Io on line faccio tutto. Da quando fraseggio con il PC ho risolto i miei problemi. In primo luogo quello del tempo libero. Il mio non esiste più. Ciò che prima riuscivo a fare in una giornata di lavoro con i vecchi metodi della fila e dello sportello, oggi, con l’Internet e lo Smart Phone, me ne porta via tre. La noia è uscita dalla mia vita. La caccia all’operatore, i dialoghi con le voci automatiche, gli indecifrabili grafi antispam, impiegano ogni mio spazio orario prima destinato alla vuota risacca del vivere. Se, mettiamo il caso, si deve compilare il modulo per il censimento, di poco inferiore, per numero di pagine, alla Bibbia del Diodati, rivolgersi al sito dell’ISTAT riduce al minimo la possibilità di insistere in quelle cose inutili che si fanno quando non si lavora: la cura parentale, il gioco, i pranzi con gli amici. Pare che un milioncino di italiani abbia provato questa esperienza. L’ISTAT ha difeso il suo immediato black out. “ Siete troppi!” Ci ha detto. Ha ragione. La prossima volta il censimento facciamolo solo a Forlì così il sito ISTAT supererà la prova. L’estate è finita, si viaggia meno in treno. Ci sono meno occasioni di dialogare con la simpatica voce automatica del call center delle ferrovie. Dispiace davvero. Quando il computer ci chiede se vogliamo andare a “Guardiagrele”, dopo che noi abbiamo detto “Rimini”, è una tessera che si aggiunge al mosaico della nostra cultura geografica. Se chiedi “Milano” ti dice “Castelfidardo”, se “Venezia “ prova a farti il biglietto per “Villetta Barrea”. D’altra parte il Blackberry è andato in tilt. Non c’è più religione. L’avventura tecnologica si traduce spesso in uno smarrimento. Il povero Steve Jobs, nel famoso discorso di Stanford, incitava ad essere: “Stolti ed affamati”. Pare che siano condizioni necessarie per diventare miliardari. Affamati lo stiamo diventando per la crisi. Abbiamo buone speranze di ritrovarci presto stolti, nell’inseguire gli aggeggi inventati da Jobs. Il primo che, così facendo, diventa Paperone avvisi in chat, su Facebook. Se non si blocca la pagina, se non ci connettiamo al gruppo che vuole fare regina dell’Afganistan Amanda Knox, se le troppe amicizie richieste non ci fanno mandare in castigo dall’inflessibile Zuckerberg, potremmo anche rispondere.
Mala Lingua
rubrica di Davide Ferrari
"Sardegna Quotidiano"
mercoledì 12 ottobre 2011
martedì 11 ottobre 2011
Cosa dice la Costituzione sulla scuola
Bologna. Sala Farnese
Martedì 11 Ottobre, ore 17:30, 20:30
Piazza Maggiore, 6, Sala Farnese, Bologna
Cosa dice la Costituzione sulla scuola, come viene applicata, cosa fare per evitarne la progressiva negazione?
Programma:
- Relazione introduttiva.Scuola: la costituzione negata,Otello Ciavatti;
- Rapporto scuola costituzione,Bruno Moretto, Andrea Morrone, Milli Virgilio,Rosetta Mazzone;
- Enti locali e scuola: Marilena Pillati, Mirco Pieralisi,Giancarla Codrignani;
- I problemi dell’Università e della sua autonomia: Maurizio Matteuzzi, Giorgio Tassinari,Sergio Brasini,Antonio Genovese;
- I problemi contrattuali e politici : Sandra Soster, Rosanna Facchini, Francesca Puglisi, Davide Ferrari, Graziella Giorgi
- Presidi, genitori, insegnanti: Salvatore Grillo,Franco Tinarelli, Silvia Lolli;
- Studenti :Alessandro Gabriele,Vito Bernardo,Elly Shlein
- Libertà e giustizia: Jones Derek;
- Il parlamento: On.Sandra Zampa.
Martedì 11 Ottobre, ore 17:30, 20:30
Piazza Maggiore, 6, Sala Farnese, Bologna
Cosa dice la Costituzione sulla scuola, come viene applicata, cosa fare per evitarne la progressiva negazione?
Programma:
- Relazione introduttiva.Scuola: la costituzione negata,Otello Ciavatti;
- Rapporto scuola costituzione,Bruno Moretto, Andrea Morrone, Milli Virgilio,Rosetta Mazzone;
- Enti locali e scuola: Marilena Pillati, Mirco Pieralisi,Giancarla Codrignani;
- I problemi dell’Università e della sua autonomia: Maurizio Matteuzzi, Giorgio Tassinari,Sergio Brasini,Antonio Genovese;
- I problemi contrattuali e politici : Sandra Soster, Rosanna Facchini, Francesca Puglisi, Davide Ferrari, Graziella Giorgi
- Presidi, genitori, insegnanti: Salvatore Grillo,Franco Tinarelli, Silvia Lolli;
- Studenti :Alessandro Gabriele,Vito Bernardo,Elly Shlein
- Libertà e giustizia: Jones Derek;
- Il parlamento: On.Sandra Zampa.
domenica 9 ottobre 2011
Bologna, sussidiarietà. Le due colonne d'Ercole.
Bologna, sussidiaretà, servizi: siamo fra due colonne d'Ercole, e bisogna passare in mezzo. La prima: è impossibile, e soprattutto non è giusto, “fare da soli”. Il Sindaco, nell'efficace intervento al Congresso dell'Anci, lo ha detto a chiare lettere: “Bisogna governare con la società civile”. Non si tratta solo della partecipazione e del decentramento, ma di arrivare a progetti di governo discussi, assunti e gestiti assieme, dall'Ente Locale e da componenti del sociale, dalle imprese al volontariato.
La seconda colonna è quella della qualità pubblica della città. Il dibattito in corso non può finire con l'affermazione che l'intervento comunale, nella storia del lungo buon governo bolognese, è stato fonte di spreco e di dirigismo e quindi va superato. Non può finire con l'affermazione che i tagli sono in fondo positivi perchè costringono a “fare le riforme”.
Al contrario, il welfare pubblico, in ogni campo, soprattutto nell'educazione per le primissime età, ha dato libertà e respiro di vita, ha realizzato modelli di servizio ai quali guardano il privato ed il privato sociale.
Proprio perchè abbiamo i servizi possiamo realizzare un sistema pubblico-privato efficiente, addirittura creare nuove imprese e “mercati sociali”.
Ecco il passaggio: fare con gli altri, tenere un ruolo alto del pubblico. E' diffusa un'interpretazione parziale ed anche irrealistica di questo “passaggio”. Si dice: al pubblico restino le funzioni di regolazione e di controllo. Non basta. Innanzitutto perchè siamo a Bologna. E' impensabile una trasformazione nelle gestioni tale da avere, in tempi brevi, soggetti privati che sostituiscano interamente la gestione pubblica diretta. Bisogna allora programmare, per esempio nei nidi, un sistema misto stabilendo, non subendo, una quota pubblica, sostenibile nell'attuale crisi di risorse, che sia riferimento e garanzia della qualità dell'intero sistema. Una “Istituzione degli interventi educativi” 0-6, sembra a noi lo strumento migliore per gestire ciò che fa il Comune e insieme promuovere un sistema misto di scuole e servizi, di nido e di altri modelli.
In altri settori la realtà è diversa, ma l'idea di una quota pubblica permanente e di una programmazione che vada verso un sistema trasparente e qualificato di welfare di comunità ci sembra la strada migliore. In questo quadro bisogna dare ruolo ai cittadini e alle famiglie, sia nell'auto-organizzazione di parti di servizio, sia nella partecipazione alla verifica di tutto il sistema. Così Bologna darebbe un volto nuovo ma di alta continuità civile alla sua natura di città avanzata ed eguale.
L'Unità Emilia-Romagna
La seconda colonna è quella della qualità pubblica della città. Il dibattito in corso non può finire con l'affermazione che l'intervento comunale, nella storia del lungo buon governo bolognese, è stato fonte di spreco e di dirigismo e quindi va superato. Non può finire con l'affermazione che i tagli sono in fondo positivi perchè costringono a “fare le riforme”.
Al contrario, il welfare pubblico, in ogni campo, soprattutto nell'educazione per le primissime età, ha dato libertà e respiro di vita, ha realizzato modelli di servizio ai quali guardano il privato ed il privato sociale.
Proprio perchè abbiamo i servizi possiamo realizzare un sistema pubblico-privato efficiente, addirittura creare nuove imprese e “mercati sociali”.
Ecco il passaggio: fare con gli altri, tenere un ruolo alto del pubblico. E' diffusa un'interpretazione parziale ed anche irrealistica di questo “passaggio”. Si dice: al pubblico restino le funzioni di regolazione e di controllo. Non basta. Innanzitutto perchè siamo a Bologna. E' impensabile una trasformazione nelle gestioni tale da avere, in tempi brevi, soggetti privati che sostituiscano interamente la gestione pubblica diretta. Bisogna allora programmare, per esempio nei nidi, un sistema misto stabilendo, non subendo, una quota pubblica, sostenibile nell'attuale crisi di risorse, che sia riferimento e garanzia della qualità dell'intero sistema. Una “Istituzione degli interventi educativi” 0-6, sembra a noi lo strumento migliore per gestire ciò che fa il Comune e insieme promuovere un sistema misto di scuole e servizi, di nido e di altri modelli.
In altri settori la realtà è diversa, ma l'idea di una quota pubblica permanente e di una programmazione che vada verso un sistema trasparente e qualificato di welfare di comunità ci sembra la strada migliore. In questo quadro bisogna dare ruolo ai cittadini e alle famiglie, sia nell'auto-organizzazione di parti di servizio, sia nella partecipazione alla verifica di tutto il sistema. Così Bologna darebbe un volto nuovo ma di alta continuità civile alla sua natura di città avanzata ed eguale.
L'Unità Emilia-Romagna
sabato 8 ottobre 2011
Fino alla terza generazione!
Finalmente una ventata d'aria nuova in Comune. Su proposta dell'attivissimo consigliere Bugani, capogruppo del partito di Beppe Grillo, guadagna terreno un odg sui futuri nominati a qualunque cosa.
I malcapitati dovranno fornire, e vedere divulgati online, non solo curriculum vitae e dichiarazione dei redditi ma anche i propri «rapporti di parentela o affinità fino al terzo grado con eletti a cariche politiche». Così pure dovranno dichiarare se sono parenti fino al al secondo grado «con dipendenti dello stesso ente o aziende presso cui sono chiamati ad operare». Non basta, d'ora in poi potremo sapere se hanno «rapporti di parentela o affinità fino al terzo grado con dipendenti, dirigenti, titolari o soci di maggioranza di aziende fornitrici dell'ente presso cui sono chiamati ad operare».
Sapremo di loro più di quanto certe riviste da parrucchiera ci rivelino di Gegia e di Mengacci.
Il merito di questa bella iniziativa non è solo del Bugani. Nossignore, pare che nessun partito abbia voluto far mancare il proprio Sì. Chi vorrebbe esser tacciato di difensore del nepotismo?
Invece obiettare è fin troppo facile. Siamo sicuri che nell'oceano di problematiche che il Comune deve affrontare siano queste le priorità? Non vogliamo parlar d'altro. I problemi già sul tappeto presentano delicatissime, ma sostanziali, questioni di trasparenza. Basti pensare a tutta la vicenda dell'inevitabile allargamento dei rapporti fra pubblico e privato nella gestione dei servizi. Un mare che bisogna navigare ma dove, per non perdere il timone, bisognerà fare davvero molti passi in avanti sulle regole e soprattutto sugli obiettivi pubblici da fissare.
Gli è che sono temi più difficili. Caro amico Bugani tocca studiare.
Comprendiamo sia più facile alzare sempre di più l'asticella dell'anti-casta, di più, e di più ancora.
Ci sono mete ancora da raggiungere. Si registreranno i parenti, il sangue e gli sponsali, ma gli amori, chi ci informerà degli amori? “E le coppie di fatto?», pare abbia chiesto la consigliera democratica Raffaella Santi Casali. Ha risposto Bugani: «Sarebbe interessante sapere anche gli amanti, ma intanto..”. Già intanto. Fatto sta che le alcove non legalizzate ci sfuggiranno. “E i rapporti occasionali?” Mi chiede l'amico Attilio, all'aria aperta del tavolino fuori dal Benassi. ”Potremmo mettere solo quelli non protetti-dice-così si incentiva anche la prevenzione”.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Sabato 8 Ottobre 2011
I malcapitati dovranno fornire, e vedere divulgati online, non solo curriculum vitae e dichiarazione dei redditi ma anche i propri «rapporti di parentela o affinità fino al terzo grado con eletti a cariche politiche». Così pure dovranno dichiarare se sono parenti fino al al secondo grado «con dipendenti dello stesso ente o aziende presso cui sono chiamati ad operare». Non basta, d'ora in poi potremo sapere se hanno «rapporti di parentela o affinità fino al terzo grado con dipendenti, dirigenti, titolari o soci di maggioranza di aziende fornitrici dell'ente presso cui sono chiamati ad operare».
Sapremo di loro più di quanto certe riviste da parrucchiera ci rivelino di Gegia e di Mengacci.
Il merito di questa bella iniziativa non è solo del Bugani. Nossignore, pare che nessun partito abbia voluto far mancare il proprio Sì. Chi vorrebbe esser tacciato di difensore del nepotismo?
Invece obiettare è fin troppo facile. Siamo sicuri che nell'oceano di problematiche che il Comune deve affrontare siano queste le priorità? Non vogliamo parlar d'altro. I problemi già sul tappeto presentano delicatissime, ma sostanziali, questioni di trasparenza. Basti pensare a tutta la vicenda dell'inevitabile allargamento dei rapporti fra pubblico e privato nella gestione dei servizi. Un mare che bisogna navigare ma dove, per non perdere il timone, bisognerà fare davvero molti passi in avanti sulle regole e soprattutto sugli obiettivi pubblici da fissare.
Gli è che sono temi più difficili. Caro amico Bugani tocca studiare.
Comprendiamo sia più facile alzare sempre di più l'asticella dell'anti-casta, di più, e di più ancora.
Ci sono mete ancora da raggiungere. Si registreranno i parenti, il sangue e gli sponsali, ma gli amori, chi ci informerà degli amori? “E le coppie di fatto?», pare abbia chiesto la consigliera democratica Raffaella Santi Casali. Ha risposto Bugani: «Sarebbe interessante sapere anche gli amanti, ma intanto..”. Già intanto. Fatto sta che le alcove non legalizzate ci sfuggiranno. “E i rapporti occasionali?” Mi chiede l'amico Attilio, all'aria aperta del tavolino fuori dal Benassi. ”Potremmo mettere solo quelli non protetti-dice-così si incentiva anche la prevenzione”.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Sabato 8 Ottobre 2011
mercoledì 5 ottobre 2011
Quelli del buco. Dell'Ozono.
Gli italiani, è noto, nonostante Galileo, Marconi, Fermi, ed i consulenti del
Ministro Gelmini, non sono un popolo scientifico.
Per noi le radici quadrate già sono un problema e Angstrom, Coulomb e Faraday
sono un trio del Barça.
Poeti, santi, eroi, navigatori, ma nessuno ci chiede cosa c'è dentro i
telefonini. Sarà colpa della scuola, sarà per la bimillenaria cultura
umanistica ma, a casa nostra, la scienza è ospite poco desiderata. I media
fanno la loro parte. Il sangue di San Gennaro, l'ombra dei
marziani nelle pietraie dell'Arizona e il buco, quanto mai largo, nell'ozono,
fanno parte dei medesimi format. Todos cabelleros.
Già, l'ozono. Credevamo fosse padre e figlio dell'effetto serra, scopriamo, su
una rete tv che la colpa è del troppo freddo. Nell'artico si gela
e anche l'ozono si è scocciato di veleggiarvi sopra. Macchè. Una rete
concorrente ci racconta che sono i vulcani a fare fuori il magico gas senza il
quale non c'è scampo dai melanomi. Ma, dopo il passaggio al digitale
terrestre, i canali sono innumerevoli. Siamo tutti inseguiti da centinaia di tv
tematiche
dalla storia dei vichinghi alle virtù delle ricette dei parenti abruzzesi di
Madonna. Non c'è argomento che non possa vantare un proprio channel specifico.
Possibile che nessuno possa spiegarci, allora, autorevolmente, cosa accade
nell'atmosfera? No, non illudetevi. Le reti scientifiche trasmettono per ore ed
ore
gli stessi filmati di repetorio. Sulle lingue dei gechi si abbonda, si
scarseggia sull'attualità, sulla notizia drammatica della Norvegia e della
Groenlandia irradiate senza protezione, sotto il buco dell'ozono.
Mala Lingua
rubrica di Davide Ferrari
"Sardegna quotidiano"
5 10 2011
Ministro Gelmini, non sono un popolo scientifico.
Per noi le radici quadrate già sono un problema e Angstrom, Coulomb e Faraday
sono un trio del Barça.
Poeti, santi, eroi, navigatori, ma nessuno ci chiede cosa c'è dentro i
telefonini. Sarà colpa della scuola, sarà per la bimillenaria cultura
umanistica ma, a casa nostra, la scienza è ospite poco desiderata. I media
fanno la loro parte. Il sangue di San Gennaro, l'ombra dei
marziani nelle pietraie dell'Arizona e il buco, quanto mai largo, nell'ozono,
fanno parte dei medesimi format. Todos cabelleros.
Già, l'ozono. Credevamo fosse padre e figlio dell'effetto serra, scopriamo, su
una rete tv che la colpa è del troppo freddo. Nell'artico si gela
e anche l'ozono si è scocciato di veleggiarvi sopra. Macchè. Una rete
concorrente ci racconta che sono i vulcani a fare fuori il magico gas senza il
quale non c'è scampo dai melanomi. Ma, dopo il passaggio al digitale
terrestre, i canali sono innumerevoli. Siamo tutti inseguiti da centinaia di tv
tematiche
dalla storia dei vichinghi alle virtù delle ricette dei parenti abruzzesi di
Madonna. Non c'è argomento che non possa vantare un proprio channel specifico.
Possibile che nessuno possa spiegarci, allora, autorevolmente, cosa accade
nell'atmosfera? No, non illudetevi. Le reti scientifiche trasmettono per ore ed
ore
gli stessi filmati di repetorio. Sulle lingue dei gechi si abbonda, si
scarseggia sull'attualità, sulla notizia drammatica della Norvegia e della
Groenlandia irradiate senza protezione, sotto il buco dell'ozono.
Mala Lingua
rubrica di Davide Ferrari
"Sardegna quotidiano"
5 10 2011
sabato 1 ottobre 2011
I servizi, i tagli e le colonne dell'ignoranza.
"Chi Welfare da se', Welfare per tre". Questa è la tesi, semplice semplice, dei più. I più? Forse. Noi e qualcun altro NO. Prendiamola dalla lontana. Mazzini, non era per niente d'accordo. Nei suoi lunghi esili a Londra, sessanta anni prima della rivoluzione fabiana, prima che le lotte di un secolo creassero i servizi, dalla culla alla tomba, notò come una società dove nulla è esplicitamente e direttamente pubblico, comprese le opere di solidarietà, fosse un' ambiente povero di diritti e quasi deprivato nell'anima.
Si dice che Bologna debba diventare così. “E' finita la gabbia del consociativismo” e molti hanno già deciso di stare con il domatore, con chi ha la frusta in mano. La tigre, incanutita, non fa tendenza.
Per la verità il Sindaco Merola, l'Assessore Pillati, tutti gli amministratori dei nostri Comuni, con le gambe tagliate da Tremonti, stanno cercando le vie per “tenere” i servizi pubblici, con l'aiuto degli interlocutori possibili, e credibili -aggiungeremmo noi.
Chi è più credibile, il privato sociale di migliore esperienza, esige -proprio lui- un ente pubblico che non sia solo un carabiniere, che faccia l’appalto e poi si limiti al controllo d’ufficio, vuole un sistema plurale dove una quota di servizi a gestione direttamente pubblica rimanga, punto di riferimento di qualità. Plurali si ha da essere, sia gareggiando, sul piano dell’efficienza, sia integrandosi, nella formazione comune degli operatori ad esempio. E’ necessario, soprattutto dove si fa educazione, non passare nel tritacarne il patrimonio storico e soprattutto la responsabilità futura del pubblico. Ma queste sono vecchie ubbie, ci dice la testa giovane e fresca dell’On Garagnani.
"Volete una buona scuola? Oggi, con la crisi?” -Ci rispondono altre algide colonne dell’ignoranza- “Ma allora rivolete il comunismo. Ma allora ditelo!"
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Si dice che Bologna debba diventare così. “E' finita la gabbia del consociativismo” e molti hanno già deciso di stare con il domatore, con chi ha la frusta in mano. La tigre, incanutita, non fa tendenza.
Per la verità il Sindaco Merola, l'Assessore Pillati, tutti gli amministratori dei nostri Comuni, con le gambe tagliate da Tremonti, stanno cercando le vie per “tenere” i servizi pubblici, con l'aiuto degli interlocutori possibili, e credibili -aggiungeremmo noi.
Chi è più credibile, il privato sociale di migliore esperienza, esige -proprio lui- un ente pubblico che non sia solo un carabiniere, che faccia l’appalto e poi si limiti al controllo d’ufficio, vuole un sistema plurale dove una quota di servizi a gestione direttamente pubblica rimanga, punto di riferimento di qualità. Plurali si ha da essere, sia gareggiando, sul piano dell’efficienza, sia integrandosi, nella formazione comune degli operatori ad esempio. E’ necessario, soprattutto dove si fa educazione, non passare nel tritacarne il patrimonio storico e soprattutto la responsabilità futura del pubblico. Ma queste sono vecchie ubbie, ci dice la testa giovane e fresca dell’On Garagnani.
"Volete una buona scuola? Oggi, con la crisi?” -Ci rispondono altre algide colonne dell’ignoranza- “Ma allora rivolete il comunismo. Ma allora ditelo!"
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
martedì 27 settembre 2011
COLPEVOLE, UNA PAROLA CHE CI FA PAURA.
In Italia non ci sono colpevoli. I mostri in prima pagina fanno poca notizia, evidentemente. Meglio una rissa mediatica fra innocentisti e colpevolisti. La notizia si ripete e si rinnova, pagine e pagine, ore ed ore.
Hai massacrato un bambino, tuo figlio, a colpi di zoccolo? Chissà forse l'assassina è la vicina di casa, invidiosa e malocchiante, o il lattaio, il postino, la nonnina delle mistocchine. Hai ucciso una intera famiglia, perchè ti irritava il loro parlare ed il loro fiato, ti era scandalo un riso, una porta aperta sul tuo pianerottolo? Ma avevano mischiato il sangue, il sopravvissuto è un poco di buono, chi siamo noi per giudicare?
Hai torturato fino alla morte una povera ragazza, una studentessa , curiosa, ingenua? Hai spezzato una vita, hai protetto il tuo laido esplodere accusando in innocente? Ma siamo poi sicuri?
Perfino Hillary Clinton ne dubita. Meglio montare la lurida panna all'infinito.
Sono stato a Perugia, il fine settimana, per la Marcia della Pace che conduce tutti gli anni alla rocca di Assisi. Pare che nella piana umbra meravigliosa, nella terra dello spirito e del dialogo con gli uomini, gli uccelli ed i lupi si aggirino mostri, immagini rovesciate dallo specchio di Jeckill. Quello specchio dove la santità dello scienziato, la perla del cuore umano si riscopriva rovesciata, vinta da un male assoluto, imprigionato a stento, prima, nel pensiero, nella coscienza, nella vita quotidiana. Viene in mente pensando a quel Trasimeno dove sappiamo giacere il segreto del mostro di Firenze. Viene in mente guardando gli occhi dei protagonisti, dei trucidatori di Meredith.
Ce li descrivono enigmatici, noi li vediamo ferini. Occhi di una tigre che gode del sangue, e che ha gia assolto il suo uccidere. Hanno la bellezza giovane dei corpi, quelli che invidiamo quanto sentiamo i passi rapidi dei ragazzi nelle nostre scale. Li indicano infantili, racchiusi nei capelli morbidi, ancori memori dell'infanzia e del gioco. Ricordiamo descrizioni analoghe di Mambro e Fioravanti.
Non sappiamo come andrà- a finire, nel gioco dei processi e degli appelli, delle Assise e delle revisioni. Non sappiamo nulla. Ma il delitto fu. Nessuno grida, nessuno rivendica per chi fu ucciso. Questo non possiamo dire di non saperlo, non riusciamo a dimenticarlo.
"Sardegna quotidiano" 28 Settembre 2011
Hai massacrato un bambino, tuo figlio, a colpi di zoccolo? Chissà forse l'assassina è la vicina di casa, invidiosa e malocchiante, o il lattaio, il postino, la nonnina delle mistocchine. Hai ucciso una intera famiglia, perchè ti irritava il loro parlare ed il loro fiato, ti era scandalo un riso, una porta aperta sul tuo pianerottolo? Ma avevano mischiato il sangue, il sopravvissuto è un poco di buono, chi siamo noi per giudicare?
Hai torturato fino alla morte una povera ragazza, una studentessa , curiosa, ingenua? Hai spezzato una vita, hai protetto il tuo laido esplodere accusando in innocente? Ma siamo poi sicuri?
Perfino Hillary Clinton ne dubita. Meglio montare la lurida panna all'infinito.
Sono stato a Perugia, il fine settimana, per la Marcia della Pace che conduce tutti gli anni alla rocca di Assisi. Pare che nella piana umbra meravigliosa, nella terra dello spirito e del dialogo con gli uomini, gli uccelli ed i lupi si aggirino mostri, immagini rovesciate dallo specchio di Jeckill. Quello specchio dove la santità dello scienziato, la perla del cuore umano si riscopriva rovesciata, vinta da un male assoluto, imprigionato a stento, prima, nel pensiero, nella coscienza, nella vita quotidiana. Viene in mente pensando a quel Trasimeno dove sappiamo giacere il segreto del mostro di Firenze. Viene in mente guardando gli occhi dei protagonisti, dei trucidatori di Meredith.
Ce li descrivono enigmatici, noi li vediamo ferini. Occhi di una tigre che gode del sangue, e che ha gia assolto il suo uccidere. Hanno la bellezza giovane dei corpi, quelli che invidiamo quanto sentiamo i passi rapidi dei ragazzi nelle nostre scale. Li indicano infantili, racchiusi nei capelli morbidi, ancori memori dell'infanzia e del gioco. Ricordiamo descrizioni analoghe di Mambro e Fioravanti.
Non sappiamo come andrà- a finire, nel gioco dei processi e degli appelli, delle Assise e delle revisioni. Non sappiamo nulla. Ma il delitto fu. Nessuno grida, nessuno rivendica per chi fu ucciso. Questo non possiamo dire di non saperlo, non riusciamo a dimenticarlo.
"Sardegna quotidiano" 28 Settembre 2011
mercoledì 14 settembre 2011
Intervista a Radio Red-Io sulla giornata per il Referendum anti-Porcellum
Festa dell'Unità di Bologna 2011. "Comizi per una firma".
Alessandro Cerra intervista Davide Ferrari.
http://www.red-io.org/podcasting/speciale-festa-dellunita/14settembre
Alessandro Cerra intervista Davide Ferrari.
http://www.red-io.org/podcasting/speciale-festa-dellunita/14settembre
sabato 3 settembre 2011
E firmano, gli ingrati.
Il contrario
di Davide Ferrari
Il 25 Aprile ho sempre tante cose da fare, invece l'ideologia, i tardo antifascisti, addirittura la Repubblica sempre me lo impediscono.
Vorrei rispondere alla posta, fare qualche telefonata, per dire. Invece non si può. Ogni anno la banda in piazza, il tempo che passa e le carte sul tavolo che si accumulano.
Non lamentiamoci poi se la produttività cala, se le “tigri” asiatiche guadagnano terreno. Se penso a quante bamboline, a quanti rasoi da naso possono fabbricare i cinesi in un giorno intero mi sento mancare.
Bene hanno fatto Tremonti e Berlusconi ad abolire le festività civili, democratiche, del lavoro. Con quel che costa mantenere il senso di responsabilità dei parlamentari di maggioranza, bisogna lavorare, lavorare sempre.
Invece tanti firmano e firmano, contro.
Ingrati. Ha ragione il Presidente. Il nostro è un paese di rifiuti organici, da abbandonare al suo destino.
Cincinnato, lasciato il potere, tornava ai campi, Garibaldi via!-fuggiva a Caprera appena gli era possibile. Non sappiamo dove andrà Lui. Ma è nostro dovere insistere affinchè possa realizzare il suo desiderio di rinfrancarsi, in un paese nuovo e diverso, lontano, un continente magari, fatto interamente di Ville Certose e di Certosine.
L'Unità Emilia-Romagna 3 Settembre 2011
di Davide Ferrari
Il 25 Aprile ho sempre tante cose da fare, invece l'ideologia, i tardo antifascisti, addirittura la Repubblica sempre me lo impediscono.
Vorrei rispondere alla posta, fare qualche telefonata, per dire. Invece non si può. Ogni anno la banda in piazza, il tempo che passa e le carte sul tavolo che si accumulano.
Non lamentiamoci poi se la produttività cala, se le “tigri” asiatiche guadagnano terreno. Se penso a quante bamboline, a quanti rasoi da naso possono fabbricare i cinesi in un giorno intero mi sento mancare.
Bene hanno fatto Tremonti e Berlusconi ad abolire le festività civili, democratiche, del lavoro. Con quel che costa mantenere il senso di responsabilità dei parlamentari di maggioranza, bisogna lavorare, lavorare sempre.
Invece tanti firmano e firmano, contro.
Ingrati. Ha ragione il Presidente. Il nostro è un paese di rifiuti organici, da abbandonare al suo destino.
Cincinnato, lasciato il potere, tornava ai campi, Garibaldi via!-fuggiva a Caprera appena gli era possibile. Non sappiamo dove andrà Lui. Ma è nostro dovere insistere affinchè possa realizzare il suo desiderio di rinfrancarsi, in un paese nuovo e diverso, lontano, un continente magari, fatto interamente di Ville Certose e di Certosine.
L'Unità Emilia-Romagna 3 Settembre 2011
sabato 27 agosto 2011
Davide Ferrari presenta il programma della Festa dell'Unità di Bologna.
Con Daniela Vannini, Raffaele Donini, Lele Roveri, Raffaele Persiano.
https://www.facebook.com/photo?fbid=1874440551639&set=a.1874439351609
sabato 30 luglio 2011
Nozze gay. Turismo obbligatorio.
Matteo e Matteo. Cavalieri e Giorgini convolano a giuste nozze. I blog rimbalzano la notizia delle prime nozze gay italiane, a New York. E' un capitolo di una serie di prime nozze. Già annunciato, sempre da Bologna, un'altro viaggio matrimoniale: Sergio Lo Giudice e Michele Giarratano, presto a Oslo, 2000 chilometri per avere il diritto di dirsi sì. Un turismo matrimoniale in pieno sviluppo. Forse, per le coppie alla fine dei conti può risultarne un risparmio: la luna di miele tutt'uno col nozzo. Ma sono guai per la bilancia dei pagamenti, Tremonti dovrebbe reagire e lo Stato Italiano riflettere. Esportare cittadini, per una delle cose più naturali in vita, è il segno di una arretratezza che la nostra società non merita. Lo Stato, appunto. Da noi è una categoria liquida, se non gassosa. Qui le colonne di acciaio sono sempre state altre: il confessionalismo, il particolarismo, persino l'antagonismo. La statualità scolorisce, con i doveri ed i diritti. Le conquiste civili si attendono, da decenni, e la laicità è un lusso di pochi, incattiviti dalle sconfitte. Non meraviglia che su questi temi il confronto diventi scontro. Chi non è considerato un cittadino, ma un bizzarro accessorio o peggio, non può ammettere duttilità ai suoi rappresentanti, esige invece granitica durezza. “Gli altri di là, noi di qua”. E' qui la radice della vicenda della mancata presidenza a Silvia Noè in Regione. I muri si superano, le culture si mescolano, sulla base del rispetto. Se manca, tutto scivola nell'inaccettabile. Noè e Garagnani, Buttiglione e Giovanardi, piacerebbe un dì, trovarsi testimoni con loro ad uno di questi sposalizi. Fino a quel momento ogni vicinanza, per qualcuno, è sofferenza, è legittimazione dell'ingiustizia. La politica, la nostra, non può tardare oltre nell'accorgersene.
"Il contrario" Rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
30 Luglio 2011
"Il contrario" Rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
30 Luglio 2011
giovedì 28 luglio 2011
Al sole e ai flash. L'amore di Barbara e Pato.
E' notizia fresca. Nello yacht, Barbara Berlusconi e Alexandre Pato esibiscono ai fotografi un amore incondizionato.
Sono lontani da occhi indiscreti, dicono le didascalie degli innumeri scatti. Come i famosi di quell'isola dove si passa la prova del digiuno e della solitudine selvaggia alla luce di mille riflettori, i due ragazzi non hanno paura di esporsi. Fra bodyguards e paparazzi nautici sono a loro agio come ai mortali capita solo nelle usuali stanze domestiche.
Si avvicina la trasferta del Milan a Pechino ma Barbara è più importante per il giovanissimo campione. Per Lui, Lei ha rinunciato a un lungo amore con il padre dei suoi due figli. Insomma è una cosa seria.
Ne siamo lieti. La vasta pubblicità impedirà di dover inseguire Fabrizio Corona per evitare scoop non graditi. Tutto per il meglio. La storia ci ricorda un antico amore tra una miliardaria e un calciatore. Anni '60, la contessina Giovanna Augusta, erede di elicotteri e moto imbattibili, e il footballeur Josè Germano, anche lui brasiliano e del Milan. Una love story, quella, forse, più trasgressiva, coraggiosa per l'epoca e il colore della pelle dell'attaccante. Babbo Agusta era contrarissimo. Dai e dai la famiglia elicotteristica e l'implacabile logica delle cose ebbero il sopravvento. Germano dopo un breve matrimonio tornò in Brasile. Gli impegni coniugali e mondani, le liti che possiamo supporre, la cattiveria del popolino, tutto congiurò. I gol smisero di arrivare, la carriera divenne un rimpianto. Si rifece una vita in una lontana fattoria. Chissà se Pato ama la campagna? Oggi il connubio fa meno paura, veline e calciatori sono nella vita di una lunghissima serie di buone famiglie. Pato, inoltre, pur ancora giovanissimo, sembra più forte del povero Josè. I baci e le carezze lo distrarranno ma il suo talento è tale che ne resterà a sufficienza per confermarsi campione. Almeno lo auguriamo. Il babbo di Barbara ha ben altri problemi e tanto da farsi perdonare. Non cercherà su Google terreni coltivalii per evitare che Alexandre diventi suo genero.
Nonostante lo yacht galeotto navighi, così ci informano, prodighi, i rotocalchi:”nell'azzurro mare della Costa Smeralda, di fronte a Villa Certosa”, anche il bunga bunga non dovrebbe essere un problema. Pato è troppo giovane per essere invitato. Lo terranno alla larga. Maschi sotto i '70 in certe ville, Nicole non li fa entrare.
Mala Lingua
rubrica di Davide Ferrari
su "Sardegna quotidiano"
28 Luglio 2011
Sono lontani da occhi indiscreti, dicono le didascalie degli innumeri scatti. Come i famosi di quell'isola dove si passa la prova del digiuno e della solitudine selvaggia alla luce di mille riflettori, i due ragazzi non hanno paura di esporsi. Fra bodyguards e paparazzi nautici sono a loro agio come ai mortali capita solo nelle usuali stanze domestiche.
Si avvicina la trasferta del Milan a Pechino ma Barbara è più importante per il giovanissimo campione. Per Lui, Lei ha rinunciato a un lungo amore con il padre dei suoi due figli. Insomma è una cosa seria.
Ne siamo lieti. La vasta pubblicità impedirà di dover inseguire Fabrizio Corona per evitare scoop non graditi. Tutto per il meglio. La storia ci ricorda un antico amore tra una miliardaria e un calciatore. Anni '60, la contessina Giovanna Augusta, erede di elicotteri e moto imbattibili, e il footballeur Josè Germano, anche lui brasiliano e del Milan. Una love story, quella, forse, più trasgressiva, coraggiosa per l'epoca e il colore della pelle dell'attaccante. Babbo Agusta era contrarissimo. Dai e dai la famiglia elicotteristica e l'implacabile logica delle cose ebbero il sopravvento. Germano dopo un breve matrimonio tornò in Brasile. Gli impegni coniugali e mondani, le liti che possiamo supporre, la cattiveria del popolino, tutto congiurò. I gol smisero di arrivare, la carriera divenne un rimpianto. Si rifece una vita in una lontana fattoria. Chissà se Pato ama la campagna? Oggi il connubio fa meno paura, veline e calciatori sono nella vita di una lunghissima serie di buone famiglie. Pato, inoltre, pur ancora giovanissimo, sembra più forte del povero Josè. I baci e le carezze lo distrarranno ma il suo talento è tale che ne resterà a sufficienza per confermarsi campione. Almeno lo auguriamo. Il babbo di Barbara ha ben altri problemi e tanto da farsi perdonare. Non cercherà su Google terreni coltivalii per evitare che Alexandre diventi suo genero.
Nonostante lo yacht galeotto navighi, così ci informano, prodighi, i rotocalchi:”nell'azzurro mare della Costa Smeralda, di fronte a Villa Certosa”, anche il bunga bunga non dovrebbe essere un problema. Pato è troppo giovane per essere invitato. Lo terranno alla larga. Maschi sotto i '70 in certe ville, Nicole non li fa entrare.
Mala Lingua
rubrica di Davide Ferrari
su "Sardegna quotidiano"
28 Luglio 2011
sabato 16 luglio 2011
"Tutti i dubbi nel galeone"
Il “nuovo” palazzo del Comune di Bologna ricorda un galeone.
L'ala che lo sovrasta è bella, non leggera però, è la vela di una nave da carico, non l'agile tela di una feluca.
Il resto è moderno, e banale. Non brutto, nemmeno bellissimo.
Fu Guazzaloca a credere molto nel progetto, nell'idea di farlo subito, in fretta e in un posto visibile. Doveva sfidare i secoli, cambiare l'immagine di Bologna, troppo rotonda, immobile come un certosino nello stomaco.
Fare, fare, fare! Progettare insieme con il privato esecutore, coordinarsi, coinvolgere i dipendenti e magari anche associazioni dei futuri utenti-clienti (cioè tutti noi)? Tutte ubbie, parevano. E’ sortita un'opera di rilevanza, probabilmente sana nel grosso, in forse nel dettaglio. Un dettaglio che però determina se in quel palazzo si può lavorare senza rischio.
Il Sindaco ha fatto benissimo a sospendere il lavoro negli uffici. Certo, un atto così evidente di responsabilità si è tagliato alle spalle tutti i ponti di una gestione silenziata, rassicurante, omertosa della vicenda. Ora tutti vogliono sapere. Si può stare tranquilli? Si può respirare e bere senza timore? "Legionella?" "Saranno stati i militari. Provano la guerra coi batteri!" Così due anziane signore, nel Bus. Colpo di calore? No è la normalità dell'oggi. Si sbriglia, si svola. Se si scoperchia una paura.
L'Unità Emilia-Romagna
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'ala che lo sovrasta è bella, non leggera però, è la vela di una nave da carico, non l'agile tela di una feluca.
Il resto è moderno, e banale. Non brutto, nemmeno bellissimo.
Fu Guazzaloca a credere molto nel progetto, nell'idea di farlo subito, in fretta e in un posto visibile. Doveva sfidare i secoli, cambiare l'immagine di Bologna, troppo rotonda, immobile come un certosino nello stomaco.
Fare, fare, fare! Progettare insieme con il privato esecutore, coordinarsi, coinvolgere i dipendenti e magari anche associazioni dei futuri utenti-clienti (cioè tutti noi)? Tutte ubbie, parevano. E’ sortita un'opera di rilevanza, probabilmente sana nel grosso, in forse nel dettaglio. Un dettaglio che però determina se in quel palazzo si può lavorare senza rischio.
Il Sindaco ha fatto benissimo a sospendere il lavoro negli uffici. Certo, un atto così evidente di responsabilità si è tagliato alle spalle tutti i ponti di una gestione silenziata, rassicurante, omertosa della vicenda. Ora tutti vogliono sapere. Si può stare tranquilli? Si può respirare e bere senza timore? "Legionella?" "Saranno stati i militari. Provano la guerra coi batteri!" Così due anziane signore, nel Bus. Colpo di calore? No è la normalità dell'oggi. Si sbriglia, si svola. Se si scoperchia una paura.
L'Unità Emilia-Romagna
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
“Soffriamo: è vacanza”
La vacanza dell’oggi, tutti lo sanno, è breve, si alterna al lavoro, non lo cancella. Dura due giorni, anche poche ore. Mordi e fuggi, si dice. E chi i denti non li ha più? Essere d’età e imitare i giovanissimi: un dovere, una necessità. Per loro erano le transumanze orarie, il nomadismo del weekend. Oggi, i soldi sono a zero, il ritmo inesorabile, il soffio bruciante della vacanza breve tocca a tutti. Le ore della partenza, il consumo sfrenato dopo l’ammaraggio, le tristi considerazioni sugli euro andati in vapore, la ricerca di un po’ di sonno, il pomeriggio, se le veneziane si chiudono, la sera, la notte, le zanzare, il rientro. Ogni tappa, un martirio, come nelle Stazioni della Via Crucis.
Io posso vantare flagellazioni ulteriori. Il vicino d’ombrellone creativo: “Ferrari: se aumentassero lo spessore del vetro delle bottigliette di Coca Cola? Mettere meno bevanda e abbassare i prezzi. Contro la crisi. Le che ne dice?”
E’ un baby boomer, si sa, a loro l’infanzia non termina mai.
Le nostre compagne hanno i figli lontani, non sono nonne, ancora, ritornano mamme con noi. Ci danno i tempi.
Proviamo a resistere. “No, io fino a che non ho tolto tutta la sabbia fra le calze e le scarpe non mi alzo. Vai pure tu se vuoi”. E’ la più intima nostra necessità, seduti nella linea assolata fra la spiaggia e le mattonelle del viale. Se non la capisce a che servono le gioie famigliari?
Ci vendicano le loro amiche. Lettrici di “ Chi” e di “Novella”. “Hai saputo? Peperlizia Ponti era la figlia, e per quello hanno chiamato così...”
E’ pizza sul lungomare. La sera. E’ già l’ora di decidere la via del ritorno.
Quando rientrare? "Lascia stare. So io come si fa" . Sarà Autostrada, 42 gradi. Fermi. “Dai, non potevo saperlo. A tuo fratello, la settimana scorsa è andata peggio!”
Solo a casa la pace, o quel che le assomiglia. La dieta.
Un bicchierino di birra analcolica, un pasticcino all'aspartame, un purè di frutta tropicale inscatolato in Macedonia (e dove se no?), e a cena 2 o 3 Hamburgher surgelati del discount...la vita non è poi così brutta.
Però i vicini di casa, più ricchi, più oltre di noi- mi dici- andranno –per quindici giorni!- in vacanza. In un castello, ad ascoltare Cacciari e Monsignor Ravasi. In questo Luglio. Aveva ragione Calindri, in quel Carosello, magnifico leggere il giornale, seduti in mezzo al traffico cittadino.
"Sardegna. Quotidiano", 16 Luglio 2011
www.davideferrari2000.blogspot.com
Io posso vantare flagellazioni ulteriori. Il vicino d’ombrellone creativo: “Ferrari: se aumentassero lo spessore del vetro delle bottigliette di Coca Cola? Mettere meno bevanda e abbassare i prezzi. Contro la crisi. Le che ne dice?”
E’ un baby boomer, si sa, a loro l’infanzia non termina mai.
Le nostre compagne hanno i figli lontani, non sono nonne, ancora, ritornano mamme con noi. Ci danno i tempi.
Proviamo a resistere. “No, io fino a che non ho tolto tutta la sabbia fra le calze e le scarpe non mi alzo. Vai pure tu se vuoi”. E’ la più intima nostra necessità, seduti nella linea assolata fra la spiaggia e le mattonelle del viale. Se non la capisce a che servono le gioie famigliari?
Ci vendicano le loro amiche. Lettrici di “ Chi” e di “Novella”. “Hai saputo? Peperlizia Ponti era la figlia, e per quello hanno chiamato così...”
E’ pizza sul lungomare. La sera. E’ già l’ora di decidere la via del ritorno.
Quando rientrare? "Lascia stare. So io come si fa" . Sarà Autostrada, 42 gradi. Fermi. “Dai, non potevo saperlo. A tuo fratello, la settimana scorsa è andata peggio!”
Solo a casa la pace, o quel che le assomiglia. La dieta.
Un bicchierino di birra analcolica, un pasticcino all'aspartame, un purè di frutta tropicale inscatolato in Macedonia (e dove se no?), e a cena 2 o 3 Hamburgher surgelati del discount...la vita non è poi così brutta.
Però i vicini di casa, più ricchi, più oltre di noi- mi dici- andranno –per quindici giorni!- in vacanza. In un castello, ad ascoltare Cacciari e Monsignor Ravasi. In questo Luglio. Aveva ragione Calindri, in quel Carosello, magnifico leggere il giornale, seduti in mezzo al traffico cittadino.
"Sardegna. Quotidiano", 16 Luglio 2011
www.davideferrari2000.blogspot.com
sabato 9 luglio 2011
I rifiuti e noi.
Arrivano. Sono i rifiuti, sono di Napoli. Noi, dell'Emilia-Romagna li prendiamo. Noi siamo italiani.
Mi dispiace per Beppe Grillo, ma non siamo uguali agli altri. Gli altri, quelli di Napoli non li vogliono. Noi non li vorremmo ma facciamo il nostro dovere.
La Lega? Non è vero sia contro i rifiuti. Lassù hanno macinato di tutto e molto hanno mandato, di proprio, qua e la'. Non vogliono i napoletani, questo è il punto, e non si sa mai che, accompagnando le ecoballe, non ne arrivi qualcuno anche qua.
Il PDL? Al Sud dice che è colpa del Nord, al Nord che è colpa del Sud. Sperano che nessuno, e dal Nord e dal Sud, vada al mare nelle stesse spiagge del Centro, se no son dolori.
Partiti minori? Opinione “Non pervenuta”, come si diceva per le temperature degli osservatori meteo più lontani o distratti.
“Noi ci prendiamo il rusco, ma tanto poi i marucain mica ci votano. Tutti democristian, tutti dietro al prit.” E' Tugnen al “Benassi”. L'ho svegliato. “Tugnen, ma a Napoli vinciamo noi, più o meno, e la DC non c'è più”. “C' hai ragione, oggi c'è Berlusconi. Lui i sacchetti li metteva ad Arcore. Ma le ville sono piene di Ruby, e come fa?” “Intanto-sibila una signora al bar- l'immondizia la sentiremo noi. Con questo naso!” e se lo stringe, tra pollice e indice.
“E' di origine barese”, m' informano subito, i maliziosi. “Di Forza Italia: da sempre”. Lei, con, Napoli non c'entra.
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
l'Unità Emilia-Romagna
Mi dispiace per Beppe Grillo, ma non siamo uguali agli altri. Gli altri, quelli di Napoli non li vogliono. Noi non li vorremmo ma facciamo il nostro dovere.
La Lega? Non è vero sia contro i rifiuti. Lassù hanno macinato di tutto e molto hanno mandato, di proprio, qua e la'. Non vogliono i napoletani, questo è il punto, e non si sa mai che, accompagnando le ecoballe, non ne arrivi qualcuno anche qua.
Il PDL? Al Sud dice che è colpa del Nord, al Nord che è colpa del Sud. Sperano che nessuno, e dal Nord e dal Sud, vada al mare nelle stesse spiagge del Centro, se no son dolori.
Partiti minori? Opinione “Non pervenuta”, come si diceva per le temperature degli osservatori meteo più lontani o distratti.
“Noi ci prendiamo il rusco, ma tanto poi i marucain mica ci votano. Tutti democristian, tutti dietro al prit.” E' Tugnen al “Benassi”. L'ho svegliato. “Tugnen, ma a Napoli vinciamo noi, più o meno, e la DC non c'è più”. “C' hai ragione, oggi c'è Berlusconi. Lui i sacchetti li metteva ad Arcore. Ma le ville sono piene di Ruby, e come fa?” “Intanto-sibila una signora al bar- l'immondizia la sentiremo noi. Con questo naso!” e se lo stringe, tra pollice e indice.
“E' di origine barese”, m' informano subito, i maliziosi. “Di Forza Italia: da sempre”. Lei, con, Napoli non c'entra.
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
l'Unità Emilia-Romagna
Tute blu e grembiuli verdi.
"Omsa che gambe!". Era Carosello, la mite pubblicità dell'Italia del boom. Si scopriva la bellezza del consumo e si strizzava, un poco, l'occhio. Oggi l'OMSA è un simbolo della crisi. A Bologna, la Festa dei 110 anni della Fiom, con Santoro, ha invitato le operaie OMSA di Faenza. Le tute blu abbracciano i loro grembiuli verdi. Qualcuno ha paragonato l'OMSA alla Fiat. Entrambe hanno usato la delocalizzazione "contro" i lavoratori. Alla Fiat, come minaccia per accettare un lavoro a condizioni peggiori, all’Omsa come motivo per chiudere, tout court. In Emilia siamo abituati a conflitti mediati, dove lungimiranza e riformismo sono resi possibili da un welfare generoso e intelligente. La Festa Fiom è una vetrina di contrasti. Spesso il carattere di questo sindacato porta a dissonanze con chi rappresenta politicamente lo stesso mondo. Cerchiamo, tuttavia, di guardare in faccia la realtà. I precari, certo, i giovani, i "differenti". Non solo. E' la struttura del lavoro, civile e dignitoso, che scricchiola e cede. Le vie più adatte per assumere il tema, senza minoritarismi, si vedranno. Intanto aprire gli occhi. Questa Festa parla a noi, alla città ed all'Emilia.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
18 Giugno 2011
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
18 Giugno 2011
sabato 2 luglio 2011
Tremonti per noi. “Disparo” e antipatico.
L’Emilia-Romagna , questo fortunato diagonalone, da Rimini a Piacenza, ha
l’abitudine di organizzare servizi molteplici e costosi.
Qui le Leggi Finanziarie si sentono. Forse per questo, a sentire le voci nei capannelli di piazza, il Ministro Tremonti e le sue sorti non ricevono le medesime simpatie che invece i giornali del “rigore a tutti i costi” scrivono di registrare.
“E’ un eroe” –dicono- “che volete di più? Diserta i “bunga bunga”. Addirittura è alternativo a Berlusconi”. E’ un vizio, ammettiamolo, noi al suono del nome del Ministro pensiamo subito alla scuola avvilita, al tempo pieno dimenticato, alle liste di attesa.
Le sue lenti umbertine , la sua erre aristocratica non bastano a rassicurarci. Dove altri vedono la ferrea logica noi vediamo l’astuzia, dove si descrive la sapienza noi leggiamo l’insidia.
Sarà questione di pelle. Saremo noi a sbagliare.
Tuttavia la “manovra” ultima ci conferma la nostra avversione.
Pagheremo, e di più pagheremo quando al Governo ci sarà, forse, qualcun altro. E’ una finanziaria testamentale, fatta da un padre che odia gli eredi. Già lo vediamo, riconciliato con gli stracquadani ed i quagliarielli, aizzare gli scontenti dei tagli ai servizi dei Comuni, già sentiamo la sibilante pronuncia con cui martirizzerà il successore.
Ha studiato da scienziato, sulle sudate carte l’ombra della gloria di Quintino Sella e di Luigi Einaudi, ma la vera vocazione era quella di un Ministro arrangione e “disparo”. Nel suo girone troverà finanzieri borbonici e romani, non illuminati di Baviera o ufficiali di stato savoiardi.
Lo chiedessero a noi le malebolge sarebbero quelle più nere, quelle dei senza pietà, peggio quelle degli antipatici.
"Il contrario”
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Sabato 2 Luglio 2011
l’abitudine di organizzare servizi molteplici e costosi.
Qui le Leggi Finanziarie si sentono. Forse per questo, a sentire le voci nei capannelli di piazza, il Ministro Tremonti e le sue sorti non ricevono le medesime simpatie che invece i giornali del “rigore a tutti i costi” scrivono di registrare.
“E’ un eroe” –dicono- “che volete di più? Diserta i “bunga bunga”. Addirittura è alternativo a Berlusconi”. E’ un vizio, ammettiamolo, noi al suono del nome del Ministro pensiamo subito alla scuola avvilita, al tempo pieno dimenticato, alle liste di attesa.
Le sue lenti umbertine , la sua erre aristocratica non bastano a rassicurarci. Dove altri vedono la ferrea logica noi vediamo l’astuzia, dove si descrive la sapienza noi leggiamo l’insidia.
Sarà questione di pelle. Saremo noi a sbagliare.
Tuttavia la “manovra” ultima ci conferma la nostra avversione.
Pagheremo, e di più pagheremo quando al Governo ci sarà, forse, qualcun altro. E’ una finanziaria testamentale, fatta da un padre che odia gli eredi. Già lo vediamo, riconciliato con gli stracquadani ed i quagliarielli, aizzare gli scontenti dei tagli ai servizi dei Comuni, già sentiamo la sibilante pronuncia con cui martirizzerà il successore.
Ha studiato da scienziato, sulle sudate carte l’ombra della gloria di Quintino Sella e di Luigi Einaudi, ma la vera vocazione era quella di un Ministro arrangione e “disparo”. Nel suo girone troverà finanzieri borbonici e romani, non illuminati di Baviera o ufficiali di stato savoiardi.
Lo chiedessero a noi le malebolge sarebbero quelle più nere, quelle dei senza pietà, peggio quelle degli antipatici.
"Il contrario”
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Sabato 2 Luglio 2011
lunedì 13 giugno 2011
Un'Italia più pulita, più libera, più pubblica.
"E' un giorno, questo, che ricorderemo. Hanno
vinto i cittadini. Si deve sperare, ci si può impegnare per
un'Italia più pulita, più libera, più pubblica"."Le
conseguenze politiche, dopo questo voto e le recentissime
amministrative, sono altrettanto chiare. Silvio Berlusconi
non ha il sostegno dei cittadini. Il suo Governo è un
residuato della fase precedente, sorretto solo da interessi
economici e personali. L'Italia vuole sbarazzarsene, al più
presto".
Davide Ferrari, nota stampa.
vinto i cittadini. Si deve sperare, ci si può impegnare per
un'Italia più pulita, più libera, più pubblica"."Le
conseguenze politiche, dopo questo voto e le recentissime
amministrative, sono altrettanto chiare. Silvio Berlusconi
non ha il sostegno dei cittadini. Il suo Governo è un
residuato della fase precedente, sorretto solo da interessi
economici e personali. L'Italia vuole sbarazzarsene, al più
presto".
Davide Ferrari, nota stampa.
sabato 11 giugno 2011
"Smettila, parliamo davvero di scuola".
La scuola. Non c'è nulla di più distante dalle menti di chi “è” qualcuno, anche in politica. Te ne occupi per anni e nessuno, nell'ambiente, lo sa. Tuttavia, con un ciclico andamento, che segue il ritmo delle macchie solari, c'è un argomento che trasforma tutti in appassionati, tutti in sapienti. E' il tema del confronto, o del dissidio, pubblico-privato, laico-ecclesiale. Giungi al colle Vaticano e tutti vorranno dire la loro.
Guardiamo in casa nostra. Una stimata opinionista liberal ha scritto che siccome Piero Fassino, che è venuto su bene ed ha anche vinto le elezioni a Torino, ha studiato dai Gesuiti, bisogna finanziare a Bologna le scuole promosse dagli Enti religiosi.
Dall'altra parte, più numerosa, chi guarda ai genitori in movimento, ha la sentenza sulla bocca. L'articolo 33 della Costituzione impedisce un solo soldo ai “privati”. Tutto il volume di fuoco si scarica sull'avversario senza alcun riferimento ai bambini ed alle loro famiglie.
A Settembre, o il Comune proroga alle private paritarie,convenzionate con lui da quindici anni, il pattuito oppure è in forse l'anno scolastico per un terzo dei bimbi da 3 a 6 anni. Interessa?
Arriva la terza ondata di tagli alla scuola pubblica. Questa volta la nostra scuola per tutti diventa un ricordo. Interessa? Come si vede le colonne d'Ercole dove passare sono già altissime e sempre più strette. Anche un pubblicista in carriera, anche un politico emergente deve avere un cuore. “Dai smettila, parliamo davvero di scuola. Parliamo dei tuoi figli”.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Guardiamo in casa nostra. Una stimata opinionista liberal ha scritto che siccome Piero Fassino, che è venuto su bene ed ha anche vinto le elezioni a Torino, ha studiato dai Gesuiti, bisogna finanziare a Bologna le scuole promosse dagli Enti religiosi.
Dall'altra parte, più numerosa, chi guarda ai genitori in movimento, ha la sentenza sulla bocca. L'articolo 33 della Costituzione impedisce un solo soldo ai “privati”. Tutto il volume di fuoco si scarica sull'avversario senza alcun riferimento ai bambini ed alle loro famiglie.
A Settembre, o il Comune proroga alle private paritarie,convenzionate con lui da quindici anni, il pattuito oppure è in forse l'anno scolastico per un terzo dei bimbi da 3 a 6 anni. Interessa?
Arriva la terza ondata di tagli alla scuola pubblica. Questa volta la nostra scuola per tutti diventa un ricordo. Interessa? Come si vede le colonne d'Ercole dove passare sono già altissime e sempre più strette. Anche un pubblicista in carriera, anche un politico emergente deve avere un cuore. “Dai smettila, parliamo davvero di scuola. Parliamo dei tuoi figli”.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Referendum
Sei qui con me, la polvere non
lascia la strada, i libri, la sedia,
il legno della finestra
Sei qui, chiedi del voto,
la primavera è muta,
stretta dei soldi da dare
tutta la notte la testa fra le mani.
Chiedi del voto, come se
nulla fosse più lontano
e pure il tuo sguardo
ha svoltato, dicono
non c'è nessuno da odiare
nessuno felice da invidiare
tieni gli occhi bassi, dicono.
E tu, ed io, senza dare
la mano a nessuno.
L'acqua, la forza, la legge,
quello che deve
fare chi tutto può
fare, lascialo sul tavolo
della mensa dicono
nelle carte piegate
sul banco della cucina
lascialo dove tu sei
con Dio e il cielo, le
striscie gialle e le nuvole,
e tutto lascia a chi ha.
Io credo che un giorno
senza che sia più lenta la pena
senza speranza, con la testa
che è come è rimasta
dirò di no, e tu con me
guardando i miei pensieri
che tempo e tempo
non ti dicevo, e andrò
Io a votare per l'acqua mia
già sporca di un sale che uccide
io a votare perchè il motore
giri senza tagliarmi il petto
io a votare perchè il ludro
abbia la stessa legge, io
senza lasciare una pena
senza speranza, con la testa
che è come è rimasta
io, muovo il braccio
ed il fianco, io andrò.
Davide Ferrari
giovedì 9 giugno 2011
Scuole dell' infanzia paritarie convenzionate e Comune. Parole chiare.
"Le convenzioni fra il Comune di Bologna ed alcuni Istituti scolastici paritari riguardano esclusivamente le scuole dell'infanzia. In questo settore l'offerta 'privata' paritaria e convenzionata copre una significativa percentuale, senza la quale sarebbe del tutto impossibile garantire a tutte le bambine e a tutti i bambini una scuola dai 3 ai 6 anni. È evidente che se il Comune interrompesse i suoi contributi tali scuole non sarebbero in grado di aprire per l'anno scolastico 2011-12. È quindi necessario, nell'ottica di mettere i bambini e le loro famiglie al primo posto, prorogare l'attuale convenzione in essere, per aprire il nuovo anno scolastico.
I cittadini e le associazioni promotori di un referendum contro i finanziamenti comunali pongono temi e punti di criticità che vanno verificati, senza negare o offuscare, peraltro, i risultati positivi in campo educativo che la lunga esperienza di convenzionamento ha saputo realizzare. Nell'anno di proroga riteniamo opportuno che, con l'impegno del Comune, si dia vita a un tavolo che possa verificare tutti gli aspetti della questione, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati".
Così abbiamo scritto oggi Graziella Giorgi ed io, per il PD di Bologna.
Poche parole, mi sembra chiare.
Stava e sta montando invece un dibattito che non aiuta, fra chi rivendica le meraviglie dell'educazione religiosa per crescere laici moderni e chi dice no ad ogni finanziamento, anche se da vent'anni il Comune ne da a chi assicura un terzo dell'offerta di scuola dell'Infanzia. Da qui bisogna partire. Una questione delicatissima per i rapporti politici e sociali, a Bologna come in tutt'Italia. Per affrontarla partiamo dai bambini che devono avere una scuola alla ripresa dell'anno scolastico.
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I cittadini e le associazioni promotori di un referendum contro i finanziamenti comunali pongono temi e punti di criticità che vanno verificati, senza negare o offuscare, peraltro, i risultati positivi in campo educativo che la lunga esperienza di convenzionamento ha saputo realizzare. Nell'anno di proroga riteniamo opportuno che, con l'impegno del Comune, si dia vita a un tavolo che possa verificare tutti gli aspetti della questione, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati".
Così abbiamo scritto oggi Graziella Giorgi ed io, per il PD di Bologna.
Poche parole, mi sembra chiare.
Stava e sta montando invece un dibattito che non aiuta, fra chi rivendica le meraviglie dell'educazione religiosa per crescere laici moderni e chi dice no ad ogni finanziamento, anche se da vent'anni il Comune ne da a chi assicura un terzo dell'offerta di scuola dell'Infanzia. Da qui bisogna partire. Una questione delicatissima per i rapporti politici e sociali, a Bologna come in tutt'Italia. Per affrontarla partiamo dai bambini che devono avere una scuola alla ripresa dell'anno scolastico.
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sabato 4 giugno 2011
Bologna, il lavoro, lo sguardo di chi ci rimprovera.
Bologna era equilibrio. Sviluppo, occupazione, redditi buoni, certo, ma soprattutto equilibrio.
Una presenza nel lavoro delle donne e altissimi livelli di occupazione, un rapporto non interrotto con la campagna ed una rete di fabbriche e fabbrichette, solide, capaci di brevetti, nella meccanica soprattutto.
Macchine per fare macchine, dove si applicavano operai e tecnici di buona e buonissima preparazione.
E poi il corollario intelligente della libertà del lavoro: l'urbanistica regolata, una socialità ed un consumo culturale proverbiali, i nidi, le scuole per l'Infanzia, il tempo pieno, l'Aldini-Valeriani e l'Università più aperta, a poco a poco.
Cosa resta di tutta questa Bologna? Inutile citare tutte le stazioni della Via Crucis, sgranare il rosario di ciò che fa luce e di ciò che si è spento. L'allarme è per una perdita che si sta accelerando: la crisi si sa, e il pensare a salvarsi invece di reinvestire. Saremo ancora una città che produce oppure un'escrescenza di ceti parassitari, in un'età -peraltro- senza più opulenza?
Passato il voto, che ci ha riunito, camminiamola, oggi, Bologna, mentre monta la polvere del caldo. Altri distretti, altre economie, potranno impiegare le braccia e le menti di chi ci saluta senza troppe speranze, di chi ci rimprovera-senza nasconderlo- che le nostre generazioni hanno avuto di più? Non allunghiamo il passo, per correre dietro al crepitio delle beghe. Camminiamo, veloci abbastanza per fare, lenti a sufficienza per discutere, per dialogare.
L'Unità Emilia-Romagna
"Il contrario”
rubrica di Davide Ferrari
Una presenza nel lavoro delle donne e altissimi livelli di occupazione, un rapporto non interrotto con la campagna ed una rete di fabbriche e fabbrichette, solide, capaci di brevetti, nella meccanica soprattutto.
Macchine per fare macchine, dove si applicavano operai e tecnici di buona e buonissima preparazione.
E poi il corollario intelligente della libertà del lavoro: l'urbanistica regolata, una socialità ed un consumo culturale proverbiali, i nidi, le scuole per l'Infanzia, il tempo pieno, l'Aldini-Valeriani e l'Università più aperta, a poco a poco.
Cosa resta di tutta questa Bologna? Inutile citare tutte le stazioni della Via Crucis, sgranare il rosario di ciò che fa luce e di ciò che si è spento. L'allarme è per una perdita che si sta accelerando: la crisi si sa, e il pensare a salvarsi invece di reinvestire. Saremo ancora una città che produce oppure un'escrescenza di ceti parassitari, in un'età -peraltro- senza più opulenza?
Passato il voto, che ci ha riunito, camminiamola, oggi, Bologna, mentre monta la polvere del caldo. Altri distretti, altre economie, potranno impiegare le braccia e le menti di chi ci saluta senza troppe speranze, di chi ci rimprovera-senza nasconderlo- che le nostre generazioni hanno avuto di più? Non allunghiamo il passo, per correre dietro al crepitio delle beghe. Camminiamo, veloci abbastanza per fare, lenti a sufficienza per discutere, per dialogare.
L'Unità Emilia-Romagna
"Il contrario”
rubrica di Davide Ferrari
martedì 31 maggio 2011
Giovanni Giudici.
Giovanni Giudici, il poeta. Lo accompagnavo, nelle sue visite a Bologna, sotto braccio. Si muoveva a passi piccoli, incerto già allora, primi anni '90, del suo tempo futuro. Un giorno il cammino iniziò dall'albergo, fece sosta al Gramsci, in via Barberia, per mandare un Fax a Grazia Cherchi, poi, lo spazio di un cortile da attraversare, si concluse da Michele Serra, nella redazione di Cuore.
Il fax conteneva un pezzo di una poesia nuova. Me lo aveva letto in Hotel e voleva il giudizio mio e poi della Cherchi, mi disse, scherzando. In un incastro di linguaggi disegnava, quel frammento, l'intero simbolo di una educazione cattolica.
Era il ricordo dell'ammonimento di un confessore di collegio, una bonaria e dedita autorità, teso a spiegare che " piccirì vui non avite a ragionà co a' capa vostra" per non disperdere le fallaci menti giovinetti nei misteri della transunstanziazione, il farsi vero sangue e vero corpo di quel vino e di quel pane nel miracolo della Comunione..
Erano versi belli, gli dissi, unendo al giudizio qualche racconto su Lutero e Zwingli- la strana bestia protestante lo interessava. Giudici era contento. La vecchiaia lo spaventava e la morte. Ma l'età gli faceva gli occhi piccoli, capocchie di spillo, diamanti dell'intagliatore. La sua arguzia era arricchita dallo sguardo in attesa. Chiudere, sentenziare con un sussurro, ridurre l'altro a oggetto, sapeva farlo e lo faceva. Ma la superiorità appena esibita si fermava, poco dopo, con gentilezza, con l'eleganza di ascoltare.
A Serra consegno' un foglietto, versi o definizioni, credo, e mi presento' a Lui, che conoscevo, come "Il Ferrari", uno caro a Lui e che gli voleva bene, ma non comprendeva appieno la sua grandezza, non lo collocava come meritava. Dove? Non negli organigrammi di una conferenza. Tante ne tenne, a Bologna, con Casadeipensieri e con il Gramsci in quegli anni. No, la collocazione imperfetta era quella alberghiera. Giovanni lamentava l'Hotel ("bene , ma per una notte sola, non più") o la ristorazione ( "astice era, non aragosta").
E chiedeva fino a provocare la pazienza ntizia del compenso, sempre limitato per altro, unendo l'insistenza con l'elenco di beni e sostanze che gli arrivavao, o non gli arrivavano, in quel periodo, articoli per i quotidiani, un'incarico assessorile, nella terra natia, dove stava completando il ritorno proprio in quel mentre.
"Io assessore? Per prima cosa ho detto alla segretaria di rispondere alle lettere solo dopo 60 giorni, così buona parte avrà già desistito. Una replica? altri 60 giorni..."
Invece era un uomo preciso, aveva sempre lavorato per vivere. Era arrivato alle grandi amicizie, quelle dell'Olivetti, Pampaloni e Volponi, quelle di Milano, Giansiro Ferrata, dal "basso" per così dire, affermando in quei cenacoli, negli anni, dopo lavori di ufficio e di redazione, un'inaspettato, assoluto talento di poeta. La sua poetica , che iniziava da una ricercata familiarità con il linguaggio di Saba, comprensibile, nel secolo per i temi ma distante da sperimentalità chiuse, si era arricchità di una pluralità di riferimenti, di prove di erudizione e di memoria. La sua vicenda intima, la mancanza del padre, l'educazione nella terra a lui straniera di una religione, l'aspirazione alla pace e alla giustizia, si ritrovavano nella sua "vita in versi", con uno stile riconoscibilissimo, sempre, avvicinabile, chiaro ma ricchissimo di difficili svolgimenti. Giudici, a me così appariva: il modo aristocratico, la vita borghese, l'aspirazione egualitaria del popolo. e queste classi in conflitto, impastate invece in un'unica personalità lo rassomigliavano a una città com'era ancora Bologna, allora. Gli piaceva e a molti, e bravi poeti di Bologna, piaceva Giudici. Poeti come Alberto Bertoni e Giancarlo Sissa. Quando Paolo Volponi mi dette il suo numero di telefono, ed inizio' un rapporto frequente fatto prima di particolari organizzati e poi di lunghi dialoghi su tutto, la traccia di una conoscenza si uni' a quella viva con questi poeti e con la città.
Un poeta senza scuola, ma con tanti allievi fedeli, in una città distante dalle sue rive liguri e dalle città del suo lavoro, Roma, Ivrea, Torino e Milano.
Una città dove i poeti fra i due secoli non hanno fatto manifesti, non hanno dato troppa mostra di se' ma dove la ricerca di uan qualità vera della parola, senza grido e senza voglia di troppo dimostrare ha condotto molte volte a Giudici.
Il fax conteneva un pezzo di una poesia nuova. Me lo aveva letto in Hotel e voleva il giudizio mio e poi della Cherchi, mi disse, scherzando. In un incastro di linguaggi disegnava, quel frammento, l'intero simbolo di una educazione cattolica.
Era il ricordo dell'ammonimento di un confessore di collegio, una bonaria e dedita autorità, teso a spiegare che " piccirì vui non avite a ragionà co a' capa vostra" per non disperdere le fallaci menti giovinetti nei misteri della transunstanziazione, il farsi vero sangue e vero corpo di quel vino e di quel pane nel miracolo della Comunione..
Erano versi belli, gli dissi, unendo al giudizio qualche racconto su Lutero e Zwingli- la strana bestia protestante lo interessava. Giudici era contento. La vecchiaia lo spaventava e la morte. Ma l'età gli faceva gli occhi piccoli, capocchie di spillo, diamanti dell'intagliatore. La sua arguzia era arricchita dallo sguardo in attesa. Chiudere, sentenziare con un sussurro, ridurre l'altro a oggetto, sapeva farlo e lo faceva. Ma la superiorità appena esibita si fermava, poco dopo, con gentilezza, con l'eleganza di ascoltare.
A Serra consegno' un foglietto, versi o definizioni, credo, e mi presento' a Lui, che conoscevo, come "Il Ferrari", uno caro a Lui e che gli voleva bene, ma non comprendeva appieno la sua grandezza, non lo collocava come meritava. Dove? Non negli organigrammi di una conferenza. Tante ne tenne, a Bologna, con Casadeipensieri e con il Gramsci in quegli anni. No, la collocazione imperfetta era quella alberghiera. Giovanni lamentava l'Hotel ("bene , ma per una notte sola, non più") o la ristorazione ( "astice era, non aragosta").
E chiedeva fino a provocare la pazienza ntizia del compenso, sempre limitato per altro, unendo l'insistenza con l'elenco di beni e sostanze che gli arrivavao, o non gli arrivavano, in quel periodo, articoli per i quotidiani, un'incarico assessorile, nella terra natia, dove stava completando il ritorno proprio in quel mentre.
"Io assessore? Per prima cosa ho detto alla segretaria di rispondere alle lettere solo dopo 60 giorni, così buona parte avrà già desistito. Una replica? altri 60 giorni..."
Invece era un uomo preciso, aveva sempre lavorato per vivere. Era arrivato alle grandi amicizie, quelle dell'Olivetti, Pampaloni e Volponi, quelle di Milano, Giansiro Ferrata, dal "basso" per così dire, affermando in quei cenacoli, negli anni, dopo lavori di ufficio e di redazione, un'inaspettato, assoluto talento di poeta. La sua poetica , che iniziava da una ricercata familiarità con il linguaggio di Saba, comprensibile, nel secolo per i temi ma distante da sperimentalità chiuse, si era arricchità di una pluralità di riferimenti, di prove di erudizione e di memoria. La sua vicenda intima, la mancanza del padre, l'educazione nella terra a lui straniera di una religione, l'aspirazione alla pace e alla giustizia, si ritrovavano nella sua "vita in versi", con uno stile riconoscibilissimo, sempre, avvicinabile, chiaro ma ricchissimo di difficili svolgimenti. Giudici, a me così appariva: il modo aristocratico, la vita borghese, l'aspirazione egualitaria del popolo. e queste classi in conflitto, impastate invece in un'unica personalità lo rassomigliavano a una città com'era ancora Bologna, allora. Gli piaceva e a molti, e bravi poeti di Bologna, piaceva Giudici. Poeti come Alberto Bertoni e Giancarlo Sissa. Quando Paolo Volponi mi dette il suo numero di telefono, ed inizio' un rapporto frequente fatto prima di particolari organizzati e poi di lunghi dialoghi su tutto, la traccia di una conoscenza si uni' a quella viva con questi poeti e con la città.
Un poeta senza scuola, ma con tanti allievi fedeli, in una città distante dalle sue rive liguri e dalle città del suo lavoro, Roma, Ivrea, Torino e Milano.
Una città dove i poeti fra i due secoli non hanno fatto manifesti, non hanno dato troppa mostra di se' ma dove la ricerca di uan qualità vera della parola, senza grido e senza voglia di troppo dimostrare ha condotto molte volte a Giudici.
lunedì 30 maggio 2011
E' svolta.
E' svolta. E' svolta vera. E' sconfitto il più pericoloso regime antidemocratico che l'Italia Repubblicana abbia conosciuto. Berlusconi, che non ha maggioranza politica in Parlamento, si deve dimettere. Lavorare da oggi per un grande schieramento di rinascita costituzionale.
sabato 28 maggio 2011
Prima di tornare nella vecchia bottiglia.
Bologna democratica non si tiene più. Ci davano per agonizzanti siamo ridiventati esportatori di libertà, scivolavamo tra i provinciali, siamo internazionalisti. Prima il Pullman a Milano per aiutare Pisapia, ora il Sindaco Merola che va in Abruzzo a sostenere la parte giusta nei ballottaggi.
Se in Islanda hanno bisogno, eccomi pronto! C’è chi si adonta e chiede sobrietà, anzi ci chiede di camminare a occhi ancora bassi. Ma lasciamoci vivere! Abbiamo nei denti ancora i fili della cicoria, perché non ci lasciate allargare un po’?.
Certo potremmo andare più vicino. A Rimini c’è il nostro Gnassi che combatte. Ma, in fondo, a Rimini ci andiamo sempre. Che souvenir potremmo comprare? E per vedere le turiste è troppo presto. Allora meglio sognare. Propongo che Maurizio Cevenini raggiunga il Chapas per insegnare al Subcomandante Marcos a dipingere il passamontagna con i colori della squadra locale. Propongo che Zacchiroli raggiunga la Puerta del Sol per dare il cambio agli “indignados” più provati. E Amelia, fino ad ora ristretta nell’ambito dei the casalinghi? Si dedichi al soccorso in alta quota ai contadini andini in lotta. Il tappo è saltato, zompiamo da un qui ad un la’, ovunque serva il raggio del nostro modello. Prima che ci rinchiudano. Dentro la vecchia bottiglia.
“Il contrario”
di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Se in Islanda hanno bisogno, eccomi pronto! C’è chi si adonta e chiede sobrietà, anzi ci chiede di camminare a occhi ancora bassi. Ma lasciamoci vivere! Abbiamo nei denti ancora i fili della cicoria, perché non ci lasciate allargare un po’?.
Certo potremmo andare più vicino. A Rimini c’è il nostro Gnassi che combatte. Ma, in fondo, a Rimini ci andiamo sempre. Che souvenir potremmo comprare? E per vedere le turiste è troppo presto. Allora meglio sognare. Propongo che Maurizio Cevenini raggiunga il Chapas per insegnare al Subcomandante Marcos a dipingere il passamontagna con i colori della squadra locale. Propongo che Zacchiroli raggiunga la Puerta del Sol per dare il cambio agli “indignados” più provati. E Amelia, fino ad ora ristretta nell’ambito dei the casalinghi? Si dedichi al soccorso in alta quota ai contadini andini in lotta. Il tappo è saltato, zompiamo da un qui ad un la’, ovunque serva il raggio del nostro modello. Prima che ci rinchiudano. Dentro la vecchia bottiglia.
“Il contrario”
di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
giovedì 26 maggio 2011
Giovanni Giudici
E' morto Giovanni Giudici. Una ventina d'anni fa siamo stati amici. Per un breve periodo amici veramente. Forse ho sbagliato davvero tutto. La passione per inseguire ogni frammento dell'impegno politico...la vita non può diventare due vite..quanto tempo avrei dovuto dedicare alla sua vecchiaia ironica, capocchia di spillo, diamante del tagliatore... invece ho perduto il mio tempo.. e poi la malattia lo ha sottratto alle conferenze, alla scrittura, alle amicizie. Io ho il suo numero nell'agenda di Volponi, le foto di Pecos, la sua voce in memoria...
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sabato 21 maggio 2011
Via, col vento dei pullman.
Tutto cambia. Dopo la lunga e felice notte di Virginio Merola vincitore, dopo quel primo turno che ha chiuso la partita, noi, i democratici, che prima riconoscevi per le rughe profonde dell'ansia sul viso, camminiamo dando calci ai sassi e fischiettando.
Viaggiamo anche. E' un fiorire di pullman. Si va a Milano, per aiutare Pisapia, si va a Caorso, per dire che il nucleare è superfluo, dopo le 14.000 preferenze di Cevenini.
Persino i critici, i rancorosi, i melanconici, quelli che impazzavano prima del voto, si riavvicinano, o tacciono.
Anch'io andrò via col vento, in pullman. Come da ragazzo. Se evito gli specchietti salendo, quasi quasi mi scordo l'età. A Caorso ci fui, in una marcia dispersa nella campagna, per la pace e contro il nucleare, anni, secoli addietro. Le scelte politiche fondamentali, in Italia, sono come le scorie atomiche: per risolversi impiegano millenni.
Abbiamo molte cose da chiarire e moltissime da fare. Ma il primo che, proprio adesso, me lo ricorda lo fulmino. Ci mescoleremo con gli entusiasti, con i semplici, con quelli che non capiscono il punto? Poco male. Chi capisce sempre tutto spesso è solo più antipatico. Sul cognitivo ha le stesse difficoltà degli altri. Adesso festeggiamo e andiamo avanti. "Allora, zitti tutti, ricordate: 'Non è Francesca'? Dai cantiamo!"
..................................................................................
"Il contrario". L'Unità Emilia-Romagna
Sabato, 21 Maggio 2011
www.davideferrari.org
"comèBologna"
Viaggiamo anche. E' un fiorire di pullman. Si va a Milano, per aiutare Pisapia, si va a Caorso, per dire che il nucleare è superfluo, dopo le 14.000 preferenze di Cevenini.
Persino i critici, i rancorosi, i melanconici, quelli che impazzavano prima del voto, si riavvicinano, o tacciono.
Anch'io andrò via col vento, in pullman. Come da ragazzo. Se evito gli specchietti salendo, quasi quasi mi scordo l'età. A Caorso ci fui, in una marcia dispersa nella campagna, per la pace e contro il nucleare, anni, secoli addietro. Le scelte politiche fondamentali, in Italia, sono come le scorie atomiche: per risolversi impiegano millenni.
Abbiamo molte cose da chiarire e moltissime da fare. Ma il primo che, proprio adesso, me lo ricorda lo fulmino. Ci mescoleremo con gli entusiasti, con i semplici, con quelli che non capiscono il punto? Poco male. Chi capisce sempre tutto spesso è solo più antipatico. Sul cognitivo ha le stesse difficoltà degli altri. Adesso festeggiamo e andiamo avanti. "Allora, zitti tutti, ricordate: 'Non è Francesca'? Dai cantiamo!"
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"Il contrario". L'Unità Emilia-Romagna
Sabato, 21 Maggio 2011
www.davideferrari.org
"comèBologna"
martedì 17 maggio 2011
Da oggi. Grazie ai cittadini.
Virginio Merola è Sindaco di Bologna. Grazie ai cittadini che hanno avuto fiducia e saputo scegliere. Grazie a tutti coloro che hanno comunque espresso il loro voto, una scelta oggi , purtroppo , non più scontata. Da domani si deve lavorare per coinvolgere tutta la città, assicurare un governo buono e vicino, per ridurre i gravi fenomeni di dispersione di forze, di annullamento delle volontà nel rancore e nella lontananza, per far ritrovare a Bologna il suo ruolo in Italia ed in Europa.
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lunedì 16 maggio 2011
Bologna. L'affluenza al voto. Un primissimo commento.
Bologna, affluenza più alta che non alle regionali e in calo sulle comunali. Innanzitutto bisogna ringraziare tutte le elettrici e gli elettori che sono andati a votare. Bologna vuole uscire da una vicenda difficile e dolorosa, che ha inciso profondamente sulla vita e sull'opinione politica della città. Attendiamo lo scrutinio. Una affermazione immediata di Virginio Merola, l'unico fra i candidati che può assicurare un buon governo, stabile ed innovativo, sarebbe importante, non solo per il Pd e per il centrosinistra ma per la città, per ridarle forza e fiducia. In ogni caso è importante, impegnare tutte le nostre energie per giungere, alla fine di questa lunga esperienza elettorale, ad un risultato vincente e positivo per Bologna e per la democrazia in Italia. Apprendiamo, dai dati finora giunti di una vittoria del centrosinistra a Monghidoro. Se confermati, è una ottima cosa per i cittadini del Comune, governati fino ad oggi da una aggregazione leghista e di destra. Sia permesso dirlo, una piccola "scaramanzia" positiva per il risultato che attendiamo.
Dichiarazione a Radio Città del Capo, DIRE, Corriere di Bologna e L'Unità, lunedì 16 maggio, ore 17,15
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Dichiarazione a Radio Città del Capo, DIRE, Corriere di Bologna e L'Unità, lunedì 16 maggio, ore 17,15
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sabato 14 maggio 2011
A partire dal voto.
Si vota. Partiamo da qui. Ancora oggi, alla vigilia, sono non pochi quelli che stanno pensando se recarsi alle urne oppure no. La politica conta sempre di meno, i suoi costi sono sempre più gravosi e inutili, in tasca gli euro sono pochi, quindi, che farne? E poi c'è Bologna. Ce l'ha detto anche Report: più che Cinzia non meritiamo. Troppe ne abbiamo fatte. In tanti, da destra e da sinistra, c'è l'hanno ripetuto. E quando, con le primarie, abbiamo reagito, i più forti di questi tanti hanno cominciato a bombardare. "Ogni giorno banderillas nella pancia del toro, così, anche se vince, avrà bisogno di noi". Il toro sarebbe il PD. La fanghiglia del pressappoco, del superbo nulla, ogni giorno, per la sola colpa di essere rimasto l'unico partito, lo colpisce. Ma me lo avvicina. Scordo le irresolutezze, le piccole trame, gli sguardi di qualche yes man. Penso a questo Pd come lo scoglio ancora sopra il livello dei flutti. Defluendo dalle piazze, importanti, di questa campagna elettorale avrei voluto prendere sottobraccio tutti coloro che dubitano del voto e parlare. Non smettere di parlare. Come se il fiato del civile conversare avesse il potere di scuotere, di spazzare la polvere dai cuori. L'urlo della Lega, l'esibizione del male, ci vuole muti. Vieni parliamo, ti accompagno ai seggi.
"Il contrario”
L'Unità Emilia-Romagna, 14 Maggio
www.comebologna.blogspot.com
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"Il contrario”
L'Unità Emilia-Romagna, 14 Maggio
www.comebologna.blogspot.com
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sabato 30 aprile 2011
Piazza de Martiri, Bologna.
Seduti in un circolo vuoto,
“sono tre, dai andiamo”
e le pietre della fontana.
“Hai visto le pietre?
Sono il colore che ho visto
in montagna, sono
figure del Messico
atzeco “-“O almeno..”
“Chissà quale inutile
pensiero le ha messe
lì” in una piazza rotonda
che nessuno incontra
per caso. Noi siamo
a fare del bene, senza
troppo avvicinare.
Vi derivano, gli oggetti
del bene, e guardano
le pietre, attraverso
il vetro verde della birra,
e ridono. Litigano
per ogni escremento
per ogni soldo perduto
Sono, e niente altro,
ogni gesto e parola
è senza importanza,
il valore, la forza
di merce non è più
nelle mani, “E sono persone”
dici, come si invita a
ballare, come si fanno
cose leggere. E loro
muoiono, senza movimento
scivolando, rotolando
come una plastica abbandonata.
Per ricordare la morte di Ranbir.
“sono tre, dai andiamo”
e le pietre della fontana.
“Hai visto le pietre?
Sono il colore che ho visto
in montagna, sono
figure del Messico
atzeco “-“O almeno..”
“Chissà quale inutile
pensiero le ha messe
lì” in una piazza rotonda
che nessuno incontra
per caso. Noi siamo
a fare del bene, senza
troppo avvicinare.
Vi derivano, gli oggetti
del bene, e guardano
le pietre, attraverso
il vetro verde della birra,
e ridono. Litigano
per ogni escremento
per ogni soldo perduto
Sono, e niente altro,
ogni gesto e parola
è senza importanza,
il valore, la forza
di merce non è più
nelle mani, “E sono persone”
dici, come si invita a
ballare, come si fanno
cose leggere. E loro
muoiono, senza movimento
scivolando, rotolando
come una plastica abbandonata.
Per ricordare la morte di Ranbir.
giovedì 28 aprile 2011
Guerra
Nota personale. L'aumento del coinvolgimento militare dell'Italia nella guerra contro la Libia di Gheddafi richiede una chiarezza, su chi si va a fare vincere, su tempi e limiti e scopi dell'azione, sulla direzione delle operazioni, che oggi è assente. La confusione del governo è figlia dell'ambigua politica estera di Berlusconi, tesa all'amicizia verso tutti i sistemi degradati e dittatoriali a noi contermini. Ma l'assenza di strategia pesa su tutti i paesi trascinati in una guerra che già si profila come una pericolosa avventura in un quadro mediterraneo in profondo mutamento e del quale ancora nessuno possiede una analisi.
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sabato 16 aprile 2011
Provare.
Report. Bologna è una città come tutte le altre. Certo, con grandissime risorse, ma grandi risorse hanno anche le altre città. Ha molti anziani che ancora votano a Sinistra, e che -non sempre- fanno la differenza. Possiede un patrimonio molto, molto, intaccato ma vivo di operatori pubblici, negli Enti Locali, nella sanità, nella scuola, e ancora una rete di volontariato laico, oltre a quello cattolico che invece è quasi l'unico in altre città, eredità indebolita ma sopravvivente di un passato glorioso. La classe dirigente politica e ANCOR PIU' non politica ha progressivamente perso qualità. Il PD ha molte pecche, moltissime, ma è stratosfericamente meglio della congerie dei Loro. Loro, politici-antipolitici, di mezza tacca, innocenti di mestiere. Si considerano sempre senza responsabilità su nulla e di nulla, e -segno della crisi- tengono ogni tanto banco e vorrebbero tenerlo sempre. Bisogna risalire. Se si potrà non lo so, l'epoca è aspra, ma si deve provare. Lo dobbiamo a noi stessi e ai nostri figli. Punto.
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Il saluto di Cancellieri.
Cancellieri al saluto. Rivolgiamo a Lei, al funzionario di esperienza e di capacità, un ringraziamento. Dovuto, ma non formale. Il suo ruolo, per volontà iniziale di Maroni, è durato un periodo molto lungo, tanto da allargarne compiti e visibilità. Ha dovuto rappresentare il Comune, in ambiti di inevitabile contenuto politico. Ha dovuto prendere decisioni, dai cantieri, al bilancio, alle nomine. La correttezza nel metodo non è mai venuta meno. Frutto di una alta professionalità. Nel merito, le cose che non convincono sono state indotte dai tagli tremontiani. Li, nel rispondere, si è sentita la limitatezza delle opzioni di chi Sindaco non era.
Qui sta il problema. Una campagna mediatica, a volte persino fastidiosa nel suo insistere, ha, fin dal primo momento, voluto presentare Cancellieri per quel che non poteva essere: un’icona dell’antipolitica. “Governa meglio dei politici”, si diceva. E si intendeva: meglio Lei del progetto pubblico, della partecipazione, financo del voto dei cittadini.
E invece non è così. Sui Nidi bisogna scegliere, o si chiude. Sulle infrastrutture realizzare, con energia. I troppi salari flessibili sono un laccio che stringe la vita delle famiglie e impedisce il futuro ai giovani. Un Comune non può più molto, ma molto deve fare. Credo che Cancellieri, donna di Istituzioni e di savoir faire l’abbia capito. Non so se subito, certo prima di chi, fra i sedicenti supporters, “andava mettendo i manifesti”, come direbbe Totò.
L'Unità Emilia-Romagna 16 Aprile 2011
Qui sta il problema. Una campagna mediatica, a volte persino fastidiosa nel suo insistere, ha, fin dal primo momento, voluto presentare Cancellieri per quel che non poteva essere: un’icona dell’antipolitica. “Governa meglio dei politici”, si diceva. E si intendeva: meglio Lei del progetto pubblico, della partecipazione, financo del voto dei cittadini.
E invece non è così. Sui Nidi bisogna scegliere, o si chiude. Sulle infrastrutture realizzare, con energia. I troppi salari flessibili sono un laccio che stringe la vita delle famiglie e impedisce il futuro ai giovani. Un Comune non può più molto, ma molto deve fare. Credo che Cancellieri, donna di Istituzioni e di savoir faire l’abbia capito. Non so se subito, certo prima di chi, fra i sedicenti supporters, “andava mettendo i manifesti”, come direbbe Totò.
L'Unità Emilia-Romagna 16 Aprile 2011
sabato 9 aprile 2011
Dov'è Gesu'.
Il Crocifisso: toglierlo d'autorità dalle pareti pubbliche dove adesso c'è, è atto che suscita offese e rancori, di scarso buon senso; al contempo, metterlo a forza, per legge di maggioranza, può voler dire opprimere, non testimoniare la propria fede.
Non a caso, sull'argomento, si affannano le crociate degli “atei devoti”, proprio mentre spariscono la morale di una buona vita, il rispetto della persona, e tanti eccetera. Poteva mancare la Lega dei Bossi, che cerca ogni oppressione, ogni discordia da incendiare, come altri la trifola, come l'acqua la bacchetta del rabdomante?
Certo no. Infatti i leghisti hanno chiesto Crocifissi in tutti gli “immobili”, sic, della Regione Emilia-Romagna. Si vedrà. In ogni caso Gesù non pare avere molto tempo per appassionarsi all'iniziativa. In questi giorni è in ogni madre che ruba il bambino alla guerra, su ogni barca della Sirte, in ogni vestito bagnato crollato a Lampedusa.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
sull'Unità Emilia-Romagna
Sabato 9 Aprile 2011
Non a caso, sull'argomento, si affannano le crociate degli “atei devoti”, proprio mentre spariscono la morale di una buona vita, il rispetto della persona, e tanti eccetera. Poteva mancare la Lega dei Bossi, che cerca ogni oppressione, ogni discordia da incendiare, come altri la trifola, come l'acqua la bacchetta del rabdomante?
Certo no. Infatti i leghisti hanno chiesto Crocifissi in tutti gli “immobili”, sic, della Regione Emilia-Romagna. Si vedrà. In ogni caso Gesù non pare avere molto tempo per appassionarsi all'iniziativa. In questi giorni è in ogni madre che ruba il bambino alla guerra, su ogni barca della Sirte, in ogni vestito bagnato crollato a Lampedusa.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
sull'Unità Emilia-Romagna
Sabato 9 Aprile 2011
sabato 2 aprile 2011
Doppiopetto
Manes. Prima nome plurale di minori dei romani dell'oltretomba, ora, al singolare, leghista, candidato a Bologna tutti i berlusconi. Meglio non brindare. Il degrado delle opinioni è tale che la cattiveria e il pressapoco possono fare danni gravi, anche da noi. I media “moderati”, impauriti da un PD rimasto senza avversari, già fanno girare la manovella dell'organetto. “Bernardini? Un simpatico giovanotto in doppiopetto, si può votare senza complessi”. Ma sdoganare il male porta al male. L'intolleranza quando più ci vuole dialogo, il disprezzo per la scuola e la cultura quando più c'è bisogno di idee, l'invidia sociale contro l'innovazione, mentre il lavoro è sotto il tallone della competizione, il populismo contro il rispetto dei cittadini, quando di senso civico abbiamo necessità. Manes scrive sui manifesti: “Finalmente con me torna Bologna”. No con lui, uomo di Arcore e di Ponte di Legno, la città sarebbe uccisa, vinta. Un'altra rovina nei campi di quest'Italia impaurita, deragliata.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
sull'Unità Emilia-Romagna
2 Aprile 2011
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
sull'Unità Emilia-Romagna
2 Aprile 2011
giovedì 24 marzo 2011
GIORNATA POESIA UNESCO A BOLOGNA, organizzata dall' associazionr VIA DE'POETI. A Bologna ed In Emilia Romagna "La Città dei Poeti" e gli altri eventi organizzati dall'ass. Via de'Poeti sono gli Unici presenti nella Pagina ufficiale della
Commissione UNESCO per l'Italia: CON IL PATROCINIO di: REGIONE EMILIA ROMAGNA, PROVINCIA e COMUNE di BOLOGNA, DOMENICA 20 MARZO 2011, ore 10/24 GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA UNESCO. LA CITTA’ Dei POETI “La Poesia che unisce Persone e Popoli”: Letture, Performance, Musica, Teatro, Condivisione e Partecipazione.
Davide Ferrari è intervenuto la sera all'Arci di via Riva di Riva.
Commissione UNESCO per l'Italia: CON IL PATROCINIO di: REGIONE EMILIA ROMAGNA, PROVINCIA e COMUNE di BOLOGNA, DOMENICA 20 MARZO 2011, ore 10/24 GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA UNESCO. LA CITTA’ Dei POETI “La Poesia che unisce Persone e Popoli”: Letture, Performance, Musica, Teatro, Condivisione e Partecipazione.
Davide Ferrari è intervenuto la sera all'Arci di via Riva di Riva.
sabato 19 marzo 2011
La celtica Rosa.
La Lega si sente forte. "I ghiacciai eterni della Sinistra emiliana si sciolgono e nelle acque in riflusso potrà nuotarci anche il Renzo Bossi, la famosa trota", pensano.
Vogliono il candidato Sindaco delle destre, sotto S.Petronio, e ieri hanno inaugurato un nuovo Circolo, o quel che è.
"Odiate" dicono ai cittadini. Tutti contro tutti e tutti contro gli immigrati.
A fare da banditrice e arrivata Rosa Angela Mauro.
"Favurevule, cuntrarie, abbrovade!"
Il video del suo sbrigativo e borbonico presiedere il Senato ha fatto il giro del mondo, grazie a You Tube.
Ma, se la Lega dice che c'è un fatto di sangue, che i nordisti sono figli dei Celti, alti e snelli, come spiegare la bruna fisicità, di corpo e di linguaggio, di Mauro? E' nata a S.Pietro Vernotico, patria del grandissimo Domenico Modugno: potrebbe essere una colpa per gli insubri elettori. Diciamo allora che ai suoi avi, biondissimi, "ci" fecero una fattura, "ci" cambiarono colori e connotati. Fu opera di Amelia, la fattucchiera del Vesuvio. "Jamme Guaglio', nuie simme e' Milano!"
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna, 19 III 2011
Vogliono il candidato Sindaco delle destre, sotto S.Petronio, e ieri hanno inaugurato un nuovo Circolo, o quel che è.
"Odiate" dicono ai cittadini. Tutti contro tutti e tutti contro gli immigrati.
A fare da banditrice e arrivata Rosa Angela Mauro.
"Favurevule, cuntrarie, abbrovade!"
Il video del suo sbrigativo e borbonico presiedere il Senato ha fatto il giro del mondo, grazie a You Tube.
Ma, se la Lega dice che c'è un fatto di sangue, che i nordisti sono figli dei Celti, alti e snelli, come spiegare la bruna fisicità, di corpo e di linguaggio, di Mauro? E' nata a S.Pietro Vernotico, patria del grandissimo Domenico Modugno: potrebbe essere una colpa per gli insubri elettori. Diciamo allora che ai suoi avi, biondissimi, "ci" fecero una fattura, "ci" cambiarono colori e connotati. Fu opera di Amelia, la fattucchiera del Vesuvio. "Jamme Guaglio', nuie simme e' Milano!"
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna, 19 III 2011
sabato 12 marzo 2011
Fuori. Dalla scuola
Oggi, un po’ dappertutto, il mondo della scuola è nelle strade, nelle piazze. Pochi, molti o moltissimi, sempre più spesso insegnanti, studenti e genitori protestano, marciano. Non è naturale. La scuola è la casa della democrazia, è nata per eguagliare le opportunità quindi è naturalmente parente della politica, quella buona. Ma non è normale un tale livello di conflittualità. La scuola ha bisogno di pace, di lavoro condiviso. La causa di quanto succede è sulle spalle dei suoi nemici. I Tre pards. Berlusconi “Testa-dipinta”. Si sa: per i giovani prevede occupazioni ben diverse dallo studio. “Forbice” Tremonti e Gelmini “Faccia-di-pietra”. Sono loro che promuovono l’ignoranza, che aizzano il conflitto. Attorno alla scuola vorrei l’amore e la tenace volontà di cura dei nostri vecchi. Generazioni operaie che, escluse, della scuola sapevano il valore. Facce pulite. Fuori, vorrei, il ghigno di chi la scuola odia. Fuori, andate fuori, dalla scuola, dalla politica, dalla Repubblica.
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Sabato 12 Marzo 2011
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Sabato 12 Marzo 2011
sabato 5 marzo 2011
Le carte dei corvi disattenti.
Gli uomini di legge del duecento, quelli che, come il nostro Guido Guinizzelli, erano anche poeti, per risparmiare la carta pergamena, vergavano delicatissime liriche d’amore negli spazi vuoti delle pagine fredde di rogiti e di codici .
Anche il “corvo”, o “i”corvi di questa stagione bolognese pare abbiano annotato i loro dossiers di minuti appunti. Quali? Non sappiamo. Forse la lista della spesa. Così accanto a calunnie e a viperinità troveremmo innocenti elenchi: pane, latte, broccoli, patate, mocio vileda ecc ecc.
Colpa della, o delle, mogli. “Ricordati di passare dal droghiere, non fare come al solito!” intimavano, e i congiurati, disattenti, si sono imbrogliati nelle carte. L’analisi delle grafie, la contemporanea rilevazione delle impronte digitali ricorrenti nelle copie del documento, potrebbero identificare i vili. Tutti ne discutono, appassionati. Intanto le fabbriche si spengono, candele di un'altare abbandonato. La Malaguti, e prima la Morini: si sa, per stare al mondo è meglio parlar d’altro.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Sabato 5 Marzo 2011
Anche il “corvo”, o “i”corvi di questa stagione bolognese pare abbiano annotato i loro dossiers di minuti appunti. Quali? Non sappiamo. Forse la lista della spesa. Così accanto a calunnie e a viperinità troveremmo innocenti elenchi: pane, latte, broccoli, patate, mocio vileda ecc ecc.
Colpa della, o delle, mogli. “Ricordati di passare dal droghiere, non fare come al solito!” intimavano, e i congiurati, disattenti, si sono imbrogliati nelle carte. L’analisi delle grafie, la contemporanea rilevazione delle impronte digitali ricorrenti nelle copie del documento, potrebbero identificare i vili. Tutti ne discutono, appassionati. Intanto le fabbriche si spengono, candele di un'altare abbandonato. La Malaguti, e prima la Morini: si sa, per stare al mondo è meglio parlar d’altro.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Sabato 5 Marzo 2011
sabato 26 febbraio 2011
Non ballare la danza dei dossiers.
Il Comitato Pro Cancellieri Sindaco non demorde. Fondato, guidato e costituito da Vannini Alberto, già iperattivo consigliere comunale, prende atto che Lei non vuole e, dichiara, cerca un'altra Anna Maria. Ci sarebbe una mia ex compagna di scuola. Ha quel nome, è persona seria. Garantisco io, sarebbe un'ottima scelta, tanto più che, come Cancellieri, “non le passa manco pe a capa”, quindi come candidata dell'Alberto è perfetta.
Ma Vannini non si ferma qui. Mentre la Lista Grillo intima ad Aldrovandi di ritirarsi, lui chiede la stessa cosa a Merola.
Secondo loro, meglio sarebbe avere dei perfetti sconosciuti, se no-sembrano dire- chissà i dossiers che voleranno.
Attenzione: andiamo male, molto male, se, chiunque, pur d'intestarsi il lucro dell'antipolitica, legittima la danza dei dossiers.
Così vincono i killer anonimi. La politica deve cambiare, radicalmente, ma contro questi signori, non facendosi trascinare dalle loro fisarmoniche, come l'orso incatenato dei gitani di una volta.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna, 26 II 2011
Ma Vannini non si ferma qui. Mentre la Lista Grillo intima ad Aldrovandi di ritirarsi, lui chiede la stessa cosa a Merola.
Secondo loro, meglio sarebbe avere dei perfetti sconosciuti, se no-sembrano dire- chissà i dossiers che voleranno.
Attenzione: andiamo male, molto male, se, chiunque, pur d'intestarsi il lucro dell'antipolitica, legittima la danza dei dossiers.
Così vincono i killer anonimi. La politica deve cambiare, radicalmente, ma contro questi signori, non facendosi trascinare dalle loro fisarmoniche, come l'orso incatenato dei gitani di una volta.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna, 26 II 2011
sabato 19 febbraio 2011
A Destra, ancora niente.
Niente. A Destra un candidato non c'è.
“E se Lei dice proprio di no?”-”Allora si torna a Mazzucca”- “Ma sarebbe la terza volta che lo lanciamo, e poi...! Con lui ci andate a parlare voi.”-”Cazzola?”-”Troppo grasso”-”Bignami?”-”Troppo magro e in autobus fa il portoghese. La Lega, stranieri, nisba”.
“Lei dirà sì. Le ho messo i manifesti dappertutto“-”Proprio per questo dice no. Il marito, uomo d'onore, non vuole la moglie sui muri”-”Sì, ma Lei non ha solo ascendenze siciliane, è oriunda. Un suo zio a Bologna ci ha fatto il militare. Ha 97 anni, beve l' acqua Cerelia, mangia il certosino anche a Ferragosto, e tifa ancora per Vastola. Mi assicurano che è d'accordo: Cancellieri deve fare il Sindaco!” “Ma insomma, si può sapere cosa ne pensa 'Lui? Avete chiamato Arcore? “Lui non pensa niente. Dice che nemmeno sa chi è, la Cancellieri, che Lui di donne conosce solo quelle passate nei book di Emilio e la Montalcini. La prof., più svelta, gli passa sempre davanti, alla cassa della bouvette. Lui prova a risorpassare. E so' mazzate!”.
“Il contrario”
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
19 Febbraio 2011
“E se Lei dice proprio di no?”-”Allora si torna a Mazzucca”- “Ma sarebbe la terza volta che lo lanciamo, e poi...! Con lui ci andate a parlare voi.”-”Cazzola?”-”Troppo grasso”-”Bignami?”-”Troppo magro e in autobus fa il portoghese. La Lega, stranieri, nisba”.
“Lei dirà sì. Le ho messo i manifesti dappertutto“-”Proprio per questo dice no. Il marito, uomo d'onore, non vuole la moglie sui muri”-”Sì, ma Lei non ha solo ascendenze siciliane, è oriunda. Un suo zio a Bologna ci ha fatto il militare. Ha 97 anni, beve l' acqua Cerelia, mangia il certosino anche a Ferragosto, e tifa ancora per Vastola. Mi assicurano che è d'accordo: Cancellieri deve fare il Sindaco!” “Ma insomma, si può sapere cosa ne pensa 'Lui? Avete chiamato Arcore? “Lui non pensa niente. Dice che nemmeno sa chi è, la Cancellieri, che Lui di donne conosce solo quelle passate nei book di Emilio e la Montalcini. La prof., più svelta, gli passa sempre davanti, alla cassa della bouvette. Lui prova a risorpassare. E so' mazzate!”.
“Il contrario”
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
19 Febbraio 2011
venerdì 18 febbraio 2011
Un Nuovo Ulivo per la città. Perchè Bologna ritorni, avanti.
I cittadini di Bologna sono partecipi ed interessati, sia a quanto sta accadendo nella politica nazionale, sia al presente ed al futuro loro città.
Lo dimostrato ogni volta. Le Primarie, attese da molti commentatori come un rito minore e stanco, sono state invece una forte affermazione della volontà di esserci, di contare, di far ripartire la vita democratica di Bologna.
Le diverse manifestazioni che si stanno svolgendo, la più importante quella voluta dalle donne il 13 Febbraio, hanno unito generazioni diverse in nome della Costituzione, della rivendicazione di una Italia pulita, del diritto alla dignità delle persone, dei corpi e delle intelligenze.
Il PD ha avuto un ruolo centrale, non scontato, dopo le amare vicende che abbiamo vissute, mettendo tutto se stesso a disposizione di questi momenti grandi, capaci di raccogliere decine di migliaia di uomini e donne, con la volontà di fare esprimere valori e cambiamento, che sono a noi comuni anche se provengono da strade e sentieri differenti dal nostro partito.
Adesso siamo più vicini alle Elezioni Comunali, siamo al momento delle proposte e delle liste. Bisogna fare un passo avanti, nella stessa direzione, con lo stesso metodo.
Virginio Merola è il candidato di tutta la coalizione di centrosinistra e di tutti i 28.000 cittadini
bolognesi delle Primarie. Deve scendere in campo la forza di uno schieramento ampio e ci vogliono proposte, contenitori, liste, fatte apposta per raccoglierla.
Per questo motivo convince la proposta del Segretario Raffaele Donini di dare vista ad una grande lista unitaria, la lista del Nuovo Ulivo per Bologna.
I consensi sono già numerosi. Il partito bolognese è unito, la sente propria. Si è visto chiaramente nella Direzione di Giovedì 17.
Consideriamo importante il contributo di Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli, protagonisti delle Primarie.
Nessuno può dire ora quali saranno, nel merito di questa proposta, le scelte finali di questa o quella forza politica fra le alleate, ma la proposta è già in campo.
Ogni scelta andrà rispettata e ricondotta ad un agire comune, con il metodo dell'ascolto, del confronto e della condivisione.
Ma a Bologna una lista unitaria, di politica e società, è necessaria e ci sarà.
Non solo una lista civica, ma una lista di cittadini che non rinunciano, sia di fonte ai problemi della quotidianità della vita urbana, sia di fronte ai grandi progetti di riassetto della città
ad avere ideali, valori, un modo di esserci, una intenzione di esigere dalla politica a Bologna qualcosa di degno, di grande e insieme di comune, di vicino.
E' questa l'ispirazione dell'Ulivo, nato proprio qui, a Bologna, che seppe unire il meglio delle culture politiche popolari e costituzionali e portare l'Italia in Europa.
La diplomazia e gli accordi sono spesso necessari ma restano freddi, non
producono senso di appartenenza, allontanano, se non sono nel quadro di obiettivi che i cittadini sentano come propri.
E, giorno dopo giorno, lo sentiamo, attira meno anche l'antipolitica
di un civismo malinteso che insegue la somma cieca degli interessi,uno per uno.
L'elenco delle cose da affrontare è lungo. La crisi democratica, l'indegnità del Governo, l'impoverimento per precarizzazione e perdita di lavoro, i costi crescenti del sociale e dell'educazione, e ancora i tempi della città, l'ambiente, l'aria, l'acqua, un consumo che non sia spreco, trasporti efficienti e meno inquinanti, legalità, trasparenza, uffici aperti e al servizio del cittadino, lotta alla piccola criminalità piccola e al radicamento delle reti della grande malavita.
Di tutto questo deve parlare un vero progetto “civico”, cioè un progetto che voglia una buona amministrazione, ogni giorno e per un lungo periodo di miglioramento e cambiamento.
Ci vorranno competenze e persone che abbiano voglia di essere fra la gente, personalità attive, positive, capaci di un duro lavoro.
Molte ne abbiamo. Il PD è fatto già così. Ma ne vogliamo, per il bene di Bologna, molte di più. Non solo a sostenerci, a delegare ma pronte ad un impegno diretto, a mettere in gioco la propria credibilita di cittadini attivi.
Per chiamare a “fare insieme” serve un Nuovo Ulivo nella città.
Questa volta non basterà chiedere un voto per vincere. Bisogna promuovere partecipazione , progetto, presenza per reggere la sfida di fare di più con meno soldi ed in un' Italia ammalata.
Bologna deve fare la sua parte. Noi vogliamo questo, più delle nostre percentuali, del nostro utile.
Perchè Bologna torni, avanti.
Davide Ferrari
portavoce dell'esecutivo del PD di Bologna
editoriale sul sito
www.pdbologna.org
Lo dimostrato ogni volta. Le Primarie, attese da molti commentatori come un rito minore e stanco, sono state invece una forte affermazione della volontà di esserci, di contare, di far ripartire la vita democratica di Bologna.
Le diverse manifestazioni che si stanno svolgendo, la più importante quella voluta dalle donne il 13 Febbraio, hanno unito generazioni diverse in nome della Costituzione, della rivendicazione di una Italia pulita, del diritto alla dignità delle persone, dei corpi e delle intelligenze.
Il PD ha avuto un ruolo centrale, non scontato, dopo le amare vicende che abbiamo vissute, mettendo tutto se stesso a disposizione di questi momenti grandi, capaci di raccogliere decine di migliaia di uomini e donne, con la volontà di fare esprimere valori e cambiamento, che sono a noi comuni anche se provengono da strade e sentieri differenti dal nostro partito.
Adesso siamo più vicini alle Elezioni Comunali, siamo al momento delle proposte e delle liste. Bisogna fare un passo avanti, nella stessa direzione, con lo stesso metodo.
Virginio Merola è il candidato di tutta la coalizione di centrosinistra e di tutti i 28.000 cittadini
bolognesi delle Primarie. Deve scendere in campo la forza di uno schieramento ampio e ci vogliono proposte, contenitori, liste, fatte apposta per raccoglierla.
Per questo motivo convince la proposta del Segretario Raffaele Donini di dare vista ad una grande lista unitaria, la lista del Nuovo Ulivo per Bologna.
I consensi sono già numerosi. Il partito bolognese è unito, la sente propria. Si è visto chiaramente nella Direzione di Giovedì 17.
Consideriamo importante il contributo di Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli, protagonisti delle Primarie.
Nessuno può dire ora quali saranno, nel merito di questa proposta, le scelte finali di questa o quella forza politica fra le alleate, ma la proposta è già in campo.
Ogni scelta andrà rispettata e ricondotta ad un agire comune, con il metodo dell'ascolto, del confronto e della condivisione.
Ma a Bologna una lista unitaria, di politica e società, è necessaria e ci sarà.
Non solo una lista civica, ma una lista di cittadini che non rinunciano, sia di fonte ai problemi della quotidianità della vita urbana, sia di fronte ai grandi progetti di riassetto della città
ad avere ideali, valori, un modo di esserci, una intenzione di esigere dalla politica a Bologna qualcosa di degno, di grande e insieme di comune, di vicino.
E' questa l'ispirazione dell'Ulivo, nato proprio qui, a Bologna, che seppe unire il meglio delle culture politiche popolari e costituzionali e portare l'Italia in Europa.
La diplomazia e gli accordi sono spesso necessari ma restano freddi, non
producono senso di appartenenza, allontanano, se non sono nel quadro di obiettivi che i cittadini sentano come propri.
E, giorno dopo giorno, lo sentiamo, attira meno anche l'antipolitica
di un civismo malinteso che insegue la somma cieca degli interessi,uno per uno.
L'elenco delle cose da affrontare è lungo. La crisi democratica, l'indegnità del Governo, l'impoverimento per precarizzazione e perdita di lavoro, i costi crescenti del sociale e dell'educazione, e ancora i tempi della città, l'ambiente, l'aria, l'acqua, un consumo che non sia spreco, trasporti efficienti e meno inquinanti, legalità, trasparenza, uffici aperti e al servizio del cittadino, lotta alla piccola criminalità piccola e al radicamento delle reti della grande malavita.
Di tutto questo deve parlare un vero progetto “civico”, cioè un progetto che voglia una buona amministrazione, ogni giorno e per un lungo periodo di miglioramento e cambiamento.
Ci vorranno competenze e persone che abbiano voglia di essere fra la gente, personalità attive, positive, capaci di un duro lavoro.
Molte ne abbiamo. Il PD è fatto già così. Ma ne vogliamo, per il bene di Bologna, molte di più. Non solo a sostenerci, a delegare ma pronte ad un impegno diretto, a mettere in gioco la propria credibilita di cittadini attivi.
Per chiamare a “fare insieme” serve un Nuovo Ulivo nella città.
Questa volta non basterà chiedere un voto per vincere. Bisogna promuovere partecipazione , progetto, presenza per reggere la sfida di fare di più con meno soldi ed in un' Italia ammalata.
Bologna deve fare la sua parte. Noi vogliamo questo, più delle nostre percentuali, del nostro utile.
Perchè Bologna torni, avanti.
Davide Ferrari
portavoce dell'esecutivo del PD di Bologna
editoriale sul sito
www.pdbologna.org
"Giudizio della magistratura su Delbono".
Dichiarazione di Davide Ferrari, portavoce dell'Esecutivo del PD di Bologna
E' massimo il nostro rispetto per l'esito giudiziario di questa vicenda per la quale Flavio Delbono aveva riconosciuto proprie responsabilità ed espresso scuse ai cittadini per gli errori commessi. Il PD ed il centrosinistra hanno saputo reagire a quanto è accaduto, senza mai chiedere, neanche per un solo minuto, impunità e nemmeno operando sottovalutazioni. Nella piena consapevolezza di quanto questa vicenda abbia comportato pesanti conseguenze per la vita istituzionale della città, abbiamo lavorato in questi mesi, prima per collaborare con l'attività commissariale e poi per aprire una fase del tutto nuova politica e amministrativa. Anche per questi motivi e per la chiarezza delle posizioni che il PD ha assunte, esprimiamo a Delbono rispetto sul piano umano, come persona che ha ammesso i propri errori, e ne sta pagando il prezzo politico, e giudiziario.
E' massimo il nostro rispetto per l'esito giudiziario di questa vicenda per la quale Flavio Delbono aveva riconosciuto proprie responsabilità ed espresso scuse ai cittadini per gli errori commessi. Il PD ed il centrosinistra hanno saputo reagire a quanto è accaduto, senza mai chiedere, neanche per un solo minuto, impunità e nemmeno operando sottovalutazioni. Nella piena consapevolezza di quanto questa vicenda abbia comportato pesanti conseguenze per la vita istituzionale della città, abbiamo lavorato in questi mesi, prima per collaborare con l'attività commissariale e poi per aprire una fase del tutto nuova politica e amministrativa. Anche per questi motivi e per la chiarezza delle posizioni che il PD ha assunte, esprimiamo a Delbono rispetto sul piano umano, come persona che ha ammesso i propri errori, e ne sta pagando il prezzo politico, e giudiziario.
Considerazioni di Davide Ferrari sul processo a Flavio Delbono
Radio Città-Fujico
Oggi si è concluso il primo processo a carico dell'ex sindaco di Bologna Flavio Delbono, accusato in questo filone di peculato, truffa aggravata, intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni per via delle pressioni e delle offerte fatte - per l'accusa - alla sua ex compagna Cinzia Cracchi perché non rivelasse che quando Delbono era numero due della giunta regionale utilizzò risorse pubbliche per circa 21mila euro facendo figurare viaggi privati in compagnia dell'ex fidanzata come missioni lavorative. Il giudice Bruno Perla ha deciso che per Flavio Delbono, che ha patteggiato, la pena sarà di 19 mesi e 10 giorni. Assolta, invece Luisa Lazzaroni, assessore al Welfare. Abbiamo raggiunto telefonicamente il portavoce dell'esecutivo del PD Davide Ferrari: sentiamo la posizione del partito rappresentato da Delbono
Davide Ferrari: "Abbiamo il massimo rispetto per l'esito giudiziario di questa vicenda, sulla quale Delbono aveva già ammesso le proprie responsabilità e chiesto scusa alla città. Quando la vicenda è nata il PD non ha messo la testa sotto la sabbia, non ha chiesto l'immunità, non ha operato sotto valutazione anzi ha chiesto il voto subito e ha collaborato lealmente con il commissario che è venuto a Bologna. Oggi stiamo lavorando assieme ai cittadini per aprire una fase completamente nuova. A Flavio Delbono, il quale ha ammesso le proprie responsabilità, vorrei esprimere un rispetto umano pur nella consapevolezza dei danni che questa vicenda ha provocato alle istituzioni, alla politica e anche alla città di Bologna. Certo in questi giorni abbiamo difronte agli occhi vicende oscene gigantescamente più rilevanti, ma non importa, un amministratore non può deflettere dalle proprie responsabilità, dai propri compiti e dalle leggi che deve osservare, fosse anche su questioni relativamente minori. Questo è stato il nostro giudizio. Bologna deve andare avanti garantendo una fase di buon governo lunga e basata sulla partecipazione e sulla trasparenza. Io credo che l'Italia abbia la necessità di avere da tutta la politica, non solo dal centro sinistra, il senso di una fiducia credibile, altrimenti nessuno nel suo posto di lavoro o nella sua famiglia si sentirà più sicuro dei propri doveri e dei propri diritti. é molto difficile questa battaglia non è fatta di colpi di teatro o di moralismo, è fatta di regole e di attenzione. Giorno per giorno, in tutte le stanze. Perchè non si annidi polvere la pulizia dev'essere fatta regolarmente."
Oggi si è concluso il primo processo a carico dell'ex sindaco di Bologna Flavio Delbono, accusato in questo filone di peculato, truffa aggravata, intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni per via delle pressioni e delle offerte fatte - per l'accusa - alla sua ex compagna Cinzia Cracchi perché non rivelasse che quando Delbono era numero due della giunta regionale utilizzò risorse pubbliche per circa 21mila euro facendo figurare viaggi privati in compagnia dell'ex fidanzata come missioni lavorative. Il giudice Bruno Perla ha deciso che per Flavio Delbono, che ha patteggiato, la pena sarà di 19 mesi e 10 giorni. Assolta, invece Luisa Lazzaroni, assessore al Welfare. Abbiamo raggiunto telefonicamente il portavoce dell'esecutivo del PD Davide Ferrari: sentiamo la posizione del partito rappresentato da Delbono
Davide Ferrari: "Abbiamo il massimo rispetto per l'esito giudiziario di questa vicenda, sulla quale Delbono aveva già ammesso le proprie responsabilità e chiesto scusa alla città. Quando la vicenda è nata il PD non ha messo la testa sotto la sabbia, non ha chiesto l'immunità, non ha operato sotto valutazione anzi ha chiesto il voto subito e ha collaborato lealmente con il commissario che è venuto a Bologna. Oggi stiamo lavorando assieme ai cittadini per aprire una fase completamente nuova. A Flavio Delbono, il quale ha ammesso le proprie responsabilità, vorrei esprimere un rispetto umano pur nella consapevolezza dei danni che questa vicenda ha provocato alle istituzioni, alla politica e anche alla città di Bologna. Certo in questi giorni abbiamo difronte agli occhi vicende oscene gigantescamente più rilevanti, ma non importa, un amministratore non può deflettere dalle proprie responsabilità, dai propri compiti e dalle leggi che deve osservare, fosse anche su questioni relativamente minori. Questo è stato il nostro giudizio. Bologna deve andare avanti garantendo una fase di buon governo lunga e basata sulla partecipazione e sulla trasparenza. Io credo che l'Italia abbia la necessità di avere da tutta la politica, non solo dal centro sinistra, il senso di una fiducia credibile, altrimenti nessuno nel suo posto di lavoro o nella sua famiglia si sentirà più sicuro dei propri doveri e dei propri diritti. é molto difficile questa battaglia non è fatta di colpi di teatro o di moralismo, è fatta di regole e di attenzione. Giorno per giorno, in tutte le stanze. Perchè non si annidi polvere la pulizia dev'essere fatta regolarmente."
mercoledì 16 febbraio 2011
Davide Ferrari, portavoce dell'Esecutivo del PD
Nella riunione dell'Esecutivo bolognese del PD, di ieri 15 Febbraio, su proposta del Segretario Raffaele Donini, Davide Ferrari è stato nominato portavoce dell'Esecutivo.
Davide Ferrari ha avuto un lungo e significativo percorso nelle istituzioni, come consigliere della Provincia di Bologna e poi, per un decennio del Comune di Bologna, dove è stato capogruppo dei DS.
Membro della Direzione del PD, ne presiede il Forum Scuola.
Poeta e pubblicista, fondatore della "Casa dei pensieri", è direttore, con Franco Frabboni della rivista nazionale "Riforma della scuola".
Nota Ufficio stampa del PD di Bologna
Davide Ferrari ha avuto un lungo e significativo percorso nelle istituzioni, come consigliere della Provincia di Bologna e poi, per un decennio del Comune di Bologna, dove è stato capogruppo dei DS.
Membro della Direzione del PD, ne presiede il Forum Scuola.
Poeta e pubblicista, fondatore della "Casa dei pensieri", è direttore, con Franco Frabboni della rivista nazionale "Riforma della scuola".
Nota Ufficio stampa del PD di Bologna
sabato 12 febbraio 2011
Il pensiero di Cancellieri
Cancellieri aveva assicurato:"Candidarmi a Sindaco di Bologna? Nemmeno ci penso." Poi, forse, il pensiero è arrivato. Ma chi lo portò, come uno zefiro, nella sua mente tranquilla?
Non ci figuriamo che l'ispiratore sia "Lui". In Villa, bagno grande come la baia di S.Francisco, filo dei tanga incastrato dove troppo ha battuto il Sole, telefoni, di corno di rinoceronte placcati diamante, sempre occupati. Non ha tempo per la solida prefetta. Altre carni urgono. Forse Maroni è meno improbabile. A notte, in un Parco di Bologna, le luci fatte spegnere proprio da lei per non sovvenzionare le talpe, gli occhiali ultravioletti del Ministro, quelli trovati nel cellophane di "Cioè", saranno parsi il divino segno di un Angelo messaggero."Dio lo vuole!" Da qui il dubbio. Ma Cancellieri è Donna d'onore. Mai verrebbe meno a una parola, ad un proponimento. Al ritorno del giorno, col cappuccino,sarà il momento di un No. Forse.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-romagna
12 febbraio 2011
Non ci figuriamo che l'ispiratore sia "Lui". In Villa, bagno grande come la baia di S.Francisco, filo dei tanga incastrato dove troppo ha battuto il Sole, telefoni, di corno di rinoceronte placcati diamante, sempre occupati. Non ha tempo per la solida prefetta. Altre carni urgono. Forse Maroni è meno improbabile. A notte, in un Parco di Bologna, le luci fatte spegnere proprio da lei per non sovvenzionare le talpe, gli occhiali ultravioletti del Ministro, quelli trovati nel cellophane di "Cioè", saranno parsi il divino segno di un Angelo messaggero."Dio lo vuole!" Da qui il dubbio. Ma Cancellieri è Donna d'onore. Mai verrebbe meno a una parola, ad un proponimento. Al ritorno del giorno, col cappuccino,sarà il momento di un No. Forse.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-romagna
12 febbraio 2011
venerdì 11 febbraio 2011
"Calpestare l'oblio"
Unire i poeti e le lotte per la cultura.
Serata al Bartleby di Bologna.
Il video "antologico" su YouTube.
Unire i poeti e le lotte per la cultura.
Serata al Bartleby di Bologna.
Il video "antologico" su YouTube.
sabato 5 febbraio 2011
“Lui”, sul biglietto.
L'autobus a Bologna e altrove adesso costa di più.
Il Comune ha i fondi tagliati da Tremonti, così in Bus si dovrà andare con il borsellino più aperto.
Una moneta non basta, ora ce ne vogliono due.
E' giusto,”diciamo”. Ma, se i biglietti valgono, a peso, come il platino, è necessario diventino anche più belli. Colorati, ad esempio.
Basta con quel biancastro, quel grigiastro. Due terzi del "ticket" possono rimanere come adesso.
Ma sul terzo rimanente, pari all'aumento, stampiamo una bella foto, una "quattro colori" vivace, spensierata.
Una immagine di "Lui", come vergine sulla conchiglia, attorniato da "nipotine" coperte solo dalle lunghe trecce.
Facevano così anche gli Estensi, alla palazzina Schifanoia, e non si vergognavano
di farsi dipingere e ammirare.
Lui lo vorremmo apprezzare tutti i giorni, all'andata e al ritorno, noi pendolari. Almeno ci ricorderemmo dove vanno a finire i soldi.
Una bella soddisfazione.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
5 Febbraio 2011
Il Comune ha i fondi tagliati da Tremonti, così in Bus si dovrà andare con il borsellino più aperto.
Una moneta non basta, ora ce ne vogliono due.
E' giusto,”diciamo”. Ma, se i biglietti valgono, a peso, come il platino, è necessario diventino anche più belli. Colorati, ad esempio.
Basta con quel biancastro, quel grigiastro. Due terzi del "ticket" possono rimanere come adesso.
Ma sul terzo rimanente, pari all'aumento, stampiamo una bella foto, una "quattro colori" vivace, spensierata.
Una immagine di "Lui", come vergine sulla conchiglia, attorniato da "nipotine" coperte solo dalle lunghe trecce.
Facevano così anche gli Estensi, alla palazzina Schifanoia, e non si vergognavano
di farsi dipingere e ammirare.
Lui lo vorremmo apprezzare tutti i giorni, all'andata e al ritorno, noi pendolari. Almeno ci ricorderemmo dove vanno a finire i soldi.
Una bella soddisfazione.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
5 Febbraio 2011
domenica 30 gennaio 2011
"Enrico Berlinguer, il sogno di un'altra Italia"


Associazione culturale "La casa dei pensieri"
www.casadeipensieri.eu
Giovedì 3 Febbraio, a Bologna, alle ore 18, presso la libreria Feltrinelli-Zanichelli, in piazza Galvani 1h,
"Enrico Berlinguer, il sogno di un'altra Italia"
presentazione del libro a cura di Lorenzo Capitani, Vittoria Maselli ed,
Intervengono:
Gianni Borgna, Giuseppe Campos Venuti, Lorenzo Capitani, Davide Ferrari,
Francesco Garibaldo, Simona Lembi, Luigi Pedrazzi, Laura Renzoni Governatori.
sabato 29 gennaio 2011
"Destra, ti prego, fammi sapere"
Cari Leaders della Destra di Bologna,
sono il vostro candidato a Sindaco, così mi avete detto, tutti, a suo tempo. Ma quando ho chiesto a chi di dovere ho saputo che non c’è nessun ufficio per me. “Stai fra la gente, fatti conoscere…” mi avete ripetuto. Ma fa ancora freddo, stare per ore all’angolo del caldarrostaio mi fa venire i reumatismi. Ho una certa età. E poi lì trovo sempre il Mazzucca. Una tristezza…
Mi sono fatto dieci tagli d’abito fresco lana per la campagna elettorale, ma con il nervoso che ho, già mi vanno stretti. Mio nipote che fa il Ginnasio al S. Luigi mi ha detto che un suo amico, cugino del leghista Bernardini, gli dà per certo che avete già un altro candidato.
Ho chiesto ad Aldrovandi, così, con nonchalance. Non sa nulla nemmeno lui. “Deve decidere Silvio”. Ma io non posso mandargli le foto con la pelle di leopardo. Ho il girovita abbondante. Avete visto a Sinistra? Lì almeno votano, votano sempre. Ma noi? Vi prego, fatemi sapere qualcosa.
Vostro Giuliano C.
"Il contrario"
rubrica di Davide ferrari
L'Unità Emilia-Romagna, 29 I 2011
sono il vostro candidato a Sindaco, così mi avete detto, tutti, a suo tempo. Ma quando ho chiesto a chi di dovere ho saputo che non c’è nessun ufficio per me. “Stai fra la gente, fatti conoscere…” mi avete ripetuto. Ma fa ancora freddo, stare per ore all’angolo del caldarrostaio mi fa venire i reumatismi. Ho una certa età. E poi lì trovo sempre il Mazzucca. Una tristezza…
Mi sono fatto dieci tagli d’abito fresco lana per la campagna elettorale, ma con il nervoso che ho, già mi vanno stretti. Mio nipote che fa il Ginnasio al S. Luigi mi ha detto che un suo amico, cugino del leghista Bernardini, gli dà per certo che avete già un altro candidato.
Ho chiesto ad Aldrovandi, così, con nonchalance. Non sa nulla nemmeno lui. “Deve decidere Silvio”. Ma io non posso mandargli le foto con la pelle di leopardo. Ho il girovita abbondante. Avete visto a Sinistra? Lì almeno votano, votano sempre. Ma noi? Vi prego, fatemi sapere qualcosa.
Vostro Giuliano C.
"Il contrario"
rubrica di Davide ferrari
L'Unità Emilia-Romagna, 29 I 2011
sabato 22 gennaio 2011
I figli e le Primarie.
“Cara figlia, sono contento che ti affatichi per concludere il lungo quinquennio che porta alla laurea magistrale. Però vorrei ti svagassi un poco. Non sai quanti bravi signori non aspettano che di aiutarti, di risolvere tutti tutti i tuoi, i nostri problemi. PS. Ricordati di farti intestare un appartamento, gli anni passano in fretta”.”Caro figlio, tu metti su le installazioni per le fiere. Ne Sono orgoglioso. Ma, hai mai pensato che portando di qua e di là , un chilo o due, di una cosa o di un’altra, potresti avere tante soddisfazioni in più? Magari anche un sottosegretario tuo cliente. Che famiglia spensierata diventeremmo”. Domani vado a lavorare al seggio, e a votare, alle Primarie. Sono tanti i “vincenti” che ho incontrato. E io sempre qui, ad ”andare”. “E’ lo stesso”, mi dico pensando ai miei figli. Troppi vogliono far loro capire come si può grattare, con le unghie piene di terra. Allora, bavero alzato, io vado. Voglio fargli vedere come si deve essere. Liberi.
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
"L'Unità Emilia-Romagna"
22 01 2011
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
"L'Unità Emilia-Romagna"
22 01 2011
sabato 15 gennaio 2011
Il Marchionne che conosco io.
Il Marchionne che conosco io è un piccolo proprietario terriero e coltivatore. L’ambiente suo è nella “Bassa” fra Ferrara, Modena e Bologna. Ha "preso" un certo numero di ragazzi Rom kossovari profughi di guerra a lavorare. Sì ci sono anche Rom che lavorano e che cercano il lavoro a tutti i costi. Gli servivano per raccogliere le pere. 11 ore al giorno o più. Dequalificati? Non tutti. Qualcuno ha fatto il trattorista, altri sanno organizzare il magazzinaggio. 5 euro all'ora. Contratto in bianco per poche ore , il resto in nero.
Uno ha chiesto un po’ di più. Lui ha risposto: "Allora facciamo 4.50. Se non vi va prendo i rumeni. Loro ci stanno a 4". E' un uomo moderno. Mi ha detto il prete che segue con me questi ragazzi che va anche in chiesa. Gli piace andare a caccia e gira con la doppietta anche nei suoi campi. Così,tanto per fare. Non so se gli piacciono i maglioncini monotinta, con la pratica zip. Spero di no. Se non li indossa, forse, piacerà meno ai miei amici di partito "liberal".
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna, 15 Gennaio 2011
Uno ha chiesto un po’ di più. Lui ha risposto: "Allora facciamo 4.50. Se non vi va prendo i rumeni. Loro ci stanno a 4". E' un uomo moderno. Mi ha detto il prete che segue con me questi ragazzi che va anche in chiesa. Gli piace andare a caccia e gira con la doppietta anche nei suoi campi. Così,tanto per fare. Non so se gli piacciono i maglioncini monotinta, con la pratica zip. Spero di no. Se non li indossa, forse, piacerà meno ai miei amici di partito "liberal".
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna, 15 Gennaio 2011
venerdì 14 gennaio 2011
"Scuola, Università, Ricerca. un'altra italia comincia da qui".

Il 14 gennaio, h 17, via Rivani 35, sede del PD di Bologna si è svolta una importante sessione della direzione del Partito sul tema
"Scuola, Università, Ricerca. un'altra italia comincia da qui".
Il Forum della scuola, ha prodotto e raccolto una serie di materiali che sono ora leggibili nel blog
www.scuolaperdirezioneaperta.blogspot.com
cliccando il link soprastante si potrà accedere ai materiali.
I testi comprendono, la relazione di Graziella Giorgi e testi ed interventi di Davide Ferrari, Alberto Aitini, Franco Frabboni, Luigi Guerra, Ivana Summa, Paolo Rebaudengo, Giovanni Sedioli, Luciano Russo, Rosanna Facchini, Simona Lembi e Marilena Pillati.
Nel blog sono anche i riferimenti dei materiali programmatici nazionali, presentati da Francesca Puglisi.
sabato 8 gennaio 2011
Bologna. Candidati. A Destra uno squillo di tromba.
A Destra uno squillo di tromba. La Lega annuncia che, per Bologna, ha già tre candidati a Sindaco. Non fa’ nomi. Se si vuole, si pensi pure a Qui, Quo e Qua.
Nel mentre si mette in moto la falange civica dell'Ing. Aldrovandi. E Cazzola ? E Mazzucca? E Corticelli? I maggiorenti sono prudenti.
"Vanno tutti bene" -pensano e dicono gli eleganti capelli d'argento del Senatore Berselli- "Ma perchè no mia zia?".
A Sinistra, o circa, le primarie, fra lo spavento che incutono e le forze che suscitano, hanno sfrondato l'albero e il 23 si deciderà. Poi, verissimo, molto sarà da fare, però ….
A Destra la lunga partita (a Subbuteo?) sembra ancora agli inizi.
Un giorno il Condottiero li convocherà a Villa Certosa. Peccato se sarà ancora inverno, con il freddo tante cose mica si possono mostrare. Meglio prendere tempo.
E se Lui facesse urgenza? "Andremo con l'elenco telefonico, tanto la privacy lo ha così ridotto.."
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Nel mentre si mette in moto la falange civica dell'Ing. Aldrovandi. E Cazzola ? E Mazzucca? E Corticelli? I maggiorenti sono prudenti.
"Vanno tutti bene" -pensano e dicono gli eleganti capelli d'argento del Senatore Berselli- "Ma perchè no mia zia?".
A Sinistra, o circa, le primarie, fra lo spavento che incutono e le forze che suscitano, hanno sfrondato l'albero e il 23 si deciderà. Poi, verissimo, molto sarà da fare, però ….
A Destra la lunga partita (a Subbuteo?) sembra ancora agli inizi.
Un giorno il Condottiero li convocherà a Villa Certosa. Peccato se sarà ancora inverno, con il freddo tante cose mica si possono mostrare. Meglio prendere tempo.
E se Lui facesse urgenza? "Andremo con l'elenco telefonico, tanto la privacy lo ha così ridotto.."
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
giovedì 30 dicembre 2010
I loro, i nostri e le Feste.
Come passano le feste, i “loro”? Marchionne, che veste sobrio -da sessantottino- ripone le cravatte ricevute.”Devo fare tutto io- dice alla filippina- ma da domani "7 giorni su 7, h 24", e stop telefonate ai connazionali di casa Montezemolo. Se no ti delocalizzo al Lingotto. A villa Bunga pace e silenzio. Faticosa fu la vigilia: quanti regali da impacchettare.
”Marina, hai mandato lo Stelvio a Scilipoti?””Ma babbo, Scili voleva la laurea del Cepu per la sua mucca. Piuttosto, Calearo aspettava 15 schiavi nubiani? Li ha già spediti Gheddafi?”. E i “nostri”? Bersani è riuscito a scendere dal tetto, nonostante Parisi avesse tolto la scala. Renzi allo specchio del bagno (i “teen” ci tengono al look)- ripassa il discorso per quando sarà Papa. Cacciari attacca Merola. “Lui cosa c’entra?”, domandano a Budrio. Ma perchè Cacciari, uno dei massimi a a Sudoku, non dovrebbe parlare di strategie anche a Bologna? Con la nostra Bartolini lo hanno perseguitato. Bartolini. No, non Silvia, Miriam.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna 30 12 2010
”Marina, hai mandato lo Stelvio a Scilipoti?””Ma babbo, Scili voleva la laurea del Cepu per la sua mucca. Piuttosto, Calearo aspettava 15 schiavi nubiani? Li ha già spediti Gheddafi?”. E i “nostri”? Bersani è riuscito a scendere dal tetto, nonostante Parisi avesse tolto la scala. Renzi allo specchio del bagno (i “teen” ci tengono al look)- ripassa il discorso per quando sarà Papa. Cacciari attacca Merola. “Lui cosa c’entra?”, domandano a Budrio. Ma perchè Cacciari, uno dei massimi a a Sudoku, non dovrebbe parlare di strategie anche a Bologna? Con la nostra Bartolini lo hanno perseguitato. Bartolini. No, non Silvia, Miriam.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna 30 12 2010
giovedì 23 dicembre 2010
mercoledì 22 dicembre 2010
I miei auguri
Natale di buone speranze
2011 degno di essere vissuto
perchè sia possibile
ci vuole
la libertà di manifestare le proprie opinioni.
Davide Ferrari
2011 degno di essere vissuto
perchè sia possibile
ci vuole
la libertà di manifestare le proprie opinioni.
Davide Ferrari
Comune di Bologna, bilancio. Guardiamo ai tagli, senza coperte di Linus.
La Regione Emilia-Romagna vara un bilancio che ha anima e finalità. Una sua scelta è l'invarianza della pressione fiscale (per il 2011, non aumentano le tasse e non si introduce il ticket sulla sanita') e la volontà di finanziere il reddito dei lavoratori delle aziende in crisi con le proprie quote anche per il 2011-2012.
Si contengono le spese di funzionamento ma si confermano le scelte del programma di mandato, anche sugli investimenti, aumentati anche nel triennio 2011-2013. Guardiamo a Bologna. Quello che si vede è una disposizione aritmetica dei tagli, senza nette indicazioni di priorità, che sarà resa ancor più rigida per il ricorso all’esercizio provvisorio che costringerà a spendere in dodicesimi, mese per mese. L'impatto della Legge di stabilità è da tsunami e nel 2012 sarà da Vajont. Non a caso, verifica dopo verifica, la cifra di quanto manca è arrivata a toccare quota 50 (milioni, in meno).
Il dato più grave è quello degli investimenti, nel 2011 si impiegheranno solo 30 milioni di
euro , appena sufficienti, forse, per la manutenzione ordinaria. Sulla scuola: se da un lato appaiono accettabili aumenti tariffari gravanti sull’orario aggiuntivo ai nidi e un ritocco delle tariffe, ma non l’esagerato aumento per la fascia intermedia, è molto discutibile la tassa d’iscrizione alla “materna”. Si rischia di passare da un sistema integrato a una più forte differenziazione fra i tre regimi di gestione, statale, comunale e privata convenzionata. Insomma meno servizi e più oneri per le famiglie e le imprese (come gli aumenti a Cosap e Tarsu). Di questo bisogna parlare, senza accuse a Cancellieri, ma anche, senza volerne fare la coperta di Linus di un taglio al sociale di proporzioni mai viste. Il Popolo della libertà ed i Padani di casa nostra non trovano di meglio che rivolgere :"Un pubblico ringraziamento a Tremonti per l'elettroshock”. C’è qui qualcosa di medioevale, c’è l’usanza di chinar la testa di fronte ai
poteri. Ma non si doveva essere federalisti?
Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Si contengono le spese di funzionamento ma si confermano le scelte del programma di mandato, anche sugli investimenti, aumentati anche nel triennio 2011-2013. Guardiamo a Bologna. Quello che si vede è una disposizione aritmetica dei tagli, senza nette indicazioni di priorità, che sarà resa ancor più rigida per il ricorso all’esercizio provvisorio che costringerà a spendere in dodicesimi, mese per mese. L'impatto della Legge di stabilità è da tsunami e nel 2012 sarà da Vajont. Non a caso, verifica dopo verifica, la cifra di quanto manca è arrivata a toccare quota 50 (milioni, in meno).
Il dato più grave è quello degli investimenti, nel 2011 si impiegheranno solo 30 milioni di
euro , appena sufficienti, forse, per la manutenzione ordinaria. Sulla scuola: se da un lato appaiono accettabili aumenti tariffari gravanti sull’orario aggiuntivo ai nidi e un ritocco delle tariffe, ma non l’esagerato aumento per la fascia intermedia, è molto discutibile la tassa d’iscrizione alla “materna”. Si rischia di passare da un sistema integrato a una più forte differenziazione fra i tre regimi di gestione, statale, comunale e privata convenzionata. Insomma meno servizi e più oneri per le famiglie e le imprese (come gli aumenti a Cosap e Tarsu). Di questo bisogna parlare, senza accuse a Cancellieri, ma anche, senza volerne fare la coperta di Linus di un taglio al sociale di proporzioni mai viste. Il Popolo della libertà ed i Padani di casa nostra non trovano di meglio che rivolgere :"Un pubblico ringraziamento a Tremonti per l'elettroshock”. C’è qui qualcosa di medioevale, c’è l’usanza di chinar la testa di fronte ai
poteri. Ma non si doveva essere federalisti?
Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
sabato 18 dicembre 2010
Università. Dialogo oltre il “punto zero”
La cerimonia di apertura dell’anno accademico non ci sarà. Bisogna evitare il rischio che sia un “punto zero”nella vita dell’ateneo. Ci vuole una forte iniziativa di risposta agli studenti, alle loro ragioni e ai loro torti. Sì, ci sono anche i torti. Il movimento non ha ancora scelto un netto distacco da chi vuole forme di lotta e di “comunicazione” del tutto sbagliate. Ma c’è una generazione intera, forse più di una, che ha bisogno come il pane di interlocutori. L’Università intraprenda una “campagna” di dialogo e reciproco riconoscimento con i suoi studenti. L’isolamento della violenza si otterrà solo agendo insieme: città, Università e studenti. Vanno condivise le volontà dei giovani che non accettano il taglio del loro futuro. Siamo coinvolti, quel che accade è nella vita nostra, di tutta la nostra società. Governare un ateneo nell’”era Gelmini”, fra manganelli e sampietrini richiede solidarietà e, nello stesso tempo, la sollecitazione ad aprire, a “volersi tenere”. Mai a chiudere.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
mercoledì 15 dicembre 2010
Oggi, proprio oggi
Ieri, 14 Dicembre, San Scilipoto. Vince Berlusconi, con gli elefanti di Pirro, con i basti carichi di mutui e poltrone. Questa la politica che sta di fronte a milioni di giovani.
Il fango della Destra logora tutte le istituzioni. In questo quadro è difficile costruire dei movimenti che abbiano nella pratica della democrazia e nel rifiuto della violenza le proprie mura. Bisogna riuscirci. Mentre si chiede il diritto di manifestare, senza dover sempre mettere in conto i manganelli, bisogna dire, senza alcuna ambiguità, che ci sono forme di lotta da rigettare. Guai se un movimento forte e radicato divenisse minoritario perchè strumentalizzato da idee e gruppi che non c'entrano nulla con il "tema" delle lotte di queste settimane: la scuola, l’università rivendicate come bene pubblico essenziale.
Ci vuole la forza morale di condurre una battaglia contro chi il movimento lo vuole estremo e sconfitto.
Nel freddo della rabbia e dell'indignazione, tiriamo fuori il meglio. Oggi, proprio oggi.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Il fango della Destra logora tutte le istituzioni. In questo quadro è difficile costruire dei movimenti che abbiano nella pratica della democrazia e nel rifiuto della violenza le proprie mura. Bisogna riuscirci. Mentre si chiede il diritto di manifestare, senza dover sempre mettere in conto i manganelli, bisogna dire, senza alcuna ambiguità, che ci sono forme di lotta da rigettare. Guai se un movimento forte e radicato divenisse minoritario perchè strumentalizzato da idee e gruppi che non c'entrano nulla con il "tema" delle lotte di queste settimane: la scuola, l’università rivendicate come bene pubblico essenziale.
Ci vuole la forza morale di condurre una battaglia contro chi il movimento lo vuole estremo e sconfitto.
Nel freddo della rabbia e dell'indignazione, tiriamo fuori il meglio. Oggi, proprio oggi.
"Il contrario"
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
venerdì 10 dicembre 2010
Nidi, infanzia, Bologna. Una via possibile.
Le famiglie di Bologna contano molto sui servizi educativi della città, a partire dal nido e sulle scuole dell’infanzia.
La prima notizia che la politica deve dare alla città non è “privatizziamo” o “non privatizziamo” ma un progetto per assicurare qualità e quantità.
Bisogna dare vita ad una “Istituzione” autonoma che, come a Reggio e in molte altre città dell’Emilia garantisca un governo ed una direzione pedagogica alte ad un sistema integrato di servizi e scuole a guida pubblica.
Si confonde troppo il welfare con le scuole, sono due cose diverse e la responsabilità di educare richiede, anche e soprattutto nelle primissime età, una grande attenzione ed un ruolo pubblico.
I nidi sono moltissimi in città ma non bastano, anzi la domanda tende a crescere.
Il Comune non può rispondere a tutti, soprattutto con le risorse tagliate dalle leggi finanziarie.
Occorre razionalizzare la spesa e si può fare. Bologna deve mantenere la sua quota ampia di nidi a gestione comunale come metro e misura della qualità di un sistema più ampio, non solo fatto di gestori diversi ma anche di servizi diversi, a diverso orario e flessibilità.
Nuovi nidi a minor costo possono essere istituiti non solo con project financing e gestioni private ma anche con l’aumento di impegno di amministrazioni pubbliche ed imprese, in accordo con il Comune, per il fabbisogno dei propri dipendenti ma con strutture aperte anche al territorio e non ghetti.
Pubblico e privato sociale devono crescere entrambi ed insieme, questo non è un mercato. Affidarsi solo al privato sociale, pezzo a pezzo, senza un piano e senza strumenti, non solo di controllo, ma di programmazione sarebbe un grave errore.
Avremmo, per i nostri bambini, una coperta più larga è vero ma piena di buchi.
Le scuole dell’infanzia sono scuole e, a Bologna, da molti anni sono scuole per tutti.
Il Comune ne trattenga una quota strategica, non solo perché non può fare altrimenti ma perché vuole, potrebbe essere il 50 per cento, e garantisca loro un progetto ed una sicurezza di personale che oggi sono in forse.
Chieda allo Stato di assumersi maggiori responsabilità sia finanziando le scuole paritarie comunali sia gestendone in proprio in un numero maggiore di quello che oggi fa. Si va al federalismno?Allora questi conti vanno fatti altrimenti lo stato beffa Bologna.
In alcuni comuni si è andati ad una gestione del privato-sociale anche di piccole scuole comunali.
Bologna può tenere una linea più attenta al carattere di scuola delle “materne”, tanto più che il privato già copre circa un terzo dell’offerta con convenzioni che vanno proseguite ma sempre con una attento e continuo lavoro sulla qualità.
Infine le tariffe: attenzione al ceto medio. Se lo si tartassa i servizi diventeranno un limbo per chi non può permettersi altro e addio modello emiliano, equità e promozione sociale
Davide Ferrari
Nota su Facebook
10 dicembre 2010
La prima notizia che la politica deve dare alla città non è “privatizziamo” o “non privatizziamo” ma un progetto per assicurare qualità e quantità.
Bisogna dare vita ad una “Istituzione” autonoma che, come a Reggio e in molte altre città dell’Emilia garantisca un governo ed una direzione pedagogica alte ad un sistema integrato di servizi e scuole a guida pubblica.
Si confonde troppo il welfare con le scuole, sono due cose diverse e la responsabilità di educare richiede, anche e soprattutto nelle primissime età, una grande attenzione ed un ruolo pubblico.
I nidi sono moltissimi in città ma non bastano, anzi la domanda tende a crescere.
Il Comune non può rispondere a tutti, soprattutto con le risorse tagliate dalle leggi finanziarie.
Occorre razionalizzare la spesa e si può fare. Bologna deve mantenere la sua quota ampia di nidi a gestione comunale come metro e misura della qualità di un sistema più ampio, non solo fatto di gestori diversi ma anche di servizi diversi, a diverso orario e flessibilità.
Nuovi nidi a minor costo possono essere istituiti non solo con project financing e gestioni private ma anche con l’aumento di impegno di amministrazioni pubbliche ed imprese, in accordo con il Comune, per il fabbisogno dei propri dipendenti ma con strutture aperte anche al territorio e non ghetti.
Pubblico e privato sociale devono crescere entrambi ed insieme, questo non è un mercato. Affidarsi solo al privato sociale, pezzo a pezzo, senza un piano e senza strumenti, non solo di controllo, ma di programmazione sarebbe un grave errore.
Avremmo, per i nostri bambini, una coperta più larga è vero ma piena di buchi.
Le scuole dell’infanzia sono scuole e, a Bologna, da molti anni sono scuole per tutti.
Il Comune ne trattenga una quota strategica, non solo perché non può fare altrimenti ma perché vuole, potrebbe essere il 50 per cento, e garantisca loro un progetto ed una sicurezza di personale che oggi sono in forse.
Chieda allo Stato di assumersi maggiori responsabilità sia finanziando le scuole paritarie comunali sia gestendone in proprio in un numero maggiore di quello che oggi fa. Si va al federalismno?Allora questi conti vanno fatti altrimenti lo stato beffa Bologna.
In alcuni comuni si è andati ad una gestione del privato-sociale anche di piccole scuole comunali.
Bologna può tenere una linea più attenta al carattere di scuola delle “materne”, tanto più che il privato già copre circa un terzo dell’offerta con convenzioni che vanno proseguite ma sempre con una attento e continuo lavoro sulla qualità.
Infine le tariffe: attenzione al ceto medio. Se lo si tartassa i servizi diventeranno un limbo per chi non può permettersi altro e addio modello emiliano, equità e promozione sociale
Davide Ferrari
Nota su Facebook
10 dicembre 2010
sabato 4 dicembre 2010
Tovaglie equanimi.
Bologna. Primarie. Dal giorno dopo che, con dibattito e rinunce, abbiamo avuto un candidato espresso, se non “dal” PD, certamente “nel” PD, Virginio Merola, è tutt’un dire e fare per mettere sullo stesso piano, nell’iniziativa di partito, anche “gli altri”: Amelia Frascaroli e Benedetto Zacchiroli.
La volontà di trasparenza, l’esperienza infelice di Delbono, il risultato di Milano: tutto consiglia prudenza e attenzione massima. Nei circoli, nei dibattiti, ai pranzi: meglio se vengono tutti e tre.
Sì, anche ai pranzi. Ma avranno i tre le medesime portate? - mi chiedo. “Hai dato la lasagna a Virginio? Bene, ricordati di portarla anche ad Amelia”.”Ma se non le piace?” “E’ lo stesso. Lui la sta mangiando, deve mangiarla anche lei !”.”Zacchiroli non vuole la zuppa inglese. Ingrassa”.”Non importa, zuppa uguale per tutti”. Una bella fatica, per i soliti. Facile sorriderne, ma il PD è l’unico partito vero rimasto. Per questo è diventato il parafulmine dei luoghi comuni, del disperato disincanto, del qualunquismo rancoroso. Insomma, dei più. Tutti a tocciare, tutti a criticare. Allora, si demorde? Niente affatto. Avanti, a tenere tesa la rete, avanti, a tenere equanimi anche le tovaglie.
Il contrario
di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
La volontà di trasparenza, l’esperienza infelice di Delbono, il risultato di Milano: tutto consiglia prudenza e attenzione massima. Nei circoli, nei dibattiti, ai pranzi: meglio se vengono tutti e tre.
Sì, anche ai pranzi. Ma avranno i tre le medesime portate? - mi chiedo. “Hai dato la lasagna a Virginio? Bene, ricordati di portarla anche ad Amelia”.”Ma se non le piace?” “E’ lo stesso. Lui la sta mangiando, deve mangiarla anche lei !”.”Zacchiroli non vuole la zuppa inglese. Ingrassa”.”Non importa, zuppa uguale per tutti”. Una bella fatica, per i soliti. Facile sorriderne, ma il PD è l’unico partito vero rimasto. Per questo è diventato il parafulmine dei luoghi comuni, del disperato disincanto, del qualunquismo rancoroso. Insomma, dei più. Tutti a tocciare, tutti a criticare. Allora, si demorde? Niente affatto. Avanti, a tenere tesa la rete, avanti, a tenere equanimi anche le tovaglie.
Il contrario
di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
venerdì 3 dicembre 2010
Giancarla Codrignani, 80 anni.
Una foto degli anni ’70, che troviamo nel web, mostra Giancarla Codrignani a braccetto con Lelio Basso ed altri protagonisti internazionali della lotta per i diritti dei popoli. Una Codrignani elegante e sorridente, com’è ora, giunta al traguardo degli ottant’anni.
Con garbata civetteria l’autrice, dopo aver raccolto in volume una ricca antologia dei suoi articoli, l’ha intitolata “Ottanta, gli anni di una politica”, (Edizioni Servitium) spersonalizzando così, se si vuole, il compleanno.
D’altra parte la vivacità ed il ritmo di Codrignani sono,oggi, i medesimi che l’hanno caratterizzata in tante altre stagioni.
Figlia di un militante antifascista e socialista, Duilio, Giancarla cresce in un mondo cattolico che la guerra fredda tiene incatenato senza poterne nascondere le aspirazioni più vere ed inquiete, tese al rinnovamento sociale, alla pace.
L’occasione della rottura è, dopo il ’68, il richiamo al ripudio della guerra. Il Cardinale Lercaro giungerà a condannare i bombardamenti sul Vietnam e verrà per questo allontanato. La sua Chiesa bolognese, attivissima e aperta, verrà colpita, alcune delle menti più forti decideranno, anche per questo, che è il momento di un salto.
Così farà Giancarla, iniziando, nella vita politica e poi in Parlamento, una lunghissima fase di impegno nell’area che si chiamò degli indipendenti di Sinistra, accanto al Pci ma distinti.
Lì Codrignani incontrerà, con Parri e Barbato, Natalia Ginzburg e Galante Garrone, Stefano Rodotà, suo capogruppo, che del volume scrive la prefazione.
Una collocazione feconda che Giancarla ha mantenuto anche dopo, accompagnando, con autonomia e partecipazione, la Sinistra in ogni vicenda, fino al PD di oggi. La testimonianza di pace si è arricchita di una personale capacità di analisi delle varie situazioni internazionali, unendo acutezza e sintesi nel raccontare i diversi conflitti.
La salvaguardia dei diritti umani, sarà uno dei punti di partenza per l’altra sua grande battaglia, quella per dare voce e diritti alle donne, nei continenti del sottosviluppo e nelle nostre città, con un’attenzione che spazia dai temi più vasti ai comportamenti sociali di ogni giorno. Ancora dai diritti sorge il terzo tema prioritario di Codrignani: la riflessione sulla Costituzione.
Prima le lotte per renderla effettiva, e adeguarla a una vita dove le donne siano più libere, e oggi, più spesso, per difenderne i principi, insidiati dalla lunga ondata reazionaria. Il suo ventaglio è ampio, ma mai nella vita di Giancarla si incontra quel limitante dilettantismo che spesso è di chi si occupa di molte cose. E’ chiara linea di una coerenza, unita ad una semplicità, ad esempio nello scrivere, dove al suo saper essere giornalista si unisce la professione, mai abbandonata, dell’insegnamento. La lingua di Codrignani ha anche la lezione dei classici, più i greci forse di Tacito, percorsi con tante generazioni di allievi. Classici attenti ad evitare lunghezze, a tagliare prolissità, come e più dei capiredattori dei giornali di oggi.
Giancarla Codrignani
“Ottanta, gli anni di una politica”
Servitium
Con garbata civetteria l’autrice, dopo aver raccolto in volume una ricca antologia dei suoi articoli, l’ha intitolata “Ottanta, gli anni di una politica”, (Edizioni Servitium) spersonalizzando così, se si vuole, il compleanno.
D’altra parte la vivacità ed il ritmo di Codrignani sono,oggi, i medesimi che l’hanno caratterizzata in tante altre stagioni.
Figlia di un militante antifascista e socialista, Duilio, Giancarla cresce in un mondo cattolico che la guerra fredda tiene incatenato senza poterne nascondere le aspirazioni più vere ed inquiete, tese al rinnovamento sociale, alla pace.
L’occasione della rottura è, dopo il ’68, il richiamo al ripudio della guerra. Il Cardinale Lercaro giungerà a condannare i bombardamenti sul Vietnam e verrà per questo allontanato. La sua Chiesa bolognese, attivissima e aperta, verrà colpita, alcune delle menti più forti decideranno, anche per questo, che è il momento di un salto.
Così farà Giancarla, iniziando, nella vita politica e poi in Parlamento, una lunghissima fase di impegno nell’area che si chiamò degli indipendenti di Sinistra, accanto al Pci ma distinti.
Lì Codrignani incontrerà, con Parri e Barbato, Natalia Ginzburg e Galante Garrone, Stefano Rodotà, suo capogruppo, che del volume scrive la prefazione.
Una collocazione feconda che Giancarla ha mantenuto anche dopo, accompagnando, con autonomia e partecipazione, la Sinistra in ogni vicenda, fino al PD di oggi. La testimonianza di pace si è arricchita di una personale capacità di analisi delle varie situazioni internazionali, unendo acutezza e sintesi nel raccontare i diversi conflitti.
La salvaguardia dei diritti umani, sarà uno dei punti di partenza per l’altra sua grande battaglia, quella per dare voce e diritti alle donne, nei continenti del sottosviluppo e nelle nostre città, con un’attenzione che spazia dai temi più vasti ai comportamenti sociali di ogni giorno. Ancora dai diritti sorge il terzo tema prioritario di Codrignani: la riflessione sulla Costituzione.
Prima le lotte per renderla effettiva, e adeguarla a una vita dove le donne siano più libere, e oggi, più spesso, per difenderne i principi, insidiati dalla lunga ondata reazionaria. Il suo ventaglio è ampio, ma mai nella vita di Giancarla si incontra quel limitante dilettantismo che spesso è di chi si occupa di molte cose. E’ chiara linea di una coerenza, unita ad una semplicità, ad esempio nello scrivere, dove al suo saper essere giornalista si unisce la professione, mai abbandonata, dell’insegnamento. La lingua di Codrignani ha anche la lezione dei classici, più i greci forse di Tacito, percorsi con tante generazioni di allievi. Classici attenti ad evitare lunghezze, a tagliare prolissità, come e più dei capiredattori dei giornali di oggi.
Giancarla Codrignani
“Ottanta, gli anni di una politica”
Servitium
martedì 30 novembre 2010
Monicelli.

Mario Monicelli. Un nostro amico. Un gesto terribile, ad ogni età e in qualunque condizione. Ha voluto morire da vivo. Solo di questo sono sicuro.
lunedì 29 novembre 2010
sabato 27 novembre 2010
Bologna. C'è troppo da fare.
Quando ho fatto parte di “ali” e gruppi di tendenza nel partito, solitamente, la mia militanza correntizia si è risolta in furibonde polemiche contro il mio capocorrente di turno, anche quando ero io stesso.
Non si fa' carriera a far così? Può darsi, però, che, alla lunga, si acquisti una piccola aureola, una dignità unitaria, un piccolo patrimonio di rispetto. Chissà?
Ecco, al rispetto, reciproco, ci tengo. Quando sento autorevoli accuse di uni contro altri: "Cercate posti", mi arrabbio. Come quando mi “tirano” le bretelle. Come non capire che alle accuse si avvitano le controaccuse, e, come cantava Jannacci:"a far così non finiamo più!".
Meglio prender fiato. Il Pd è un orologio aggiustato dal ritmo di una storia andata in altre direzioni dalle sperate e dalle vaticinate. Sarà per questo che unire sembra un compito da poco furbi. Ma c'è troppo da fare, mentre gli studenti salgono sui tetti, per rischiare abbandoni e distacchi.
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Non si fa' carriera a far così? Può darsi, però, che, alla lunga, si acquisti una piccola aureola, una dignità unitaria, un piccolo patrimonio di rispetto. Chissà?
Ecco, al rispetto, reciproco, ci tengo. Quando sento autorevoli accuse di uni contro altri: "Cercate posti", mi arrabbio. Come quando mi “tirano” le bretelle. Come non capire che alle accuse si avvitano le controaccuse, e, come cantava Jannacci:"a far così non finiamo più!".
Meglio prender fiato. Il Pd è un orologio aggiustato dal ritmo di una storia andata in altre direzioni dalle sperate e dalle vaticinate. Sarà per questo che unire sembra un compito da poco furbi. Ma c'è troppo da fare, mentre gli studenti salgono sui tetti, per rischiare abbandoni e distacchi.
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
venerdì 19 novembre 2010
L’equivicino.
Ernesto Carbone. Ecco il candidato. Sfuggito da una calza della befana preparata anzitempo, ha già bucato i media.
Giovane ma esperto. Democratico ma spregiudicato. Amico di Renzi? E’ una garanzia. Collaboratore di De Castro, D’Alema e Prodi. “Equivicino” a più politici, tutti importanti, lo ha definito il Foglio di Ferrara. Infatti di equino ha la saggezza dei cavalli sapienti incontrati da Gulliver.
Vuole aprire le scuole materne di notte. E’ giusto. La Gelmini le chiude di giorno? E noi la spiazziamo. “Può piacere al centro” scrive uno stimato cronista bolognese. E’ vero al “centro”, con Casini e Rutelli, troppi grigi, un pò d’allegria è richiesta. Mancava un pizzico di follia e quella modernità futurista tipica di chi viene dalla provincia ma ha tanto studiato. Carbone non te la prendere, ma a Bologna abbiamo già tanti problemi. Ti preghiamo:“Sei un equivicino? Per favore, stacci un poco equilontano”.
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
Giovane ma esperto. Democratico ma spregiudicato. Amico di Renzi? E’ una garanzia. Collaboratore di De Castro, D’Alema e Prodi. “Equivicino” a più politici, tutti importanti, lo ha definito il Foglio di Ferrara. Infatti di equino ha la saggezza dei cavalli sapienti incontrati da Gulliver.
Vuole aprire le scuole materne di notte. E’ giusto. La Gelmini le chiude di giorno? E noi la spiazziamo. “Può piacere al centro” scrive uno stimato cronista bolognese. E’ vero al “centro”, con Casini e Rutelli, troppi grigi, un pò d’allegria è richiesta. Mancava un pizzico di follia e quella modernità futurista tipica di chi viene dalla provincia ma ha tanto studiato. Carbone non te la prendere, ma a Bologna abbiamo già tanti problemi. Ti preghiamo:“Sei un equivicino? Per favore, stacci un poco equilontano”.
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna
martedì 16 novembre 2010
"Dialogo sulla città", con Guido Fanti
"Dialogo sulla città"
con Guido Fanti, Sergio Lo Giudice e Davide Ferrari
con Guido Fanti, Sergio Lo Giudice e Davide Ferrari
sabato 13 novembre 2010
Ci vuole un Sindaco. Ecco la verità
Ci siamo. Cancellieri dichiara sui tagli di Tremonti. E’ preoccupata e chiama i parlamentari a soccorso. Insomma é costretta a fare politica. Quando mai si é visto un funzionario dello Stato giudicare ministri e Governo? E quando "trescare" con deputati e senatori? Non è il suo mestiere, ma un commissario che dura tanti mesi non può fare solo l'ordinaria amministrazione. E la politica non é quell' orrendo pasticcio che i potenti e i loro media ci disegnano. E' anche governare, cercare dei sì e dei no. Non basta un buon tecnico, ci vuole un buon politico. Non si scappa: ci vuole un Sindaco. Che squarcio di nubi. Ecco la verità. Cerco qualcuno a cui rivelarla, soddisfatto, ai tavolini del Circolo, le mani rosse per la pizzetta. E' semplice come l'acqua calda,e serve per le Primarie. “Bisogna dirla a tutti" convinco l'Attilio. E tutti e due: "Checchè se ne dica, far politica, votare non solo vuol dire contare di più, ma é necessario perche la città possa scegliere" diciamo unisoni ai coniugi Bugamelli. E' sera, s'addormentano.
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna 13 Novembre 2010
Il contrario
rubrica di Davide Ferrari
L'Unità Emilia-Romagna 13 Novembre 2010
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