mercoledì 31 maggio 2023

Sulle tracce di Dossetti

 Sulle tracce di Dossetti

Relazione di Alberto Melloni, interventi di Laura Renzoni Governatori, Giuseppe Giliberti, Davide Ferrari, Alessandro Albergamo.
Modera Graziella Giorgi.


https://www.facebook.com/lab.dialoghi/videos/5688741904560338

venerdì 14 aprile 2023

Calenda e Renzi, "c'è qualcun'altro ?".

 Calenda e Renzi, "c'è qualcun'altro ?".

Inutile infierire contro Calenda e Renzi, ma certo stanno facendo, entrambi, una pessima figura. Lo stanno dicendo tutti, o quasi. Da qui l'inutilità di ripeterlo all'infinito.
Meglio riflettere su un punto. La realizzazione di un centro lontano, ed anzi francamente ostile nei contenuti, dalla sinistra di governo, è una iattura per le basi stesse della nostra fragile democrazia,
che ha bisogno di un rapporto, oggi esiguo, fra popolo e istituzioni e quindi di una piattaforma progressista larga, plurale, rinnovata.
Ma è del tutto necessaria la presenza, visibile, di una proposta "centrista", moderata e unitaria che qualifichi il centrosinistra appunto come il suo nome richiede. Anzi, ce ne vorrebbero due, anche in questa epoca di semplificazioni.
Una, espressione di una cultura vicina alle radici cattoliche ed una laica, liberale.
Quando sentiamo Calenda enumerare le componenti del partito unico di centro che sogna udiamo una lista dell'intero scibile umano. Il risultato evocato da sommatorie confuse risulta invece infelice e comunque frutto unicamente di calcoli, approssimativi, di pura utilità politica.
Si dirá che il PD ugualmente è nato cercando di unire molto se non tutto delle tradizioni politiche preesistenti e si dirá che, da tempo, non occorre piú una rappresentanza specifica, bastano vocazioni pigliatutto, agili e moderne.
Ma se guardiamo a ciò che ha avuto successo nella storia contemporanea del centrosinistra troviamo episodi vincenti nei quali un'alleanza comprensiva ma non indistinta ha avuto al fianco una ulteriore proposta piú moderata. Cosí con l'Ulivo e Rinnovamento italiano. Viceversa, ad un maggioritarismo malinteso, diventato cecitá solitaria, non abbiamo successi da attribuire. Specularmente, nella seconda Repubblica, contiamo i fallimenti, in un centrismo isolato, di figure più robuste dei "nostri", per sostanza, Martinazzoli o per fama, Segni.
Viene da chiedersi se le due personalità oggi in questione siano in grado di comprendere le cause della loro reciproca empasse ed iniziare nuovamente un percorso che dovrebbe essere assai diverso dalle loro scelte recenti. Renzi pare cercare altri sbocchi per mantenersi nella mediaticità, mentre Calenda, forse più manovriero ed oggettivo, lancia qualche larvale apertura al PD di Schlein. Evidentemente il pessimo voto ricevuto a Milano e altrove li interroga sul futuro più prossimo. Il Pd, che Prodi invita a ricrescere anche al centro dove il Terzo polo non si impianterà più, dovrà valutare le cose "loro" con lungimiranza senza astiosità e senza tentare accaparramenti. Serve un altro centrismo, probabilmente, nei contenuti e negli approcci ed anche nei protagonisti. Una storiella di anni addietro racconta di un alpinista che, attaccato a quasi nulla sul ciglio di un baratro, visto che il Dio che ha invocato non lo aiuta, chiede al cielo:"Ehi lassù, c'è qualcun'altro?". Il PD e la sinistra, pur nell'abbrivio dato dalla novità Elly Schlein, assomigliano ancora a quello sventurato e forse, visti Renzi e Calenda,
dovrebbero chiedere alla celestiale atmosfera centrista, "c'è qualcun'altro?".
Tutte le reazioni:
Fiammetta Ferrari, Patrizia Moretti e altri 11
Commenti: 7
Condivisioni: 1
Mi piace
Commenta
Invia
Condividi

Calenda e Renzi, "c'è qualcun' altro ?".

 

Calenda e Renzi, "c'è qualcun' altro ?".
Inutile infierire contro Calenda e Renzi, ma certo stanno facendo, entrambi, una pessima figura. Lo stanno dicendo tutti, o quasi. Da qui l'inutilità di ripeterlo all'infinito.
Meglio riflettere su un punto. La realizzazione di un centro lontano, ed anzi francamente ostile nei contenuti, dalla sinistra di governo, è una iattura per le basi stesse della nostra fragile democrazia,
che ha bisogno di un rapporto, oggi esiguo, fra popolo e istituzioni e quindi di una piattaforma progressista larga, plurale, rinnovata.
Ma è del tutto necessaria la presenza, visibile, di una proposta "centrista", moderata e unitaria che qualifichi il centrosinistra appunto come il suo nome richiede. Anzi, ce ne vorrebbero due, anche in questa epoca di semplificazioni.
Una, espressione di una cultura vicina alle radici cattoliche ed una laica, liberale.
Quando sentiamo Calenda enumerare le componenti del partito unico di centro che sogna udiamo una lista dell'intero scibile umano. Il risultato evocato da sommatorie confuse risulta invece infelice e comunque frutto unicamente di calcoli, approssimativi, di pura utilità politica.
Si dirá che il PD ugualmente è nato cercando di unire molto se non tutto delle tradizioni politiche preesistenti e si dirá che, da tempo, non occorre piú una rappresentanza specifica, bastano vocazioni pigliatutto, agili e moderne.
Ma se guardiamo a ciò che ha avuto successo nella storia contemporanea del centrosinistra troviamo episodi vincenti nei quali un'alleanza comprensiva ma non indistinta ha avuto al fianco una ulteriore proposta piú moderata. Cosí con l'Ulivo e Rinnovamento italiano. Viceversa, ad un maggioritarismo malinteso, diventato cecitá solitaria, non abbiamo successi da attribuire. Specularmente, nella seconda Repubblica, contiamo i fallimenti, in un centrismo isolato, di figure più robuste dei "nostri", per sostanza, Martinazzoli o per fama, Segni.
Viene da chiedersi se le due personalità oggi in questione siano in grado di comprendere le cause della loro reciproca empasse ed iniziare nuovamente un percorso che dovrebbe essere assai diverso dalle loro scelte recenti. Renzi pare cercare altri sbocchi per mantenersi nella mediaticità, mentre Calenda, forse più manovriero ed oggettivo, lancia qualche larvale apertura al PD di Schlein. Evidentemente il pessimo voto ricevuto a Milano e altrove li interroga sul futuro più prossimo. Il Pd, che Prodi invita a ricrescere anche al centro dove il Terzo polo non si impianterà più, dovrà valutare le cose "loro" con lungimiranza senza astiosità e senza tentare accaparramenti. Serve un altro centrismo, probabilmente, nei contenuti e negli approcci ed anche nei protagonisti. Una storiella di anni addietro racconta di un alpinista che, attaccato a quasi nulla sul ciglio di un baratro, visto che il Dio che ha invocato non lo aiuta, chiede al cielo: "Ehi lassù, c'è qualcun'altro?". Il PD e la sinistra, pur nell'abbrivio dato dalla novità Elly Schlein, assomigliano ancora a quello sventurato e forse, visti Renzi e Calenda,
dovrebbero chiedere alla celestiale atmosfera centrista, "c'è qualcun' altro?".
"Strisciarossa"

https://www.strisciarossa.it/evaporato-il-terzo-polo-ma-una-seria-proposta-centrista-e-necessaria/

venerdì 11 novembre 2022

UN PREMIO PER ME-

È un regalo che, su idea di Loris Marchesini e di tutti* i compagni e gli amici di Casadeipensieri, mi hanno consegnato, con grande amicizia e cortesia, Andrea De Maria e Massimo Meliconi . Ho aspettato a darne notizia e ad appenderlo per non confonderlo con un Premio Volponi, ma, diciamo la verità, sono commosso.



sabato 22 ottobre 2022

Enrico Berlinguer, le idee, la comunicazione. Davide Ferrari.

Berlinguer, le idee, la comunicazione. Reggio Emilia, 22 ottobre 2022.

Intervento in video di Davide Ferrari.

Incontro promosso dalla Fondazione Reggio tricolore, LA NOTTE ROSSA 2022, Arci.

Centenario della nascita di Enrico Berlinguer, Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984 

https://www.youtube.com/watch?v=cq0P_550xuI

giovedì 22 settembre 2022

RIDARE SPERANZA, UN APPELLO AL VOTO

 RIDARE SPERANZA, UN APPELLO AL VOTO

PER IL CENTRO-SINISTRA DEMOCRATICO E PROGRESSISTA.

ESPERIENZA è un'Associazione formata da donne e uomini che hanno vissuto un percorso di impegno politico, sindacale, civile, non breve e per loro molto significativo.
Siamo persone che vogliono essere ancora impegnate, mettersi al servizio comune con quel poco o quel tanto di capacità di riflessione e di iniziativa che la vita nella società ci ha regalato.
Sentiamo come particolarmente importante la scadenza elettorale di Domenica.
Forse mai abbiamo avuto un'elezione così importante e contemporaneamente così poco seguita.
Si vede una scarsa attenzione di larghe parti del nostro popolo.
E' diffusa l'avvertenza, quasi comune a tutti, che molto dovrà decidersi, nell'immediato dei prossimi mesi, ed anche è diffuso un inquieto allarme, ma la confusione è tanta.
L'impressione è che non si comprenda il valore del voto in questo momento.
Non sfuggono i problemi: una guerra in corso, tragica, che può innescare un'escalation senza fine, il pericoloso crescere delle condizioni che rendono difficile l'iniziativa economica e il lavoro, in particolare l'aumento di tutti i costi di produzione e di vita delle famiglie.
Sappiamo tutti che cosa significa il degrado ambientale, a partire dal suo aspetto più evidente, il cambiamento climatico. Nonostante interessati e colpevoli riduzionismi è presente la comprensione del possibile perdurare della pandemia in corso e del prossimo apparire di altre. C'è il senso di quello che sta accadendo, manca la convinzione che siano possibili risposte. Si fa fatica a capire chi queste risposte possa darle, chi ci può aiutare, rafforzato dal nostro voto, ad affrontare problemi così grandi da apparire capaci di sommergerci.
Eppure non tutte le forze politiche sono eguali, non tutte le coalizioni sono eguali. Una proposta, quella della coalizione democratica e progressista, è migliore, più portatrice di speranza, e nel suo rafforzamento c’è una possibilità di rispondere anche a quei gravissimi problemi cui abbiamo fatto cenno.
Eppure spesso si ha l'impressione che la battaglia fra i candidati e le forze politiche avvenga in una specie di area grigia, senza la partecipazione della società civile, senza l'espressione della volontà delle cittadine e dei cittadini.
Noi vogliamo dire che è necessario dare fiducia ragionevolmente, senza deleghe in bianco, a chi ha consapevolezza della necessità:
-di un impegno contro la guerra e contro l'invasione,
-di cambiare l'economia e quindi ridurre le cause del degrado climatico ed ambientale,
-di difendere e rafforzare l’intero sistema della sanità pubblica,
-di valorizzare il lavoro ed i lavoratori.
Queste possibilità sono tutte nel campo della coalizione democratica e progressista.
A Destra vediamo una volontà di predominio che si basa proprio sull'ostinazione a non affrontare quei problemi, o perché il farlo vorrebbe dire immediatamente dividersi, o perché, cosa più grave, li si nega, come per l’ambiente e la pandemia.
Mentre invece è chiarissima la promessa, di tutta la Destra, peraltro insostenibile dal bilancio pubblico, di ridurre il peso fiscale su coloro che più hanno per far loro pagare, ingiustamente, nelle medesime percentuali di chi ha meno.
Vi sono altre presenze politiche, i 5 stelle, con le quali dovrà riprendere un dialogo, oggi gravemente interrotto. Certo però è solo nel centro-sinistra che troviamo gli uomini e le donne capaci di affrontare le difficoltà della politica sulla base non solo di idee ma di progetti.
C'è moltissimo da fare. Se, sovvertendo i pronostici, il centro-sinistra dovesse risultare vincente dovrà mantenere attivo il ruolo internazionale del nostro paese, in primo ruolo per garantire l'utilizzo delle risorse europee giunte dopo la pandemia ma ancor di più, molto di più di quanto non si è fatto nell'immediato passato, per riprendere un ruolo di pace oltreché di presenza al fianco delle altre grandi nazioni europee.
Se invece il ruolo del centro-sinistra sarà quello di opposizione, sarà molto importante che questa opposizione resti unita e non nasca da un tracollo elettorale ma da un risultato che comunque veda, nel voto di Domenica 25, affidata al centro-sinistra la rappresentanza di milioni e milioni di cittadine e cittadini.
Noi di ESPERIENZA abbiamo vissuto altre crisi, proprio per questo, mentre riconosciamo con preoccupazione l'ampiezza di quella presente, sappiamo che le crisi possono essere affrontate, che arrendersi, o peggio interrompere la comunicazione fra noi stessi e il mondo esterno, fra noi stessi e gli altri, non solo è un errore, un gravissimo errore, ma, in definitiva, è persino impossibile. Non tutto è scritto, la speranza, nei momenti più difficili, va cercata con coraggio, nell’imprevisto del futuro.
Chiediamo che la speranza venga premiata, Domenica, con un voto serio e consapevole.
Un voto, innanzitutto, mai l’astensione, un voto per il centro-sinistra dei democratici e dei progressisti. Partecipando al voto si contribuisce, oggi, a rendere possibile la realizzazione di una sinistra democratica, solidale europeista, del lavoro e della giustizia, dell'eguaglianza sociale, che dovrà stare in campo dal 25 settembre ritrovando impegno e progetto unitario.

lunedì 6 giugno 2022

Le poesie più recenti raccolte su Facebook.

 https://www.facebook.com/Davide-Ferrari-le-poesie-133128060033613



Gli articoli più recenti raccolti su Facebook

 https://www.facebook.com/Davide-Ferrari-gli-articoli-265529810133266