sabato 27 marzo 2021

WIDMANN E NOI DI FRONTE A DANTE.

 Un articolo dello scrittore e traduttore tedesco Arno Widmann, critico verso le interpretazioni assolutistiche di Dante, con il primato e l'assoluta originalità che gli si tributano in via automatica, ha ricevuto risposte dall'Italia.

Tuttavia la maggior parte delle accuse a Dante attribuite a Widmann non sono mai state da lui scritte. Il difetto di Widmann un altro. E' giusto vedere qualunque scrittore o artista, anche i maggiori, inserito nel flusso della storia non isolarlo e mummificarlo per farne un dio poco interessante. Ma il metodo per contestualizzare un classico difficilmente si può ritrovare in ripetuti confronti con altri autori, vicini o lontani. Widmann pare invece ricorrere frequentemente a virtuali competizioni a due, Dante vs Maometto, Dante vs i trobadori provenzali, Dante vs Shakespeare. Queste competizioni, questi impossibili "slalom paralleli" dovrebbero verificare la consistenza del primato dantesco ed i suoi limiti. Non convincono. Soprattutto quando la corsa proposta è con autori che hanno vissuto Un'epoca del tutto differente e utilizzato una lingua del tutto differente. Ad esempio, secondo Widmann Dante indulge in giudizi morali su tutte le figure che incontra separando i buoni dai cattivi. Viceversa Shakespeare sarebbe giunto alla più profonda etica del dubbio irrisolvibile. Sono parole mie. Certamente Dante è uomo che reclama la libertà dell'evo medio che sta tramontando e delle sue ispirazioni alla purezza mentre Shakespeare vive nelle propaggini di una modernità che si annuncia in uno sviluppo fortemente influenzato da un Governo reale che per unificare una nazione, o più, come nel caso britannico, tende ad affermare la bontà assoluta del potere e quindi la sua emancipazione dal moralismo.
Ma proprio su questo punto le "torri" creative di Dante e di Shakespeare, le loro altezze vertiginose ci riportano tutto il fuoco della perennità delle contraddizioni dell'intera vicenda umana e vanno ben oltre lo schema generale che pure è loro proprio.
Ulisse si conduce all'empietà e alla morte per la insopprimibile volontà di scoprire ma alle sue parole è riferibile una delle definizioni assolute del retaggio umano. Parole dette all'Inferno, da un condannato ma che rappresentano l'uomo nella sua più vera e nobile attitudine. Dove dunque il semplicismo e la nettezza insostenibile delle divisioni di Dante fra buoni e cattivi che Widmann querela? E Shakespeare, mentre ci avverte con il suo personaggio che il mondo è più vasto di ogni ideologia e gli fa esprimere anche di fronte al più orrendo dei delitti il dubbio e non la volontà senza l'oscuro, senza il profondo, pure conduce Amleto alla giustizia, contro ogni calcolo, fino alla morte, fino alla rovina della dinastia e del Regno. Ecco allora la duplice natura dei classici. Figli del loro tempo e inintelligibili senza i suoi caratteri ma capaci di accompagnarci in fronte alla natura dell'uomo condannato in tutti i tempi a colpe e responsabilità senza le quali uomo non sarebbe.
Widmann, come tutti noi, potrà dunque liberare la sua lettura di Dante dal bosco animato e maligno dei confronti, mortifero come la foresta che avanza sul maniero di Macbeth, e seguire il poeta fino agli occhi dei suoi personaggi che vogliono mirare, si sa, e cielo e terra.




venerdì 22 gennaio 2021

Estella e le altre.

 

Incontro online su e per Teresa Noce, promosso nel percorso "Partecipare la democrazia" dalla Fondazione2000 e da Casadeipensieri.

https://www.youtube.com/watch?v=SYKQ-fJAZfY

domenica 10 gennaio 2021

PER VACCINARE TUTTO IL MONDO

 PER VACCINARE TUTTO IL MONDO BISOGNA UNIRE TUTTE LE NAZIONI E VALUTARE TUTTI I VACCINI.

Emergono difficoltà nel processo di vaccinazione. Ritardi e differenziazioni nelle approvazioni, difficoltà delle centrali produttrici di quelli approvati nei paesi occidentali a farsi carico di forniture immense. Vedremo meglio nelle prossime settimane quali sono i problemi e quali dimensioni reale hanno. Detto questo due considerazioni che, personalmente considero della massima importanza. Il contrasto della pandemia richiede tutte le energie e le intelligenze del mondo. abbiamo il diritto di chiedere che tutti i vaccini, e tutti i farmaci, vengano valutati con la medesima serietà e urgenza. Anche quelli cinesi e russi. Bisogna vaccinare tutto il mondo, tutto, ed anche alla svelta, per ridurre le possibilità di mutazioni particolarmente perniciose. IL MONDO DEVE AGIRE UNITO. Oggi, subito, e domani, quando, ormai lo sappiamo è certo che avremo altre minacce virali ed ambientali da affrontare forse assai più gravi di questa che già ha fermato il globo. #pandemiatemi #coronavirustemi

sabato 19 dicembre 2020

STARE CON IL GOVERNO CHIEDENDO DI PIU', NON MENO, DI QUELLO CHE FA.

 STARE CON IL GOVERNO CHIEDENDO DI PIU', NON MENO, DI QUELLO CHE FA.

Molti sono contro Conte e contro Speranza. E' da notare che fra tante accuse mancano quelle fondate .Nessuno cita la gravissima scelta di avere limitato al massimo i tamponi a marzo e aprile e la mancanza di reazioni alla ripresa della pandemia a settembre e a ottobre. Un lockdown doveva essere fatto, breve ma nazionale e serio, tempestivamente,quando il virus riprendeva, allora si sarebbe riottenuto il controllo della pandemia. Sono errori molto seri, come mai i tanti ostili non li riprendono? E' presto detto, sono i LORO ERRORI, sono quello che chiedevano, esigevano. Sono quello che gli ''ostili'' imponevano, in nome, anche se forse nemmeno per conto, dei poteri economici, quelli veri non le categorie vaste ma troppo sole del commercio al dettaglio e delle'arti. Siamo giunti a Natale. Le colonne dell'ambizione e della crisi marciano divise ma sperando di colpire unite. Una attacca le chiusure, l'altra la 'furbizia' del Presidente del Consiglio che avrebbe messo nei dispositivi il trucco per aggirarli . In realtà il governo ha disposto misure simili a quelle di altri paesi, Germania in primo luogo. Ancora una volta i suoi veri limiti non li contesta nessuno o quasi. Quando Conte rivendica i mezzi lockdown a diverso colore dice l'opposto della Signora Merkel che giustamente ha osservato che non sono sufficienti, che i morti sono troppi che bisogna chiudere per arrivare all'effetto del vaccino con paesi ancora vivi. Concludendo: le misure per Natale e Capodanno sono giuste e vanno difese, con coraggio. Non ci si potrà fermare lì, bisogna riprendere il contrasto alla pandemia, che la sua vastità ha quasi bloccato Naturalmente la partita delle vaccinazioni è esiziale ma non basta neppure quella. Bisogna garantire i tamponi, 300-400.000 almeno al giorno, non la metà o meno ancora come oggi, e l' assistenza a chi soffre e trema nelle case. Bisogna sostenere gli ospedali, riaprire il capitolo informatica chiuso con disonore e ignoranza da tutta la nazione, non solo dai decisori ecc ecc. Sono necessità, altrimenti arriveremo alla primavera, anche noi come gli USA con più morti di quelli che ci portò la guerra di Mussolini e Hitler. Quindi, Sinistra, parte democratica, civismo, bisogna stare con il governo chiedendo ben di più, NON MENO, di quello che fa. La confusione è massima ma la gente ha capito che il virus non si abbassa e uccide, uccide ogni giorno. Potremmo trovare più ascolto e consenso di quello che ci aspettiamo.

domenica 20 settembre 2020

BOLOGNA NEL LOCKDOWN. UN LIBRO

BOLOGNA NEL LOCKDOWN. UN LIBRO, LE FOTO DI LUCIANO NADALINI, LE MIE DIDASCALIE, LA MIA SERA ALLA FESTA, LONTANO.

Pur da lontano, intervenendo da remoto, come si dice, ho sentito che sono state apprezzate le foto, davvero uniche, di Luciano Nadalini di Bologna nel lockdown, e le parole con le quali ho cercato di accompagnarle, ho avvertito che interessa il libro, che hanno fatto riflettere i contributi, a cominciare da quello denso appassionante tra storia e sua vita quotidiana di @Eugenio Riccomini. Grazie a Giulia Giapponesi, a Pietro Zanellii, a Lucio Rossi, ad Anna Rosa Almiropulo, a Mauro Roda, presidente della Fondazione Duemila e all' editore Antonio Bagnoli di Pendragon . Un grazie grandissimo a Mirco Cevinini che ha girato il video di Riccomini splendidamente e a @Vania Mimmi ed alla sua intelligente conoscenza del web.
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L.Nadalini: “Bologna nel silenzio. Una città sospesa”
con testi di D. Ferrari, premessa di E.Riccomini.

Pendragon ed.


https://www.facebook.com/davide.ferrari.940/posts/pfbid0TtZF88aY1n8ap8wXhFitP3bm7dZDenNWGMfTEYMS6QKutQrSrbV8HV1daUPH9E8Ul 



giovedì 17 settembre 2020

“Nel silenzio di Bologna. Una città sospesa”, con testi di D. Ferrari, Pendragon ed. Presentazione alla Festa dell'Unità del Parco Nord.

 17/09/2020 Giovedì

SPAZIO APERTO B PARCO NORD

Ore 21:00
Casadeipensieri2020
Bologna nel Lockdown
Le foto di Luciano Nadalini, le parole di Davide Ferrari

Intervengono Giulia Giapponesi, Lucio Rossi
Eugenio Riccomini, Mauro Roda, Piero Zanelli
Presiede Anna Rosa Almiropulo


L. Nadalini: “Nel silenzio di Bologna. Una città sospesa”,
con testi di D. Ferrari, Pendragon ed.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LUCIANO NADALINI CON GLI SCRITTI DI DAVIDE FERRARI ED EUGENIO RICCOMINI.

 


Bologna nel lockdown. Presentazione del libro.

 


giovedì 20 febbraio 2020

Teresa Noce, articolo per Anpi.

 

Teresa Noce.

Torino, 1900. Per la storia della mia famiglia ho potuto conoscere qualcosa della condizione delle “piccinine” nella grande città operaia, bambine che venivano fatte lavorare già a quattro, a cinque anni. Mia mamma viveva allora a Torino e le sue sorelle più anziane cominciarono bambine a lavare bicchieri, e a mettere a posto negli atelier delle sarte. Erano più meno coetanee di Teresa, che fu una delle “piccinine”. Teresa Noce. Nacque a Torino, proprio all’inizio del secolo scorso, e morì a Bologna 40 anni fa. È stata una delle più grandi figure dell’antifascismo europeo.

Esule in Francia, combattente in Spagna, internata in tre campi di concentramento, non ha però svolto tutta la sua vita di “rivoluzionaria di professione” nella temperie della titanica resistenza e lotta contro Hitler e il fascismo. Partecipò, adolescente, al suo primo sciopero contro la guerra e la fame. Il suo spirito libero e la sua straordinaria intelligenza la condussero ben presto a partecipare pienamente alla vita sindacale e politica del periodo agitatissimo della Grande guerra e del dopo guerra. Teresa si avvicinò al gruppo di Gramsci, Terracini, Togliatti e Camilla Ravera. Stava nascendo il Partito Comunista. L’Ottobre sovietico aveva appena condotto verso esiti mai tentati la spontanea, gigantesca rivolta dei soldati e del popolo contro l’orribile carneficina. Anche nella Torino capitale degli operai, l’aria che si respirava era quella di una rivoluzione invocata ed attesa, capace di farla finita per sempre con le guerre. Teresa, fra le fondatrici del PC d’Italia, conobbe Luigi Longo, con il quale avrà una lunghissima storia d’amore, un matrimonio, tre figli. Prendere la via dell’esilio sarà presto un obbligo, per sfuggire alla dittatura. Teresa si divise fra Mosca e Parigi. Fu cofondatrice di “Noi donne”, che diventerà nell’Italia libera la rivista prestigiosa e tenace dell’Unione Donne Italiane, ed ancora perdura. Manterrà sempre la sua attenzione puntata sulla condizione femminile. Combattente in Spagna contro i golpisti di Franco, lì il suo nome divenne “Estella” e il suo personaggio cominciò a diventare una leggenda. Riparata in Francia, venne internata una prima volta allo scoppio della guerra e più tardi, dopo aver combattuto con i “francs tireurs et partisans”, venne rinchiusa nei campi di concentramento nazisti. Tornata finalmente in Italia, Teresa fece parte della Consulta nazionale, l’organo provvisorio che determinò il diritto di voto alle donne, e tornò subito al suo impegno per i lavoratori e soprattutto per le lavoratrici, dirigendo il Sindacato dei tessili, anche a livello internazionale. Venne poi eletta alla Costituente, con solo altre venti donne. Teresa ed altre quattro - Angela Gotelli (Dc), Maria Federici (Pci), Nilde Iotti (Pci), Angelina Merlin (Psi) - entrò a far parte della "Commissione dei 75". Dovevano scrivere la proposta della Costituzione, da dibattere, poi, ed approvare in aula.  La sua presenza si fece sentire e, all’articolo 3, fu soprattutto grazie a lei che il rifiuto per ogni discriminazione arrivò a comprendere anche la differenza di genere. Il suo lavoro intenso si rivolge nella Costituente ed in Parlamento a tutti i temi più urgenti della condizione femminile, per garantire assistenza pubblica a chi non ha previdenza e una nuova tutela della donna, sia come madre che come lavoratrice.

Teresa divenne negli anni ’50, un personaggio notissimo, molto amato fra le operaie ed avversato e oggetto di continua satira dai giornali “padronali” o “moderati”. La sua vita ebbe un colpo durissimo al momento dello scioglimento del matrimonio da parte di Longo. Fu un inganno e non una reciproca e libera decisione a sancirlo. Teresa non si piegò. Il PCI non la difese. Le venne rimproverato di non aver taciuto in nome dell’interesse supremo del partito, che pure l’ex marito aveva potuto non considerare. Sola, emarginata ma non arresa, Estella intensificò la sua attività di scrittrice. Teresa non è mai stata del tutto dimenticata. Quasi scomparsa la generazione delle sue compagne e di chi, più giovane, l’aveva conosciuta, la sua straordinaria vita ha continuato sempre ad appassionare chi gli si è avvicinato.

Oggi i suoi libri vengono ristampati e la ricchezza della sua umanità ci conquista. Autodidatta, non smise un solo giorno di studiare, la sua scrittura divenne potente e piena di fascino. A Bologna un Comitato promosso da più soggetti, fra i quali Casadeipensieri e Fondazione2000, ANPI, ANPPIA e UDI sta operando per realizzare un memoriale di Teresa. Un’opera, un monumento a lei ed alla vita, un punto dove ritrovarsi ogni 22 Gennaio, data della sua scomparsa, per testimoniare la pace e la libertà. Bologna, sono convinto, sarà più ricca il giorno che lo avremo, tutti insieme, inaugurato.





Nota.

Libri di Teresa Noce.

Ma domani farà giorno, 1952

Le avventure di Layka, cagnetta spaziale, 1960

Gioventù senza sole, 1938

Rivoluzionaria professionale, 1974

Vivere in piedi, 1978

Un' anima. Gianni Cuperlo a Bologna. Con Merola De Maria Petitti

 https://www.facebook.com/events/187467179021239

mercoledì 22 gennaio 2020

Teresa Noce. Nota di Davide Ferrari per giornale ANPI Bologna

 

Teresa Noce.

Torino, 1900. Per la storia della mia famiglia ho potuto conoscere qualcosa della condizione delle “piccinine” nella grande città operaia, bambine che venivano fatte lavorare già a quattro, a cinque anni. Mia mamma viveva allora a Torino e le sue sorelle più anziane cominciarono bambine a lavare bicchieri, e a mettere a posto negli atelier delle sarte. Erano più meno coetanee di Teresa, che fu una delle “piccinine”. Teresa Noce. Nacque a Torino, proprio all’inizio del secolo scorso, e morì a Bologna 40 anni fa. È stata una delle più grandi figure dell’antifascismo europeo.

Esule in Francia, combattente in Spagna, internata in tre campi di concentramento, non ha però svolto tutta la sua vita di “rivoluzionaria di professione” nella temperie della titanica resistenza e lotta contro Hitler e il fascismo. Partecipò, adolescente, al suo primo sciopero contro la guerra e la fame. Il suo spirito libero e la sua straordinaria intelligenza la condussero ben presto a partecipare pienamente alla vita sindacale e politica del periodo agitatissimo della Grande guerra e del dopo guerra. Teresa si avvicinò al gruppo di Gramsci, Terracini, Togliatti e Camilla Ravera. Stava nascendo il Partito Comunista. L’Ottobre sovietico aveva appena condotto verso esiti mai tentati la spontanea, gigantesca rivolta dei soldati e del popolo contro l’orribile carneficina. Anche nella Torino capitale degli operai, l’aria che si respirava era quella di una rivoluzione invocata ed attesa, capace di farla finita per sempre con le guerre. Teresa, fra le fondatrici del PC d’Italia, conobbe Luigi Longo, con il quale avrà una lunghissima storia d’amore, un matrimonio, tre figli. Prendere la via dell’esilio sarà presto un obbligo, per sfuggire alla dittatura. Teresa si divise fra Mosca e Parigi. Fu cofondatrice di “Noi donne”, che diventerà nell’Italia libera la rivista prestigiosa e tenace dell’Unione Donne Italiane, ed ancora perdura. Manterrà sempre la sua attenzione puntata sulla condizione femminile. Combattente in Spagna contro i golpisti di Franco, lì il suo nome divenne “Estella” e il suo personaggio cominciò a diventare una leggenda. Riparata in Francia, venne internata una prima volta allo scoppio della guerra e più tardi, dopo aver combattuto con i “francs tireurs et partisans”, venne rinchiusa nei campi di concentramento nazisti. Tornata finalmente in Italia, Teresa fece parte della Consulta nazionale, l’organo provvisorio che determinò il diritto di voto alle donne, e tornò subito al suo impegno per i lavoratori e soprattutto per le lavoratrici, dirigendo il Sindacato dei tessili, anche a livello internazionale. Venne poi eletta alla Costituente, con solo altre venti donne. Teresa ed altre quattro - Angela Gotelli (Dc), Maria Federici (Pci), Nilde Iotti (Pci), Angelina Merlin (Psi) - entrò a far parte della "Commissione dei 75". Dovevano scrivere la proposta della Costituzione, da dibattere, poi, ed approvare in aula.  La sua presenza si fece sentire e, all’articolo 3, fu soprattutto grazie a lei che il rifiuto per ogni discriminazione arrivò a comprendere anche la differenza di genere. Il suo lavoro intenso si rivolge nella Costituente ed in Parlamento a tutti i temi più urgenti della condizione femminile, per garantire assistenza pubblica a chi non ha previdenza e una nuova tutela della donna, sia come madre che come lavoratrice.

Teresa divenne negli anni ’50, un personaggio notissimo, molto amato fra le operaie ed avversato e oggetto di continua satira dai giornali “padronali” o “moderati”. La sua vita ebbe un colpo durissimo al momento dello scioglimento del matrimonio da parte di Longo. Fu un inganno e non una reciproca e libera decisione a sancirlo. Teresa non si piegò. Il PCI non la difese. Le venne rimproverato di non aver taciuto in nome dell’interesse supremo del partito, che pure l’ex marito aveva potuto non considerare. Sola, emarginata ma non arresa, Estella intensificò la sua attività di scrittrice. Teresa non è mai stata del tutto dimenticata. Quasi scomparsa la generazione delle sue compagne e di chi, più giovane, l’aveva conosciuta, la sua straordinaria vita ha continuato sempre ad appassionare chi gli si è avvicinato.

Oggi i suoi libri vengono ristampati e la ricchezza della sua umanità ci conquista. Autodidatta, non smise un solo giorno di studiare, la sua scrittura divenne potente e piena di fascino. A Bologna un Comitato promosso da più soggetti, fra i quali Casadeipensieri e Fondazione2000, ANPI, ANPPIA e UDI sta operando per realizzare un memoriale di Teresa. Un’opera, un monumento a lei ed alla vita, un punto dove ritrovarsi ogni 22 Gennaio, data della sua scomparsa, per testimoniare la pace e la libertà. Bologna, sono convinto, sarà più ricca il giorno che lo avremo, tutti insieme, inaugurato.





Nota.

Libri di Teresa Noce.

Ma domani farà giorno, 1952

Le avventure di Layka, cagnetta spaziale, 1960

Gioventù senza sole, 1938

Rivoluzionaria professionale, 1974

Vivere in piedi, 1978



domenica 3 marzo 2019

IL RISULTATO. Le primarie Zingaretti Martina Giachetti.

 IL RISULTATO

Il risultato delle elezioni primarie del PD era da me atteso, ma non in queste proporzioni. Il segnale è chiarissimo. Si è voluto dare forza al segretario che era già uscito dai circoli, "chiudendo", con un risultato senza dubbi, un congresso che si è svolto ben un anno dopo la gravissima sconfitta del Marzo 2018, e spronando ad una forte opposizione e ad una rinnovata presenza. Io rimango convinto di una battaglia che già si sapeva minoritaria ma rivolta ad un compagno di grande impegno etico e politico come Maurizio Martina e tesa a ridurre al massimo le possibilità di ulteriori degradi e scissioni. Da questo punto di vista sono sicuro che ogni voto dato a Martina ha avuto il suo significato. Ma ora Nicola Zingaretti è il nostro segretario. Buon lavoro a tutti noi, con lui.

sabato 23 febbraio 2019

Liste per Martina a Bologna.

PRIMARIE PER L'ELEZIONE DEL SEGRETARIO NAZIONALE DEL PD, 2 MARZO 2019
Liste
"Emilia-Romagna per Martina"
BOLOGNA CASALECCHIO.
(Comprende i seguenti Comuni, Quartieri e Zone : Lame, Saffi, Borgo-Reno, Saragozza, Zola Predosa, Casalecchio, Valsamoggia, Monte San Pietro, sasso M., Marzabotto, Vergato, Castel D' Aiano, Gaggio Montano, Lizzano, Alto Reno Terme, Castel di Casio)
Marco Lombardo
Giulia Bernagozzi
Spadaccini Andrea
Zagnoni Katia
Salvati Antonio Biagio
Tamara Battistini
BOLOGNA MAZZINI.
(Comprende i seguenti Quartieri e Zone : S.Stefano, Savena, S.Donato-S.Vitale, Bolognina, Corticella)
Giulia Di Girolamo
Davide Ferrari
Malena Roberta
Domenico Papaleo
De Benedictis Elena
BOLOGNA SAN GIOVANNI.
(Comprende i seguenti Comuni: Anzola, Calderara, Castelmaggiore, Castenaso, S.Agata, S.Giovanni, Sala b., Castello d'Argile, Argelato, S.Giorgio di Piano, Bentivoglio, Minerbio, Budrio, pieve di Cento, S. Pietro in Casale, Galliera, Malalbergo, Baricella, Molinella)
Bulla Manuela
Francesco Massarenti
Bianconcini Sarah
Smiraglia Giovann
Ramponi Tiziana
BOLOGNA IMOLA.
(Comprende i seguenti Comuni: Medicina, Ozzano, S.Lazzaro, Pianoro, Monterenzio, Loiano, Monzuno, Grizzana, S.Benedetto V.d.S., Monghidoro, Camugnano, Castiglion de' Pepoli, Imola, Castel Guelfo, Castel S.Pietro, Dozza, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel del Rio)
Sergio Maccagnani
Sergio Soddu
Mascia Serena
Ballotta Renato
Emanuela Torchi
Maggio Gaetano

lunedì 18 giugno 2018

MENTRE LE NAVI...


Forse è vero che l'opposizione all'autoritarismo ed alla xenofobia del Ministro Salvini non è o non è ancora maggioranza nel paese. E' però un movimento vasto che va alimentato con onestà e larghezza di vedute senza politicismi ristretti, opposizionismi tutti di schieramento. No, sono in gioco diritti umani fondamentali e trasformazioni profonde del mondo. Alcune questioni emerse vanno allora affrontate. Una è la seguente: Salvini ed il salvinismo sono stati preparati da gestioni chiuse e violenti precedenti? 
C'è una differenza profonda fra il tentativo di bloccare le partenze e teorizzare e praticare che dei naufraghi raccolti per salvataggio vadano fatti trasferire altrove e non attraccare nel porto italiano più vicino per propaganda politica. Non si possono accettare gli accordi con i libici perchè non ci sono garanzie minime circa il rispetto dei diritti umani, e nemmeno quelli con la Turchia per bloccare i profughi siriani. Non so quale possa essere l'alternativa, VOGLIO CHE SI TROVI. 
Ho detto questo anche quando al Governo c'era Minniti. Qui c'è però anche una differenza che voglio rendere chiara con molti di coloro che hanno scritto, con passione e indignazione sincere di questo argomento cruciale. L'arrivo dall'Africa di questi ultimi due anni non è un fenomeno correlato a guerre e dittature. Non perché esse manchino ma perché non è vero che sono il motivo principale di espatrio per la stragrande maggioranza dei migranti. Migranti, appunto. Ma allora, oltre a dovere sottostare, questo flusso, alle regole con le quali, faticosamente, ma in collaborazione con i paesi di partenza e la Comunità internazionale si è cercato di regolare ogni altro flusso, come ogni fenomeno migratorio deve essere analizzato e contenuto in rapporto all'economia ed alla VITA SOCIALE del paese ospitante. Il rigetto dell'immigrazione che è andato crescendo a livello popolare e il razzismo, che è anch'esso in esplicito aumento, hanno avuto campo libero per espandersi geometricamente, fino a determinare in larga parte il medesimo esito elettorale, e non solo in Italia, perché quest'ultima vicenda migratoria è apparsa particolarmente fuori controllo, perché sembrava impossibile vederne un limite ed una fine. 
Certo è vero che è menzogna promettere la fine delle migrazioni, in qualsiasi parte del mondo ed anche in Italia, ma non può essere volontà di nessuna forza di governo ed anzi di nessuna comunità civile proporsi di non intervenire in alcun modo per regolare il fenomeno, in ognuna delle sue parti e vicende. Il punto sta, anche, qui.
Nota di Davide Ferrari, Il progresso d'Italia, 18 Giugno 2018

venerdì 1 giugno 2018

domenica 27 maggio 2018

INTEGRAZIONE-INTEGRALISMO

Incontro con Marco Revelli, Chiara Colombo e Luca Alessandrini. Presiede Davide Ferrari
INTEGRAZIONE-INTEGRALISMO

L'incontro è parte della rassegna MENS-A un evento culturale internazionale sul Pensiero Ospitale, tra Scienze Umane, Filosofia e Storia, ideato dall’Associazione APUN (LFA - APS) in collaborazione con l'Università di Bologna. MENS-A ha come tema 2018 Futura Umanità. L’intento è quello di riflettere sul pensiero inclusivo, sulla tolleranza e sulla capacità conviviale di relazioni attente all'uomo e al progetto comune. MENS-A prevede incontri, conferenze, laboratori e sono presenti grandi nomi internazionali. L’obiettivo di MENS-A è quello di creare una rete che valorizzi innovazioni di processi, il pluralismo culturale, il Patrimonio vivente, secondo il concetto di cultura metropolitana e attrattiva turistica.


L'incontro si aprirà con una visita guidata del Museo sul tema "Bologna dell'acqua e della seta" dalle ore 10:00 alle 10:40.


giovedì 3 maggio 2018

La Direzione.

Direzione. 
In primo luogo solidarietà a Gianni Cuperlo e ammirazione per il suo modo di reagire, un dirigente all'altezza. Sul resto: un compromesso difficile . 
Forse, per spirito unitario l'avrei votato anch'io ma confermo una valutazione di estrema preoccupazione sulla situazione seguita al voto e i suoi sviluppi. 
Una linea politica non c'è. Renzi ha bloccato con energia e consenso nel nostro mondo, ormai però molto ristretto, una linea politica che stava emergendo dallo stesso Presidente della Repubblica e da altri esponenti della storia e del presente del centrosinistra di assoluto valore, come Prodi, Veltroni, Fassino. Come Cacciari aveva previsto, una profezia facile ma solo da lui l'abbiamo sentita, almeno nei forum televisivi e per questo lo cito, solo con un preaccordo con Renzi si poteva evitare di vedersela sfumare. È stato un errore dichiararne, o quasi,
la possibilità sospesi nel vuoto, o almeno così lasciare intendere con le proprie parole. 

Ma aver bloccato una prova, difficile, ma unica nelle condizioni date, rischia di condannare il Pd o ad una nuova avventura istituzionale con la destra e senza M5stelle, che, ad ora, non pare nemmeno realistica, oppure a nuove elezioni. 
Se anche il voto friulano e giuliano venisse confermato come tendenza il Pd vedrebbe, in una elezione prossima, un ulteriore calo appena frenato e la destra, una destra xenofoba ed estrema, un proprio decisivo trionfo. Il segretario reggente ha ora un voto di conferma, non era per nulla scontato, ma in una situazione dove si blocca la marcia del motore in attesa ripartenza 
Davvero non si può chiudere la giornata con maggiori e migliori auspici di quanti ne avessimo. ieri. Vedremo le consultazioni di Lunedì e vedremo cosa si intende per spirito costruttivo, il termine adoperato da Martina e quindi votato, ma in un mare di no.

domenica 29 aprile 2018

Marx, duecento anni.

Marx duecento anni. 
Tutto è morto, tutto è vivo, come in ogni classico del pensiero di assoluta grandezza. La diversità di Marx dagli altri grandi pensatori consiste nell'obiettivo: cambiare i rapporti di forza fra le classi sociali fino a raggiungere l'uguaglianza. 
La descrizione dei mezzi ideali , materiali, storici, sociali per raggiungerla è un insieme di rarissimo pregio di idee altrui rimesse in fila secondo una conseguenzialità aperta e non dogmatica, da Hegel agli economisti maggiori, che predissero e descrissero insieme il grande sviluppo dell'economia dovuto alle rivoluzioni borghesi. Eppure sono proprio questi lasciti ereditati, queste tessere del mosaico che, di volta in volta, ad ogni mutamento delle vicende storiche appaiono vetusti, ora maggiormente l'uno, ora maggiormente l'altro. Si può dire che quasi sempre è proprio l'uso che Marx ne fa che mantiene in qualche modo all'attenzione questi elementi. 
C'è da dire che I critici di Marx generalmente affermano il contrario, accusano l'obiettivo del suo pensiero di essere caduco e comunque irrealizzabile, il famoso "Dio che ha fallito". 
Questi critici, potremmo dire, quando "gli affari" vanno bene, per la loro classe, annunciando che il culmine è già raggiunto e la storia terminata, a chi è soggetto penserà chi comanda. Quando gli affari vanno male predicano la fine del mondo e, più pericolosamente, un angelo sterminatote che rimetta le cose a posto, come ci ricordava Bunuel. In realtà "il mondo" non può fermarsi e le evidenze della drammatica inadeguatezza del modo di produrre, consumare, dirigere sono così grandi da oscurare persino la natura, la tela, non solo il dipinto fatto dagli uomini. È quindi assai meno caduco l'obiettivo fondamentale di Marx dei suoi assunti specifici e delle teorie dalle quali li ha tratti. 
Come tradurre l'obiettivo in progetto, come ridurne il sogno e l'utopia nella teoria che, pur pretendendo di spiegare il mondo intero, viva per la sua epoca, risvegli Adone, rinverdisca l'albero, non lo sappiamo. Sappiamo che tale teoria sarà figlia del momento che illumina non lo precederà. 
Anche questo Marx ci ha insegnato.