Un articolo dello scrittore e traduttore tedesco Arno Widmann, critico verso le interpretazioni assolutistiche di Dante, con il primato e l'assoluta originalità che gli si tributano in via automatica, ha ricevuto risposte dall'Italia.
sabato 27 marzo 2021
WIDMANN E NOI DI FRONTE A DANTE.
venerdì 22 gennaio 2021
Estella e le altre.
Incontro online su e per Teresa Noce, promosso nel percorso "Partecipare la democrazia" dalla Fondazione2000 e da Casadeipensieri.
domenica 10 gennaio 2021
PER VACCINARE TUTTO IL MONDO
PER VACCINARE TUTTO IL MONDO BISOGNA UNIRE TUTTE LE NAZIONI E VALUTARE TUTTI I VACCINI.
sabato 19 dicembre 2020
STARE CON IL GOVERNO CHIEDENDO DI PIU', NON MENO, DI QUELLO CHE FA.
STARE CON IL GOVERNO CHIEDENDO DI PIU', NON MENO, DI QUELLO CHE FA.
domenica 20 settembre 2020
BOLOGNA NEL LOCKDOWN. UN LIBRO
BOLOGNA NEL LOCKDOWN. UN LIBRO, LE FOTO DI LUCIANO NADALINI, LE MIE DIDASCALIE, LA MIA SERA ALLA FESTA, LONTANO.
Pendragon ed.
https://www.facebook.com/davide.ferrari.940/posts/pfbid0TtZF88aY1n8ap8wXhFitP3bm7dZDenNWGMfTEYMS6QKutQrSrbV8HV1daUPH9E8Ul
giovedì 17 settembre 2020
“Nel silenzio di Bologna. Una città sospesa”, con testi di D. Ferrari, Pendragon ed. Presentazione alla Festa dell'Unità del Parco Nord.
17/09/2020 Giovedì
Ore 21:00
Casadeipensieri2020
Bologna nel Lockdown
Le foto di Luciano Nadalini, le parole di Davide Ferrari
Intervengono Giulia Giapponesi, Lucio Rossi
Eugenio Riccomini, Mauro Roda, Piero Zanelli
Presiede Anna Rosa Almiropulo
L. Nadalini: “Nel silenzio di Bologna. Una città sospesa”,
con testi di D. Ferrari, Pendragon ed.
giovedì 20 febbraio 2020
Teresa Noce, articolo per Anpi.
Teresa Noce.
Torino, 1900. Per la storia della mia famiglia ho potuto conoscere qualcosa della condizione delle “piccinine” nella grande città operaia, bambine che venivano fatte lavorare già a quattro, a cinque anni. Mia mamma viveva allora a Torino e le sue sorelle più anziane cominciarono bambine a lavare bicchieri, e a mettere a posto negli atelier delle sarte. Erano più meno coetanee di Teresa, che fu una delle “piccinine”. Teresa Noce. Nacque a Torino, proprio all’inizio del secolo scorso, e morì a Bologna 40 anni fa. È stata una delle più grandi figure dell’antifascismo europeo.
Esule in Francia, combattente in Spagna, internata in tre campi di concentramento, non ha però svolto tutta la sua vita di “rivoluzionaria di professione” nella temperie della titanica resistenza e lotta contro Hitler e il fascismo. Partecipò, adolescente, al suo primo sciopero contro la guerra e la fame. Il suo spirito libero e la sua straordinaria intelligenza la condussero ben presto a partecipare pienamente alla vita sindacale e politica del periodo agitatissimo della Grande guerra e del dopo guerra. Teresa si avvicinò al gruppo di Gramsci, Terracini, Togliatti e Camilla Ravera. Stava nascendo il Partito Comunista. L’Ottobre sovietico aveva appena condotto verso esiti mai tentati la spontanea, gigantesca rivolta dei soldati e del popolo contro l’orribile carneficina. Anche nella Torino capitale degli operai, l’aria che si respirava era quella di una rivoluzione invocata ed attesa, capace di farla finita per sempre con le guerre. Teresa, fra le fondatrici del PC d’Italia, conobbe Luigi Longo, con il quale avrà una lunghissima storia d’amore, un matrimonio, tre figli. Prendere la via dell’esilio sarà presto un obbligo, per sfuggire alla dittatura. Teresa si divise fra Mosca e Parigi. Fu cofondatrice di “Noi donne”, che diventerà nell’Italia libera la rivista prestigiosa e tenace dell’Unione Donne Italiane, ed ancora perdura. Manterrà sempre la sua attenzione puntata sulla condizione femminile. Combattente in Spagna contro i golpisti di Franco, lì il suo nome divenne “Estella” e il suo personaggio cominciò a diventare una leggenda. Riparata in Francia, venne internata una prima volta allo scoppio della guerra e più tardi, dopo aver combattuto con i “francs tireurs et partisans”, venne rinchiusa nei campi di concentramento nazisti. Tornata finalmente in Italia, Teresa fece parte della Consulta nazionale, l’organo provvisorio che determinò il diritto di voto alle donne, e tornò subito al suo impegno per i lavoratori e soprattutto per le lavoratrici, dirigendo il Sindacato dei tessili, anche a livello internazionale. Venne poi eletta alla Costituente, con solo altre venti donne. Teresa ed altre quattro - Angela Gotelli (Dc), Maria Federici (Pci), Nilde Iotti (Pci), Angelina Merlin (Psi) - entrò a far parte della "Commissione dei 75". Dovevano scrivere la proposta della Costituzione, da dibattere, poi, ed approvare in aula. La sua presenza si fece sentire e, all’articolo 3, fu soprattutto grazie a lei che il rifiuto per ogni discriminazione arrivò a comprendere anche la differenza di genere. Il suo lavoro intenso si rivolge nella Costituente ed in Parlamento a tutti i temi più urgenti della condizione femminile, per garantire assistenza pubblica a chi non ha previdenza e una nuova tutela della donna, sia come madre che come lavoratrice.
Teresa divenne negli anni ’50, un personaggio notissimo, molto amato fra le operaie ed avversato e oggetto di continua satira dai giornali “padronali” o “moderati”. La sua vita ebbe un colpo durissimo al momento dello scioglimento del matrimonio da parte di Longo. Fu un inganno e non una reciproca e libera decisione a sancirlo. Teresa non si piegò. Il PCI non la difese. Le venne rimproverato di non aver taciuto in nome dell’interesse supremo del partito, che pure l’ex marito aveva potuto non considerare. Sola, emarginata ma non arresa, Estella intensificò la sua attività di scrittrice. Teresa non è mai stata del tutto dimenticata. Quasi scomparsa la generazione delle sue compagne e di chi, più giovane, l’aveva conosciuta, la sua straordinaria vita ha continuato sempre ad appassionare chi gli si è avvicinato.
Oggi i suoi libri vengono ristampati e la ricchezza della sua umanità ci conquista. Autodidatta, non smise un solo giorno di studiare, la sua scrittura divenne potente e piena di fascino. A Bologna un Comitato promosso da più soggetti, fra i quali Casadeipensieri e Fondazione2000, ANPI, ANPPIA e UDI sta operando per realizzare un memoriale di Teresa. Un’opera, un monumento a lei ed alla vita, un punto dove ritrovarsi ogni 22 Gennaio, data della sua scomparsa, per testimoniare la pace e la libertà. Bologna, sono convinto, sarà più ricca il giorno che lo avremo, tutti insieme, inaugurato.
Nota.
Libri di Teresa Noce.
Ma domani farà giorno, 1952
Le avventure di Layka, cagnetta spaziale, 1960
Gioventù senza sole, 1938
Rivoluzionaria professionale, 1974
Vivere in piedi, 1978
mercoledì 22 gennaio 2020
Teresa Noce. Nota di Davide Ferrari per giornale ANPI Bologna
Teresa Noce.
Torino, 1900. Per la storia della mia famiglia ho potuto conoscere qualcosa della condizione delle “piccinine” nella grande città operaia, bambine che venivano fatte lavorare già a quattro, a cinque anni. Mia mamma viveva allora a Torino e le sue sorelle più anziane cominciarono bambine a lavare bicchieri, e a mettere a posto negli atelier delle sarte. Erano più meno coetanee di Teresa, che fu una delle “piccinine”. Teresa Noce. Nacque a Torino, proprio all’inizio del secolo scorso, e morì a Bologna 40 anni fa. È stata una delle più grandi figure dell’antifascismo europeo.
Esule in Francia, combattente in Spagna, internata in tre campi di concentramento, non ha però svolto tutta la sua vita di “rivoluzionaria di professione” nella temperie della titanica resistenza e lotta contro Hitler e il fascismo. Partecipò, adolescente, al suo primo sciopero contro la guerra e la fame. Il suo spirito libero e la sua straordinaria intelligenza la condussero ben presto a partecipare pienamente alla vita sindacale e politica del periodo agitatissimo della Grande guerra e del dopo guerra. Teresa si avvicinò al gruppo di Gramsci, Terracini, Togliatti e Camilla Ravera. Stava nascendo il Partito Comunista. L’Ottobre sovietico aveva appena condotto verso esiti mai tentati la spontanea, gigantesca rivolta dei soldati e del popolo contro l’orribile carneficina. Anche nella Torino capitale degli operai, l’aria che si respirava era quella di una rivoluzione invocata ed attesa, capace di farla finita per sempre con le guerre. Teresa, fra le fondatrici del PC d’Italia, conobbe Luigi Longo, con il quale avrà una lunghissima storia d’amore, un matrimonio, tre figli. Prendere la via dell’esilio sarà presto un obbligo, per sfuggire alla dittatura. Teresa si divise fra Mosca e Parigi. Fu cofondatrice di “Noi donne”, che diventerà nell’Italia libera la rivista prestigiosa e tenace dell’Unione Donne Italiane, ed ancora perdura. Manterrà sempre la sua attenzione puntata sulla condizione femminile. Combattente in Spagna contro i golpisti di Franco, lì il suo nome divenne “Estella” e il suo personaggio cominciò a diventare una leggenda. Riparata in Francia, venne internata una prima volta allo scoppio della guerra e più tardi, dopo aver combattuto con i “francs tireurs et partisans”, venne rinchiusa nei campi di concentramento nazisti. Tornata finalmente in Italia, Teresa fece parte della Consulta nazionale, l’organo provvisorio che determinò il diritto di voto alle donne, e tornò subito al suo impegno per i lavoratori e soprattutto per le lavoratrici, dirigendo il Sindacato dei tessili, anche a livello internazionale. Venne poi eletta alla Costituente, con solo altre venti donne. Teresa ed altre quattro - Angela Gotelli (Dc), Maria Federici (Pci), Nilde Iotti (Pci), Angelina Merlin (Psi) - entrò a far parte della "Commissione dei 75". Dovevano scrivere la proposta della Costituzione, da dibattere, poi, ed approvare in aula. La sua presenza si fece sentire e, all’articolo 3, fu soprattutto grazie a lei che il rifiuto per ogni discriminazione arrivò a comprendere anche la differenza di genere. Il suo lavoro intenso si rivolge nella Costituente ed in Parlamento a tutti i temi più urgenti della condizione femminile, per garantire assistenza pubblica a chi non ha previdenza e una nuova tutela della donna, sia come madre che come lavoratrice.
Teresa divenne negli anni ’50, un personaggio notissimo, molto amato fra le operaie ed avversato e oggetto di continua satira dai giornali “padronali” o “moderati”. La sua vita ebbe un colpo durissimo al momento dello scioglimento del matrimonio da parte di Longo. Fu un inganno e non una reciproca e libera decisione a sancirlo. Teresa non si piegò. Il PCI non la difese. Le venne rimproverato di non aver taciuto in nome dell’interesse supremo del partito, che pure l’ex marito aveva potuto non considerare. Sola, emarginata ma non arresa, Estella intensificò la sua attività di scrittrice. Teresa non è mai stata del tutto dimenticata. Quasi scomparsa la generazione delle sue compagne e di chi, più giovane, l’aveva conosciuta, la sua straordinaria vita ha continuato sempre ad appassionare chi gli si è avvicinato.
Oggi i suoi libri vengono ristampati e la ricchezza della sua umanità ci conquista. Autodidatta, non smise un solo giorno di studiare, la sua scrittura divenne potente e piena di fascino. A Bologna un Comitato promosso da più soggetti, fra i quali Casadeipensieri e Fondazione2000, ANPI, ANPPIA e UDI sta operando per realizzare un memoriale di Teresa. Un’opera, un monumento a lei ed alla vita, un punto dove ritrovarsi ogni 22 Gennaio, data della sua scomparsa, per testimoniare la pace e la libertà. Bologna, sono convinto, sarà più ricca il giorno che lo avremo, tutti insieme, inaugurato.
Nota.
Libri di Teresa Noce.
Ma domani farà giorno, 1952
Le avventure di Layka, cagnetta spaziale, 1960
Gioventù senza sole, 1938
Rivoluzionaria professionale, 1974
Vivere in piedi, 1978
domenica 3 marzo 2019
IL RISULTATO. Le primarie Zingaretti Martina Giachetti.
IL RISULTATO
sabato 23 febbraio 2019
Liste per Martina a Bologna.
sabato 4 agosto 2018
mercoledì 20 giugno 2018
lunedì 18 giugno 2018
MENTRE LE NAVI...
venerdì 1 giugno 2018
domenica 27 maggio 2018
INTEGRAZIONE-INTEGRALISMO
INTEGRAZIONE-INTEGRALISMO
L'incontro è parte della rassegna MENS-A un evento culturale internazionale sul Pensiero Ospitale, tra Scienze Umane, Filosofia e Storia, ideato dall’Associazione APUN (LFA - APS) in collaborazione con l'Università di Bologna. MENS-A ha come tema 2018 Futura Umanità. L’intento è quello di riflettere sul pensiero inclusivo, sulla tolleranza e sulla capacità conviviale di relazioni attente all'uomo e al progetto comune. MENS-A prevede incontri, conferenze, laboratori e sono presenti grandi nomi internazionali. L’obiettivo di MENS-A è quello di creare una rete che valorizzi innovazioni di processi, il pluralismo culturale, il Patrimonio vivente, secondo il concetto di cultura metropolitana e attrattiva turistica.
L'incontro si aprirà con una visita guidata del Museo sul tema "Bologna dell'acqua e della seta" dalle ore 10:00 alle 10:40.
giovedì 3 maggio 2018
La Direzione.
In primo luogo solidarietà a Gianni Cuperlo e ammirazione per il suo modo di reagire, un dirigente all'altezza. Sul resto: un compromesso difficile .
Forse, per spirito unitario l'avrei votato anch'io ma confermo una valutazione di estrema preoccupazione sulla situazione seguita al voto e i suoi sviluppi.
Una linea politica non c'è. Renzi ha bloccato con energia e consenso nel nostro mondo, ormai però molto ristretto, una linea politica che stava emergendo dallo stesso Presidente della Repubblica e da altri esponenti della storia e del presente del centrosinistra di assoluto valore, come Prodi, Veltroni, Fassino. Come Cacciari aveva previsto, una profezia facile ma solo da lui l'abbiamo sentita, almeno nei forum televisivi e per questo lo cito, solo con un preaccordo con Renzi si poteva evitare di vedersela sfumare. È stato un errore dichiararne, o quasi,
la possibilità sospesi nel vuoto, o almeno così lasciare intendere con le proprie parole.
Ma aver bloccato una prova, difficile, ma unica nelle condizioni date, rischia di condannare il Pd o ad una nuova avventura istituzionale con la destra e senza M5stelle, che, ad ora, non pare nemmeno realistica, oppure a nuove elezioni.
Se anche il voto friulano e giuliano venisse confermato come tendenza il Pd vedrebbe, in una elezione prossima, un ulteriore calo appena frenato e la destra, una destra xenofoba ed estrema, un proprio decisivo trionfo. Il segretario reggente ha ora un voto di conferma, non era per nulla scontato, ma in una situazione dove si blocca la marcia del motore in attesa ripartenza
Davvero non si può chiudere la giornata con maggiori e migliori auspici di quanti ne avessimo. ieri. Vedremo le consultazioni di Lunedì e vedremo cosa si intende per spirito costruttivo, il termine adoperato da Martina e quindi votato, ma in un mare di no.
domenica 29 aprile 2018
Marx, duecento anni.
Tutto è morto, tutto è vivo, come in ogni classico del pensiero di assoluta grandezza. La diversità di Marx dagli altri grandi pensatori consiste nell'obiettivo: cambiare i rapporti di forza fra le classi sociali fino a raggiungere l'uguaglianza.
La descrizione dei mezzi ideali , materiali, storici, sociali per raggiungerla è un insieme di rarissimo pregio di idee altrui rimesse in fila secondo una conseguenzialità aperta e non dogmatica, da Hegel agli economisti maggiori, che predissero e descrissero insieme il grande sviluppo dell'economia dovuto alle rivoluzioni borghesi. Eppure sono proprio questi lasciti ereditati, queste tessere del mosaico che, di volta in volta, ad ogni mutamento delle vicende storiche appaiono vetusti, ora maggiormente l'uno, ora maggiormente l'altro. Si può dire che quasi sempre è proprio l'uso che Marx ne fa che mantiene in qualche modo all'attenzione questi elementi.
C'è da dire che I critici di Marx generalmente affermano il contrario, accusano l'obiettivo del suo pensiero di essere caduco e comunque irrealizzabile, il famoso "Dio che ha fallito".
Questi critici, potremmo dire, quando "gli affari" vanno bene, per la loro classe, annunciando che il culmine è già raggiunto e la storia terminata, a chi è soggetto penserà chi comanda. Quando gli affari vanno male predicano la fine del mondo e, più pericolosamente, un angelo sterminatote che rimetta le cose a posto, come ci ricordava Bunuel. In realtà "il mondo" non può fermarsi e le evidenze della drammatica inadeguatezza del modo di produrre, consumare, dirigere sono così grandi da oscurare persino la natura, la tela, non solo il dipinto fatto dagli uomini. È quindi assai meno caduco l'obiettivo fondamentale di Marx dei suoi assunti specifici e delle teorie dalle quali li ha tratti.
Come tradurre l'obiettivo in progetto, come ridurne il sogno e l'utopia nella teoria che, pur pretendendo di spiegare il mondo intero, viva per la sua epoca, risvegli Adone, rinverdisca l'albero, non lo sappiamo. Sappiamo che tale teoria sarà figlia del momento che illumina non lo precederà.
Anche questo Marx ci ha insegnato.





