosto 2003
Virtus
Dichiarazione di Davide Ferrari.
La crisi drammatica della Virtus, evidenziatasi dalla
decisione di non ammissione al campionato riguarda
tutta la città.
Non è soltanto un fatto sportivo- che in sè
basterebbe-ma civile, economico, imprenditoriale.
E' in gioco, con l'immagine di Bologna, un indotto
considerevolissimo in posti di lavoro, attività
commerciali collegate, possibilità perdute di
marketing territoriale che graveranno su tutta
Bologna.
E' necessario comprendere esattamente le cause, fin
nel profondo, ed agire per ripristinare le condizioni
di investimento imprenditoriale e di economicità nella
gestione che permettano di reagire alla crisi e
salvare la società con un piano realistico.
Il caso Virtus fa' parte della crisi più generale
dello sport iperprofessionistico, ma deve essere
affrontato anche nell'ottica locale, per salvare un
patrimonio di Bologna.
Il ruolo delle istituzioni non può essere misurato con
il solo criterio della competenza stretta.
Occorre muoversi.
In particolare il Comune di Bologna. E' stato perso un
anno mentre la crisi si annunciava. Non si può
scegliere l'immobilismo ora.
Bisogna usare anche il mese festivo di Agosto per
chiamare a raccolta i vertici del mondo
imprenditoriale bolognese, per capire la situazione e
avanzare proposte di risoluzione del problema.
Chiederemo al Sindaco di riferire alla prima seduta
del Consiglio a Settembre, ma è oggi che Guazzaloca
deve agire.
P.Uff. Stampa
M.B.
lunedì 4 agosto 2003
PER UNA CONSULTA DELLE RELIGIONI.
Gruppo Due Torri-Ds
Bologna 4 agosto 2003
Nota stampa
PER UNA CONSULTA DELLE RELIGIONI.
Costruire una città pluralista e accogliente: è uno
degli obiettivi che si pone la proposta presentata
oggi alla sala Savonuzzi da Davide Ferrari, capogruppo
Due Torri-Ds in Consiglio comunale, di istituire anche
al Comune di Bologna la Consulta delle religioni.
Un organismo consimile è già operante a Roma, con un
Protocollo di intesa fra il Comune e i rappresentanti
di varie confessioni religiose presenti nella città.
La città di Bologna può vantare una lunga tradizione
di pluralismo etnico, culturale e religioso, che si
esprime nella varietà di comunità di fede, luoghi di
culto e beni culturali tradizionalmente presenti sul
territorio.
"Il fenomeno del pluralismo religioso assume caratteri
sempre più rilevanti, per l'immigrazione ma anche per
i cambiamenti in atto nella nostra società. Anche a
Bologna , se sono una ventina le comunità più
rilevanti, si arriva ad un numero più alto, circa
25-30 per le sole denominazioni cristiane e
addirittura 90 nell'insieme delle fedi, se si
considera chi svolge non episodicamente forme di culto
nella nostra città".
Sono quindi numerose le comunità religiose che
avrebbero interesse a partecipare alla Consulta.
E' un obiettivo importante per tutta la città, ha
affermato il consigliere Ferrari. "Ci sono molti
terreni concreti sui quali la Consulta potrà agire.
Dalla scuola alle carceri a favorire la
predisposizione di sale e momenti adeguati di ultimo
saluto ai propri cari. La sala Pantheon della Certosa
è inadeguata, così com'è. Bisogna provvedere.
La Consulta fornirebbe al Comune conoscenza ed
esperienze necessarie per muoversi sui terreni
importanti e delicatissimi dei rapporti fra individui
e amministrazione pubblica.
La Consulta dovrà avrà fra l'altro un compito di
"osservatorio" sul pluralismo religioso a Bologna,
organizzando incontri ed iniziative periodiche sul
tema del pluralismo religioso e culturale nella città
e promuovendo a tutti i livelli la conoscenza delle
forme di espressione e di culto.
Non si tratta di dare a nessuno più diritti di altri
ma di garantire rapporti più avanzati fra confessioni
religiose e Comune basati su reciproci diritti e
doveri".
Ferrari presenterà a settembre la richiesta di
iscrizione dell'argomento: "CONSULTA DELLE RELIGIONI.
PER NUOVI RAPPORTI FRA IL COMUNE DI BOLOGNA E LE
COMUNITA' RELIGIOSE DELLA CITTA'"alle Commissioni
Affari istituzionali (I) e Cultura e Scuola (VI).
"Non voglio proporre un testo preconfezionato, un
prendere e lasciare ma avviare con rapidità e
determinazione un percorso, facendo dell'ascolto delle
comunità di fede la prima priorità."
p. Ufficio Stampa
M.B.
giovedì 12 giugno 2003
Referendum art.18: "Servono, comunque, numerosi Si'".
Rivista diretta da
Davide Ferrari e Gregorio Scalise.
Online
www.impegnonuovobologna.blogspot.com
Bologna, 12 Giugno 2003
"Servono, comunque, numerosi Si'".
Impegno nuovo dichiara il suo Sì al Referendum per
l'estensione dell'articolo 18.
Iniziativa in rete della Rivista.
Questo messaggio della redazione di "Impegno nuovo"
rappresenta insieme una presa di posizione ed una
iniziativa editoriale.
Giungerà ad oltre 38.000 indirizzi mail di tutta
Italia.
Le città più interessate saranno Bologna, Milano e
Roma.
E' uno degli invii più rilevanti per dimensione mai
effettuati dalla comunicazione politica in Italia.
Particolarmente significativo il fatto che la nostra
rivista si avvale unicamente di personale volontario e
non utilizza indirizzari acquistati da agenzie.
Risponderemo a tutte le lettere che ci giungeranno in
risposta, pubblicamete, sul nostro sito blog.
Un cordiale saluto
per la redazione,
Antonio Accattato
webmaster
......................................................
DICHIARAZIONE COLLETTIVA DELLA REDAZIONE DI IMPEGNO
NUOVO
Domenica 15 e Lunedì 16 giugno si vota per il
Referendum indetto per estendere l'articolo 18 ai
lavoratori ed alle lavoratrici delle imprese con meno
di 16 dipendenti.
Abbiamo attraversato, come redazione di una rivista
nata per sostenere il rapporto fra la Sinistra
politica ed i movimenti, il travaglio di un dibattito
che ha diviso, tra le ragioni del Sì e le perplessità
o la contrarietà.
Pur avendo diverse visioni su questo Referendum ed il
suo percorso, voteremo, e voteremo Sì, per contribuire
a tenere aperta la strada per le riforme e per i
diritti.
Oggi la necessità del Sì è cresciuta, dopo la scelta
di Berlusconi per il non voto e la contestuale forte
offensiva del Governo con i provvedimenti che
destrutturano il mercato del lavoro.
Il risultato di avere numerosi Sì appare a noi
necessario anche per chi non ha condiviso il
Referendum ma è impegnato per le riforme.
E questo risultato non è certo perseguibile
restringendo l'area del Sì alle posizioni estreme o
all' espressione spontanea dei lavoratori coinvolti.
Occorrono anche i Sì di tanti fra coloro che hanno
partecipato alle grandi manifestazioni per la difesa
dell'Art.18.
Questi Sì sono necessari proprio per rendere possibile
la riproposizione di un fronte più vasto e articolato.
"Il paese ha bisogno- come richiama il manifesto della
CGIL che fortemente condividiamo - che si arrivi in
tempi rapidi alla riforma degli ammortizzatori
sociali, all’estensione dei diritti all'universo delle
collaborazioni coordinate e continuative e ai
lavoratori dell’impresa minore, a una riforma del
processo del lavoro. Tanto più oggi che la crisi rende
sempre più incerto il futuro di milioni di persone".
Sappiamo quanto complessa sia la rappresentanza di un
mondo del lavoro differenziato come l'attuale,
sappiamo che non è fornendo una visione semplificata
dei problemi che si può tenere nella "difesa" e
affermare il cambiamento, l'estensione dei diritti.
Ma, come siamo convinti che milioni di giovani
lavoratori, comunque senza tutele, abbiano sentito la
battaglia per la difesa dello Statuto dei lavoratori
importante per la loro vita, anche se formalmente non
ne era interessata la loro condizione lavorativa, così
siamo convinti che si sia espressa, anche in questi
giorni di confronto troppo sotterraneo sul Referendum,
una analoga volontà di partecipazione.
Raccoglierla è la cosa più importante.
Importante proprio per superare i rischi, reali, di
divisione.
La vittoria del Sì è dunque importante e, secondo noi,
"servono, comunque, numerosi Si'".
Per questi motivi andremo a votare.
Per questi motivi voteremo Sì.
......................................................
Gregorio Scalise, Davide Ferrari, Rosanna Facchini,
Filippo Bartolini,Franco Giuliani, Gabriella Maini,
Carla Della Porta, Fulvio Ramponi, Etienne Salvadore,
Luca Campigli, Marika De Alessandri, Antonio Accattato.
venerdì 9 maggio 2003
Il chiostro dei bimbi
Il chiostro dei bimbi – di Davide Ferrari –
La Tribuna 09/05/2003
In
via S.Isaia c’è un altro santo. E’ S.Mattia. Si intitola a lui un grande
complesso, oltre 6000 mq, con annessa una bella chiesa sconsacrata.
Fondato
dalle monache domenicane di S.Mattia nel 1291, più volte rimaneggiato e
rifondato, con interventi degli architetti Terribilia nel ‘500, è stato luogo
di un convento fino a Napoleone.
Poi,
dopo proprietari privati ed un breve ritorno alla Chiesa, al tempo della
restaurazione, di mano in mano, si è arrivati all’uso e poi alla proprietà da
parte del Comune di Bologna. Da oltre cento anni è sede di scuole e istituzioni
scolastiche come il Museo Bombicci.
Lì
avevano sede le medie Guinizelli, ora alle retrostanti ex-Sirani, lì hanno sede
le elementari Manzolini e le Materne statali Laura Bassi e per l’area cortiliva
le materne comunali Anna Serra.
Il
posto è bellissimo, per il prestigio delle aule e degli affreschi che si stanno
scoprendo e restaurando, il giardino, il chiostro, la chiesa.
Si
è aperta una querelle su cosa deve ospitare, insieme appunto alle “moderne”
ex-Sirani.
E’
una discussione che può diventare polemica e triste. Non deve vedere più una
guerra fra le diverse scuole contrapposte a Istituzioni pubbliche e al Comune.
Ho visitato il luogo, sono rimasto incantato da come i genitori e gli
insegnanti delle Scuole hanno volontà di difendere e qualificare la loro sede.
Il
loro progetto mi sembra il più forte.
Vogliono
fare di San Mattia : “L’isola dei bambini e dei ragazzi”. Da quelli più
piccoli, 3-5 anni, fino agli adolescenti. Utilizzando sinergicamente il vasto
complesso delle scuole Ex-sirani, in via Ca’ Selvatica. C’è posto per tutti,
riqualificando e abbellendo.
Soprattutto,
suggerisco, bisogna trovare spazio anche ad attività concordate fra scuole e
famiglie per andare oltre l’orario scolastico.
Il
centro storico di Bologna muore lentamente. Non si possono perdere,
destinandole ad uffici, sia pure di personalità e servizi importanti, spazi che
hanno il valore dell’aria che si respira per mantenere viva la Bologna antica e
bella. Non c’è nulla che dia vita più dei bambini. Ecco perchè bisogna dare
priorità alle scuole.
La
prima cosa è assicurare loro il posto più adeguato, lì, a San Mattia.
Cominciamo
da quelle delle prime età, materne, elementari, aggiungiamo una biblioteca, la
valorizzazione del curioso e storico Museo didattico che il Prof. Bombicci ideò
per i bambini all’epoca di Giamburrasca, creiamo spazi nuovi di gioco per i
piccoli e di autogestione per i più grandi. Se si vuole, sono certo che lo
spazio necessario per ospitare degnamente una cosa bellissima come il nuovo
Museo della Resistenza, e il centro Parri per lo studio della storia moderna e
della democrazia. che l’amministrazione Comunale ha promesso, si troverà
senz’altro, in S.Mattia. Se invece non resterà spazio per altro, e per altri,
pazienza.
I
bambini, lo studio, la storia, cos’altro può essere più importante?
Cosa
ne pensate?
venerdì 28 marzo 2003
"BOLOGNA RIPUDIA LA GUERRA. n importante convegno nella sala del Consiglio comunale di Bologna
28/03 Bologna: Bologna ripudia la guerra
"BOLOGNA RIPUDIA LA GUERRA. Cosa può, cosa deve fare una Città per la pace e la solidarietà internazionale." Confronto promosso dai gruppi consiliari Due Torri-DS, Margherita, PRC, Verdi. L'iniziativa si terrà nel pomeriggio di venerdì 28 marzo 2003, dalle ore 15 alle ore 18,30 nella Sala del Consiglio Comunale di Palazzo D'Accursio. Hanno già garantito la presenza, tra altri, Luigi Pedrazzi, Mons. Giovanni Catti, Stefano Tassinari, Roberto Buonamici, Marco Trotta, Roberto Carati,Bruno Stefani. Presiederà Giancarla Codrignani. Davide Ferrari Capogruppo Due Torri - DS
lunedì 20 gennaio 2003
Intervento su un articolo di Carlo Monaco.
Di Davide Ferrari
Capogruppo Due Torri-Ds
Carlo Monaco invita la Sinistra bolognese a non avere due pesi e due misure nel valutare le politiche scolastiche dei Comuni.
Quello che è buono a Reggio Emilia non può essere cattivo a Bologna, solo perché governa il Sindaco Guazzaloca.
Non solo sono d'accordo ma rilancio.
La Giunta bolognese vuole "fare come a Reggio"?
Benissimo, allora avanti.
Reggio Emilia sta procedendo in un importante itinerario per dare autonomia alle Scuole dell'infanzia comunali, per difenderle, dunque, non per privatizzarle.
La strada che si è scelta è quella di una Istituzione che raccolga le scuole ed i servizi educativi, dia loro maggiore visibilità, li costituisca sempre di più come un pezzo importante della vita culturale e democratica di quella città.
Si, perché la scuola non è un servizio sociale, a domanda individuale, che ci può essere o non essere a seconda di come la società si organizza.
E' molto di più, è un diritto.
Vorrei far notare che è esattamente la strada che i Ds propongono, in Consiglio comunale, e da tempo.
Se Monaco è d'accordo impegni la sua cultura e la sua competenza per orientare in tale direzione la Giunta e la coalizione che governa.
Viceversa, in questi anni, se è stato mantenuto un impegno dell'amministrazione comunale ciò si deve, a me pare dovrebbe essere riconosciuto, anche ad una strenua opposizione che in tanti abbiamo condotto contro quel piano, poi ritirato dalla Giunta, che prevedeva di ridurre di un terzo la presenza comunale nelle scuole dell'Infanzia e di destinare le risorse "risparmiate" alle scuole private.
Oggi si parla di una Fondazione.
Monaco conferma l'intenzione.
Il ViceSindaco Salizzoni ha fatto riferimento ad una "Fondazione di Comunità".
Ma il tema affascinante delle "Fondazioni di comunità", che va approfondito, richiama in primo luogo settori della solidarietà sociale.
Lì, con questo strumento, chi opera nel volontariato, intende raccogliersi, alzare la sua capacità di intervento, mettere radici istituzionali, grazie all'apporto delle Fondazioni bancarie e degli Enti Locali.
Ma per le Scuole bolognesi andare verso l'affidamento della gestione ad una Fondazione, farebbe fare il processo inverso.
Si destrutturerebbe un impegno istituzionale, togliendo identità a scuole riconosciute dai cittadini, parificandole ad altre offerte educative non pubbliche.
Chiarisco che non si sta parlando di dare vita ad una società, come la mitica "Reggio children", per la diffusione della cultura educativa, che sarebbe da noi benvenuta, ma di esternalizzare la gestione delle scuole.
Ricordiamo che, nel settore Infanzia, la grande maggioranza delle scuole pubbliche, che la Costituzione prescrive debbano essere necessariamente presenti in tutto il territorio nazionale, sono Comunali, a Bologna.
D'altra parte , con i chiari di luna della finanza pubblica, è del tutto improbabile che si realizzi mai un massiccio intervento dello Stato.
Ecco allora: con la Fondazione, a Bologna, scomparirebbe quasi interamente la presenza di scuole dell'Infanzia gestite direttamente dal pubblico.
Non è una cosa di poco conto.
Ma se ne aggiunge un'altra.
Chi pagherebbe, per "tirar fuori" i cento miliardi che oggi investe il Comune, traendo risorse dalla fiscalità generale?
Le famiglie con bambini in età "ritornano" al Comune meno di un quinto di questa spesa, con le rette dei Nidi e la refezione.
Forse, nei primi anni di vita, per la pressione dei cittadini e degli insegnanti, una Fondazione pubblico-privato manterrebbe alti livelli di qualità e di quantità dei servizi e delle scuole, ma poi, nel tempo, come potrebbe garantirli?
Investire nelle scuole è una scelta istituzionale.
Non posso credere che Monaco non comprenda la gravità di volerla ridurre progressivamente.
Sarebbe un passo indietro per tutta la città.
Comunque, lo scoop del Resto del Carlino ha avuto un merito: ha fatto venire avanti un dibattito sulla prospettiva delle nostre scuole.
Noi siamo interessatissimi a portarlo avanti.
domenica 12 gennaio 2003
Ma Bologna sta pensando a privatizzare la gestione
mercoledì 1 gennaio 2003
Davide Ferrari in Comune. Altri Interventi del 2003.
COMUNE BOLOGNA. FERRARI (DS): CANTIERI A PROVA DI DISABILE=
(Da DIRE)- BOLOGNA- "LA QUALITA' DI VITA DI TUTTI I 'DIVERSAMENTE
ABILI' A BOLOGNA, per quanto riguarda la mobilità, e' peggiorata.
BISOGNA RENDERSI CONTO CHE SE
SI guarda alle LORO ESIGENZE, LA CITTA' MIGLIORA PER TUTTI".
IL CAPOGRUPPO DS AL COMUNE DI BOLOGNA DAVIDE FERRARI COMMENTA
COSI' LA CONDIZIONE DEI NON VEDENTI BOLOGNESI DOPO L'AUDIZIONE
DEI LORO RAPPRESENTANTI NELLE COMMISSIONI "MOBILITA'",
"TERRITORIO E AMBIENTE", E "SICUREZZA SOCIALE"."E' OPPORTUNO CHE
NELLA PROSSIMA SEDUTA DELLA COMMISSIONE, L'OTTO NOVEMBRE, SI
APPROVI UN INDIRIZZO ALLA GIUNTA, PERCHE' TUTTI I LAVORI DI
MANUTENZIONE URBANA VENGANO FATTI ESEGUIRE CONSULTANDOSI CON LE
ASSOCIAZIONI E RISPETTANDO UNO STANDARD CHE POSSA SODDISFARE LE
ESIGENZE DELLE PERSONE CON 'DIVERSA ABILITA', COME LA
REALIZZAZIONE DI PERCORSI GUIDATI 'SICURI' O L'ELIMINAZIONE
DELLA FORESTA DI PALI E CARTELLI DAI MARCIAPIEDI" PROSEGUE
FERRARI. "QUEST'AMMINISTRAZIONE HA VOLUTO FAR CREDERE CHE
BOLOGNA E' TERRITORIO DOVE ALLE AUTO TUTTO E' PERMESSO, MA SI
DEVE RENDERE CONTO CHE A CAUSA DI CIO' PER I PIU' DEBOLI SONO
PEGGIORATE SICUREZZA E VIVIBILITA'".
10 anni del Museo Morandi
Dichiarazione di Davide Ferrari
Rispondendo alle domande dei cronisti presenti oggi a Palazzo d'Accursio per la Conferenza stampa di presentazione del decimo anniversario del Museo Morandi, Davide Ferrari, capogruppo Due Torri-Ds in Consiglio comunale ha dichiarato:
"Il Museo Morandi è un patrimonio inestimabile della città.
Invece di discutere di perizie legali sulla validità attuale delle condizioni del lascito di Maria Teresa Morandi, era doveroso oggi, rivolgere a lei ed alla
sua memoria il riconoscimento di gratitudine di tutta la città e del Comune di Bologna.
Così ha fatto l'Avv. Berti, dimostrando, come sempre, la propria statura intellettuale e morale.
Bisogna fare del Museo un perno della politica culturale e dell'immagine complessiva di Bologna.
Da questo punti di vista apprezzo le iniziative in corso, che dimostrano però le immense potenzialità del Museo qualora fosse adeguatamente valorizzato.
Servono risorse, autonomia, progettualità.
Mi stupisce sempre l'assenza del Sindaco che doveva anche oggi sentire il dovere di essere alla presentazione, e che deve dire, finalmente, parole chiare sul futuro del Museo.
Morandi non era, del resto, una delle tre M, sia pure in bizzarra coabitazione con Minghetti e Marconi, del "progetto" culturale della bolognesità guazzalochiana?".
Wednesday, October 01, 2003
Savena, via Toscana: altri slittamenti
Forte iniziativa dell'opposizione
Mercoledi' 1 Ottobre, l'Ass. Pellizzer ha risposto ad una interpellanza del consigliere Davide Ferrari su alcuni lavori particolarmente urgenti per mettere in sicurezza il transito di pedoni e biciclette e dare un po' di respiro ad una delle zone (via Toscana e dintorni) maggiormente sottoposta alle conseguenze di un traffico non regolato e oberato di mezzi pesanti.
Riportiamo la tabella degli interventi di cui si e' parlato, con tra le parentesi le date "promesse" da Pellizzer a Maggio, ai cittadini ed al Quartiere, ed i tempi "ri-promessi" oggi.
...............
Sottopasso ciclopedonale via Ponchielli: (Settembre 2003) va a Dicembre-Gennaio 2003.
Sottopasso c.p. via delle Armi (Settembre 2003) va a 2004 inoltrato
Passerella ponte Savena (Luglio 2003 e fine lav settembre 2003) va a Gennaio 2004 l'in.lav.
.......................
Notizie un poco migliori per la messa in sicurezza del s.passo Foscherara ( fine lav. promessi Luglio 2003) termine oggi fissato entro meta' Ottobre, e per la pista ciclabile della Canaletta Savena ( Luglio 2003) dove va a fine Ottobre l'inizio dei lavori.
"Il quadro e' desolante- ha dichiarato Davide Ferrari. Non a caso avevamo ribattezzato il piano di questi investimenti "piano degli slittamenti".
Pellizzer ha fatto piu' volte promesse "precise", in questo mandato e non riesce mai a mantenerle. La verita' e' che non e' una priorita', per questa Giunta, mettere i pedoni, cioe' i bambini, gli anziani in primo luogo, in sicurezza.
Stiamo seguendo l'iter lentissimo di queste infrastrutture, giorno per giorno.
Sono 47 le interpellanze e gli atti consiliari fatti dal Gruppo Due Torri sull'insieme delle questioni della viabilita' a S. Ruffillo, dall'inizio del mandato.
C'e' n'e' ben donde.
Andremo in Consiglio comunale, facendo indire una sessione straordinaria dei suoi lavori,nell'ambito di una campagna su nove argomenti-simbolo, uno per Quartiere, per proseguire il nostro pressing. E' infatti questo un'esempio che vale a livello cittadino".
Maria Busi
Tuesday, July 01, 2003
FERRARI, SISSA, SCALISE, BERTONI:
MANIFATTURA DELLE ARTI UNA PROPOSTA PER PASOLINI.
Quattro poeti bolognesi, il docente universitario
Alberto Bertoni, il drammaturgo Gregorio Scalise,
Giancarlo Sissa, noto per "le poesie
dell'educatore", il direttore di "Casa dei pensieri"
Davide Ferrari, hanno avanzato oggi una
proposta per una "INTITOLAZIONE DOLCE" della
Manifattura delle Arti a Pier Paolo Pasolini.
Non si tratta di una richiesta istituzionale al
Sindaco o all'Università - spiegano i quattro- ma
di un impegno personale che vogliamo sia preso, pian
piano, giorno dopo giorno, da tutti i bolognesi,
a cominciare dagli studenti e dai docenti
dell'Università, dagli operatori e dagli utenti
della Cineteca e della nuova GAM.
Vogliamo che questo nuovo strordinario rione
della città diventi la "ZONA PASOLINI".
Così come ci sono " i Garganelli" o "la Noce", o
infiniti altri luoghi NOMINATI SENZA AVERE NOME,
ci sia anche la zona Pasolini, la contrada Pasolini.
Prendiamo un impegno personale, tutti, di
nominare così la nuova Manifattura delle Arti.
Diciamo, tutti, al momento di fissare un
appuntamento in quel luogo: "ci vediamo alla Pasolini".
Questa è, in sintesi, la proposta di Bertoni,
Sissa, Scalise, Ferrari.
Perchè Pasolini?
Lo ha chiarito Davide Ferrari, intervenendo oggi
in Consiglio Comunale "Pasolini è stato il più
grande artista impegnato sul versante dell'incontro fra
la cultura della parola, della poesia, e la cultura
dell'immagine, della pittura e del cinema".
Pasolini è nato a Bologna, qui ha studiato, al
liceo Galvani e all'Università.
Bologna è il luogo d'incontro con i suoi amici di
sempre, Roversi, Scalia, Leonetti, Renzi,Giovanna
Bemporad,Silvana Mauri Ottieri.
Proprio a Bologna Pasolini maturò la sua
fortissima impressione coloristica, la sua attitudine
pittorica,sotto l'egida dell'insegnamento di
Roberto Longhi.
La Manifattura delle Arti, come figlia di una
lunghissima tradizione bolognese di attenzione
allo studio dell'immagine, deriva anche da questa
stagione che Pasolini attraversò, interpretò, portò nel
mondo intero.
La proposta, nell'intenzione degli autori, vuole
"allargarsi liquidamente, come macchia di olio"
con l'adesione di centinaia di persone, nel
comportamento
quotidiano, vuole affermare un nome, un modo di
dire e
di fare e non mettere una targa sopra un muro.
P.Ufficio Stampa
M. Busi
========
Per adesioni e impegni a
"NOMINARE PASOLINI"
perpasolini@hotmail.com
Tuesday, June 24, 2003
MINORI BOLOGNA. CONTRO GLI ABUSI UN AMICO NEL WEB=
(Da lanci dell'Agenzia DIRE)- BOLOGNA-
DUE PROPOSTE PER CONTRASTARE LA PEDOFILIA E
L'ABUSO SUI MINORI: UN "FILTRO FAMIGLIA" DA INSTALLARE NEL
PERSONAL COMPUTER DI CASA, PER PROTEGGERE LA NAVIGAZIONE IN
INTERNET DEI MINORI E IL "WEBTUTOR", UN AMICO IN RETE DISPOSTO
AD AIUTARE E A RISPONDERE AI DUBBI DEI PICCOLI NAVIGATORI.
IL CONSIGLIO COMUNALE DI BOLOGNA, DOPO UN ANNO DI LAVORI DELLA
"SOTTOCOMMISSIONE SUL TEMA DELLA PREVENZIONE E CONTRASTO DEGLI
ABUSI AI MINORI", RIVOLGE UN APPELLO- TRAMITE LE COMMISSIONI
SANITA' E DELLE ELETTE- ALLA GIUNTA COMUNALE PERCHE' SI IMPEGNI,
TRA LE ALTRE COSE, AD APPLICARE QUESTI DUE STRUMENTI.
SULLA PREVENZIONE DELLA PEDOFILIA e degli altri pericoli VIA INTERNET E' INTERVENUTO
ANCHE IL CAPOGRUPPO DS, DAVIDE FERRARI, PROMOTORE DEL PROGETTO
DI WEBTUTOR.
"I FILTRI NEI COMPUTER possono essere FACILMENTE AGGIRABILI e comunque richiedono una costante presenza della famiglia che non può affidare il controllo solo a strumenti tecnici.
DICHIARA FERRARI- QUELLO CHE SERVE E' UN servizio IN RETE
CHE PERMETTA AI BAMBINI ed ai ragazzi minori DI AVERE DELLE RISPOSTE AI DUBBI CHE INCONTRANO NAVIGANDO, e sul come comportarsi per sfuggire i pericoli che sulla rete si possono incontrare.SIA SULLA pornografia e PEDOFILIA, SIA SUL GIOCO
D'AZZARDO, SIA SUL CONSUMO IMPROPRIO DI FARMACI, un problema molto grave connesso ai disturbi dell'alimentazione e della socialita' tipici dell'età evolutiva.
UN "AMICO NELLA RETE" CHE SIA ASSOCIATO AGLI ALTRI SERVIZI DELLA RETE CIVICA IPERBOLE".
Friday, June 20, 2003
S.Donato,BOLOGNA. FASCIA BOSCATA, PRIORITA' AL VERDE.
MONACO: MANCANO I FONDI, ACCORDO COI PRIVATI;
Ferrari,DS: Salvare il Verde.
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(Da lanci dell'Agenzia DIRE)-
BOLOGNA-
LA FASCIA BOSCATA NEL QUARTIERE SAN DONATO
RESTA "UNA PRIORITA', UN OBIETTIVO PRIMARIO E STRATEGICO
DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE". MA I SOLDI PER REALIZZARLA,
COSI' COME PREVISTO DAL PIANO PARTICOLAREGGIATO DI DIECI ANNI
FA, NON CI SONO. A SCOMBINARE LE CARTE E' INTERVENUTO IL NUOVO
PROGETTO DELL'AMPLIAMENTO DELL'AUTOSTRADA: MENTRE PRIMA DOVEVA
ESSERE REALIZZATO IN SEDE, CON TUTTE LE SPESE DI
RIQUALIFICAZIONE DELL'AREA (E QUINDI ANCHE LA FASCIA BOSCATA) A
CARICO DELLA SOCIETA' AUTOSTRADE, ORA, CON IL PASSANTE A NORD,
L'ENTE CONTRIBUIRA' SOLO PER UNA PICCOLA PARTE AI FINANZIAMENTI.
IL GROSSO DELL'INVESTIMENTO, QUINDI, PESEREBBE TUTTO SULLE CASSE
COMUNALI, CHE PERO' LANGUONO. L'AREA IN OGGETTO (POSTA TRA LE
VIE SAN DONATO, GOLDONI, VIALE EUROPA, L'ASSE FERROVIARIO E LA
TANGENZIALE) E' DESTINATA A VERDE: TALE DESTINAZIONE, FA SAPERE
L'ASSESSORE COMUNALE ALL'URBANISTICA, CARLO MONACO, ATTRAVERSO
UNA RISPOSTA SCRITTA LETTA OGGI IN COMMISSIONE ASSETTO DEL
TERRITORIO DI PALAZZO D'ACCURSIO E AFFIDATA ALLA VOCE
DELL'INGEGNER MAURO BERTOCCHI, "NON E' NEL FRATTEMPO MUTATA". MA
I DIECI ANNI TRASCORSI INVANO HANNO FATTO SI' CHE IL PIANO
PARTICOLAREGGIATO STUDIATO AD HOC ""SIA SCADUTO". L'UNICA
STRADA, QUINDI, NON AVENDO IL COMUNE LE RISORSE NECESSARIE PER
ESPROPRIARE LE PORZIONI DI TERRENO NON DI SUA PROPRIETA', RESTA
QUELLA DELLA CONCERTAZIONE CON I PRIVATI.
UN ACCORDO TRA COMUNE E PROPRIETARI, PERO', CHE NON PIACE
AFFATTO ALL'OPPOSIZIONE. DIETRO LA MANOVRA, ACCUSA IL CAPOGRUPPO
DS, DAVIDE FERRARI, SI NASCONDEREBBE INFATTI il rischio di dare il
via ad una edificazione a vantaggio di privati ma a danno sdel Verde.
"Le ripetute dichiarazioni di Monaco dicono chiaramente si MIRA, CON
L'INNALZAMENTO DEGLI INDICI, A SUSCITARE
L'INTERESSE DEI PRIVATI A COSTRUIRE, OTTENENDO IN CAMBIO
ANZICHE' UNA FASCIA BOSCATA SOLO UN PICCOLO GIARDINETTO".
Alla opposizione SI AGGIUNGONO le voci DEI
RESIDENTI, COSTITUITISI IN COMITATO CITTADINO (DAL NOME,
APPUNTO, "COMITATO FASCIA BOSCATA), CHE TEMONO LO SMANTELLAMENTO
"DELL'ULTIMA AREA VERDE ESISTENTE NEL QUARTIERE, ORMAI SOFFOCATO
DAL TRAFFICO, DALLO SMOG E DAI RUMORI". I CITTADINI SONO STATI
ASCOLTATI OGGI DALLA COMMISSIONE COMUNALE, SU RICHIESTA DEL
GUAZZALOCHIANO ALBERTO VANNINI (LTB). PER IL COMITATO, LA FASCIA
BOSCATA "DEVE ESSERE FATTA", NON CI SONO ALTERNATIVE,
SOPRATTUTTO IN VISTA "DEL NUOVO SVINCOLO AUTOSTRADALE DELLA
FIERA E DEL NUOVO PARCHEGGIO, CHE AUMENTERANNO NOTEVOLMENTE I
FLUSSI DI TRAFFICO", SPIEGA ALESSANDRO SABBI, PRESIDENTE DEL
COMITATO. LA PREOCCUPAZIONE "E' GRANDE, TEMIAMO CHE ALLA FINE
ANCHE QUEST'AREA CAMBI DI DESTINAZIONE E CHE SI REALIZZI
QUALCOS'ALTRO AL POSTO DEL VERDE. IN QUESTI ANNI SONO ARRIVATI
SEGNALI CHIARI IN QUESTA DIREZIONE". I CITTADINI, QUINDI,
CHIEDONO "ASSICURAZIONI IN MERITO AL COMUNE: VORREMMO CHE LA
FASCIA BOSCATA- INSISTE SABBI- DIVENTASSE UNA SCELTA CONDIVISA
DELL'AMMINISTRAZIONE. NON SIAMO PIU' DISPOSTI A RAGIONARE SU
ULTERIORI RIDUZIONI DI SPAZI (GIA' AVVENUTE PER LA REALIZZAZIONE
DELLA MULTISALA MEDUSA E DEL FUTURO DEPOSITO DEL METRO')". LA
PROVA DEL NOVE SARA' A LUGLIO, ANNUNCIA IL COMITATO, "QUANDO IL
COMUNE PRESENTERA' IL PIANO STRUTTURALE: ALLORA SI VEDRA' COSA
INTENDE FARCI IN QUELL'AREA".
Al termine della riunione VANNINI (La Tua Bologna), PRESENTA UN
ORDINE DEL GIORNO CON IL QUALE
INVITA LA GIUNTA "A PROMUOVERE INCONTRI CON I PROPRIETARI PER
STILARE UN ACCORDO DI PROGRAMMA". MA FERRARI INSISTE E PRESENTA
UN SUO ORDINE DEL GIORNO: "IL COMUNE DEVE RIBADIRE LA
DESTINAZIONE A VERDE DI QUELL'AREA ANCHE NEL PROSSIMO PIANO
STRUTTURALE, E INTERVENIRE PER MIGLIORARE LA VIABILITA' DELLA
ZONA".
Thursday, June 19, 2003
BOLOGNA. NIENTE PARCHEGGIO, ci sara' FESTA IN VIA ORFEO
(DIRE)- UNA NOTTE DI FESTA IN STRADA. VIA ORFEO SI
ILLUMINA DI LUCI, MUSICA E SPETTACOLI PER CELEBRARE IL
PARCHEGGIO CHE NON SI FARA'.
IL 21 GIUGNO VIA ORFEO FESTEGGIA E
IL PARERE DELLA COMMISSIONE EDILIZIA DEL COMUNE DI BOLOGNA CHE
HA GIUDICATO GLI ORTI BOTANICI PRESENTI NELLA ZONA "LUOGO DI
ALTA VALENZA STORICO CULTURALE E AMBIENTALE" E HA NEGATO IL VIA
LIBERA AL PROGETTO DEL COMUNE DI UN PARCHEGGIO SOTTERRANEO. NEL
TRATTO DI STRADA CHIUSO LA TRAFFICO (DALL'INCROCIO DI VIA RIALTO
A QUELLO CON VIA DE' COLTELLI) DALLE 16 A MEZZANOTTE ANDRA' IN
SCENA UNA LETTURA ANIMATA E DISEGNATA DI FIABE A CURA DI SANDRA
PASSARELLO E ROBERTO DAVID, CON POESIE SOTTO I PORTICI CON
GIANCARLO SISSA, ALBERTO MASALA, STEFANO DELFIORE, SALVATORE
JEMMA E FRANCESCA SERRAGNOLI.
VERSO LE 18, INVECE, LO SPETTACOLO "IL GIARDINO DELLA
MUSICA", A CURA DELL'ASSOCIAZIONE "LA VOCE IN ASCOLTO" E POI UN
INTERMEZZO DI MUSICA CLASSICA. DALLE 21 IN POI ANCORA MUSICA E
INFINE LA LOTTERIA. LA FESTA SARA' ANCHE L'OCCASIONE PER
CELEBRARE UN ANNO DI VITA DEL COMITATO "GLI ORTI DI ORFEO".
A proposito della vicenda ecco la dichiarazione di Davide Ferrari, capogruppo Due Torri-Ds:
"La decisione della commissione Edilizia del Comune e', nelle condizioni date, un buon risultato. Ma e' la Giunta che deve intervenire, non ci si puo' lavare le mani lasciando solo ad un organo tecnico l'onere di decidere. Bisogna approvare un vero e proprio "piano regolatore del verde urbano" per mettere al riparo tutte le aree residue di verde e "coltura" storica della citta' ".
mercoledì 6 novembre 2002
I BILANCI DEI QUARTIERI: ECCO LA VERA BOLOGNA DI OGGI.
Gruppo Due Torri-DS per l'Ulivo
I BILANCI DEI QUARTIERI: ECCO LA VERA BOLOGNA DI OGGI.
Presentazione dei Piani obiettivo dei Presidenti Cuppini, Peghetti,
Ropa,Zamboni,Merola,Mazzanti.
Interventi di Davide Ferrari e Lalla Golfarelli
I nove Presidenti dei Quartieri cittadini hanno presentato oggi i
"Piani obiettivo", cioè i "Bilanci".
Il Quadro è davvero preoccupante.
Emerge, in primo luogo, una carenza di personale drammatica che
condiziona i servizi alla persona, (pedagogisti, assistenti sociali,
bibliotecari ecc).
Non si tratta,purtroppo, di una situazione che può "mettere a rischio
i servizi", come pure è stato detto.
Si tratta di avere già servizi chiusi, la biblioteca di Porto al
pomeriggio ad esempio,oppure mal funzionanti,anche servizi essenziali
come il "filtro" alle domande per l'assistenza domiciliare.
Così appaiono del tutto abbandonati i progetti per la prevenzione del
disagio e del crimine.
Il terreno della sicurezza,che è stato centrale nella campagna
elettorale, è trascurato e dimesso.
Il personale in pensione non viene sostituito e si obbligano i
quartieri ad attivare, fichè possono, propri contratti di lavoro con
persone esterne ed a tempo determinato.
Due le cause: la legge finanziaria dello scorso anno, che quest'anno
si annuncia ancor peggiore, e la scelta di puntare solo sui nuovi
vigili urbani, da parte di guazzaloca.
Vigili urbani, poi, che solo in piccola parte verranno decentrati
nelle periferie e giungeranno in un servizio che la gestione
personalistica di più assessori sta distraendo pesanemente dai propri
compiti.
Per quanto riguarda il piano degli investimenti appare gravemente
confermata l'emergenza perenne delle scuole.
Rinviati di anno i progetti di molte nuove sedi e di rifacimenti
importanti, si vorrebbe ora "ripescarli" in una programmazione
2003-2007, sic, da realizzarsi con un fondo speciale, annunciato per i
prossimi due anni, di soli 8 miliardi annui di vecchie lire.
Lo chiamano "il fondone", sostengono che proprio per dedicarlo
all'edilizia scolastica va tolto alla decisione dei Quartieri, ma è
drammaticamente insufficiente.
Chiediamo ancora una volta che subito, PRIMA DELLA PRESENTAZIONE DEL
BILANCIO 2002-2003,la Giunta dichiari le stime del fabbisogno di
edilizia scolastica e per la manutenzione e la messa in sicurezza
delle scuole e che il Consiglio comunale voti le priorità alle quali
destinare i fondi.
Bologna oggi è questo: servizi più deboli e scuole bisognose.
Purtroppo alla presentazione, oggi pomeriggio, dei "bilanci" dei
Quartieri erano assenti non solo gli Assessori ma anche praticamente
tutti i Consiglieri comunali di maggioranza.
Fanno come il giovane Buddha del noto film, al quale non si facevano
vedere i vecchi e i malati per non impensierirlo sulla vita ed il
futuro.
Gruppo Due Torri-DS
lunedì 4 novembre 2002
FERRARI : METTERE A NORMA SCUOLE DI BOLOGNA
TERREMOTO. FERRARI (DS): METTERE A NORMA SCUOLE DI BOLOGNA=
(DIRE)- BOLOGNA- LA GIUNTA COMUNALE PRESENTI UNA RELAZIONE SULLE
CONDIZIONI DI STATICITA' DEGLI EDIFICI SCOLASTICI ENTRO 15
GIORNI E SI IMPEGNI AD INDICARE GLI INVESTIMENTI NECESSARI PER
METTERE A NORMA E AMMODERNARE TUTTE LE SCUOLE DI BOLOGNA. SONO
QUESTE LE RICHIESTE CONTENUTE NEI DUE ODG CHE I DEMOCRATICI DI
SINISTRA HANNO PRESENTATO OGGI IN CONSIGLIO COMUNALE. "QUELLA
DEL MOLISE- DICE IL CAPOGRUPPO DEI DS, DAVIDE FERRARI- NON E'
UNA TRAGEDIA DOVUTA SOLO ALLA NATURA, IL PROBLEMA E' CHE NON SI
HA SUFFICIENTE CURA DEL PATRIMONIO DI EDILIZIA SCOLASTICA".
"PRIMA DI PENSARE ALLE GRANDI OPERE- INSISTE IL CAPOGRUPPO
DELLA QUERCIA- BISOGNA RIUSCIRE A METTERE A NORMA TUTTE LE
SCUOLE DI BOLOGNA. LA METROPOLITANA SI FARA' CON QUELLO CHE
RESTA".
Cosa è successo in consiglio.......................
COMUNE BOLOGNA. SCUOLE SICURE? SCAMBIO D'ACCUSE IN AULA=
DS: "BISOGNA FARE LE VERIFICHE"; ROCCO: "SCIACALLAGGIO POLITICO"
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(DIRE)- BOLOGNA- IL CENTRO-DESTRA IN COMUNE BOCCIA DUE ORDINI
DEL GIORNO DEI DEMOCRATICI DI SINISTRA CHE, DOPO LA TRAGEDIA
AVVENUTA COL TERREMOTO IN MOLISE, PUNTAVANO A IMPEGNARE LA
GIUNTA SULLA NECESSITA' DI FARE UN MONITORAGGIO SULLE SCUOLE
BOLOGNESI, PER VERIFICARNE IL GRADO DI SICUREZZA. IN AULA, POI,
SCOPPIA LA BAGARRE. DOPO CHE IL DISPLAY LUMINOSO DELL'ASSEMBLEA
DI PALAZZO D'ACCURSIO RIPORTA LA VOTAZIONE, UFFICIALIZZANDO CHE
I DUE ORDINI DEL GIORNO NON SONO AMMESSI ALLA DISCUSSIONE
CONSILIARE, IL CAPOGRUPPO DEI DS, DAVIDE FERRARI, PRENDE LA
PAROLA PER DENUNCIARE: SI TRATTA DI "UN ATTO MOLTO GRAVE, CHE
SCONCERTERA' L'OPINIONE PUBBLICA, UNA CHIUSURA POLITICA CHE
IMPEDISCE ADDIRITTURA DI PARLARE DELL'ARGOMENTO". L'ESPONENTE
DELLA QUERCIA FA DISTRIBUIRE TRA I BANCHI DEL CONSIGLIO UNA
CARTELLA CHE RACCHIUDE TUTTI I DOCUMENTI PRESENTATI DAL SUO
PARTITO PER SOSTENERE LA NECESSITA' DI METTERE IN REGOLA IL
PATRIMONIO SCOLASTICO, MA LA MAGGIORANZA DI CENTRO-DESTRA,
GUIDATA DALL'INDIPENDENTE NICCOLO' ROCCO DI TORREPADULA, NON CI
STA E HA PAROLE DURISSIME PER L'OPPOSIZIONE.
"QUESTA E' UNA STRUMENTALIZZAZIONE DELLA TRAGEDIA, UN VERO E
PROPRIO SCIACALLAGGIO POLITICO. DUE SETTIMANE FA- DICE ROCCO- LA
GIUNTA COMUNALE CON IL VOTO CONTRARIO DEL CENTRO-SINISTRA HA
STANZIATO 6 MILIONI DI EURO PER L'EDILIZIA SCOLASTICA, IL VOSTRO
ORDINE DEL GIORNO E' RIDICOLO, DOVRESTE VERGOGNARVI".
COMUNE BOLOGNA. SCUOLE SICURE? SCAMBIO D'ACCUSE IN AULA (2)=
(DIRE)- BOLOGNA- A QUESTO PUNTO FERRARI CHIEDE DI NUOVO LA
PAROLE E IN AULA SUCCEDE DI TUTTO, CON ROCCO CHE COMINCIA A
GRIDARE CHE "E' ORA DI SMETTERLA" E ALBERTO VANNINI,
VICECAPOGRUPPO DE LA TUA BOLOGNA, CHE CERCA DI CALMARLO. FERRARI
COMINCIA A PARLARE "PER FATTO PERSONALE", E INTERVIENE IL
CAPOGRUPPO DI AN, GALEAZZO BIGNAMI, CHE RIVOLTO ALLA PRESIDENZA
DEL CONSIGLIO COMINCIA A URLARE "NON C'E' NESSUN FATTO
PERSONALE". FERRARI resiste al contrattacco del Polo e ribadisce CHE NON "C'E'
ALCUNO SCIACALLAGGIO", E CHE IL CENTRO-DESTRA HA COMMESSO "UN
ERRORE NON VOTANDO PER QUESTO ORDINE DEL GIORNO".
(ORO/DIM/ DIRE)
venerdì 4 ottobre 2002
“Sancto Petronio” e la festa de l’Unità
Martedì, presentando il programma della bella festa per San Petronio che si svolge quest'oggi, Monsignor Ernesto Vecchi ha trovato l'occasione per dire che ci vogliono nuovi modi di fare festa a Bologna: «non soltanto per mangiare, come alle feste de l'Unità». Per la verità il Monsignore ha citato anche il pantagruelismo delle feste dell'Amicizia e addirittura delle feste dello Sport, oltre quello che unirebbe noi, festaioli de l'Unità. Dico la verità: poiché l'accusa non è nuova ed è così lontana dalla realtà non darebbe conto rispondere, se non invitando, con vera fratellanza, il Monsignore ai 'Castelli' o alla 'Fattoria'. Caso vuole, però, che oggi si debba parlare di San Petronio e che la nostra cara e faticosissima 'Casa dei Pensieri' si sia occupata anche del nostro Santo Patrono. Con un po' d'orgoglio, vorrei dirvi come. Era il 2001, settembre, fu protagonista di una nostra meravigliosa serata Maria Corti, la più grande filologa italiana. La grande professoressa riscoprì insieme a noi, proprio alla festa de l'Unità, al piovoso Parco Nord, un aureo libretto: 'La vita di Messer Lo Sancto Petronio'. Che meraviglia rileggere in un italiano d'altissimo medioevo la storia civica del Santo e di Bologna, rifatta in mito, come nuova Gerusalemme. È passato un anno. Maria Corti non è più con noi ma abbiamo riparlato del 'Messer Petronio' con Alda Merini ed il professor Renzo Cremante, sempre al parco Nord. Cremante ci ha assicurato che l'Università di Bologna, che ha così riscoperto il libretto, ripubblicherà questa meravigliosa tessera della storia della nostra lingua e della nostra città. Avrò cura di inviare a Mons. Vecchi la cassetta sul nostro 'Sancto' e sono certo che potrà, se vorrà, capire un poco meglio il volontariato, di testa e di budella.
4 ottobre 2002
Davide Ferrari
Unità, pubblicato nell'edizione di Bologna
sabato 7 settembre 2002
LA QUALITÀ DELLA VITA QUOTIDIANA
Parco Nord. ore 21.00
- Teatro Caffè -
BOLOGNA 2004. INSIEME PER UNA CITTÀ MIGLIORE: LA QUALITÀ DELLA VITA QUOTIDIANA
- Con Davide Ferrari, Silvia Ferraro, Franco Grillini, Giuseppe Paruolo, Bruno Pizzica Eugenio Riccomini, Silvia Zamboni
venerdì 26 luglio 2002
"Un grande Ulivo". Ferrari intervistato dal Domani.
FERRARI, PUBBLICATA DA " IL DOMANI",
VENERDÌ 26 LUGLIO.
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SI CONCLUDE L'ANNO POLITICO, QUAL È IL SUO GIUDIZIO DI
SINTESI ?
Bisogna mettere in primo piano due fatti:
Il primo ha una grande valenza nazionale ma è stato vissuto a
Bologna con una forza peculiare ,
, che non è stata ancora
valutata.
Parlo dei grandi movimenti per i diritti.
Questi movimenti si sono intrecciati, inevitabilmente,
con un risveglio forte della critica anche a come
Bologna è governata.
Una critica esigente e motivata che ha richiesto una
svolta anche all'opposizione.
Il secondo fatto ?
Riguarda il campo del centrodestra, il Sindaco, la sua
posizione politica.
Mi pare chiaro che, salendo la temperatura del
confronto e approfondendosi la crisi del proprio
consenso, Guazzaloca sia stato indotto- da un lato- a
rendere evidente la propria appartenenza allo
schieramento che lo ha eletto (pensiamo all'intervento
che ha svolto al Congresso di An ma anche con alla
ritirata sui finanziamenti al TPO).
Quindi in sintesi?
Siamo in una situazione nuova, di più acuti contrasti
e di urgenza nuova della politica.
Più lotte, quindi ?
Proprio l'acuirsi dei problemi richiede risposte alte
e consapevoli. Non si conducono battaglie senza un
progetto, non si fonda un progetto se non con lo
stimolo di un conflitto a cui partecipare fino in
fondo.
Quale progetto, allora?
Tutti capiscono che dobbiamo allargare le alleanze
politiche e sociali del centrosinistra.
In primo luogo bisogna pensare a mantenere saldo il
rapporto con quella grande maggioranza di lavoratori
di età diverse, molti i giovani, e di cittadini che
hanno manifestato in ogni occasione in questo anno di
fuoco la propria volontà di avere e di esercitare
diritti.
Sono convinto che molte delle componenti sociali più
dinamiche delle nuove generazioni di Bologna, quelle
che ritroveremo parte dirigente, nel lavoro e nelle
professioni, domani, sono oggi tra i protagonisti di
quelle manifestazioni.
C'è-anche in questi giovani- una forza unitaria che
può rimettere in carreggiata le cose, sospingere
l'opposizione a ritrovare un'unità vera e forte, di
prospettiva e di azioni.
Non si tratta, soprattutto a Bologna, di fare
propaganda. Bisogna, dall'opposizione, porre il tema
di un'alternativa.
Il centrodestra non ha cura della qualità dello
sviluppo e della valorizzazione delle persone.
Ma senza innovazione si deprimono proprio quei
distretti economici e sociali, come quelli emiliani e
bolognesi, fatti di imprese medie e di un artigianato
diffuso, che vincono sulla competitività.
Certamente non basta loro risparmiare sulla forza
lavoro per competere.
Sta a noi dimostrare che è possibile una politica
diversa, la proposta di uno sviluppo e di un lavoro
adeguato e alla qualità e al sapere che già
appartengono alle persone che vivono nella nostra
realtà.
A loro, se lavoratori, non basta un lavoro 'purché
sia', e, se imprenditori, non basta pensare di
determinare le dimensioni della propria impresa con le
proprie sole capacità e terminarla con la propria età
di vita lavorativa.
La sfida è già qualitativamente più alta.
La Giunta e la Maggioranza che governano Bologna
dichiaravano di volere una nuova alleanza per lo
sviluppo basata sulla rappresentanza diretta delle
forze produttive.
Ma questa alleanza dei cosiddetti poteri forti, in
realtà a Bologna, non ha chiuso il suo cerchio.
Tutta la città, anche i suoi punti di eccellenza,
richiedeva e richiede scelte lungimiranti per lo
sviluppo.
E allora c'è ancora spazio per una politica più grande
e perciò stesso più rispettosa della città e dei
cittadini.
Ma non ha pesato anche la volontà di Guazzaloca di
ricercare il pragmatismo "di servire la città senza
dirigerla" come ha dichiarato all'inizio del mandato ?
No. Il problema è che ha mostrato i suoi limiti l'asse
sul quale Guazzaloca si è finora retto.
"Saremo continuisti -affermava- sui servizi e invece
saremo innovativi sulle infrastrutture".
Ebbene, sulle infrastrutture: oggi nessuno, oltre la
Giunta, giura più sulle capacità salvifiche del
piccolo metrò progettato.
Per quanto riguarda i servizi, sono proprio i
cambiamenti della città portano ad aumentare le
richieste di protezione, di coesione.
Ma i servizi costano e la Finanziaria di Berlusconi e
Tremonti impone esternalizzazioni obbligate e più
ancora il degrado dei servizi, che sono poi anche
imprese, lavoro, professionalità, ricchezza, creano
valore e Guazzaloca non ha fatto nulla contro questa
politica.
Quale l'alternativa ?
Bologna o punta sul futuro, sui giovani, sulle
produzioni avanzate, sulla cultura, o decade
inesorabilmente.
Bologna ha bisogno di una nuova stagione di libertà,
nella vita familiare e quotidiana, nel lavoro,
garantite proprio dalla rete di sicurezza di servizi,
rinnovati ed allargati.
Il governo pubblico di una grande città ha oggi più
responsabilità.
Per continuare a mantenere lo standard dei servizi
non basterà decidere che cosa esternalizzare e che
cosa conservare.
No. Bisognerà chiamare la città a investire
socialmente di più sui servizi tenendo, in ogni grande
comparto, una quota di gestione pubblica di alta
qualità, come misura e verifica dell' efficacia
dell'intero sistema, e chiamando i privati a una forte
collaborazione integrativa, dichiaratamente
integrativa, non sostitutiva e concorrenziale con il
pubblico.
Ci sono, nei servizi, mercati nuovi da creare, non
spoglie da spartire.
Anche per fondare mercati sociali nuovi, per creare
nuovi servizi, i "non forti", che in realtà sono a
Bologna ceti vasti, ricchi di capacità e formazione,
possono saldare alleanze diverse da quelle che sono
date per scontate dal 28 di giugno del 1999.
Si è riacceso anche il dibattito a Bologna nell'Ulivo
e sull'Ulivo, cosa ne pensa?
Si è risvegliata Bologna, non possiamo ricominciare le
dispute interne al sistema dato delle forze politiche.
Se si vuole partire dall'elaborazione di un progetto
non ha davvero nessuna importanza riaprire la
questione di chi conduce il gioco, fra DS e
Margherita.
E' chiaro che nessuno basta a se stesso.
Non si può contrapporre la rinascita dell'Ulivo
all'allargamento dell'alleanza a Rifondazione e altre
forze.
Allora, se riunire il nucleo del vecchio Ulivo non
porta da nessuna parte è però necessario arrivare per
gradi ad una alleanza che abbia una vera
contaminazione delle culture al suo interno e luoghi
condivisi di azione, non solo i partiti attuali.
In sostanza la" federazione dei riformisti" da un lato
e un centrosinistra a due gambe, i moderati e gli
antagonisti, dall'altro, mi sembrano entrambi progetti
senza ossigeno.
Ci vuole una nuova alleanza, non più accordicchi e
desistenze.
Su un programma più coraggioso di quello della
stagione dell'Ulivo ma con il metodo costituente che
gli fu proprio.
Qualcuno lo chiama il grande Ulivo, Cofferati, anche
lei ?
Non ci arriveremo in un giorno.
Oggi sono ancora larghe le distanze, non solo con i
movimenti e Rifondazione, soprattutto con la "sinistra
delle persone", con le parti più attive e giovani
della nostra società, ma bisogna arrivarci.
Aprire il più possibile Il cantiere per vincere a
Bologna, non rinchiudendosi in tavoli e gruppi dei
soli partiti, può essere una tappa di grande
significato.
mercoledì 17 luglio 2002
Per le bambine e i bambini di Bologna: di nuovo e finalmente.
FINALMENTE.
-da Il Domani 17 Luglio 2002
Il Sindaco di Bologna, Giorgio Guazzaloca,
aveva preso ad esempio del
"inconcludenza" della sinistra e dell'Ulivo le
proposte di fare di Bologna
una città per le bambine e i bambini.
Queste affermazioni, di particolare
inadeguatezza sono state alla base di
tre anni persi nelle politiche per
l'infanzia e l'età evolutiva per la
città di Bologna.
Certo a Bologna esiste e si è mantenuta una
consolidata rete di servizi
educativi per l'infanzia.
Si è mantenuta anche e soprattutto
per una iniziativa forte
dell'opposizione, sociale e politica, che è
riuscita con una vasta
iniziativa, i diecimila no al "progetto Pannuti"
ad impedire, fin dall'anno
2002 una sciagurata scelta della Giunta che
voleva chiudere un terzo delle
scuole comunali dell'infanzia per
"riconvertire" la spesa tutta a favore
delle scuole private.
In compenso però se le scuole hanno resistito
è mancata una politica più
vasta capace di connettere attenzione ai
bambini con incentivi alla
rinatalità responsabile.
Oggi si torna sempre più a parlare (vedi i
programmi alla Montagnola e
Piazza San Francesco) di città di bambini.
Non si può però restare a singoli episodi.
Vogliamo costruire una città sempre più amica
dei bambini, delle bambine e
degli adolescenti, progettando un ambiente
urbano sicuro, con spazio e
tempo per il gioco libero e per la vita di
relazione, anche attraverso
un'integrazione delle politiche dei trasporti,
dello sport, dei servizi,
dell'istruzione e del commercio.
Non si tratta solo di migliorare la vita dei
bambini e delle bambine:
- vogliamo fare il possibile per far crescere
oggi nei più piccoli una
cultura che li renda domani adulti più sensibili,
attenti ai grandi temi
della convivenza, dell'ambiente, della cura della
città, delle relazioni
uomo-donna e delle culture diverse.
E' un obiettivo da perseguire con slancio e
fantasia; è la garanzia di
maggiore vivibilità della città e di
possibilità di scambio tra le
generazioni.
Questo era il programma del Centro ? Sinistra per
Bologna, lo riconfermiamo
volendogli dare nuova centralità e forza.
Proponiamo nuovamente l'istituzione di un vero e
proprio "Progetto Bambine
e Bambini", che richieda una specifica
attenzione alla Giunta ed al
Consiglio Comunale affinché ogni ambito
dell'Amministrazione venga
sensibilizzato alla valorizzazione dell'infanzia,
con precisi investimenti.
Questi gli obiettivi che vogliamo conseguire:
- nidi e servizi integrativi: non basta più
sfiorare la soglia del 30%
dell'utenza potenziale, bisogna raggiungere una
quota più vasta di bambini
da zero a tre anni, perché nessuna famiglia resti
senza risposta.
- La rete degli asili va potenziata in
particolare nei Quartieri dove si
addensano le liste di attesa (centro storico,
Navile e Savena).
- Bisogna aprire servizi educativi presso
alcuni luoghi di lavoro, a
partire da grandi aziende pubbliche come il
Comune, la Regione, la
Provincia, l'Università e il servizio
ospedaliero, con la garanzia della
qualità da parte dell'Amministrazione comunale e
del suo servizio ? nidi.
- Bisogna organizzare l'offerta di forme
diversificate di aiuto
domiciliare e di Quartiere, formando personale
adeguato.
Queste scelte assieme all'assegno per il primo
anno in famiglia non possono
essere intese come alternative al nido ? così
come propongono gli assessori
Pannuti e Galletti, per i quali la spesa
per gli asili nido è
"insostenibile ed ingiusta".
Sono invece servizi che possono "liberare"
i nidi da una richiesta
insostenibile, e solo qualora essi sorgano
esattamente là dove vi sono
bisogni specifici delle famiglie, disegnati
sui loro orari e sulle loro
necessità.
SCUOLE MATERNE:
Anche per quest'anno vi sarà un aumento dei posti
"statali", ma per effetto
della legge finanziaria sono gli ultimi posti
"sicuri".
In più: essi sono garantiti soltanto
perché avanza una politica
dell'autorità scolastica tesa a "raschiare il
fondo del barile", mettendo
tutti gli insegnanti nelle sezioni e nelle
classi, tagliando tutti i
progetti di qualità.
Si delinea così, dal 2003, una vera e propria
"crisi della scuola", anche a
Bologna.
Il Comune deve prepararsi, oltre a chiedere
una drastica inversione di
tendenza nella politica antisociale del Governo
Berlusconi.
Bisogna concertare, a livello metropolitano,
la nascita di nuovi servizi
scolastici, mettendo assieme Comuni,
cooperazione educativa e
associazionismo familiare.
Oltre alla scuola la città.
Vogliamo garantire pari opportunità per tutti
i bambini, le bambine, gli
adolescenti.
È importante la realizzazione di percorsi
sicuri casa-scuola in cui i
bambini siano liberi di muoversi,
finanziando i progetti già esistenti
lasciati dalla Giunta ai margini del Piano del
Traffico.
Per questo è necessario moderare il
traffico e realizzare nuove piste
ciclabili, avere una segnaletica a misura di
bambino, un arredo urbano e
stradale che tenga conto delle esigenze dei
pedoni.
Tutto il contrario di quanto ha fatto la
Giunta che punta ancora
all'affermazione della centralità ideologica
dell'automobile.
Si parla di alberi solo per tagliarli, per la
Giunta, noi vogliamo invece
che sia garantita la cura di una rete di
aree verdi intorno ai luoghi
frequentati maggiormente dall'infanzia.
Si è fatta strada, in questi anni l'idea di
contratti di cura, nei quali
Enti privati, sponsorizzano aree verdi.
Noi vogliamo che siano coinvolti i cittadini, e
non espropriati.
La collaborazione pubblico e privato va bene
se parte dalle famiglie con
esperienze di progettazione e gestione da parte
dei bambini, delle bambine,
degli adolescenti e degli adulti di aree
verdi, cortili scolastici,
riqualificando tali aree.
Vogliamo spazi in cui bambini possano
trovarsi con persone di altre
generazioni, cambiando per questo anche la
politica per la cultura per
avere musei, mostre, teatri adeguati ai più
piccoli.
Su tutte queste proposte insiste il Gruppo Due
Torri.
Il richiamo è alla proposta di città
educativa, come venne avanzata da
studiosi come Antonio Faeti e Franco Frabboni.
Non è Accademia, nei giorni in cui Bologna vede
le scale mobili e i servizi
di ristorazione veloce invadere la Biblioteca dei
Ragazzi di Sala Borsa.
Proprio la Sala Borsa, un grande luogo pensato
per congiungere la cultura
antica e moderna, tutte le generazioni, nel
centro della città rischia così
di diventare il segno di una minorità della
cultura e di una marginalità
dei bambini.
Per questo la battaglia per le famiglie e per
l'infanzia è riiniziata in
Consiglio Comunale, proprio dalla Sala Borsa.
Famiglie a Bologna: dal progetto alle proposte.
in Consiglio Comunale che
sancì le famiglie cosiddette di fatto fra le
beneficiarie dell'edilizia
residenziale pubblica un progetto in dieci punti
per le famiglie bolognesi
(vedi: "vademecum per le famiglie" il Domani
venerdì 28 giugno 2002).
Ne è sortito un dibattito con operatori e
associazioni familiari.
Il Gruppo intende ora proporre tre iniziative -
quadro su famiglie, bambini
ed anziani per reagire alla mancanza di
iniziativa della Giunta,
salvaguardare e modernizzare la rete dei servizi
e delle opportunità.
Una proposte per le famiglie
Bologna continua a cambiare.
Vi sono state riprese della natalità, ma non
certo sufficienti a garantire
una naturale rinnovamento delle generazioni,
il numero delle persone
anziane è, fortunatamente, in continua
crescita e così pure la loro
percentuale sul totale dei cittadini.
Al di là delle dispute ideologiche, davvero
fuorvianti, cresce il numero di
persone che vivono sole e di famiglie
"nuove" rispetto la modello
tradizionale.
I figli permangono molto a lungo nella famiglia
di origine, sono rilevanti
le separazioni coniugali, aumentano le presenze
di immigrati organizzate in
famiglie e non solo in singoli lavoratori.
Questi cambiamenti mettono radici su un
tessuto economico e sociale che
rimane solido ma tutto ciò non impedisce
l'estendersi delle difficoltà
nella cura familiare e nell'integrazione
sociale e veri e propri fenomeni
di nuova povertà.
Nel Comune di Bologna "vive" un patrimonio
importante di servizi, di asili
nido, di scuole dell'infanzia, di scuole di
base e servizi per il diritto
allo studio e alla sua qualità.
I consultori familiari e i servizi socio
sanitari per l'infanzia hanno
svolto un importante ruolo di prevenzione e di
cura del disagio.
Da questa ricchezza di servizi e di
esperienze è necessario partire per
potenziare le politiche sociali con
l'obiettivo di sostenere la capacità
delle famiglie di prendersi cura delle persone,
sia nella prima fase della
loro vita sia quando si pongono problemi di
autonomia o vere e proprie
impossibilità a garantire l'autosufficienza.
C'è molto da fare e in questi tre anni la Giunta
ha sì garantito, incalzata
dalle Organizzazioni Sindacali e
dall'Opposizione livelli quantitativi
previsti nei servizi per gli anziani e
mantenuto, al ribasso i servizi
scolastici, ma poco o nulla si è fatto per
l'innovazione e la qualità.
Vogliamo mettere al centro l'importanza del
lavoro delle donne, su cui oggi
poggia la gran parte dell'onere nel "tenere
insieme" tutte le esigenze
familiari, conciliando i rapporti con i
figli, l'attenzione verso gli
anziani con i tempi della vita di ogni giorno,
del lavoro.
Occorre quindi promuovere, con i servizi e
oltre i servizi una cultura di
responsabilizzazione comune, degli uomini e delle
donne.
Servono quindi politiche familiari per
raggiungere precisi obiettivi:
- aiutare le famiglie unendo servizi alla persona
e sostegni economici;
- promuovere il diritto al lavoro delle donne e
favorire la conciliazione
tra lavoro e vita familiare a partire da una
politica degli orari davvero
flessibile;
- avvalersi della concertazione con le
parti sociali e promuovere un
associazionismo familiare nuovo e non ideologico;
- aiutare la famiglia nella cura e nella crescita
dei figli;
- aiutare la formazione di nuove famiglie da
parte dei giovani;
- aiutare le famiglie con persone non
autosufficienti;
- favorire l'integrazione delle famiglie di
persone immigrate;
- prevenire la violenza ed aiutare nelle
situazioni di conflitto sostenendo
donne e bambini vittime della violenza, senza
nascondere il problema - come
ha fatto la Giunta - dietro il fatto che tutti
possono essere vittime di
violenza.
Come?
Deve ampliarsi l'esperienza "un anno in
famiglia", che consiste
nell'integrazione del reddito per le madri
e/o padri che decidono di
avvalersi dell'aspettativa da lavoro dopo il
parto, mantenendo attivo il
servizio lattanti negli asili nido, non
contrapponendo l'assegno al nido,
dunque, ma puntando a raggiungere un maggior
numero di famiglie.
Vogliamo potenziare molto l'attività svolta nei
"centri per le famiglie" ed
in particolare i prestiti sull'onore, la
consulenza legale la mediazione
familiare, i corsi di sostegno ai genitori.
Vogliamo sostenere l'autorganizzazione delle
famiglie e valorizzare i
progetti delle associazioni del privato sociale.
La Giunta ha parlato sempre della necessità
di superare i servizi
privilegiando interventi di privati ma ha
del tutto trascurato la vera
risorsa "privata": la forza delle famiglie, la
loro volontà di organizzarsi
in rete di darsi mutuo aiuto.
Vogliamo rivedere drasticamente tutte le
politiche tariffarie a partire da
quella per gli asili per favorire le famiglie
con minori redditi e con più
di un figlio.
Oggi con l'ISEE, il cosiddetto redditometro, è
possibile.
La Giunta ha fatto sì qualche sconto nel nido ma
ha aumentato la tassazione
IRPEF: quello che si dà con una mano - da una
parte - lo si è ripreso con
tutte e due le mani - dall'altra.
Oltre all'edilizia pubblica e alla nuova
edilizia per canoni concordati è
necessario ed urgente aumentare le disponibilità
di alloggi per l'affitto,
riducendone drasticamente i canoni reali.
Si può fare con una nuova politica che
predisponga una forte offerta di
alloggi e di residenze, anche con tipologie
particolari per giovani coppie,
studenti e lavoratori immigrati.
Vogliamo istituire un osservatorio delle
famiglie che assicuri una
informazione costante sulla composizione, i
bisogni e le risorse reali che
si manifestano a Bologna.
Proponiamo che si realizzi un patto tra
Istituzioni e Organizzazioni
Imprenditoriali affinché le giovani donne,
madri potenziali, non vengano
rifiutate o marginalizzate dal mondo del lavoro.
Anche altre proposte, già avanzate dal Centro
Sinistra, a partire dal '99
vanno riprese, perché se ne comprende oggi
maggiormente l'urgenza.
Così è per la proposta di una rete di
iniziative di prevenzione e di
informazione, in particolare per le giovani
generazioni, per la salute, per
l'informazione sessuale, per prevenire l'aborto
e l'abbandono dei bambini
per incrementare e rilanciare scelte per l'affido
e l'adozione.
La difesa della legge 194 sulla maternità libera
e responsabile è un punto fermo.
Per noi essa deve accompagnarsi allo sviluppo di
un clima culturale volto a
promuovere politiche di sostegno alla
libertà di procreazione e alla maternità.
Il Domani, 17 Luglio 2002
mercoledì 10 luglio 2002
Dieci punti per discutere di famiglie.
Saggio pubblicato su "Il Domani di Bologna"
Giugno 2002
1. La Costituzione della Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio(art.27). Anche alla base di questa formulazione vi fu una continua mediazione fra la cultura dei comunisti italiani e la prevalente impostazione dei cristiani di ispirazione democratica, Ma vi è anche l'articolo 2 che riconosce e promuove le formazioni intermedie fra Stato ed individui che siano capaci di promuovere solidarietà. Il buon senso, il rispetto per le persone e per l'evoluzione storica della nostra società induce a concludere che, se la Costituzione intende favorire la famiglia e distinguere fra la famiglia fondata sul matrimonio e le altre forme di convivenza, queste trovano tuttavia anch'esse una tutela costituzionale. Quindi un principio utile è quello di rifiutare interpretazioni ideologiche della Costituzione e favorire una evoluzione della legge, del diritto, e della politica che sia rivolta alla comprensione e all'aiuto non alla condanna e alla discriminazione. Essere per la famiglia vuol dire mettere in rilievo soprattutto il "per", piuttosto che ciò che andrebbe sottratto alle politiche familiari perché rivolto a modelli familiari differenti dal matrimonio. Per amare e difendere la famiglia bisogna impostare, dunque, anche a livello locale politiche attive e positive, che l'aiutino a vivere concretamente, a rafforzarsi nella libertà e nella responsabilità dei suoi componenti.
2. In tanti lamentano il declino della famiglia, il suo ridursi a nuclei anagrafici sempre più ristretti, fino ad individuare una tendenza, che sarebbe frutto della modernità, a dissolvere la famiglia nella solitudine o, ed è quello che è ritenuto peggio, nella promiscuità e nella infecondità. Molti problemi esistono. Tuttavia ritengo che il fenomeno più importante, che è davvero curioso che sia così nascosto e privo di riconoscimenti, è che "la famiglia ha vinto". Voglio dire che modelli di vita, che per millenni sono stati molto diffusi per il peso della povertà oppure tendenze, più recenti, sviluppate a fronte di istanze di libertà e di autodeterminazione della persona, sembrano tutte ricomporsi, in qualche modo, in una "ricerca della vita familiare". D'altra parte è questo il fondamento oggettivo delle polemiche sulle "famiglie di fatto". Gli individui vogliono misurare la diversità dei propri percorsi, che è pure considerata un diritto irrinunciabile, con la "prova della famiglia, della vita familiare". Davvero non comprendo come non sia salutata come cosa straordinariamente positiva la volontà di fare famiglia, di stabilizzare legami, qualunque siano i generi e le generazioni coinvolte. In realtà la cosiddetta famiglia borghese, solida ma non patriarcale, con i coniugi avviati a maggiore parità, con bambini e anziani assistiti ed educati ma in condizioni tali da garantire un uso più libero del tempo di ognuno, da privilegio di pochissimi è diventato, con luci e ombre una aspirazione ed anche una possibilità per la quasi universalità della società italiana. Se questo è vero derivano conseguenze e responsabilità importanti per la politica, proviamo a considerarla.
3. Bisogna fare molto per le famiglie, perché molti, sempre di più vogliono "essere famiglia". Anche a Bologna. La politica e l'Amministrazione deve agire su tutti i punti di crisi della vita quotidiana di una famiglia, del suo formarsi, del suo mantenersi, del suo evolversi secondo il tempo.
4. Formare una famiglia. Il problema più sentito anche dai bolognesi è quello della casa. (Vedi articolo di C.Merighi). E' del tutto sbagliato inseguire il mito della casa in proprietà come unica risposta. Accanto ad un forte nucleo di proprietà diffusa incrementare con tutte le forme, le possibilità in affitto è necessario per dare flessibilità e libertà, anche dal punto di vista delle stesse tipologie di appartamento, per una vita familiare che trovi i suoi spazi, nella giovinezza della coppia, poi nel ricongiungimento con i genitori più anziani, e soprattutto nell'allargarsi fecondo con le nascite.
5. Mantenere serena e viva una famiglia.Servizi educativi e scuole adeguate e flessibili, di buona qualità sono necessari, sempre di più, non solo per permettere il lavoro di entrambi i coniugi ma, in primo luogo, per alleviare e qualificare i compiti di cura. Per essere più "genitori", più vicini ai figli bisogna avere la possibilità di esserlo per un "tempo sostenibile", che ponga la genitorialità al centro della vita ma non in alternativa alla vita delle persone - genitori. Sono convinto che questo aspetto sia altrettanto importante, per le conseguenze nei rapporti fra le generazioni, del valore educativo - che va comunque sempre ribadito - dei servizi e delle scuole per l'infanzia e l'età evolutiva.
6. Una famiglia dalle tante età. Va favorita la convivenza, che deve essere una libera scelta, delle tre età, fanciullezza, maturità e anzianità in una famiglia. Servono spazi, lo abbiamo detto, servizi per l'infanzia e, appunto, una gamma plurale di servizi per gli anziani. La prevenzione prima della cura, la cura è quindi il mantenimento del domicilio proprio prima del ricovero e dall'allontanamento dalla famiglia. Può essere questa la catena delle priorità per una compresenza delle generazioni che porti esperienza, saperi, gioia.
7. La famiglia come luogo, essa stessa, di servizio, di cura, di educazione, di benessere. La priorità di queste funzioni della famiglia deve indurre a realizzare un mix fra politiche di sostegno fiscale e di rimborso economico con politiche di incremento dei servizi pubblici. Il punto di equilibrio non può essere basato solo sulle esigenze di risparmiare spesa pubblica, scaricando quindi sulla famiglia maggiori oneri, magari più monetizzati. In questo modo si indeboliscono, in primo luogo i processi di formazione di nuove famiglie e, comunque, si riducono le possibilità di libertà. Bisogna invece cercare di scegliere,in ogni occasione, la misura più adatta alla famiglia, che non sempre è un servizio disponibile all'esterno.
8. Una famiglia di cittadini. Aiutare fiscalmente la famiglia, affiancarle servizi, entrambe queste scelte e soprattutto un loro positivo equilibrio richiede la considerazione della famiglia come luogo di condivisione delle scelte, di prova della libertà, di assunzione di doveri oltre che di esercizio dei diritti. L'insieme di questi elementi fa assomigliare quanto è richiesto alla famiglia ad un vero e proprio concetto di cittadinanza. Non basta più dire che la famiglia è il nucleo della società. L'aumentare inevitabile dei momenti di confronto fra Stato e istituzioni, da una parte, e famiglie, dall'altra, richiede che si debba anche dire come la famiglia può essere davvero punto di riferimento per tutta la società e per la sua sfera pubblica istituzionale. Acquista quindi una nuova importanza l'insieme delle tematiche legate ai ruoli familiari, che sono state avanzate nel tempo dal movimento delle donne, e che oggi si ripropongono, spesso, per altra via. Una famiglia autoritaria, oberata da compiti che non ha scelto, condizionata da figli che non riescono a prendere una propria strada autonoma è un soggetto di welfare inaffidabile, è un punto di sussidiarietà insufficiente, è una debolezza per la società pubblica.
9. Una famiglia per proteggere e superare la paura. La famiglia è un ambito importante anche per definire obiettivi e possibilità delle politiche di sicurezza. Se affrontate individualmente le cause di disagio e di sofferenza di fronte al crimine appaiono ancora più gravi e inaffrontabili. Esse infatti non sono le medesime per un uomo o per una donna, per una anziano o per un giovane. Chiamare le famiglie al confronto, non davanti ad "un" crimine "un" rischio, ma per affrontare i problemi di sicurezza di un territorio è necessario per amalgamare i punti di vista, indirizzare l'azione pubblica, superare la paura.
10. La famiglia nelle nuove condizioni del lavoro. Se è del tutto illusorio pensare di fare carico alla famiglia delle insicurezze dovute al cambiamento del mercato del lavoro è però decisivo sostenere i percorsi di educazione dei figli, di formazione e riqualificazione degli adulti che passano anche dentro la famiglia e dentro le sue scemlte, le sue "priorità di bilancio", La Famiglia aiuta a "sostenere"la flessibilità, sia con risorse economiche, sia nel fornire tempo. Anche questo peso è oggi redistribuito in modo ineguale, a danno dei soggetti femminili, delle donne ed anche delle ragazze. Una politica che aiuti le famiglie, "con prestiti pubblici", ma anche sociali, di tempo e di denaro per favorire il lavoro dei suoi membri e la sua qualità è molto opportuna, deve diventare un obiettivo, sempre più importante, di un welfare rinnovato, perché la flessibilità del lavoro non sia solo un inganno ed un maggiore sfruttamento.
Questi dieci punti non sono una proposta politica. E' evidente. Vorrebbero però rappresentare una base per riflettere e costruire una proposta politica. Ad essi vogliamo aggiungere, e cominciamo a farlo, oggi qui in questo giornale, una analisi sui dati della realtà bolognese e su alcune battaglie aperte sul fronte delle opportunità e dei servizi, che stiamo conducendo nel Comune di Bologna.
Tutti i materiali per arrivare, anche su questo punto, ad una proposta, vincente per il 2004.
Vincente perché vicina alle persone, alla vita quotidiana.
Davide Ferrari