lunedì 20 giugno 2016

Il grave risultato elettorale.

Il risultato elettorale, su scala nazionale, è molto grave. Talmente grave che non so se il PD sarebbe in grado, il PD di oggi, di guardarlo in faccia fino in fondo senza sfasciarsi, se la presa d'atto non si produce in un contesto, almeno di metodo, che indichi una possibilità di ripresa . La convinzione dell'area che ha seguito sempre più da vicino il segretario è stata talmente alta da non ammettere cambiamenti, alternative. Oggi che la realtà si incarica di evidenziare i limiti insuperabili della politica seguita dal 2013 ad oggi cosa succederebbe se davvero si aprisse, non un giro di dichiarazioni più o meno congrue, ma una vera e propria iniziativa delegittimante? Per questo non mi convince la richiesta a Renzi di scindere i suoi ruoli rinunciando a quello di segretario. Una richiesta di per sé giusta ma che innescherebbe, se avanzata seriamente, un processo di azioni e reazioni tale da rendere più concreta una prospettiva di scissione e di reciproca debacle. Detto questo, cosa fare? Cosa esigere? Davvero non riesco a sviluppare una linea da qui a Ottobre e poi al Congresso e poi...Mi pare però essenziale compiere un tentativo di modificare la legge elettorale. Mi pare essenziale, nessuno ne parla, esigere la ripresa di un dialogo con il mondo del lavoro dipendente, con le Confederazioni sindacali . La CGIL ha avanzato una proposta di nuovo statuto dei lavoratori. Una risposta è urgente e necessaria. Sono, questi, due punti di essenziale valore democratico tali da mutare il contesto della semplificazione istituzionale attuata con la riforma che va a referendum. Provare. Sarà sempre meglio di una rissa cieca e sorda sulle responsabilità, di fronte a una Italia impaurita e senza punti di riferimento, pronta a seguire qualsiasi pifferaio.

Il progresso d'Italia
20 Giugno 2016

martedì 14 giugno 2016

Sanders e Corbyn: storie parallele?

Sanders e Corbyn: storie parallele? 
Presentazione dei libri: "Quando è troppo è troppo" e "La rivoluzione gentile".

Martedì 14 Giugno, alle ore 17.
Libreria Ubik, via Irnerio 27, Bologna


Le improvvise e imprevedibili parabole politiche di Bernie Sanders e Jeremy  Corbyn, rispettivamente sfidante di Hillary Clinton alle primarie USA e nuovo leader del Labour Party britannico, sembrano avere, a prima vista, numerosi punti di conttato. Quanto queste due vicende ci raccontano di una trasformazione politica in atto a livello mondiale, legata alla crescita delle disuguaglianze e al cambiamento dei sistemi politici, e quanto sono invece legate alle specificità delle società e dei contesti politici dove sono nate?

Martedì 14 giugno alle ore 17, presso la Libreria Ubik, in via Irnerio a Bologna, presentazione di due libri, editi da Castelvecchi, che raccolgono discorsi dei due leader:

- Bernie SANDERS, Quando è troppo è troppo, a cura di Rosa Fioravante
- Jeremy CORBYN, La rivoluzione gentile, a cura di Domenico Cerabona Ferrari

Ne discutono:

- Tiziano BONAZZI, professore emerito di Storia e Istituzioni delle Americhe presso l'Università di Bologna;
- Davide FERRARI, direttore di Casa dei Pensieri Bologna;
- Caterina GIUSBERTI, giornalista di Repubblica;

Coordina:

- Giacomo BOTTOS, direttore della rivista Pandora

Saranno presenti i due curatori.

domenica 13 marzo 2016

Blu. Considerazioni provvisorie.


Premessa. L'idea di fare una mostra di oggetti dell'arte di strada è una idea come altre, Non si può ragionevolmente demonizzare, ma non mi entusiasma. Perché, come poi nel concreto della vicenda bolognese, si presta a critiche di immediata evidenza. Parrebbero più opportune mostre didattiche, storico-fotografiche e performances originali ad esse collegate.
Il punto. Non chiedere agli autori il loro accordo a prestare le opere proprie al distacco ed all'esposizione fuori contesto mi pare, naturalmente se la cosa è confermata, un fatto enorme. Direi che persino legalmente si configura una fattispecie insostenibile. In ogni caso si tratterebbe di una procedura tale da inibire qualsiasi possibilità di produzione di valore culturale all'iniziativa, che necessità invece, come ogni altra simile, del massimo coinvolgimento dei protagonisti. Sono stupito, e dubbioso, che possa essere proceduta da una organizzazione delle dimensioni e dell'autorevolezza quale l'Ente promotore di Bologna. Aggiungo che il ragionamento vale, e ancor più, anche in caso di "assenza" di un autore, della sua non identificabilità. Anche in questo caso se il coinvolgimento non è possibile, non si strappa, al contrario, ci si ferma, non si fa.
La cancellazione. All'azione di Blu sono stati "assegnati", se abbiamo letto bene i resoconti dei media, due diversi significati. Il primo è il più semplice ma anche il meno credibile. L'artista avrebbe temuto e quindi voluto impedire l'utilizzo della sua opera. Se così fosse si può obiettare che sarebbe stato sufficiente dire NO. "No, il mio lavoro non è in alcun modo a vostra disposizione". Il secondo significato mi sembra più adatto a motivare un gesto simile. L'artista ha voluto denunciare l'iniziativa della mostra o museo in sé, lo riguardasse personalmente o meno. Ha voluto dirci che la cancellazione ci indica che proprio il disvalore di "cancellare" è il prodotto della contaminazione fra privato e arte di strada. Un' azione di protesta per prefigurare, con la chiarezza somma di un fatto, il destino della desertificazione che sarebbe proprio dell'allargarsi del mercato. Se questo è si tratta di un atto pubblico e come tale può essere pubblicamente valutato. A mio giudizio "l'atto" è allo stesso tempo indiscutibile e discutibile, nel senso di criticabile. Indiscutibile perché nato dalla volontà soggettiva dell'artista che ha creato l'opera, che viene cancellata dalle sue proprie mani. Criticabile perché la conseguenza, la cancellazione, è ben più grave dell'indicazione che produce. A me così sembra. Naturalmente il mio giudizio è unicamente soggettivo e aggiungo che deve essere compito della comunità civile, non mi viene in mente altro termine, aggiungersi comunque alla "protesta" Come qualcuno ha scritto: "Dobbiamo tutti meditare sul suo gesto e aprire un dibattito vero, perché l’arte non si può strappare ma va rispettata" . Un'altro aspetto critico è però presente e contraddice l'indiscutibilità cui abbiamo fatto cenno. Se l'arte di strada è libera e particolare è esattamente perché in strada si colloca. Ma se così è l'intervento nel e sul contesto a quel contesto sociale la fa appartenere. L'artista di strada cede, inevitabilmente, parte della sovranità sulla sua opera al contesto sociale dove l'ha "operata". Blu non pare averne tenuto conto.

martedì 16 febbraio 2016

IL CINEMA SPERIMENTALE DI PASOLINI.

A partire dal poema filmico La rabbia (1963), per proseguire con il film-saggio d'inchiesta Comizi d'amore (1964) e con i film ‘laboratorio' Appunti per un film sull'India (1968) e Appunti per un'Orestiade africana (1970), Pasolini ha sperimentato ‘forme' di cinema che trasgredivano e innovavano i codici del documentario tradizionale. In questa tavola rotonda si parlerà dell'originale sperimentalismo cinematografico pasoliniano nei suoi diversi aspetti: lirico, politico, estetico, saggistico.
Intervengono Davide Ferrari, Raffaele Milani, Tommaso Mozzati e Marco Veglia


Martedì 16 Febbraio 2016, ore 18
Biblioteca Renzo Renzi della Cineteca di Bologna.
via Azzo Gardino, 65



http://www.cinetecadibologna.it/vedere/programmazione/app_7423/from_2016-02-16/h_1800

http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:2oSYgDBA-ccJ:www.centrostudipierpaolopasolinicasarsa.it/author/angelafelice/+&cd=1&hl=it&ct=clnk&gl=it

giovedì 4 febbraio 2016

Intervento al MUSIC FREEDOM DAY 2016

http://tiramentidicultura.blogspot.it/2016/02/difendere-la-liberta-della-musica-non-e.html

Difendere la libertà della musica non è parlare d'altro - Davide Ferrari

L'attacco a Parigi, ai suoi cittadini, ai suoi giovani, di etnie e storie diverse, si è concentrato, non a caso, sul Bataclan. Sono molteplici i simboli evocati da un terrorismo spietato e assoluto nella sua identità, e ambiguo nelle protezioni internazionali che ha ricevuto e riceve. 
Fra questi, più evidente è la musica, la partecipazione alla musica, una componente ineliminabile dalla vita di qualunque ragazza e qualunque ragazzo.
E' quindi opportuno che il Music Freedom Day di questo anno 2016 sia dedicato, in tutti paesi dove si svolgeranno iniziative, alle vittime della carneficina avvenuta in Francia.
La libertà della musica è la libertà stessa della vita, è parte del diritto a vivere.
Sappiamo, anche se così poco spesso ci viene ricordato, che le cellule dell'esercito nero -che oscenamente afferma di rappresentare l'universo islamico- i mitra che hanno ucciso nella capitale della Francia sono una tessera di un mosaico di sangue che stiamo vedendo estendersi nella rincorsa spietata fra il terrorismo e la guerra.
In queste ore sulla pelle dei popoli della Siria si combatte una guerra che vede le grandi potenze protese a ribadire la proprio primato assai più che a combattere l'Isis. Con angoscia 27 anni dopo la caduta del muro di Berlino assistiamo impotenti al riprodursi, senza vergogna, di sfacciati conflitti fra imperialismi. Quelli che vediamo sono giochi di morte
senza più i veli ideologici che il bipolarismo del dopoguerra adoperava, in qualche modo contenendosi per poterli mostrare. Mentre si racconta di scontri di civiltà, la realtà ci consegna una verità ben diversa, dove Stati e super-Stati si contendono basi e ricchezze del cuore mediorientale del nostro sviluppo.
Difendere la libertà della musica non è parlare d'altro.
La musica non ha parole ma vibra con i corpi, esprime la sua verità che è più forte di ogni divisione artificiosa e violenta fra i popoli e gli individui.
Naturalmente la musica è spesso anche altro: strumento di un consumo alienante, prodotto per distrarre o bandiera di una volgare diversità posticcia, di illusorie ma pericolosissime identità contrapposte e speculari.
Ma ancora non è nata una umanità che si accontenti di una musica serva dell'oppressione.
Ancora, e più, la musica è cultura, eternamente allo stato nascente, eternamente capace di proporre una creatività della nostra specie che non si può comprimere in un'ideologia, in una propaganda.
Lo sanno gli assassini e i guerrafondai, chi da' alla vita degli altri l'importanza che diamo ai granelli di sabbia mentre calpestiamo una spiaggia. 
Lo hanno sempre saputo.
La musica, come l'arte, sono per loro forze nemiche. In molti momenti nella storia sono rimaste le sole nemiche.
Le mani spezzate di Victor Jara prima del suo sacrificio sono ancora in mente a tanti della mia generazione, paradigma della musica oppressa e voce degli oppressi.
Ogni generazionde ha le sue immagini. Se le accostiamo vediamo maggiormente ciò che le accumuna anche se sembrano diverse, opposte. I giovani del Bataclan diventeranno l'immagine chiave per chi ha i loro anni. 
Ma questo accadrà se si avrà la capacità di comprendere che non solo la storia non è mai finita, com'è ovvio ormai per tutti, che gli avvenimenti non debbono essere accettati come fatalità incomprensibili, .hanno cause e colpevoli. 
Il Music Freedom Day porta il suo contributo, vuole far pensare e far discutere. Noi, anche quest'anno, ci saremo.

DAVIDE FERRARI poeta, Direttore artistico di Casadeipensieri

sabato 23 gennaio 2016

Unioni civili. Una riflessione.

Oggi in tutta Italia ci sono manifestazioni (a Bologna in Piazza Nettuno alle ore 16) per chiedere l'approvazione della Legge Cirinnà sulle Unioni civili etero ed omosessuali.
Ci sono molti buoni motivi per approvare questa Legge: 1) riconosce e regola una realtà già esistente e del tutto comprensibile; 2) definisce norme a partire da una concezione dei legami di amore e affetto e non da una visione limitata a questioni burocratiche; 3) riporta nello Stato ciò che la società civile ha già creato riducendo il divario fra istituzioni e cittadini; 4) non offende nessuno e non soprattutto non danneggia alcuna famiglia.
Negli ultimi tempi la questione dei figli delle coppie omosessuali è diventato il fulcro di chi si oppone a questa legge. E' importante fare chiarezza, NON solo legislativamente. Innanzitutto è bene ricordare che l'opposizione NON è nata su questo terreno. Se si giunge con tanto ritardo in Italia ad affrontare organicamente la questione è perchè è sempre esistita una opposizione di carattere pregiudiziale la cui vera concezione è la seguente: l'omosessualità è un peccato da contrastare in sede religiosa e morale e da ridurre, quanto meno, sul piano delle leggi e delle politiche pubbliche.
I danni provocati da questi modi di pensare sono già stati molto rilevanti, hanno approfondito il senso di essere rifiutati di migliaia di persone, altrimenti perfettamente inserite nella vita sociale, hanno determinato fughe in avanti e separatezze, hanno impedito un vero dialogo culturale e civile tale da fondare una nuova immagine storica e condivisa della famiglia. Non basterà una legge per superare questi danni, ma il suo rigetto avrebbe conseguenze ancora più vaste e negative sull'intera situazione italiana. Il nostro paese già vive lacerazioni sociali e politiche di estrema rilevanza, come sul crinale cittadini/stranieri, così nel mondo del lavoro fra proprietari e lavoratori, fra garantiti e precari, fra occupati e disoccupati. La sfiducia nello Stato e nella politica, pure sostenuta da una immensa campagna polemica, chiaramente interessata, nasce qui, da queste lacerazioni ingigantite dalla crisi e dalla paura del presente e del futuro. Siamo a pochi passi dal trasformare definitivamente questa sfiducia in rifiuto della Repubblica democratica. L' astensione e il voto che sceglie chi ha assoluta noncuranza verso la responsabilità di governare ne sono un chiarissima fotografia.
La questione dei figli è oggi impugnata per determinare il consenso verso chi NON vuole riconoscere l'esistenza in se della vita sociale omosessuale. E' stata messa in rilievo, con molta più efficacia, naturalmente, quando si è avvertita l'inconsistenza di una polemica più evidentemente ideologica contro l'inesistente "teoria gender". Chi può pensare davvero che la presenza più visibile delle espressioni di vita delle persone omosessuali renda più incerta l'identità sessuale ed umana di tutti? Si è allora passati ai figli. Non sono stati risparmiati argomenti. Uno solo si è accuratamente evitato: quello della loro esistenza reale e della loro vera condizione. Esistono, non da oggi, da sempre. Non c'è peggiore volontà di ottenerne l'infelicità che insistere nella delegittimazione di uno dei loro genitori o di entrambi. C'è una profonda mancanza etica in chi non si pone per nulla questo problema. Aveva destato, almeno in noi, interesse e speranza che nei documenti del Sinodo sulla famiglia della Chiesa cattolica fosse presente un riferimento, per quanto iniziale e parziale, all'attenzione dovuta ai figli vivi e veri di genitori omosessuali. Oggi questa determinazione pare sommersa da chi non guarda per il sottile,ma pure vi è stata ed è opportuno richiamarla, anche agli estensori.
Numerose sono state, infine, e da più parti le dichiarazioni di condanna o allarme su una delimitata e particolare questione, quella della maternità surrogata. Sarebbe fin troppo facile osservare che tale polemica è sorta, esclusivamente, quando il tema in oggetto è divenuta la condizione omosessuale, mentre al contrario , com'è ovvio, questa scelta riguarda in massima parte famiglie eterosessuali.
Pare, al proposito, assai più orientata al bene una visione più prudente ed informata, che ricordi come le leggi non possono riconoscere o bandire a prescindere da una vasta esperienza della vita sociale. Si tratta di scelte certamente discutibili e quindi bisogna discuterle, innanzitutto, e quindi realmente conoscerle. Più in generale, il rincorrersi delle possibilità indotte dalla scienza e dal rimpicciolimento del mondo che rende accessibili scelte senza una raggiunta consapevolezza e normatività in Italia deve indurre alla cautela, all'osservazione, allo studio, nell'interesse, veramente concreto, delle famiglie e dei figli. La Legge Cirinnà contiene sufficienti garanzie a protezione di questa cautela. Vedremo se in queste ore se ne aggiungeranno altre e quali e anche noi come tutti le giudicheremo.
La decisione dell'oggi, 23 Gennaio, sia la presenza, un passo avanti è possibile e necessario. ‪#‎svegliatitalia‬

giovedì 10 dicembre 2015

GLI OCCHI CHE GRIDANO.

Sabato 12 Dicembre 2015 h.17,30Cappella Farnese di Palazzo D’AccursioPiazza Maggiore (BO)
In occasione della presentazione del volume
GLI OCCHI CHE GRIDANODedicato alle vittime di tutte le Stragi
Davide Ferrari legge una sua poesia.
4be252e2-d3d3-4554-b6d6-780b7436d3a6
Per non dimenticare2 Agosto 1980 – 2 Agosto 2015
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Raccolta poetico fotografica a cura di Silvia Parma per Radio Città Fujiko, realizzata in accordo con l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980.
Rosa Anna Pironti Editore

L’ Evento è realizzato con il Patrocinio del Comune di Bologna

mercoledì 9 dicembre 2015

"Dopo Parigi". Convegno promosso da Il progresso d'Italia-Iniziative e Casadeipensieri.


Dopo Parigi
Proposte e visioni di
una politica internazionale
di lotta al terrorismo, risoluzione dei conflitti, pace.

Mercoledì 9 Dicembre 2015, alle ore 20.45
Sala Passepartout, in via Galliera 25/a A Bologna

Sono stati invitati, con
On. Andrea De Maria, della Segr. Nazionale del PD
Giuseppe Giliberti, Università di Urbino
Benedetto Zacchiroli, Cons. Comune di Bologna
Massimiliano Trentin, Università di Bologna
esperti, docenti, associazioni, centri di ricerca.
Presenta i temi Davide Ferrari
Invito
Il progresso d'Italia -iniziative con CASADEIPENSIERI

https://www.facebook.com/events/425594987644857/

Dopo Parigi.

Il Progresso d'Italia-Iniziative
Casadeipensieri
"Dopo Parigi.
Proposte e visioni di una politica internazionale
di lotta al terrorismo, risoluzione dei conflitti, pace".

Mercoledì 9 Dicembre 2015, alle ore 20.45,
nella Sala Passepartout, in via Galliera 25/a A Bologna


On.
Andrea De Maria, della Segr. Nazionale del PDGiuseppe Giliberti, Università di UrbinoBenedetto Zacchiroli, Cons. Comune di BolognaMassimiliano Trentin, Università di Bologna
esperti, docenti, associazioni, centri di ricerca.

Presenta i temi
Davide Ferrari,
Direttore di Casadeipensieri

Promuovono:
Il progresso d'Italia - iniziative e CASADEIPENSIERI
https://www.facebook.com/events/425594987644857/


mercoledì 25 novembre 2015

Pasolini, Roversi. Un confronto.

Circolo Kino,
Via Gramsci 71, Pieve di Cento.

25 novembre 2015, ore 20.45

Pasolini, Roversi. Un confronto.

Conversazione di
Davide Ferrari
Antonio Bagnoli

lunedì 9 novembre 2015

Presentazione dei libri finalisti del Premio Letterario Franco Fedeli 2015

 

EVENTI PUBBLICI DEL PREMIO FEDELI 2015
Lunedì 9 Novembre 2015
Ore 17:00
LIBRERIA AMBASCIATORI
Presentazione dei libri finalisti del Premio Letterario Franco Fedeli 2015
Intervengono: Nicoletta Bencivenni, Presidente Librerie Coop, Davide Ferrari, Direttore art. Casadeipensieri, Amedeo Landino, Segretario Prov. Siulp, gli autori finalisti Piergiorgio Pulixi, Matteo Bortolotti, Lucia Tilde Ingrosso. Modera Luca Boccaletti.

https://www.facebook.com/events/1663877257189087/?ti=ls



venerdì 6 novembre 2015

PREMIO FEDELI 2015

 Il premio Fedeli per la narrativa poliziesca non è soltanto un appuntamento prestigioso, ricco di un albo di premiati e selezionati di prim'ordine, è una testimonianza di cosa si può fare per stringere maggiormente rapporti reciproci fra una Polizia moderna e la società. E' organizzato da quasi vent'anni dal SIULP. Casadeipensieri da una piccola mano ed è molto contenta ed onorata di farlo.

EVENTI PUBBLICI DEL PREMIO FEDELI 2015
Lunedì 9 Novembre
Ore 17:00
LIBRERIA AMBASCIATORI
Presentazione dei libri finalisti del Premio Letterario Franco Fedeli 2015
Intervengono: Nicoletta Bencivenni, Presidente Librerie Coop, Davide Ferrari, Direttore art. Casadeipensieri, Amedeo Landino, Segretario Prov. Siulp, gli autori finalisti Piergiorgio Pulixi, Matteo Bortolotti, Lucia Tilde Ingrosso. Modera Luca Boccaletti.
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Ore 15:30-17:30
SALA FARNESE - PALAZZO D’ACCURSIO
CERIMONIA DI PREMIAZIONE del
PREMIO LETTERARIO FRANCO FEDELI 2015
Presentazione dei tre autori finalisti.
Lucia Tilde Ingrosso “I fantasmi non muoiono mai” - Laurana Editore;
Matteo Bortolotti “L’ora nera” - Novecento Editore;
Piergiorgio Pulixi “Il canto degli innocenti” - E/Originals.
Break dedicato alla fiction televisiva “L'ispettore Coliandro”. Saranno presenti l’attore Giampaolo Morelli, i registi Manetti bros. e lo scrittore Carlo Lucarelli, ai quali sarà consegnato un “Premio Speciale”
PROCLAMAZIONE DEL VINCITORE e termine della manifestazione.
Il Premio è organizzato dal
Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia Bologna, Bologna
Con il patrocinio di
COMUNE DI BOLOGNA
REGIONE EMILIA-ROMAGNA
In collaborazione con
ORDINE DEI GIORNALISTI
CASADEIPENSIERI
ASSOCIAZIONE NAZIONALE AVVOCATI ITALIANI
FONDAZIONE ORDINE DEI GIORNALISTI
LIBRERIA COOP AMBASCIATORI
COOP ADRIATICA
Ihttps://www.facebook.com/events/1663877257189087/
Tutte le reazioni:
Renato Locascio

venerdì 7 agosto 2015

Annuncio dei premiati Targa Volponi 2015

Casadeipensieri2015
Davide Ferrari annuncia i nomi dei premiati con la Targa Volponi 2015
Giancarlo Piretti, Luigi Ontani, Marina Mizzau, Luca Caccioni.

Le Targhe verranno  consegnate dall'associazione culturale Casadeipensieri nell'ambito della sua rassegna annuale ospitata alla Festa provinciale dell'Unità di Bologna, che quest'anno si svolgerà (come di consueto al Parco Nord) dal 26 agosto al 21 settembre.

Il video.
Annuncio dei premiati Targa Volponi 2015

venerdì 19 giugno 2015

Bologna. La Regione. La Scuola.

Bologna La Regione La Scuola
Intervento di Davide Ferrari

Video della conferenza.


Incontro per la Conferenza programmatica del PD di Bologna.
Con Patrizio Bianchi, Assessore Regione Emilia-Romagna
interverranno ospiti dei vari e diversi “mondi” della Scuola e della formazione, fra i quali Anna Armone, Giancarlo Cerini, Davide Ferrari e Gabriele Chessa, responsabile del Dipartimento
Presiederà Rosanna Facchini. 
I vari interventi degli iscritti e dei cittadini
andranno a fare parte del contributo sulla scuola della
Conferenza di programma del PD di Bologna;
sarà presente Raffaele Persiano,
dell'esecutivo del PD, responsabile per il programma.

lunedì 1 giugno 2015

Il voto.

Il voto.
L'astensione si conferma in netto aumento, in ogni regione. Sono smentite le superficiali dichiarazioni che volevano la recente astensione emiliano-romagnola dovuta soprattutto a cause occasionali.
L'astensione rappresenta la lontananza dall'offerta politica in essere ed è tanto più significativa perchè avviene in un quadro di insistite riforme e di annunciata ripresa dell'economia, non più di stagnazione e di caduta sociale. Soprattutto in questo risiede la gravità eccezionale, odierna, dell'astensione. E' doveroso interrogarsi sul fatto che riforme istituzionali tendenti a ridurre e semplificare la rappresentanza politica e una ripresa fondata comunque su un abbassamento delle condizioni salariali e quindi di vita non risultano in grado di convincere a riavvicinarsi all'offerta politica. Si è puntato infatti sul convincimento che assicurare governabilità e occupazione, anche se con minori condizioni di tutela, fosse l'antidoto alla crisi della Repubblica.
Il Pd è tutt'ora l'unica forza in grado di esprimere una proposta di governo oltre ad essere realmente LA forza di governo. La forza che l'elettorato gli consegna sembra dovuta innanzitutto a questa caratteristica e a questa funzione. Ma questa forza è in calo. I risultati di lista ovunque lo dimostrano. Su di loro influisce naturalmente la presenza di liste civiche ma il dato di un indebolimento è certo, confermato anche nella diaspora dei voti comunali, e rappresenta il secondo dato politico principale di questo turno parziale di elezioni regionali. L'effetto Renzi non è azzerato, il consenso che il Pd registra comunque è oggi ancor più legato alla linea del suo leader attuale. Sembra difficile però persistere nel considerare il Pd, “rifondato” dal Presidente Renzi, suscettibile di raggiungere da solo un consenso tale da assicurare governabilità e cambiamento. Questo elemento però non è un particolare fra tanti, nega l'architrave su cui, anche prima di Renzi, nel periodo Veltroni, ma in maniera enormemente accresciuta dopo il suo avvento, si fonda la strategia politica del partito.
Il Pd non può presentarsi per chiedere di “fare da solo”, ma allora con chi? Ritornare al bipolarismo "ulivista" o operare per una frammentazione ulteriore della Destra moderata forzando ancora di più il Pd ad una natura del tutto centrista contraria al proprio schieramento internazionale ed alla propria storia costitutiva? Entrambe le scelte non sono facili o prive di rischi. Non sembra possibile però negare la necessità del loro aut-aut.
Ma c'è un altro elemento, di contenuto, riguardante i grandi orientamenti della società, ancora più rilevante alla base dei “limiti” elettorali del Pd di Matteo Renzi.
Coloro che pensano di "potercela fare" con propri talenti e forze, che appaiono convinti della necessità di ridurre pubblico, assistenza, corpi intermedi, ecc ecc sono circa il 15 % dei votanti, vale a dire non più dell'8% dell'elettorato. Si evince dal voto combinato con rilevazioni di opinione. Non sono pochi, alcuni, non tutti però, sono giovani che vogliono "provarci", forze vive, ma sono in questi numeri non uno di più. Con il 15 % non si vince. Il punto di partenza di ogni ragionamento dovrebbe essere questo.
Il terzo dato riguarda le cosiddette scelte “antisistema”. Nonostante scissioni e relativa scompara dall'attenzione mediatica il Movimento di Grillo persiste e si insedia in molti territori dove la sua presenza era solo di riflesso a quella nazionale. La Lega di Salvini prosegue, con risultati molto significativi, il suo processo di passaggio da forza territoriale nordista a alternativa nazionale nel nome della xenofobia e di una attenzione ai temi sociali che le politiche di rigore oscurano nella sinistra di governo e nel centro. Definire la Lega “antisistema” a questo punto rimane giustificato per i contenuti ma non se l'intenzione è quella di considerarla fuori dagli sviluppi del sistema politico.
La Lega si candida a rappresentare, in tutta Italia, l'ondata, presente in Europa di reazione antieuropea e anti democratica, cosa che le era preclusa dall'antimeridionalismo scissionista.
La destra “di governo” non ha leadership nazionale ma dimostra che il suo l'elettorato non è scomparso, raggiunge, per gli errori, evidenti, e le divisioni assolute del Centro Sinistra un risultato significativo in Liguria e si dimostra competitiva anche in Umbria.
I sistemi territoriali più compatti ed omogenei si confermano il Veneto e all'opposto la Toscana. Con una differenza significativa : il “blocco sociale” elettorale della Lega in Veneto supera indenne una scissione da parte del suo Sindaco più conosciuto e si candida ad essere non più l'anticamera di tendenze scissioniste e tout court antinazionali ma una delle colonne del progetto neoleghista rivolto a tutta l'Italia.
A Sinistra del Pd non c'è una proposta politica e non c'è leadership, tuttavia in alcune realtà i voti dimostrano una tenuta di tessuto ed una ripresa di legami con l'elettorato.
Non tali però da contrastare l'astensione nel suo carattere di scelta di distacco.
Per la tenuta democratica non sembra lungimirante, per nessuno, augurarsi che questo dato perduri.
Perchè non sia conteranno le scelte del Pd e naturalmente e specularmente quelle dei vari protagonisti di quest'area. Un Pd bipolarista riaprirebbe il dialogo alla sua sinistra e una direzione più certa dell'area di sinistra dovrebbe inevitabilmente riproporsi un rapporto con il Pd. Ma la distanza oggi è molto grande e al momento non sembra colmabile prima che gli sviluppi politici, costituzionali e nei rapporti di forza sociali e nel mondo del lavoro in corso si compiano. Far ripartire un percorso unitario, sollecitato dalla sfida xenofoba e populista, non sembra né facile nè "naturale", altrettanto almeno di quanto paia urgente.

lunedì 25 maggio 2015

La Prima Guerra Mondiale

"La Prima Guerra Mondiale:

cause e conseguenze intellettuali,

musiche"

Ne parliamo con: 

Alberto Preti, docente Storia contemporanea UNIBO

Davide Ferrari, direttore artistico di Casa dei pensieri

Otello Ciavatti, docente Università Primo Levi

Spazio Donne democratiche 

Festa UNITA' di Zola Predosa


domenica 22 febbraio 2015

Verso Mattarella.

Questo articolo è stato scritto, com'è evidente, prima della elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. Nel ripubblicarlo qui si coglie l'occasione per inviare al Presidente le più vive felicitazioni. 

Sergio Mattarella è una buona proposta. Definirla così non sembri poco, in questi tempi di lontananze e di drammatiche astensioni. Chi è di Sinistra lo può votare con seria convinzione, non solo "deve". Siamo convinti che il Presidente del Consiglio sia arrivato a questo "nome" avendo la sveltezza di partire, e arrivare, volutamente, dalle proposte della prima rosa di Bersani del 2013.
Era la cosa più intelligente, non solo la più scaltra. Avevamo pensato che forse l'avrebbe fatta.
L' ha fatta.

I voti ci sono. Impossibile provare diaspore, di fronte a chi era già stato proposto dal Segretario predecessore, da un Bersani impegnato in prima persona, criticamente, proprio in questi ultimi mesi in un duro confronto-di merito- con Renzi, e quindi, paradossalmente non aggirabile da nessuna componente della minoranza.
Quali le conseguenze politiche, dopo, se Mattarella verrà eletto, come ci pare del tutto probabile? Non teme Renzi la rottura del “patto del Nazzareno”?
In questa partita, la paura più grossa del Presidente del Consiglio era, ed è,che potesse consumarsi (dopo i due gravissimi strappi sul lavoro e la legge elettorale) un definitivo break con le minoranze. Una scissione non è gradita alla base, o almeno nella base più attiva ed impegnata, l'elettorato tradizionale PDS-DS è il più nobilmente attento ai rischi di sfascio e di ingovernabilità, ma nel momento di una candidatura "berlusconiana" alla Presidenza della Repubblica sarebbe stata difficilmente evitabile. A quel punto la prospettiva di un voto anticipato, magari vincente, ma ferito dai risultati, qualsiasi fossero,di una nuova forza politica adiacente ma del tutto ostile, deve essere apparsa a Renzi troppo rischiosa e negativa.
Cosa accadrà, allora? Berlusconi, magari con Alfano, ridisegnerà un profilo alternativo della Destra? Si avvicinerà un voto anticipato? C'è chi adombra un gioco delle parti. Ad entrambi i protagonisti del famoso “patto” sarebbe utile proporsi ad un voto nuovamente incentrato su un loro contrasto. Non crediamo ai “complotti” di lunga e nemmeno media durata. Oggi si può dire solo: “si vedrà”. E la sinistra dei Democratici? Credo non debba vivere questo importante passaggio come una propria ulteriore criticità. Certamente il protagonista è Renzi, e qui non ha sbagliato. Ma siamo arrivati a queste giornate, così, anche, molto, per un rinnovato “esserci” delle minoranze. Certo il Presidente del Consiglio non è un passeggere che si può far scendere ad una fermata del treno del PD. Una certa rabbiosità da “spodestati” segna solo la propria impotenza. Ma figure come Cuperlo e Bersani, appunto, non hanno queste caratteristiche, e non è poco. Le Sinistre “Dem”, assai meglio sarebbe se ci fosse “una” Sinistra, almeno nell'area “storica” che votò per Gianni Cuperlo, dovranno insistere sui temi di merito, che restano gravi, pesanti. Esserci , per le riforme, per riforme migliori. Un compito difficile ma non impossibile. La garanzia che Mattarella dovrà impersonare sarà una variabile non secondaria, considerando che la quantità, oltre alla qualità, dei tempi rimanenti della legislatura conterà moltissimo, nel determinare o nel chiudere lo spazio politico di una azione delle “Sinistre” quale quella cui abbiamo accennato e che, francamente, auspichiamo. 

martedì 17 febbraio 2015

"La buona scuola"

Martedì 17 Febbraio 2015
ore 18

Salone di Villa Lipparini,
Vicolo Bolognetti, Bologna

"La buona scuola"

Relazioni:

Davide Ferrari
Direttore della rivista "Riforma della scuola"

Gabriele Chessa
Segretario Circolo degli insegnanti, PD Bologna

Presiede:
Giuseppe Muscarnera
Partecipano:
Graziella Giorgi, Tullia Moretto

martedì 27 gennaio 2015

La strage di Charlie Hebdo: 
contro il terrorismo la forza della memoria. 

Incontro con Paolo Calvano, Davide Ferrari e Guido Gambetta
presso la Sala Passpartout, Bologna.

27 Gennaio 2015, giornata della memoria.
Promozione del Circolo degli insegnanti del PD, 
Segretario Gabriele Chessa


lunedì 15 dicembre 2014

"Dopo il voto ed il NON voto. Un confronto fra politica e cultura."

Il progresso d'Italia
Iniziative

in collaborazione con 
Associazione culturale "La casa dei pensieri"



  Mercoledì 17 Dicembre, alle ore 20,30, nella Sala Passepartout, 
Circolo PD di via Galliera 25/a,  a Bologna,
si svolgerà l'incontro:

"Dopo il voto ed il NON voto. Un confronto fra politica e cultura."

promosso da Il progresso d'Italia, in collaborazione con Casadeipensieri 
Saranno ospiti in dialogo con gli intervenuti i deputati 
Andrea De Maria
Donata Lenzi
Fra i numerosi interventi preannunciati segnaliamo quelli
di Domenico Cella, Guido Gambetta, Luigi Mariucci, Niva Lorenzini e Walter Tega.
Introdurrà Davide Ferrari.
Presidierà Marco Fiorentino Lubelli.


Riferimenti

lunedì 24 novembre 2014

IL RISULTATO DEL VOTO IN EMILIA-ROMAGNA. APPUNTI.

IL RISULTATO DEL VOTO IN EMILIA-ROMAGNA. APPUNTI.

Il voto di ieri in Emilia-Romagna, è importante e , in buona misura, indice di fenomeni politici nazionali.
Il risultato ha detto due cose, solo apparentemente contraddittorie.
La prima è nuova e drammatica. L'astensionismo è "il" dato , enorme,di queste elezioni.
Si dirà che non è novità. Si sbaglia se lo si afferma. VIENE DA LONTANO, è fenomeno non solo italiano, MA NELL'OGGI HA ACCELERATO LA SUA CRESCITA in tale misura da operare un salto di qualità.
Un livello così alto di distacco fra Istituzioni, esercizio della democrazia e pubblica opinione è un pericolo per la Repubblica.
La seconda risultante è che il PD si conferma, STANDO COSI' LE COSE, l'unico partito di governo.
Non è cosa da poco, ma è appunto una conferma.
La frase:”Ora tocca a noi”, pronunciata da Pier Luigi Bersani all'indomani delle elezioni politiche, venne poco compresa, nelle polemiche e nell'urgenza del ribaltamento, ma rimane la cifra di questa fase politica. Siamo dentro un assetto rovesciato rispetto alla prima Repubblica, che vedeva il confronto DC-PCI, l'alternativa impossibile rimane (ancora, per quanto tempo?) a destra.
Ciò comporta onori di vittoria, certamente, ma oneri e responsabilità di gravità inaudita.
Non sono sufficienti i problemi tecnici (pure concretissimi, come l'isolamento di queste elezioni, istituzionale e mediatico) a spiegare l'astensionismo. Hanno influito più fattori, ma non tutti hanno lo stesso peso politico. Certamente le ripetute vicende giudiziarie, e gli annunci insidiosi di nuovi presunti scandali, hanno moltiplicato il disagio, addirittura il “ripudio” verso la politica, in Emilia-Romagna, terra di buon governo reale e quindi non "abituata" a sentirsi alla gogna.
NELLO STESSO TEMPO ha pesato considerevolmente la lontananza di una parte della sinistra DALLE SCELTE SOCIALI e ideali dal partito cui si riferisce l' 80% delle persone di quell'orientamento.
I due fattori si sono miscelati, uno ha ampliato l'altro, nel determinare in una parte vasta dell'opinione pubblica orientata al centrosinistra uno "smarrimento" (questo il termine più giusto) di ampie proporzioni.
“Stai giocando una partita, posso capire che è una partita importante ma non è la mia partita” questo è quanto hanno voluto dire numerosi fra gli astenuti.
“Ci parlate di chi eccelle, di chi vuole libertà per realizzare, per vincere, ci dite che questi sono il traino per tutti, ma io che sono massa, giovane, adulto o anziano, e lo sarò sempre, io da chi sono rappresentato?”. E' questa la domanda tacita, più o meno consapevole nella mente di tanti.
E' un dato che la dirigenza del PD deve interpretare fino in fondo, non basta dire che è stato lanciato un segnale, magari dalla minoranza interna o dalla CGIL. C'è ben di più. La capacità di capirlo sarà un banco di prova per Matteo Renzi e la sua squadra, per tutto il Partito Democratico.
Perchè i due “risultati” principali non sono contraddittori? E' fin troppo facile ricordare le tesi di Hirschman per comprenderlo. Se non si appartiene ad un “quadro” politico senza vedere la possibilità di una alternativa allora ci si separa, si lascia.
Avviene così che se le estreme prendono fiato, soprattutto la Lega, come si prevedeva, e un poco anche a Sinistra dove la somma delle percentuali di Sel e AltraEmilia, è superiore al risultato delle regionali precedenti e a quello di Tsipras alle Europee, questo è, per ora, nelle percentuali. Guardando ai voti validi non è così. Questo non significa naturalmente che debba rimanere così per sempre, una tendenza alla radicalizzazione è certamente forte e presente. Si vuol dire però che ancora non è compiutamente tradotta nelle scelte politiche elettorali.
Soprattutto in Emilia-Romagna una terra che da sempre cerca una prospettiva di governo, che conosce l'importanza della credibilità delle prospettive di successo di una proposta, la critica e il disagio si indirizzano prevalentemente all'astensione.
C'è, infine, un terzo risultato. Pochi forse lo riconosceranno, almeno nell'immediato. E' bene valutarlo, invece, il mondo non e' il PD. Vi sono, nel voto altri fenomeni molto rilevanti: la grande difficoltà di Grillo e 5S ed anche la perdurante minorità di un centro conservatore che pure aveva questioni “ideologiche” da rivendicare come il contrasto sulla condizione gay e sui diritti civili.
Ma il “terzo” risultato è la certificazione della crisi ormai verticale del partito di Berlusconi. Quanto potrà durare la caduta nel baratro di quello che era un'intero polo di aggregazione per l'elettorato senza che avvengano cambiamenti radicali in quell'area e drastici mutamenti nel suo posizionamento parlamentare e verso il governo? Si procede ad affermare decisione, governabilità, alternativismo e bipolarismo assoluti e semplificati, mentre uno dei due poli, come tale, non esiste più.
In sintesi: nel voto di ieri c'è molto da riflettere, c'è poco da archiviare.


venerdì 14 novembre 2014

I pilastri della "buona Regione": Scuola, formazione e lavoro

Intervento Davide Ferrari - I pilastri della "buona Regione": Scuola, formazione e lavoro 

Intervento Davide Ferrari - I pilastri della "buona Regione": Scuola, formazione e lavoro
Convegno promosso dal Circolo Scuola e Formazione PD Bologna.
https://www.youtube.com/watch?v=iS-1HUYxHOs

sabato 8 novembre 2014

Cittadinanza. Una legge per i diritti.

Cittadinanza. Una legge per i diritti.
Con Fabbri, Zampa, Chaouki.
Presentazione di Davide Ferrari

Sabato 8 Novembre 2014, ore 17
Sala PD di via Murri 99
Conferenza promossa da
Ufficio Parlamentari PD di Bologna



Video della conferenza.

sabato 18 ottobre 2014

La cultura e i movimenti per la pace, oggi

Venerdì 17 Ottobre 2014

ore 21, Santuario Madonna della Pace, Baraccano. Bologna

Circolo Acli Giovanni XXIII
Pax Christi

La cultura e i movimenti per la pace, oggi
Intervento di Davide Ferrari
Direttore rivista "Riforma della scuola"

nell'ambito dell'incontro "Si può difendere la patria senza armi"
sulla proposta di legge di iniziativa popolare sulla
"Difesa non armata e  non-violenta".

Con
Sergio Paronetto, V.Presidente Pax Christi
Michele Girotti, V. Presidente Arci Bologna

Dopo "Matera". Una riflessione per l'Emilia-Romagna

Matera è una città unica al mondo, quindi la sua designazione a "città europea della cultura" è del tutto fondata. Tuttavia la "sconfitta" di Ravenna è un fatto grave per tutta l'Emilia-Romagna. Non basta dire: "mi spiace".
L'Italia , com'è noto (soprattutto ai non italiani), "possiede", un patrimonio culturale diffuso in numerosissimi centri urbani. Il "lotto" delle candidate lo dimostra. Matera ha una fama internazionale garantita dalla sua unicità, sostenuta da produzioni artistiche mondiali che l'hanno mostrata, come il Vangelo di Pasolini. Probabilmente questo elemento è stato decisivo. La Lucania, poi, ha compiuto passi in avanti molto importanti ed ha saputo presentare realizzazioni e dotazioni moderne significative come la film commission locale. Veniamo a noi. "Noi", appunto. Non so se la città di Ravenna poteva fare di più. Certo ha fatto molto. Non ho avvertito , però, il senso di un appuntamento importante anche per tutta la nostra Regione. Direi di non averlo avvertito nel sentire sociale, nel mondo produttivo e culturale, non tanto a livello istituzionale. E mancato un "perchè", aggiuntivo a quelli proposti. Ravenna è stata la capitale del "mondo" in un periodo storico che ha lasciato tracce di universale importanza. E' però anche il "luogo" culturale che andava proposto, da tutti "noi", società d'Emilia e di Romagna, come ponte verso un continente europeo, l'Est, di straordinaria e problematica attualità. “Qui dove un'antica vita si screzia in una dolce ansietà d'Oriente ”. L'accenno , in Dora Markus, di Eugenio Montale, indica da decenni proprio "quel" senso dei luoghi ravennati. Abbiamo perso, tutti "noi", una occasione, non solo economica, per ridisegnare una direttrice di sviluppo, un ruolo internazionale per la nostra "medianità". Il nostro essere terra crocevia rimane importante ma, con il restringersi dello spazio, con trasporti veloci e le reti comunicative, si è affievolito, va ripensato. Ed il carattere peculiare della nostra storia politica, con le sue realizzazioni, non appare più così rilevante. Servì ancora, forse per l'ultima volta, per Bologna2000, ma oggi non sarebbe altrettanto considerato. Era un'occasione. Non va perduta, ora, la possibilità di discutere, di capire, di cambiare. Non farlo, non ricominciare a pensare, sarebbe fallire. L'alternativa a un senso storico ed internazionale delle nostre terre è la decadenza in atmosfere di provincia senza redenzione. 

giovedì 5 giugno 2014

La rivista "Riforma della scuola". Il numero diciassette.

Torna la rivista "Riforma della scuola", diretta da Franco Frabboni e Davide Ferrari.
Online il numero diciassette della nuova serie.

www.riformadellascuola.blogspot.it

martedì 3 giugno 2014

Poesia. Lettura di Davide Ferrari a Imola, piazzetta tra casa Piani e teatro.

DIALOGHI COL GENIUS LOCI: occupazione poetico-teatrale del centro storico di Imola, promosso da Associazione ExtraVagantis

in collaborazione con “100Thousand Poets for Change – Bologna”, Musei Comunali, Coop. Università Aperta, AUSER.
L’occupazione poetica prevede la dislocazione di oltre 30 poeti in 18 diverse postazioni poetiche nel centro storico.
Partecipanti: Paolo Aldrovandi, Albert Bagno, Bartolomeo Bellanova,
Gian Bianchetti e Lab. Teatr. Permanente “Il Mazzo”, Vassili Biserov, Alessandro Brusa, Maurizio Brusa e Walter Valeri, Marcello Camilli e Carlotta Grillini, Rosario Castronuovo,Nadia Cavalera, Elena Cesari e Annalisa Frascari, Benedetta Davalli,
Francesca Del Moro,Patrizia Dughero, Leila Falà,
Davide Ferrari, Caterina Franchetta, Rita Galbucci, Serenella Gatti Linares,
Michele Giuli, Lucia Grassiccia, Luca Isidori e Francesca Poggi, Daniela Karewicz, Nadia Marcuzzi, Gassid Mohammed, Antar Mohammed Marincola, Julio Monteiro Martins, Giovanni Nadiani, Silvia Parma e Ricchio Galassia: DuoBandiera & Petrozzi, Barbara Petruzzi, Pina Piccolo, Stefano Reggiani, Rossella Renzi e Mirco Mungari, Sergio Rotino, Met Sambiase, Mirella Santamato, Emanuele Valentini 


domenica 1 giugno 2014

Lunedì 2 Giugno, Occupazione poetica di Imola.



Poesia. Lettura di Davide Ferrari
Lunedì 2 Giugno, ore 17,30
piazzetta dietro al Teatro, via Emilia 84
Imola

Nell'ambito della giornata promossa da ExtraVagantis
"Dialoghi con il genius loci. Occupazione del centro storico da parte dei poeti"