Il premio Fedeli per la narrativa poliziesca non è soltanto un appuntamento prestigioso, ricco di un albo di premiati e selezionati di prim'ordine, è una testimonianza di cosa si può fare per stringere maggiormente rapporti reciproci fra una Polizia moderna e la società. E' organizzato da quasi vent'anni dal SIULP. Casadeipensieri da una piccola mano ed è molto contenta ed onorata di farlo.
venerdì 6 novembre 2015
PREMIO FEDELI 2015
EVENTI PUBBLICI DEL PREMIO FEDELI 2015
Lunedì 9 Novembre
Ore 17:00
Presentazione dei libri finalisti del Premio Letterario Franco Fedeli 2015
Intervengono: Nicoletta Bencivenni, Presidente Librerie Coop, Davide Ferrari, Direttore art. Casadeipensieri, Amedeo Landino, Segretario Prov. Siulp, gli autori finalisti Piergiorgio Pulixi, Matteo Bortolotti, Lucia Tilde Ingrosso. Modera Luca Boccaletti.
...........................................................................................................
Ore 15:30-17:30
SALA FARNESE - PALAZZO D’ACCURSIO
CERIMONIA DI PREMIAZIONE del
PREMIO LETTERARIO FRANCO FEDELI 2015
Presentazione dei tre autori finalisti.
Lucia Tilde Ingrosso “I fantasmi non muoiono mai” - Laurana Editore;
Matteo Bortolotti “L’ora nera” - Novecento Editore;
Piergiorgio Pulixi “Il canto degli innocenti” - E/Originals.
Break dedicato alla fiction televisiva “L'ispettore Coliandro”. Saranno presenti l’attore Giampaolo Morelli, i registi Manetti bros. e lo scrittore Carlo Lucarelli, ai quali sarà consegnato un “Premio Speciale”
PROCLAMAZIONE DEL VINCITORE e termine della manifestazione.
Il Premio è organizzato dal
Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia Bologna, Bologna
Con il patrocinio di
COMUNE DI BOLOGNA
REGIONE EMILIA-ROMAGNA
In collaborazione con
ORDINE DEI GIORNALISTI
CASADEIPENSIERI
ASSOCIAZIONE NAZIONALE AVVOCATI ITALIANI
FONDAZIONE ORDINE DEI GIORNALISTI
LIBRERIA COOP AMBASCIATORI
COOP ADRIATICA
Ihttps://www.facebook.com/events/1663877257189087/
giovedì 15 ottobre 2015
Bologna, Premio Gino Agostini: intervista a Davide Ferrari.
Bologna, Premio Gino Agostini: intervista a Davide Ferrari 15 OTTOBRE 2015 Parla il direttore di Casa dei Pensieri
Quotidiano Nazionale.
Quotidiano,net
Quotidiano Nazionale.
Quotidiano,net
venerdì 7 agosto 2015
Annuncio dei premiati Targa Volponi 2015
Casadeipensieri2015
Davide Ferrari annuncia i nomi dei premiati con la Targa Volponi 2015
Giancarlo Piretti, Luigi Ontani, Marina Mizzau, Luca Caccioni.
Le Targhe verranno consegnate dall'associazione culturale Casadeipensieri nell'ambito della sua rassegna annuale ospitata alla Festa provinciale dell'Unità di Bologna, che quest'anno si svolgerà (come di consueto al Parco Nord) dal 26 agosto al 21 settembre.
Il video.
Annuncio dei premiati Targa Volponi 2015
Davide Ferrari annuncia i nomi dei premiati con la Targa Volponi 2015
Giancarlo Piretti, Luigi Ontani, Marina Mizzau, Luca Caccioni.
Le Targhe verranno consegnate dall'associazione culturale Casadeipensieri nell'ambito della sua rassegna annuale ospitata alla Festa provinciale dell'Unità di Bologna, che quest'anno si svolgerà (come di consueto al Parco Nord) dal 26 agosto al 21 settembre.
Il video.
Annuncio dei premiati Targa Volponi 2015
venerdì 19 giugno 2015
Bologna. La Regione. La Scuola.
Bologna La Regione La Scuola
Intervento di Davide Ferrari
Video della conferenza.
Incontro per la Conferenza programmatica del PD di Bologna.
Con Patrizio Bianchi, Assessore Regione Emilia-Romagna
interverranno ospiti dei vari e diversi “mondi” della Scuola e della formazione, fra i quali Anna Armone, Giancarlo Cerini, Davide Ferrari e Gabriele Chessa, responsabile del Dipartimento
Presiederà Rosanna Facchini.
I vari interventi degli iscritti e dei cittadini
andranno a fare parte del contributo sulla scuola della
Conferenza di programma del PD di Bologna;
sarà presente Raffaele Persiano,
dell'esecutivo del PD, responsabile per il programma.
lunedì 1 giugno 2015
Il voto.
Il voto.
L'astensione si conferma in netto aumento, in ogni regione. Sono smentite le superficiali dichiarazioni che volevano la recente astensione emiliano-romagnola dovuta soprattutto a cause occasionali.
L'astensione rappresenta la lontananza dall'offerta politica in essere ed è tanto più significativa perchè avviene in un quadro di insistite riforme e di annunciata ripresa dell'economia, non più di stagnazione e di caduta sociale. Soprattutto in questo risiede la gravità eccezionale, odierna, dell'astensione. E' doveroso interrogarsi sul fatto che riforme istituzionali tendenti a ridurre e semplificare la rappresentanza politica e una ripresa fondata comunque su un abbassamento delle condizioni salariali e quindi di vita non risultano in grado di convincere a riavvicinarsi all'offerta politica. Si è puntato infatti sul convincimento che assicurare governabilità e occupazione, anche se con minori condizioni di tutela, fosse l'antidoto alla crisi della Repubblica.
Il Pd è tutt'ora l'unica forza in grado di esprimere una proposta di governo oltre ad essere realmente LA forza di governo. La forza che l'elettorato gli consegna sembra dovuta innanzitutto a questa caratteristica e a questa funzione. Ma questa forza è in calo. I risultati di lista ovunque lo dimostrano. Su di loro influisce naturalmente la presenza di liste civiche ma il dato di un indebolimento è certo, confermato anche nella diaspora dei voti comunali, e rappresenta il secondo dato politico principale di questo turno parziale di elezioni regionali. L'effetto Renzi non è azzerato, il consenso che il Pd registra comunque è oggi ancor più legato alla linea del suo leader attuale. Sembra difficile però persistere nel considerare il Pd, “rifondato” dal Presidente Renzi, suscettibile di raggiungere da solo un consenso tale da assicurare governabilità e cambiamento. Questo elemento però non è un particolare fra tanti, nega l'architrave su cui, anche prima di Renzi, nel periodo Veltroni, ma in maniera enormemente accresciuta dopo il suo avvento, si fonda la strategia politica del partito.
Il Pd non può presentarsi per chiedere di “fare da solo”, ma allora con chi? Ritornare al bipolarismo "ulivista" o operare per una frammentazione ulteriore della Destra moderata forzando ancora di più il Pd ad una natura del tutto centrista contraria al proprio schieramento internazionale ed alla propria storia costitutiva? Entrambe le scelte non sono facili o prive di rischi. Non sembra possibile però negare la necessità del loro aut-aut.
Ma c'è un altro elemento, di contenuto, riguardante i grandi orientamenti della società, ancora più rilevante alla base dei “limiti” elettorali del Pd di Matteo Renzi.
Coloro che pensano di "potercela fare" con propri talenti e forze, che appaiono convinti della necessità di ridurre pubblico, assistenza, corpi intermedi, ecc ecc sono circa il 15 % dei votanti, vale a dire non più dell'8% dell'elettorato. Si evince dal voto combinato con rilevazioni di opinione. Non sono pochi, alcuni, non tutti però, sono giovani che vogliono "provarci", forze vive, ma sono in questi numeri non uno di più. Con il 15 % non si vince. Il punto di partenza di ogni ragionamento dovrebbe essere questo.
Il terzo dato riguarda le cosiddette scelte “antisistema”. Nonostante scissioni e relativa scompara dall'attenzione mediatica il Movimento di Grillo persiste e si insedia in molti territori dove la sua presenza era solo di riflesso a quella nazionale. La Lega di Salvini prosegue, con risultati molto significativi, il suo processo di passaggio da forza territoriale nordista a alternativa nazionale nel nome della xenofobia e di una attenzione ai temi sociali che le politiche di rigore oscurano nella sinistra di governo e nel centro. Definire la Lega “antisistema” a questo punto rimane giustificato per i contenuti ma non se l'intenzione è quella di considerarla fuori dagli sviluppi del sistema politico.
La Lega si candida a rappresentare, in tutta Italia, l'ondata, presente in Europa di reazione antieuropea e anti democratica, cosa che le era preclusa dall'antimeridionalismo scissionista.
La destra “di governo” non ha leadership nazionale ma dimostra che il suo l'elettorato non è scomparso, raggiunge, per gli errori, evidenti, e le divisioni assolute del Centro Sinistra un risultato significativo in Liguria e si dimostra competitiva anche in Umbria.
I sistemi territoriali più compatti ed omogenei si confermano il Veneto e all'opposto la Toscana. Con una differenza significativa : il “blocco sociale” elettorale della Lega in Veneto supera indenne una scissione da parte del suo Sindaco più conosciuto e si candida ad essere non più l'anticamera di tendenze scissioniste e tout court antinazionali ma una delle colonne del progetto neoleghista rivolto a tutta l'Italia.
A Sinistra del Pd non c'è una proposta politica e non c'è leadership, tuttavia in alcune realtà i voti dimostrano una tenuta di tessuto ed una ripresa di legami con l'elettorato.
Non tali però da contrastare l'astensione nel suo carattere di scelta di distacco.
Per la tenuta democratica non sembra lungimirante, per nessuno, augurarsi che questo dato perduri.
Perchè non sia conteranno le scelte del Pd e naturalmente e specularmente quelle dei vari protagonisti di quest'area. Un Pd bipolarista riaprirebbe il dialogo alla sua sinistra e una direzione più certa dell'area di sinistra dovrebbe inevitabilmente riproporsi un rapporto con il Pd. Ma la distanza oggi è molto grande e al momento non sembra colmabile prima che gli sviluppi politici, costituzionali e nei rapporti di forza sociali e nel mondo del lavoro in corso si compiano. Far ripartire un percorso unitario, sollecitato dalla sfida xenofoba e populista, non sembra né facile nè "naturale", altrettanto almeno di quanto paia urgente.
L'astensione rappresenta la lontananza dall'offerta politica in essere ed è tanto più significativa perchè avviene in un quadro di insistite riforme e di annunciata ripresa dell'economia, non più di stagnazione e di caduta sociale. Soprattutto in questo risiede la gravità eccezionale, odierna, dell'astensione. E' doveroso interrogarsi sul fatto che riforme istituzionali tendenti a ridurre e semplificare la rappresentanza politica e una ripresa fondata comunque su un abbassamento delle condizioni salariali e quindi di vita non risultano in grado di convincere a riavvicinarsi all'offerta politica. Si è puntato infatti sul convincimento che assicurare governabilità e occupazione, anche se con minori condizioni di tutela, fosse l'antidoto alla crisi della Repubblica.
Il Pd è tutt'ora l'unica forza in grado di esprimere una proposta di governo oltre ad essere realmente LA forza di governo. La forza che l'elettorato gli consegna sembra dovuta innanzitutto a questa caratteristica e a questa funzione. Ma questa forza è in calo. I risultati di lista ovunque lo dimostrano. Su di loro influisce naturalmente la presenza di liste civiche ma il dato di un indebolimento è certo, confermato anche nella diaspora dei voti comunali, e rappresenta il secondo dato politico principale di questo turno parziale di elezioni regionali. L'effetto Renzi non è azzerato, il consenso che il Pd registra comunque è oggi ancor più legato alla linea del suo leader attuale. Sembra difficile però persistere nel considerare il Pd, “rifondato” dal Presidente Renzi, suscettibile di raggiungere da solo un consenso tale da assicurare governabilità e cambiamento. Questo elemento però non è un particolare fra tanti, nega l'architrave su cui, anche prima di Renzi, nel periodo Veltroni, ma in maniera enormemente accresciuta dopo il suo avvento, si fonda la strategia politica del partito.
Il Pd non può presentarsi per chiedere di “fare da solo”, ma allora con chi? Ritornare al bipolarismo "ulivista" o operare per una frammentazione ulteriore della Destra moderata forzando ancora di più il Pd ad una natura del tutto centrista contraria al proprio schieramento internazionale ed alla propria storia costitutiva? Entrambe le scelte non sono facili o prive di rischi. Non sembra possibile però negare la necessità del loro aut-aut.
Ma c'è un altro elemento, di contenuto, riguardante i grandi orientamenti della società, ancora più rilevante alla base dei “limiti” elettorali del Pd di Matteo Renzi.
Coloro che pensano di "potercela fare" con propri talenti e forze, che appaiono convinti della necessità di ridurre pubblico, assistenza, corpi intermedi, ecc ecc sono circa il 15 % dei votanti, vale a dire non più dell'8% dell'elettorato. Si evince dal voto combinato con rilevazioni di opinione. Non sono pochi, alcuni, non tutti però, sono giovani che vogliono "provarci", forze vive, ma sono in questi numeri non uno di più. Con il 15 % non si vince. Il punto di partenza di ogni ragionamento dovrebbe essere questo.
Il terzo dato riguarda le cosiddette scelte “antisistema”. Nonostante scissioni e relativa scompara dall'attenzione mediatica il Movimento di Grillo persiste e si insedia in molti territori dove la sua presenza era solo di riflesso a quella nazionale. La Lega di Salvini prosegue, con risultati molto significativi, il suo processo di passaggio da forza territoriale nordista a alternativa nazionale nel nome della xenofobia e di una attenzione ai temi sociali che le politiche di rigore oscurano nella sinistra di governo e nel centro. Definire la Lega “antisistema” a questo punto rimane giustificato per i contenuti ma non se l'intenzione è quella di considerarla fuori dagli sviluppi del sistema politico.
La Lega si candida a rappresentare, in tutta Italia, l'ondata, presente in Europa di reazione antieuropea e anti democratica, cosa che le era preclusa dall'antimeridionalismo scissionista.
La destra “di governo” non ha leadership nazionale ma dimostra che il suo l'elettorato non è scomparso, raggiunge, per gli errori, evidenti, e le divisioni assolute del Centro Sinistra un risultato significativo in Liguria e si dimostra competitiva anche in Umbria.
I sistemi territoriali più compatti ed omogenei si confermano il Veneto e all'opposto la Toscana. Con una differenza significativa : il “blocco sociale” elettorale della Lega in Veneto supera indenne una scissione da parte del suo Sindaco più conosciuto e si candida ad essere non più l'anticamera di tendenze scissioniste e tout court antinazionali ma una delle colonne del progetto neoleghista rivolto a tutta l'Italia.
A Sinistra del Pd non c'è una proposta politica e non c'è leadership, tuttavia in alcune realtà i voti dimostrano una tenuta di tessuto ed una ripresa di legami con l'elettorato.
Non tali però da contrastare l'astensione nel suo carattere di scelta di distacco.
Per la tenuta democratica non sembra lungimirante, per nessuno, augurarsi che questo dato perduri.
Perchè non sia conteranno le scelte del Pd e naturalmente e specularmente quelle dei vari protagonisti di quest'area. Un Pd bipolarista riaprirebbe il dialogo alla sua sinistra e una direzione più certa dell'area di sinistra dovrebbe inevitabilmente riproporsi un rapporto con il Pd. Ma la distanza oggi è molto grande e al momento non sembra colmabile prima che gli sviluppi politici, costituzionali e nei rapporti di forza sociali e nel mondo del lavoro in corso si compiano. Far ripartire un percorso unitario, sollecitato dalla sfida xenofoba e populista, non sembra né facile nè "naturale", altrettanto almeno di quanto paia urgente.
lunedì 25 maggio 2015
La Prima Guerra Mondiale
"La Prima Guerra Mondiale:
cause e conseguenze intellettuali,
musiche"
Ne parliamo con:
Alberto Preti, docente Storia contemporanea UNIBO
Davide Ferrari, direttore artistico di Casa dei pensieri
Otello Ciavatti, docente Università Primo Levi
Spazio Donne democratiche
Festa UNITA' di Zola Predosa
domenica 22 febbraio 2015
Verso Mattarella.
Questo articolo è stato scritto, com'è evidente, prima della elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica. Nel ripubblicarlo qui si coglie l'occasione per inviare al Presidente le più vive felicitazioni.
Sergio Mattarella è una buona proposta. Definirla così non sembri poco, in questi tempi di lontananze e di drammatiche astensioni. Chi è di Sinistra lo può votare con seria convinzione, non solo "deve". Siamo convinti che il Presidente del Consiglio sia arrivato a questo "nome" avendo la sveltezza di partire, e arrivare, volutamente, dalle proposte della prima rosa di Bersani del 2013.
Era la cosa più intelligente, non solo la più scaltra. Avevamo pensato che forse l'avrebbe fatta.
Sergio Mattarella è una buona proposta. Definirla così non sembri poco, in questi tempi di lontananze e di drammatiche astensioni. Chi è di Sinistra lo può votare con seria convinzione, non solo "deve". Siamo convinti che il Presidente del Consiglio sia arrivato a questo "nome" avendo la sveltezza di partire, e arrivare, volutamente, dalle proposte della prima rosa di Bersani del 2013.
Era la cosa più intelligente, non solo la più scaltra. Avevamo pensato che forse l'avrebbe fatta.
L'
ha fatta.
I
voti ci sono. Impossibile provare diaspore, di fronte a chi era già
stato proposto dal Segretario predecessore, da un Bersani impegnato
in prima persona, criticamente, proprio in questi ultimi mesi in un
duro confronto-di merito- con Renzi, e quindi, paradossalmente non
aggirabile da nessuna componente della minoranza.
Quali le conseguenze politiche, dopo, se Mattarella verrà eletto, come ci pare del tutto probabile? Non teme Renzi la rottura del “patto del Nazzareno”?
In questa partita, la paura più grossa del Presidente del Consiglio era, ed è,che potesse consumarsi (dopo i due gravissimi strappi sul lavoro e la legge elettorale) un definitivo break con le minoranze. Una scissione non è gradita alla base, o almeno nella base più attiva ed impegnata, l'elettorato tradizionale PDS-DS è il più nobilmente attento ai rischi di sfascio e di ingovernabilità, ma nel momento di una candidatura "berlusconiana" alla Presidenza della Repubblica sarebbe stata difficilmente evitabile. A quel punto la prospettiva di un voto anticipato, magari vincente, ma ferito dai risultati, qualsiasi fossero,di una nuova forza politica adiacente ma del tutto ostile, deve essere apparsa a Renzi troppo rischiosa e negativa.
Cosa accadrà, allora? Berlusconi, magari con Alfano, ridisegnerà un profilo alternativo della Destra? Si avvicinerà un voto anticipato? C'è chi adombra un gioco delle parti. Ad entrambi i protagonisti del famoso “patto” sarebbe utile proporsi ad un voto nuovamente incentrato su un loro contrasto. Non crediamo ai “complotti” di lunga e nemmeno media durata. Oggi si può dire solo: “si vedrà”. E la sinistra dei Democratici? Credo non debba vivere questo importante passaggio come una propria ulteriore criticità. Certamente il protagonista è Renzi, e qui non ha sbagliato. Ma siamo arrivati a queste giornate, così, anche, molto, per un rinnovato “esserci” delle minoranze. Certo il Presidente del Consiglio non è un passeggere che si può far scendere ad una fermata del treno del PD. Una certa rabbiosità da “spodestati” segna solo la propria impotenza. Ma figure come Cuperlo e Bersani, appunto, non hanno queste caratteristiche, e non è poco. Le Sinistre “Dem”, assai meglio sarebbe se ci fosse “una” Sinistra, almeno nell'area “storica” che votò per Gianni Cuperlo, dovranno insistere sui temi di merito, che restano gravi, pesanti. Esserci , per le riforme, per riforme migliori. Un compito difficile ma non impossibile. La garanzia che Mattarella dovrà impersonare sarà una variabile non secondaria, considerando che la quantità, oltre alla qualità, dei tempi rimanenti della legislatura conterà moltissimo, nel determinare o nel chiudere lo spazio politico di una azione delle “Sinistre” quale quella cui abbiamo accennato e che, francamente, auspichiamo.
Quali le conseguenze politiche, dopo, se Mattarella verrà eletto, come ci pare del tutto probabile? Non teme Renzi la rottura del “patto del Nazzareno”?
In questa partita, la paura più grossa del Presidente del Consiglio era, ed è,che potesse consumarsi (dopo i due gravissimi strappi sul lavoro e la legge elettorale) un definitivo break con le minoranze. Una scissione non è gradita alla base, o almeno nella base più attiva ed impegnata, l'elettorato tradizionale PDS-DS è il più nobilmente attento ai rischi di sfascio e di ingovernabilità, ma nel momento di una candidatura "berlusconiana" alla Presidenza della Repubblica sarebbe stata difficilmente evitabile. A quel punto la prospettiva di un voto anticipato, magari vincente, ma ferito dai risultati, qualsiasi fossero,di una nuova forza politica adiacente ma del tutto ostile, deve essere apparsa a Renzi troppo rischiosa e negativa.
Cosa accadrà, allora? Berlusconi, magari con Alfano, ridisegnerà un profilo alternativo della Destra? Si avvicinerà un voto anticipato? C'è chi adombra un gioco delle parti. Ad entrambi i protagonisti del famoso “patto” sarebbe utile proporsi ad un voto nuovamente incentrato su un loro contrasto. Non crediamo ai “complotti” di lunga e nemmeno media durata. Oggi si può dire solo: “si vedrà”. E la sinistra dei Democratici? Credo non debba vivere questo importante passaggio come una propria ulteriore criticità. Certamente il protagonista è Renzi, e qui non ha sbagliato. Ma siamo arrivati a queste giornate, così, anche, molto, per un rinnovato “esserci” delle minoranze. Certo il Presidente del Consiglio non è un passeggere che si può far scendere ad una fermata del treno del PD. Una certa rabbiosità da “spodestati” segna solo la propria impotenza. Ma figure come Cuperlo e Bersani, appunto, non hanno queste caratteristiche, e non è poco. Le Sinistre “Dem”, assai meglio sarebbe se ci fosse “una” Sinistra, almeno nell'area “storica” che votò per Gianni Cuperlo, dovranno insistere sui temi di merito, che restano gravi, pesanti. Esserci , per le riforme, per riforme migliori. Un compito difficile ma non impossibile. La garanzia che Mattarella dovrà impersonare sarà una variabile non secondaria, considerando che la quantità, oltre alla qualità, dei tempi rimanenti della legislatura conterà moltissimo, nel determinare o nel chiudere lo spazio politico di una azione delle “Sinistre” quale quella cui abbiamo accennato e che, francamente, auspichiamo.
martedì 17 febbraio 2015
"La buona scuola"
Martedì 17 Febbraio 2015
ore 18
Salone di Villa Lipparini,
Vicolo Bolognetti, Bologna
"La buona scuola"
Relazioni:
Davide Ferrari
Direttore della rivista "Riforma della scuola"
Gabriele Chessa
Segretario Circolo degli insegnanti, PD Bologna
Presiede:
Giuseppe Muscarnera
Partecipano:
Graziella Giorgi, Tullia Moretto
ore 18
Salone di Villa Lipparini,
Vicolo Bolognetti, Bologna
"La buona scuola"
Relazioni:
Davide Ferrari
Direttore della rivista "Riforma della scuola"
Gabriele Chessa
Segretario Circolo degli insegnanti, PD Bologna
Presiede:
Giuseppe Muscarnera
Partecipano:
Graziella Giorgi, Tullia Moretto
martedì 27 gennaio 2015
La strage di Charlie Hebdo:
contro il terrorismo la forza della memoria.
Incontro con Paolo Calvano, Davide Ferrari e Guido Gambetta
presso la Sala Passpartout, Bologna.
27 Gennaio 2015, giornata della memoria.
Promozione del Circolo degli insegnanti del PD,
Segretario Gabriele Chessa
contro il terrorismo la forza della memoria.
Incontro con Paolo Calvano, Davide Ferrari e Guido Gambetta
presso la Sala Passpartout, Bologna.
27 Gennaio 2015, giornata della memoria.
Promozione del Circolo degli insegnanti del PD,
Segretario Gabriele Chessa
lunedì 15 dicembre 2014
"Dopo il voto ed il NON voto. Un confronto fra politica e cultura."
Il progresso d'Italia
Iniziative
in collaborazione con
Associazione culturale "La casa dei pensieri"
Mercoledì 17 Dicembre, alle ore 20,30, nella Sala Passepartout,
Circolo PD di via Galliera 25/a, a Bologna,
si svolgerà l'incontro:
"Dopo il voto ed il NON voto. Un confronto fra politica e cultura."
promosso da Il progresso d'Italia, in collaborazione con Casadeipensieri
Saranno ospiti in dialogo con gli intervenuti i deputati
Andrea De Maria
Donata Lenzi
Fra i numerosi interventi preannunciati segnaliamo quelli
di Domenico Cella, Guido Gambetta, Luigi Mariucci, Niva Lorenzini e Walter Tega.
Introdurrà Davide Ferrari.
Presidierà Marco Fiorentino Lubelli.
venerdì 5 dicembre 2014
lunedì 24 novembre 2014
IL RISULTATO DEL VOTO IN EMILIA-ROMAGNA. APPUNTI.
IL
RISULTATO DEL VOTO IN EMILIA-ROMAGNA. APPUNTI.
Il voto di ieri in
Emilia-Romagna, è importante e , in buona misura, indice di fenomeni
politici nazionali.
Il risultato ha detto due cose, solo apparentemente contraddittorie.
Il risultato ha detto due cose, solo apparentemente contraddittorie.
La prima è nuova e
drammatica. L'astensionismo è "il" dato , enorme,di queste
elezioni.
Si dirà che non è novità. Si sbaglia se lo si afferma. VIENE DA LONTANO, è fenomeno non solo italiano, MA NELL'OGGI HA ACCELERATO LA SUA CRESCITA in tale misura da operare un salto di qualità.
Un livello così alto di distacco fra Istituzioni, esercizio della democrazia e pubblica opinione è un pericolo per la Repubblica.
Si dirà che non è novità. Si sbaglia se lo si afferma. VIENE DA LONTANO, è fenomeno non solo italiano, MA NELL'OGGI HA ACCELERATO LA SUA CRESCITA in tale misura da operare un salto di qualità.
Un livello così alto di distacco fra Istituzioni, esercizio della democrazia e pubblica opinione è un pericolo per la Repubblica.
La seconda risultante è
che il PD si conferma, STANDO COSI' LE COSE, l'unico partito di
governo.
Non è cosa da poco, ma è appunto una conferma.
La frase:”Ora tocca a noi”, pronunciata da Pier Luigi Bersani all'indomani delle elezioni politiche, venne poco compresa, nelle polemiche e nell'urgenza del ribaltamento, ma rimane la cifra di questa fase politica. Siamo dentro un assetto rovesciato rispetto alla prima Repubblica, che vedeva il confronto DC-PCI, l'alternativa impossibile rimane (ancora, per quanto tempo?) a destra.
Ciò comporta onori di vittoria, certamente, ma oneri e responsabilità di gravità inaudita.
Non è cosa da poco, ma è appunto una conferma.
La frase:”Ora tocca a noi”, pronunciata da Pier Luigi Bersani all'indomani delle elezioni politiche, venne poco compresa, nelle polemiche e nell'urgenza del ribaltamento, ma rimane la cifra di questa fase politica. Siamo dentro un assetto rovesciato rispetto alla prima Repubblica, che vedeva il confronto DC-PCI, l'alternativa impossibile rimane (ancora, per quanto tempo?) a destra.
Ciò comporta onori di vittoria, certamente, ma oneri e responsabilità di gravità inaudita.
Non sono sufficienti i
problemi tecnici (pure concretissimi, come l'isolamento di queste
elezioni, istituzionale e mediatico) a spiegare l'astensionismo.
Hanno influito più fattori, ma non tutti hanno lo stesso peso
politico. Certamente le ripetute vicende giudiziarie, e gli annunci
insidiosi di nuovi presunti scandali, hanno moltiplicato il disagio,
addirittura il “ripudio” verso la politica, in Emilia-Romagna,
terra di buon governo reale e quindi non "abituata" a
sentirsi alla gogna.
NELLO STESSO TEMPO ha pesato considerevolmente la lontananza di una parte della sinistra DALLE SCELTE SOCIALI e ideali dal partito cui si riferisce l' 80% delle persone di quell'orientamento.
I due fattori si sono miscelati, uno ha ampliato l'altro, nel determinare in una parte vasta dell'opinione pubblica orientata al centrosinistra uno "smarrimento" (questo il termine più giusto) di ampie proporzioni.
“Stai giocando una partita, posso capire che è una partita importante ma non è la mia partita” questo è quanto hanno voluto dire numerosi fra gli astenuti.
“Ci parlate di chi eccelle, di chi vuole libertà per realizzare, per vincere, ci dite che questi sono il traino per tutti, ma io che sono massa, giovane, adulto o anziano, e lo sarò sempre, io da chi sono rappresentato?”. E' questa la domanda tacita, più o meno consapevole nella mente di tanti.
NELLO STESSO TEMPO ha pesato considerevolmente la lontananza di una parte della sinistra DALLE SCELTE SOCIALI e ideali dal partito cui si riferisce l' 80% delle persone di quell'orientamento.
I due fattori si sono miscelati, uno ha ampliato l'altro, nel determinare in una parte vasta dell'opinione pubblica orientata al centrosinistra uno "smarrimento" (questo il termine più giusto) di ampie proporzioni.
“Stai giocando una partita, posso capire che è una partita importante ma non è la mia partita” questo è quanto hanno voluto dire numerosi fra gli astenuti.
“Ci parlate di chi eccelle, di chi vuole libertà per realizzare, per vincere, ci dite che questi sono il traino per tutti, ma io che sono massa, giovane, adulto o anziano, e lo sarò sempre, io da chi sono rappresentato?”. E' questa la domanda tacita, più o meno consapevole nella mente di tanti.
E' un dato che la
dirigenza del PD deve interpretare fino in fondo, non basta dire che
è stato lanciato un segnale, magari dalla minoranza interna o dalla
CGIL. C'è ben di più. La capacità di capirlo sarà un banco di
prova per Matteo Renzi e la sua squadra, per tutto il Partito
Democratico.
Perchè i due “risultati”
principali non sono contraddittori? E' fin troppo facile ricordare le
tesi di Hirschman per comprenderlo. Se non si appartiene ad un
“quadro” politico senza vedere la possibilità di una alternativa
allora ci si separa, si lascia.
Avviene così che se le estreme prendono fiato, soprattutto la Lega, come si prevedeva, e un poco anche a Sinistra dove la somma delle percentuali di Sel e AltraEmilia, è superiore al risultato delle regionali precedenti e a quello di Tsipras alle Europee, questo è, per ora, nelle percentuali. Guardando ai voti validi non è così. Questo non significa naturalmente che debba rimanere così per sempre, una tendenza alla radicalizzazione è certamente forte e presente. Si vuol dire però che ancora non è compiutamente tradotta nelle scelte politiche elettorali.
Soprattutto in Emilia-Romagna una terra che da sempre cerca una prospettiva di governo, che conosce l'importanza della credibilità delle prospettive di successo di una proposta, la critica e il disagio si indirizzano prevalentemente all'astensione.
Avviene così che se le estreme prendono fiato, soprattutto la Lega, come si prevedeva, e un poco anche a Sinistra dove la somma delle percentuali di Sel e AltraEmilia, è superiore al risultato delle regionali precedenti e a quello di Tsipras alle Europee, questo è, per ora, nelle percentuali. Guardando ai voti validi non è così. Questo non significa naturalmente che debba rimanere così per sempre, una tendenza alla radicalizzazione è certamente forte e presente. Si vuol dire però che ancora non è compiutamente tradotta nelle scelte politiche elettorali.
Soprattutto in Emilia-Romagna una terra che da sempre cerca una prospettiva di governo, che conosce l'importanza della credibilità delle prospettive di successo di una proposta, la critica e il disagio si indirizzano prevalentemente all'astensione.
C'è, infine, un terzo
risultato. Pochi forse lo riconosceranno, almeno nell'immediato. E'
bene valutarlo, invece, il mondo non e' il PD. Vi sono, nel voto
altri fenomeni molto rilevanti: la grande difficoltà di Grillo e 5S
ed anche la perdurante minorità di un centro conservatore che pure
aveva questioni “ideologiche” da rivendicare come il contrasto
sulla condizione gay e sui diritti civili.
Ma il “terzo” risultato è la certificazione della crisi ormai verticale del partito di Berlusconi. Quanto potrà durare la caduta nel baratro di quello che era un'intero polo di aggregazione per l'elettorato senza che avvengano cambiamenti radicali in quell'area e drastici mutamenti nel suo posizionamento parlamentare e verso il governo? Si procede ad affermare decisione, governabilità, alternativismo e bipolarismo assoluti e semplificati, mentre uno dei due poli, come tale, non esiste più.
Ma il “terzo” risultato è la certificazione della crisi ormai verticale del partito di Berlusconi. Quanto potrà durare la caduta nel baratro di quello che era un'intero polo di aggregazione per l'elettorato senza che avvengano cambiamenti radicali in quell'area e drastici mutamenti nel suo posizionamento parlamentare e verso il governo? Si procede ad affermare decisione, governabilità, alternativismo e bipolarismo assoluti e semplificati, mentre uno dei due poli, come tale, non esiste più.
In sintesi: nel voto di
ieri c'è molto da riflettere, c'è poco da archiviare.
venerdì 14 novembre 2014
I pilastri della "buona Regione": Scuola, formazione e lavoro
Intervento Davide Ferrari - I pilastri della "buona Regione": Scuola, formazione e lavoro
Intervento Davide Ferrari - I pilastri della "buona Regione": Scuola, formazione e lavoro
Convegno promosso dal Circolo Scuola e Formazione PD Bologna.
Convegno promosso dal Circolo Scuola e Formazione PD Bologna.
sabato 8 novembre 2014
Cittadinanza. Una legge per i diritti.
Cittadinanza. Una legge per i diritti.
Con Fabbri, Zampa, Chaouki.
Presentazione di Davide Ferrari
Sabato 8 Novembre 2014, ore 17
Sala PD di via Murri 99
Conferenza promossa da
Ufficio Parlamentari PD di Bologna
Video della conferenza.
sabato 18 ottobre 2014
La cultura e i movimenti per la pace, oggi
Venerdì 17 Ottobre 2014
ore 21, Santuario Madonna della Pace, Baraccano. Bologna
Circolo Acli Giovanni XXIII
Pax Christi
La cultura e i movimenti per la pace, oggi
Intervento di Davide Ferrari
Direttore rivista "Riforma della scuola"
nell'ambito dell'incontro "Si può difendere la patria senza armi"
sulla proposta di legge di iniziativa popolare sulla
"Difesa non armata e non-violenta".
Con
Sergio Paronetto, V.Presidente Pax Christi
Michele Girotti, V. Presidente Arci Bologna
ore 21, Santuario Madonna della Pace, Baraccano. Bologna
Circolo Acli Giovanni XXIII
Pax Christi
La cultura e i movimenti per la pace, oggi
Intervento di Davide Ferrari
Direttore rivista "Riforma della scuola"
nell'ambito dell'incontro "Si può difendere la patria senza armi"
sulla proposta di legge di iniziativa popolare sulla
"Difesa non armata e non-violenta".
Con
Sergio Paronetto, V.Presidente Pax Christi
Michele Girotti, V. Presidente Arci Bologna
Dopo "Matera". Una riflessione per l'Emilia-Romagna
Matera è una città unica
al mondo, quindi la sua designazione a "città europea della cultura" è del tutto fondata. Tuttavia
la "sconfitta" di Ravenna è un fatto grave per tutta
l'Emilia-Romagna. Non basta dire: "mi spiace".
L'Italia , com'è noto
(soprattutto ai non italiani), "possiede", un patrimonio
culturale diffuso in numerosissimi centri urbani. Il "lotto"
delle candidate lo dimostra. Matera ha una fama internazionale
garantita dalla sua unicità, sostenuta da produzioni artistiche
mondiali che l'hanno mostrata, come il Vangelo di Pasolini.
Probabilmente questo elemento è stato decisivo. La Lucania, poi, ha
compiuto passi in avanti molto importanti ed ha saputo presentare
realizzazioni e dotazioni moderne significative come la film
commission locale. Veniamo a noi. "Noi", appunto. Non so se
la città di Ravenna poteva fare di più. Certo ha fatto molto. Non
ho avvertito , però, il senso di un appuntamento importante anche
per tutta la nostra Regione. Direi di non averlo avvertito nel
sentire sociale, nel mondo produttivo e culturale, non tanto a
livello istituzionale. E mancato un "perchè", aggiuntivo a
quelli proposti. Ravenna è stata la capitale del "mondo"
in un periodo storico che ha lasciato tracce di universale
importanza. E' però anche il "luogo" culturale che andava
proposto, da tutti "noi", società d'Emilia e di Romagna,
come ponte verso un continente europeo, l'Est, di straordinaria e
problematica attualità. “Qui dove un'antica
vita si screzia in una dolce ansietà d'Oriente ”.
L'accenno , in Dora Markus, di Eugenio Montale, indica da decenni
proprio "quel" senso dei luoghi ravennati. Abbiamo perso,
tutti "noi", una occasione, non solo economica, per
ridisegnare una direttrice di sviluppo, un ruolo internazionale per
la nostra "medianità". Il nostro essere terra crocevia
rimane importante ma, con il restringersi dello spazio, con trasporti
veloci e le reti comunicative, si è affievolito, va ripensato. Ed
il carattere peculiare della nostra storia politica, con le sue
realizzazioni, non appare più così rilevante. Servì ancora, forse
per l'ultima volta, per Bologna2000, ma oggi non sarebbe altrettanto
considerato. Era un'occasione. Non va perduta, ora, la possibilità
di discutere, di capire, di cambiare. Non farlo, non ricominciare a
pensare, sarebbe fallire. L'alternativa a un senso storico ed
internazionale delle nostre terre è la decadenza in atmosfere di
provincia senza redenzione.
giovedì 5 giugno 2014
La rivista "Riforma della scuola". Il numero diciassette.
Torna la rivista "Riforma della scuola", diretta da Franco Frabboni e Davide Ferrari.
Online il numero diciassette della nuova serie.
www.riformadellascuola.blogspot.it
Online il numero diciassette della nuova serie.
www.riformadellascuola.blogspot.it
martedì 3 giugno 2014
Poesia. Lettura di Davide Ferrari a Imola, piazzetta tra casa Piani e teatro.
DIALOGHI COL GENIUS LOCI: occupazione poetico-teatrale del centro storico di Imola, promosso da Associazione ExtraVagantis
in collaborazione con “100Thousand Poets for Change – Bologna”, Musei Comunali, Coop. Università Aperta, AUSER.L’occupazione poetica prevede la dislocazione di oltre 30 poeti in 18 diverse postazioni poetiche nel centro storico.
Partecipanti: Paolo Aldrovandi, Albert Bagno, Bartolomeo Bellanova,
Gian Bianchetti e Lab. Teatr. Permanente “Il Mazzo”, Vassili Biserov, Alessandro Brusa, Maurizio Brusa e Walter Valeri, Marcello Camilli e Carlotta Grillini, Rosario Castronuovo,Nadia Cavalera, Elena Cesari e Annalisa Frascari, Benedetta Davalli,
Francesca Del Moro,Patrizia Dughero, Leila Falà,
Davide Ferrari, Caterina Franchetta, Rita Galbucci, Serenella Gatti Linares,
Michele Giuli, Lucia Grassiccia, Luca Isidori e Francesca Poggi, Daniela Karewicz, Nadia Marcuzzi, Gassid Mohammed, Antar Mohammed Marincola, Julio Monteiro Martins, Giovanni Nadiani, Silvia Parma e Ricchio Galassia: DuoBandiera & Petrozzi, Barbara Petruzzi, Pina Piccolo, Stefano Reggiani, Rossella Renzi e Mirco Mungari, Sergio Rotino, Met Sambiase, Mirella Santamato, Emanuele Valentini
domenica 1 giugno 2014
venerdì 30 maggio 2014
"L'Italia dopo il voto". Dialoghi fra politica e cultura
Venerdì
30 Maggio, ore 20,30
Villa
Lipparini, Vicolo Bolognetti 5
"L'Italia
dopo il voto"
Dialoghi
fra politica e cultura
Con
Andrea De Maria e Carlo Galli
Interviene
Davide
Ferrari Presiede
Bijoy M.Trentin
Partecipano:
Pietro
Aceto Fausto Anderlini Mattia Baglieri
Claudio Bazzocchi Giacomo Bottos Stefano Caliandro
Nino Campisi Federico Castellucci Gabriele Chessa
Giancarla Codrignani Pierpaola D'Alessandro
Roberto Dall’Olio Michele De Fina Patrizia Dogliani
Rolando Dondarini Rosanna Facchini Guido Gambetta
Giuseppe Giampaolo Graziella Giorgi Domenico Grasso
Marco Guerra Carlo Hanau Rossella Lama Antonietta Laterza Simona Lembi Niva Lorenzini Salvatore Lumia Milena Manini Rita Medici Angelo Marchesini Massimo Meliconi
Francesco Mileno Romano Miti Tullia Moretto
Giuseppe Muscarnera Pier Damiano Ori
Claudio Bazzocchi Giacomo Bottos Stefano Caliandro
Nino Campisi Federico Castellucci Gabriele Chessa
Giancarla Codrignani Pierpaola D'Alessandro
Roberto Dall’Olio Michele De Fina Patrizia Dogliani
Rolando Dondarini Rosanna Facchini Guido Gambetta
Giuseppe Giampaolo Graziella Giorgi Domenico Grasso
Marco Guerra Carlo Hanau Rossella Lama Antonietta Laterza Simona Lembi Niva Lorenzini Salvatore Lumia Milena Manini Rita Medici Angelo Marchesini Massimo Meliconi
Francesco Mileno Romano Miti Tullia Moretto
Giuseppe Muscarnera Pier Damiano Ori
Rita Pasqualini Giuseppe
Pinelli Andrea Politi
Santino Prosperi Laura Renzoni Governatori
Giuseppe Sassatelli Giuliana Santarelli Annamaria Savarese
Anna Chiara Strappazzon Jessy Simonini Walter Tega
Silvia Torrealta Paolo Trombetti Paolo Trost
Michela Turra Gian Piero Ucchino Giorgio Zagnoni
Santino Prosperi Laura Renzoni Governatori
Giuseppe Sassatelli Giuliana Santarelli Annamaria Savarese
Anna Chiara Strappazzon Jessy Simonini Walter Tega
Silvia Torrealta Paolo Trombetti Paolo Trost
Michela Turra Gian Piero Ucchino Giorgio Zagnoni
Vittorio
Zanella Vinicio Zanetti Rosanna Zecchi
Incontro
promosso da “Il progresso d'Italia” - ”Casadeipensieri”
in
collaborazione con il Circolo PD del Centro storico di Bologna
Invito
mercoledì 14 maggio 2014
“L’utopia negata: la pace e i suoi movimenti”
L’utopia negata: la pace.
Mercoledì 14 Maggio, ore 18
Galleria Acquaderni
Libreria Feltrinelli, piazza di Porta Ravegnana (Due Torri)
Libreria Feltrinelli, piazza di Porta Ravegnana (Due Torri)
“L’utopia negata: la pace
e i suoi movimenti”
Ricordo e attualità
| Incontro con Rossella Ropa
autrice del libro: “"La possibile utopia.
Per una storia dei movimenti pacifisti a Bologna nel secondo novecento”, Aspasia ed
Simone Fabbri, Davide Ferrari, Massimo Meliconi, Gianni Paganelli, Vittorio Pallotti, Luigi Pedrazzi, Angela Querzè, Raffaele Salinari, Bruno Stefani, Patricia Tough, Marco Trotta, Gualtiero Via |
Associazione “La casa dei pensieri”
La Feltrinelli - eventi
giovedì 8 maggio 2014
Dalla nascita fino ai sei anni.
Rivista “Riforma della scuola”, Settore Scuola PD, Forum e circolo
Dalla nascita fino ai sei anni
Educazione, istruzione
diritto delle bambine e dei bambini alla pari opportunità
di apprendimento
Presentazione e discussione del disegno di legge 1260
Roberto Reggi sottosegretario Miur
Virginio Merola Sindaco di Bologna
Sen. Andrea Marcucci Pres. VII comm.Senato
Sen. Francesca Puglisi prima firmataria del DDL 1260
Anna Serafini Presidente di LibeRe
Saluto di Raffaele Donini Segretario del PD di Bologna
Alberto Alberani, Alessandro Alberani, Federico Bozzanca,
Lorenzo Campioni, Giancarlo Cerini, Francesco Critelli,
Fabrizio Da Crema, Roberto Farnè, Marilena Flavi,
Sabato 10 Maggio, h 10-13 Sala Passepartout, via Galliera 25/a, Bologna
Dalla nascita fino ai sei anni
Educazione, istruzione
diritto delle bambine e dei bambini alla pari opportunità
di apprendimento
Presentazione e discussione del disegno di legge 1260
Roberto Reggi sottosegretario Miur
Virginio Merola Sindaco di Bologna
Sen. Andrea Marcucci Pres. VII comm.Senato
Sen. Francesca Puglisi prima firmataria del DDL 1260
Anna Serafini Presidente di LibeRe
Saluto di Raffaele Donini Segretario del PD di Bologna
Alberto Alberani, Alessandro Alberani, Federico Bozzanca,
Lorenzo Campioni, Giancarlo Cerini, Francesco Critelli,
Fabrizio Da Crema, Roberto Farnè, Marilena Flavi,
Franco
Frabboni, Virginia Gieri, Daria Quaglia,
Susanna Mantovani, Teresa Marzocchi, Tullia Moretto,
Marilena Pillati, Tiziana Russignan, Caterina Segata,
Gabriele Ventura, Stefano Zamagni, Giovanna Zunino.
Presiede Davide Ferrari
Susanna Mantovani, Teresa Marzocchi, Tullia Moretto,
Marilena Pillati, Tiziana Russignan, Caterina Segata,
Gabriele Ventura, Stefano Zamagni, Giovanna Zunino.
Presiede Davide Ferrari
mercoledì 16 aprile 2014
Poeti a "Cartoleria 18".
16 aprile 2014, alle ore 18:00
Gli Amici Poeti di Cartoleria 18
Convivio di Poesia con
Isabella Bordoni, Ulisse Casartelli, Sara Donato,
Davide Ferrari, Carla Muzzioli Cocchi, Gian Piero Pedretti, Rosetta Perelli
"Cartoleria 18", a Bologna: società cooperativa di cultura, ascolto, cura
Gli Amici Poeti di Cartoleria 18
Convivio di Poesia con
Isabella Bordoni, Ulisse Casartelli, Sara Donato,
Davide Ferrari, Carla Muzzioli Cocchi, Gian Piero Pedretti, Rosetta Perelli
"Cartoleria 18", a Bologna: società cooperativa di cultura, ascolto, cura
venerdì 21 marzo 2014
Desirée Pangerc a Bologna.
Desirée Pangerc a Bologna.
Migrazioni illegali dall' Est d'Europa: economia, criminalità, schiavitù. Desirée Pangerc a Bologna . Con Barcelò, Ferrari, De Maria, Rosato.
Desirée Pangerc, Venerdì 21 Marzo, alle ore 18, alla libreria Feltrinelli di piazza di Porta Ravegnana 1,
parla delle sue ricerche sull'immigrazione illegale dai paesi dell'Europa dell'Est.
Antropologa di fama internazionale, è autrice di:
"IL TRAFFICO DEGLI INVISIBILI. Migrazioni illegali lungo le rotte balcaniche",
edito da Bonanno ed.
Il tema è di drammatica attualità anche per la città di Bologna, ed è stato affrontato da Pancerc con una lunga e accurata ricerca sul campo,
in Bosnia e negli altri paesi dove ha origine il "traffico degli invisibili"
Ne discuteranno con la prof.sa Pangerc, i deputati Andrea De Maria e Ettore Rosato e l'esperto di immigrazioni
prof. Leonardo Barcelò.
Presiede Davide Ferrari, direttore di Casadeipensieri.
venerdì 28 febbraio 2014
"arrendersimai@mov". Cos'era il MS-Mls.
Venerdì 28 febbraio, Biblioteca comunale di Ozzano Emilia, ore 21.00
presentazione del libro "arrendersimai@mov",
Dal 68 al futuro.
Racconti e testimonianze di compagni del movimento
studentesco - CUEC editore
Ne parleranno coi curatori
Carlo Barlassina e Anna Miculan,
Davide Ferrari, direttore artistico Casa dei Pensieri
Gualtiero Via, insegnante e storico
presentazione del libro "arrendersimai@mov",
Dal 68 al futuro.
Racconti e testimonianze di compagni del movimento
studentesco - CUEC editore
Ne parleranno coi curatori
Carlo Barlassina e Anna Miculan,
Davide Ferrari, direttore artistico Casa dei Pensieri
Gualtiero Via, insegnante e storico
sabato 7 dicembre 2013
Io voto e voto Cuperlo
Libere
e vaste elezioni sono state scelte come metodo per eleggere il nuovo
Segretario del PD.
Il
PD è l'unica forza politica di popolo in un panorama devastato da
scandali e da personalismi, dove continuamente nascono partiti per
difendere o lasciare un leader, una unica persona, dove i più
populisti decidono fra pochi intimi liste e segreterie, come hanno
fatto Grillo, ieri, e la Lega oggi.
Non
avviene per destino e per storia, avviene e soprattutto continuerà
ad avvenire solo se il PD sceglierà di continuare ad esistere come
grande partito popolare.
SENZA
UN GRANDE PARTITO DI POPOLO LA REPUBBLICA E' IN PERICOLO.
E'
una delle dichiarazioni più forti che ci ha rivolto Gianni Cuperlo.
La
condivido, oggi, nell'Europa dei grandi poteri, delle nuove
spaventose miserie, dei populismi violenti, della rinascita perfino
elettorale della barbare dei fascisti.
BISOGNA
VINCERE, MA PER VINCERE E ANCOR PIU' PER GOVERNARE NON BASTA UN UOMO
DELLA PROVVIDENZA, CI VUOLE E CI VORRA' UN MOVIMENTO FORTE E
PRESENTE, OGNI GIORNO IN DIALOGO CON TUTTI I CITTADINI.
Abbiamo
di fronte tre candidati. Non hanno corso alla pari. Una enorme
mobilitazione mediatica ha sostenuto la candidatura di Matteo Renzi.
E' un suo merito, non il frutto di un complotto.
Tuttavia
mi sono chiesto il perché di questo schierarsi, continuo, invadente.
Non
è normale che avvenga a sostegno di un leader della Sinistra e
nemmeno del centrosinistra.
Pochi
anni fa l'allora direttore del Corriere Paolo Mieli venne aspramente
attaccato per aver scritto un editoriale a favore di Romano Prodi e
in questi mesi, invece, sono corsi a fiumi, a valanga, scritti e
video a sostegno del nostro Matteo Renzi.
E'
presto per trarre conclusioni sui motivi di quanto sta accadendo ma,
certamente, in molti, moltissimi sperano che Renzi chiuda la partita
NON con il passato della Sinistra, ma con la Sinistra, i suoi valori
e soprattutto la sua autonomia.
Per
questo, specularmente, via via che la sua personalità, di assoluto
valore, emergeva il "nemico" è diventato Gianni Cuperlo.
Più
di Giuseppe Civati, certamente, innovativo, battagliero su tanti
temi, ma più sfumato sul ruolo di una Sinistra di Governo e quindi
ritenuto, evidentemente meno "pericoloso" , lontano dal
"nocciolo" della questione.
Cuperlo:
una persona seria e profonda, che si è fatta avanti, con precise
proposte, per affermare una Sinistra moderna e vera, per la difesa e
la promozione dei ceti sociali più colpiti dalla crisi, dai giovani
senza lavoro o costretti al precariato e allo sfruttamento, agli
esodati, ai pensionati. Sono quei ceti sociali che una propaganda
meschina, purtroppo incoraggiata da pessime dichiarazioni di
collaboratori e grandi sostenitori di Renzi, dall'On. Gutgeld al
finanziere Serra, vuole dividere, mettere gli uni contro gli altri.
In
Italia, per la galassia dei grandi potenti, e per la loro
informazione si può dire tutto, o quasi, ma guai a parlare di lavoro
e di unità dei lavoratori e dei pensionati.
Questa
la grande colpa di Gianni Cuperlo.
Allora
comprendiamo il perché di una ripetuta e ridicola accusa di
continuismo a lui rivolta, l'accusa di essere il prestanome di vecchi
dirigenti, un paradosso quando il 90% della classe dirigente del PD
si ritrovava nelle liste del Sindaco di Firenze.
Allora
comprendiamo come si sia cercato di imputare a Cuperlo più o meno
tutto, dalle difficoltà del Governo al caso Cancellieri.
Gianni
non si è perso d'animo e sull'attualità ha indicato una via di
verità, senza retorica. Sostenere letta, ma cambiando profondamente
il programma e l'azione del Governo, come oggi è possibile e
doveroso dopo la fuoriuscita di Forza Italia, la via della
responsabilità e non delle dichiarazioni roboanti e dei rapidi
ritorni indietro. La recente sentenza della Corte Costituzionale ha
mostrato la necessità di agire con intelligenza e rapidità per le
riforme smettendo di agitare proposte irrealizzabili e di dubbia
qualità come quella del "Sindaco d'Italia".
Si
può dire che Cuperlo, in questi mesi abbia già agito da Segretario
di tutto il partito e non da candidato a caccia di voti.
Voto
e vi invito a votare gianni Cuperlo perché lo diventi veramente, da
Lunedì 9.
Sarà
una risposta, la più forte che possiamo dare ai tanti problemi da
affrontare e risolvere che ci troveremo di fronte, giorno dopo giorno
in un passaggio decisivo per l'Italia e la democrazia.
Un
caro saluto a tutti e buon voto!
Davide
Ferrari
giovedì 1 agosto 2013
Incontro dei sostenitori di Gianni Cuperlo alla segreteria nazionale del PD. 2013.
Giovedì 1 agosto 2013 a Bologna, si è svolto il primo incontro dei sostenitori alla candidatura di Gianni Cuperlo alla segreteria nazionale del PD.
In questo video l'intervento di Davide Ferrari
https://www.youtube.com/watch?v=p7EE_XdDoRg&list=PLntnOXL7LipW9XxiDC23EQnvwQ6jC2TyV&index=7
sabato 22 giugno 2013
Il nuovo terremoto.
Il nuovo terremoto: mentre scriviamo non si registrano danni gravi e soprattutto non risultano vittime. La caratteristica della forte scossa appenninica e garfagnina , profonda, ha causato una grande estensione del sisma ma una ridotta distruttività. Certo è che qui l’abbiamo avvertito, e la paura è ritornata. Dopo un anno nuovamente tutta l’Emilia ha sentito la terra tremare. Ci spiegano gli esperti che non si può dire il momento nel quale il tremito colpirà. Chi come me, a Ferrara, ha vissuto il Maggio del 2012, non può scordare la profezia che ci raggiunse dopo quei giorni. La faglia, inabissata nelle golene alluvionali dove riposa la città, è l’unica, fra le vicine, -ci dissero- che ancora non si è spezzata, dunque ..prima o poi..E a Bologna si teme, come a Modena, Reggio, Parma, per gli edifici storici, infiniti, e per chi vi abita. La bellezza della nostra storia, viviamo ancora al suo interno, nelle sue case, nei suoi luoghi, ci è
diventata nemica. Così la nostra terra, lo scrisse Carlo Lucarelli, mite e sorella dell’uomo e del suo lavoro si scopre capace di fremiti sconvolgenti. Sappiamo ormai che il pianeta è una navicella nell’Universo e che abbiamo solo la sua crosta minima e l’aria che ì’ avvolge, per vivere. Il terremoto un tempo richiamava il concetto dell’ira di Dio, oggi evoca il senso di colpa per lo sfruttamento distruttivo cui sottoponiamo la nostra povera sfera. Ma la zolla tremante non riguarda noi e i nostri misfatti. Ci sovrasta incurante. A noi resta l’intelligenza di prevenire, con una architettura finalmente adeguata, e assistere, chi è colpito ed è troppo solo. Dimostriamo di averlo compreso.
"Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L' Unità E-R, 22 Giugno 2013
sabato 15 giugno 2013
"3 x 1". Ma sono negozi che chiudono.
Mentre un negozio apre, tre chiudono. E’ l’ultimo dei tanti
bollettini statistici che scandiscono una crisi infinita. Succede qui in
Emilia-Romagna, in questo 2013. e altrove va anche peggio. Qualcuno chiude per
mettersi in salvo con il suo “gruzzoletto” dopo molti anni di un lavoro
remunerativo ma faticosissimo. C’è anche questo: una anticipata chiusura di
attività per sfiducia. Ma, nella grande maggioranza dei casi la serranda si
abbassa perché ad andare avanti non si riesce. Le famiglie non incassano,
dividono quel che hanno con sempre più disoccupati o male occupati al loro
interno. Ogni spesa si assottiglia o si rimanda. Quanti sciagurati hanno
scritto in questi anni esortando i giovani al libero commercio in proprio. Costruitevi
voi il lavoro, dicevano.
Certo, il piccolo commercio può essere, in qualche misura e
per un tempo limitato, “anticiclico”, cioè andare bene anche a quando le grandi
centrali produttive si fermano. Ma , a lungo andare, tutto si eguaglia. Se non
si produce e non si guadagna non si compra. E infatti chi vende chiude. Che fare?
Il contrario di quello che ci fanno fare. Bisogna far ripartire l’economia ed
il lavoro , con una forte leva pubblica. Raccogliere tutto il poco denaro che c’è
e investire, subito, garantendo il debito a livello continentale. Lo scrivono
con chiarezza economisti di una nuova e solida generazione, come Ronny
Mazzocchi che abbiamo recentemente ascoltato a Bologna. Ma vi sono interpreti politici di una svolta
come questa, in Europa e a casa nostra? Letta non è Monti. La consapevolezza di
essere finiti su un treno che corre verso il baratro sembra farsi strada.. Ma
troppo lentamente. Troppo.
"Il contrario"
Rubrica di Davide Ferrari
L'Unità E-R, 15 Giugno 2013
sabato 1 giugno 2013
Un' astensione che non si può archiviare.
Dal referendum bolognese
alle elezioni amministrative, l'astensione è stata protagonista.
Passati alcuni giorni si
può, si deve, andare oltre le prime interpretazioni, pur legittime.
E' vero: referendum poco
votato equivale a referendum sbagliato o, almeno, caricato di attese
esagerate ed estranee alla realtà, molto circostanziata del quesito.
La “carica” ha motivato ma ha anche molto allontanato.
Tuttavia deve riflettere
anche chi questo referendum non ha voluto.
La lontananza e la non
appartenenza di tanti, su un punto come la scuola deve preoccupare,
anche se facilitata da un “aut-aut” referendario poco
sostenibile.
Abbraccia non soltanto i
“blocchi politici”, ma anche identità di grandissima rilevanza,
come l'insieme ecclesiale.
Non esprimersi, esprime.
Molte cose e non positive.
Lo si è visto alle
amministrative. Sono un risultato “strategico” per la democrazia
le belle affermazioni del PD, nel momento più difficile. Danno però
al PD in primo luogo la responsabilità di opporsi alla mancanza di
speranza, di parlare a chi si dichiara con il “non voto”.
Separarsi dal quadro “dato” della politica potrebbe essere
precedente a scelte critiche. La ripresa di fenomeni contestativi
estremi sembra dietro l'angolo, anche se ancora poco se ne parla.
Anche la crisi di Grillo, meritata, va
considerata con
attenzione. Vediamo ora che il consenso ricevuto alle politiche era
parte di un problema che cresce e si trasforma, tornando al “No”
assoluto del “non voto”. Quali le scelte di domani di questo
“popolo separato” dalla partecipazione? Come agirvi? Come riunire
la nostra società civile? Sono le vere domande. Ora è il tempo di
rispondere.
L'Unità E-R, 1 Giugno 2013
giovedì 16 maggio 2013
Referendum scuole Infanzia. Di cosa si tratta?
E' ancora ignoto ai più l'oggetto concreto sul quale i cittadini sono chiamati ad esprimersi nel referendum bolognese: le convenzioni Comune-paritarie nella scuola dell'Infanzia
I promotori hanno voluto che la scadenza assumesse un carattere generale, addirittura nazionale. “Chi buttereste dalla torre, le scuole pubbliche o quelle private?” Si vuole che i cittadini votino in risposta a questa semplificazione inaccettabile. Ben altro c'è da buttare, se si desidera! Vogliono farci litigare come i polli di Renzo avviati a perdere il collo. Per difendere la scuola bisogna integrare, unire le forze e le esperienze. La disinformazione è cresciuta dopo l'annuncio del Comune di voler porre servizi e scuole 0-6 anni in capo ad una ASP. La questione è complessa, richiede un confronto serio, viene associata al Referendum grazie alla parola magica :”Privatizzazione”. Al contrario: il Comune non può più assumere (per legge!), la “carta ASP”, azienda pubblica, permette l'assunzione a tempo indeterminato di nuovo personale, di non passare la mano ad altri, “privatizzando”. Invece le convenzioni rispondono ad un'altra necessità. E' naturale che un Sindaco cerchi di migliorare la qualità anche di scuole che da decenni e decenni lavorano per migliaia di bambini di 3, 4 e 5 anni Questa scelta è antica (18 anni!), si è diffusa in tutta Italia, fino alla Puglia del Presidente Vendola, non ha nulla di anti-costituzionale. Il prof. Rodotà scrive che -“quantomeno”- bisogna dare assoluta priorità alla “scuola pubblica”. E' proprio quello che si fa qui. Si spende 1 euro su 4 del bilancio, e una grande parte va alle scuole per l'infanzia, 36 milioni euro l'anno alle comunali, ed 1 alle statali: 37 volte il “costo” delle convenzioni con le paritarie. La campagna paradossale che mette Bologna sul tavolo dell'accusato è rischiosa.
Se passa l'idea che tutto è sfascio sarà più difficile proseguire investimenti per la scuola così cospicui. Se il voto sancirà una vittoria di parte, perchè l'altra si ritiri nella propria vita senza aiuti e senza doveri, si indebolirà il complesso del mondo scolastico. Una scelta più matura, il voto “B”, potrà sollecitare invece una politica per la scuola generosa ed aperta.
Davide Ferrari
condirettore della rivista nazionale
"Riforma della scuola"
Pubblicato da "Il Resto del Carlino"
Maggio 2013
|
sabato 11 maggio 2013
Non fare finta di niente.
dei tanti che in questi giorni stanno
testimoniando non solo “disagio” o dissenso
ma precise opinioni e volontà.
Dove ci sono, anche a Bologna, nei
Circoli, a dimissioni, ad autosospensioni, ad assemblee permanenti
degli iscritti non seguono i pianti e gli abbandoni.
C'è voglia di esserci. Senza
Berlusconi , però.
“Il partito”, il suo corpo, sa
benissimo che la maggioranza che regge questo governo non è e non
sarà mai un'alleanza.
Limiti di tempo e azioni, poche ma
buone, questo si chiede sia il Governo di Enrico Letta.
D'altra parte non deve sfuggire un
altro movimento di opinione che sottotraccia ha accolto la formazione
dell'esecutivo. Nella gente comune, questa volta, non nei militanti.
L'Italia è stanca, il lavoro ed il
reddito mancano in milioni di famiglie.
“Un governo ci voleva, per forza”.
Ci sentiamo dire anche questo, se abbiamo orecchie aperte.
Il PD non può non vedere il dramma del
paese per occuparsi del suo “dramma”, del suo dibattito interno.
Sarebbe un altro errore dopo i pasticci e le faide registrate
nell'elezione del Presidente della Repubblica. La gente protesta ma
prima ancora interroga, attende qualche risposta. Forse anche per
questo, pare, viene alle Feste più di prima, nonostante il “clima”.
Insomma è un quiz senza risposte
conosciute. Non resta che fare un passo alla volta. Il nuovo
segretario, intanto, il Congresso, subito. E, subito, qualche colpo
battuto dal Governo. Solo una cosa sappiamo: non si può fare finta
di niente, lasciar assorbire dalla routine di una normalità che non
esiste. Se si pensa:”Passerà anche questa”, si prepara il
disastro.
"Il contrario", rubrica di .Davide Ferrari
L'Unità E-R
Iscriviti a:
Post (Atom)








