mercoledì 19 marzo 2025

LA MANIFESTAZIONE DI ROMA E IL PD

LA REALTA' DELLA GUERRA- 85
LA MANIFESTAZIONE DI ROMA E IL PD
La manifestazione promossa a Roma da Michele Serra ha avuto un esito positivo di partecipazione perché ha risposto a un bisogno che va interpretato. È quello di testimoniare non tanto, come invece si ê detto e si continua a dire, la paura per i pericoli che l'Europa corre militarmente ma la convinzione, molto radicata anche in Italia, della assoluta necessità dell'Unione Europea in un mondo senza governo. Un mondo dove le trasformazioni in atto possono tradursi in conflitti sempre più vasti. L'Europa è necessaria: ê stato questo il comune denominatore che ha permesso di fare convergere a Roma forze politiche e sociali e persone di idee molto differenziate fra loro. Questo è il punto, qui è Rodi e qui "bisogna saltare". Non si affronta nessun problema politico nel campo europeista, e quindi nemmeno quelli assai gravi presenti nel PD, se non si riporta l"asse del confronto e dell'elaborazione politica sul ruolo dell'Europa nel mondo. L'intervento di Romano Prodi, pur reduce dalla nota intervista televisiva che non abbiamo condiviso, dopo Roma è un esempio di come, se si ragiona così è ancora possibile riunirsi, o perlomeno -meglio usare parole prudenti- promuovere percorsi comuni. A Mario Draghi che allarga il suo appello all'Europa piu' forte e autonoma oltre che alla difesa anche ai principali temi economico sociali, dobbiamo rispondere con un'altrettanta e consonante volontà di un protagonismo europeo. Un europeismo, quello che ci deve appartenere, che però non punta a fare del continente un altro blocco tecnologico-militare, un europeismo dove prevale la visione di una UE che si oppone agli strappi continui della tela del mondo e non invece si attrezza a queste lacerazioni anche a costo di favorirle, seguendo la logica della scomposizione in blocchi e semiblocchi delle economie e degli eserciti.
L'attacco a Elly Schlein ê stato molto grave.
Proprio per questo occorre discernere fra chi vuole insistervi e chi intende la sua posizione, che noi abbiamo considerato errata, di profondo distinguo dal partito come un indice di identità e non una operazione politica. Come possiamo essere utili, nel frangente, come Promessa Democratica? Non sono date terzietà, difficili le mediazioni, che soprattutto se immediate apparirebbero riduttive e velleitarie, sono possibili invece e molto auspicabili, "azioni di approfondimento " che coinvolgano in positivo, coscienze e posizioni oggi diverse nel partito, ed anche nell'opposizione. Su quali contenuti? Esempi non se ne possono dare enumerando al volo in un post ma certamente fra questi sono i nodi di una politica di sviluppo che è impossibile per l"Italia e pericoloso per la stessa Germania e per l'Europa affidare all'impulso keynesiano degli armamenti. In questa enorme area problematica ci stanno le questioni della risposta ai dazi americani senza avvitamenti che frazionino ancora più gravemente il mercato mondiale e il posizionamento verso India Cina e Medio Oriente che va profondamente rivisto. Approfondire non vale meno di mediare e non sembri poco. A noi sembra moltissimo e tale, se lo si condivide, da dare "lavoro" anche nei territori, a un partito che vuole salvarsi, che rifiuta di essere un corpo morto per operazioni chirurgiche di scuola, che vuole-addirittura!- cambiare un po' il mondo.